Trainspotting

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Trainspotting è un romanzo scritto da Irvine Welsh, uno scrittore scozzese, che racconta le giornate trascorse tra droga, alcolismo e sesso da un gruppo di ragazzi nelle strade di Leith, un sobborgo di Edimburgo, negli anni Ottanta. Il romanzo ha avuto un enorme successo nella cultura popolare e sulla capacità di informare le persone su importanti tematiche sociali.

Trama[modifica]

Il romanzo è ambientato a Edimburgo, in un ambiente segnato da tossicodipendenza, criminalità e disperazione. I protagonisti del romanzo, Mark Renton, Spud, Sick boy, Bigbie e Tommy raccontano in prima persona, ognuno con il proprio stile, esperienze quotidiane di vita determinate dall’abuso di droghe pesanti, dall’alcolismo, dal fallimento nelle relazioni e dall’emarginazione dal resto del mondo.

Per guadagnarsi da vivere, i protagonisti del racconto si dedicano a reati minori e ogni giorno sfidano la morte, senza sapere se si risveglieranno dopo la prossima dose. Tra i narratori si fa notare maggiormente, per spazio e profondità, Mark Renton: figlio della classe lavoratrice scozzese, ex studente universitario ed eroinomane che entra ed esce ciclicamente dalla dipendenza. Successivamente vengono introdotti i suoi amici: Sick Boy, Spud, Begbie e Tommy.

Le vite dei protagonisti scorrono tra giornate squallide e vuote, spesso trascorse nella stazione di Leith, in un magazzino abbandonato dove possono passare il tempo indisturbati a svolgere le loro attività da tossicodipendenti. Le sere fredde e umide, tipiche del posto, le passano a bere birra e liquori nei pub o davanti alla TV a guardare partite di calcio.[1]

Il romanzo descrive scene estreme per far comprendere al lettore fino a che punto una persona possa spingersi in certe situazioni e con certe compagnie. Uno degli argomenti cardine è la ricerca della propria identità. Il gruppo di amici si sente escluso da ogni ambito e ricorre all'uso di sostanze stupefacenti come mezzo per fuggire dai problemi e dalle responsabilità imposte dalla vita, riuscendo a evadere dalla realtà per qualche minuto. Un altro modo per sopravvivere e trascorrere le giornate è la violenza, manifestata attraverso risse nei bar, dettate dal bisogno di denaro e dal desiderio di esprimere ciò che non riescono a dire.

Viene raccontato anche il costante desiderio di cambiamento e di miglioramento della propria persona e della propria vita, reso però impossibile dai vizi che l’ambiente e le cattive compagnie alimentano, rendendo sempre più difficile uscire dal circolo vizioso della droga e della violenza. Nel finale, uno dei protagonisti riesce a fuggire da questo ciclo, prendendo una decisione drastica e scappando in un altro posto, ma per farlo deve tradire il gruppo di amici. Con questo gesto, riesce a distaccarsi per un lungo periodo dal passato e da tutto ciò che ha vissuto a Leith.

Personaggi[modifica]

Nel romanzo sono presenti molti personaggi. Tra questi spicca un gruppo di amici, che rivestono un ruolo centrale nella storia, ognuno con caratteristiche ben diverse e particolari.

  • Renton Considerato il più intelligente del gruppo di amici, ha frequentato l'università per un breve periodo e proviene da una buona famiglia; possiede una grande forza di volontà e cerca di cambiare la sua vita e disintossicarsi, una scelta resa difficile dai vizi e dall'ambiente che lo circonda.
  • Spud è un ladruncolo tossicodipendente, di natura buona ma ingenuo. La sua mente è ormai compromessa dall’abuso di anfetamine, il che lo rende vulnerabile e facilmente manipolabile.
  • Sick Boy è il più elegante del gruppo, vanitoso e convinto di essere superiore agli altri. È un maniaco del sesso e una persona sfuggente e falsa che non esita a sfruttare il suo fascino sulle donne per ottenere vantaggi personali. Come Mark, anche lui oscilla continuamente tra la dipendenza dall’eroina e i tentativi di disintossicarsi.
  • Frank Begbie ha una tendenza psicopatica e quando si ubriaca diventa violento e incontrollabile. Ama scatenare risse nei pub, terrorizza le persone che in qualche modo lo sbeffeggiano, e tiranneggia i suoi amici. Inoltre, maltratta violentemente la sua compagna, mostrando totale assenza di emozioni e controllo sulle sue scelte.
  • Tommy è inizialmente un bravo ragazzo con la tendenza a bere un po’ troppo. Dopo che la sua fidanzata lo ha lasciato, cade in una profonda depressione; da lì il passo verso la dipendenza dall’eroina, utilizzata come mezzo per diminuire il dolore, diventa inevitabile.

Ambientazione[modifica]

Il romanzo è ambientato a Leith, una zona periferica di Edimburgo, negli anni Ottanta, dopo il declino e la chiusura di molte imprese locali importanti. Le chiusure produssero una disoccupazione di massa e resero più evidente la disuguaglianza sociale. Welsh descrive con grande realismo i luoghi, i pub, le strade e le case popolari; le strade di Leith vengono descritte come trasandate e pericolose, riflettendo lo stato dei personaggi, anch'essi trasandati, senza prospettive ed emarginati.[2] L’ambiente urbano viene utilizzato per spiegare perché i personaggi conducano una vita fatta di dipendenza da sostanze.

Nel romanzo viene citato in particolare il Volleyball Club, il pub dove il gruppo di amici si ritrova spesso a bere e ubriacarsi, per poi finire in qualche rissa. Il locale è descritto come il più sporco e antigienico della zona, specialmente in una scena in cui Renton, entrando nel bagno per defecare, si ritrova di fronte a una scena disgustosa, con escrementi e fluidi ovunque. Disperato per aver perso delle pillole, Renton si immerge nel disgustoso ambiente, finendo in un viaggio allucinogeno dovuto alla droga e addormentandosi lì per un po' di tempo.[3]

Per sostenere la loro vita, i ragazzi ricorrono a furti. Un altro elemento chiave sono le case popolari, dove i ragazzi vivevano o si ritrovavano per consumare le loro dosi. Anche queste abitazioni vengono descritte come antigieniche, trasandate e invivibili.

Significato del titolo[modifica]

Il titolo Trainspotting può essere interpretato con vari significati, in base alle esperienze personali o all' effetto che trasmette il romanzo. Il significato che Welsh intende suggerire è legato principalmente all’hobby del trainspotting, un passatempo considerato monotono e senza di scopo pratico.

Trainspotting è l'attività che consiste nel impiegare il proprio tempo nel guardare i treni alla stazione arrivare e partire senza minimamente interagire o condizionare i loro percorsi. L'hobby riflette la vita dei protagonisti del romanzo, che passano le giornate ad assumere droghe, senza avere controllo sul proprio destino né aspirare a un obiettivo più grande. Il titolo dice che i protagonisti vivono in una realtà in cui il tempo sembra essersi fermato, senza via di fuga in un ciclo senza progresso. Esprime l'idea di una generazione perduta che non riesce a trovare un orientamento e un significato nella vita.[4]

Il riferimento al Trainspotting funziona quindi come una critica alla società che ha abbandonato i personaggi, intrappolandoli in uno stato di alienazione e disperazione. Diventa, in definitiva, il simbolo indelebile del vuoto esistenziale che caratterizza non solo il protagonista, ma un'intera generazione di giovani.

Inoltre, nello slang giovanile scozzese, trainspotting significa essere ossessionati o dipendenti da qualcosa, in particolare dalla droga. È una parola offensiva e provocatoria.

Storia editoriale[modifica]

Irvine Welsh trascorse gran parte degli anni Ottanta come eroinomane nella sua città natale di Leith, un quartiere operaio di Edimburgo. Appassionato di musica punk e tifoso degli Hibernian, quando non si drogava si guadagnava da vivere facendo lavoretti e commettendo piccole frodi. In quel periodo cominciò a mettere su carta una serie di storie e pensieri, ispirati dalle sue esperienze personali e dalle persone che incontrava.

Dopo aver superato la dipendenza, ha raccolto questi scritti in un romanzo dalla struttura non lineare. Il romanzo è diviso in sette sezioni che introducono alcuni dei personaggi principali, alternati ad altri personaggi non direttamente collegati alla storia. Alcune storie sono raccontate in prima persona, altre in terza persona. Anche il tono della storia cambia a seconda dei personaggi, spesso utilizzando il dialetto scozzese.

A Edimburgo, alla fine degli anni Ottanta, la droga prese il sopravvento sulla città, nel pieno della crisi economica. La vita di Irvine Welsh si snoda tra eroina, calcio, bar e sesso, tra momenti apparentemente disperati e di redenzione.[5]

Dopo la pubblicazione diTrainspotting, nel 1993, la carriera di Irvine Welsh è proseguita senza che l'autore rinunciasse ai suoi popolari personaggi e alla sua particolare linea di racconto discontinuo. In realtà, tutte le sue opere sono ambientate nell'universo di Trainspotting, anche se in alcuni casi il gruppo di amici viene solo accennato o vengono approfondite solo le vite di alcuni dei personaggi. Tre di questi sono veri e propri sequel.

  • Porno pubblicato nel 2002, presenta i protagonisti di Trainspotting diversi anni dopo le vicende del primo romanzo, nel contesto di una cultura sempre più ossessionata dal sesso e dal consumo. Il romanzo racconta le vite dei suoi personaggi, alle prese con la pornografia e la criminalità, e alla ricerca di un senso in un mondo che sembra averli abbandonati. La storia è ripresa a partire dalla fine del primo romanzo, dopo il gesto fatto da Renton contro i suoi amici, andando a spiegare le motivazioni e sviluppando un percorso verso la redenzione e la pace del gruppo di amici.
  • The Blade Artist, uscito nel 2016, mostra come Begbie si sia reinventato come scultore e abbia trovato una sorta di felicità in questo nuovo campo. La storia esplora il contrasto tra la sua personalità distruttiva e i suoi tentativi di adattarsi a un contesto artistico, vedendo anche il suo carattere omicida, che lo ha accompagnato in tutto il primo romanzo, dopo una serie di eventi tragici accaduti alla sua famiglia.
  • In Dead Men's Trousers, pubblicato nel 2018, Spud dovrà affrontare la sua stessa fine, la sua morte simbolica, mentre combatte la dipendenza e lotta per trovare un senso alla vita. La morte di Spud è gestita in modo tragico e riflessivo.

Il romanzo Skagboys, pubblicato nel 2012, è invece un prequel: prsenta la storia dei protagonisti prima della dipendenza dalla droga, quando erano ragazzi che cercavano di trovare la loro strada nel mondo, e mostrando tutte le circostanze che li hanno portati a prendere la strada verso la droga.[6]

Adattamento cinematografico[modifica]

La versione cinematografica di Trainspotting, uscita nel 1996, è un film diretto dal regista, sceneggiatore e produttore inglese Danny Boyle con una sceneggiatura scritta da John Hodge e prodotto da Andrew Macdonald. La pellicola è diventata un'icona sociale e nel 1999, è stata inserita al decimo posto nella classifica dei cento migliori film britannici del XX secolo.[7]

Quasi tutte le scene del film sono state girate a Glasgow, ad eccezione di alcune riprese effettuate tra Edimburgo e Londra. Il budget del film era piuttosto limitato, circa 1,5 milioni di sterline, ma il team creativo è riuscito a realizzare un'opera visivamente potente e dal forte impatto culturale.

Il film ha trasformando Boyle e McGregor in star internazionali permettendo loro di continuare con un sequel del film.

Nel 1996, anno della sua uscita, il film alzò un polverone di polemiche a causa della massiccia presenza dell’eroina, argomento cardine della narrazione; venne accusato di glorificare l’uso di droga, temendo che Trainspotting potesse invogliare i giovani a farne uso. Tuttavia, lo stesso Irvine Welsh, che ha vissuto in prima persona la dipendenza da eroina, ha chiarito che il romanzo non va inteso né come una glorificazione della droga né come una moralistica condanna di essa.[8]

Boyle nel 2017 diresse il sequel T2 Trainspotting, il quale per una buona parte si basa sul romanzo Porno, il seguito letterario di Welsh. Il film riunisce il cast originale e esplora la vita dei personaggi venti anni dopo gli eventi del primo film, affrontando tematiche come il rimpianto, l’invecchiamento e il tentativo di redenzione, mantenendo lo stile visivo energico e la colonna sonora iconica che hanno reso celebre il primo capitolo.

Colonna sonora[modifica]

La colonna sonora di Trainspotting è un mix di generi musicali che riflettono le diverse epoche e sottoculture. Si va dal punk al rock degli anni Settanta, con artisti come Iggy Pop, la cui iconica canzone Lust for Life apre il film, e Lou Reed, che con Perfect Day accompagna una delle scene più memorabili del film.[9]

Il Britpop degli anni Novanta viene rappresentato dalla band dei Blur e Pulp, gruppo importante della scena musicale britannica di quegli anni. La musica elettronica e techno trova spazio con tracce come Born Slippy .NUXX degli Underworld, che accompagna la scena finale del film, diventando un vero e proprio tormentone generazionale.

Inizialmente era stata presa in considerazione la band Oasis per la realizzazione della colonna sonora, ma il gruppo rifiutò la proposta. Nonostante ciò, la selezione musicale del film ha comunque raggiunto un livello altissimo.

Curiosità e aneddoti[modifica]

Alcune curiosità e aneddoti riguardanti il romanzo e il film di Trainspotting:

  • Cameo di Irvine Welsh: Irvine Welsh appare nel primo film di Trainspotting interpretando il ruolo di Mikey Forrester, il tossicodipendente che vende le supposte di oppio a Mark Renton.
  • Scena della "toilette più sporca di Scozia": una delle scene più memorabili del film è quella in cui Mark Renton entra per intero in un bagno pubblico esageratamente sporco. Per ricreare e rendere verosimile la scena, la produzione utilizzò cioccolato e biscotti tritati.
  • Preparazione di Ewan McGregor per il ruolo di Renton: per interpretare nel migliore dei modi il ruolo di tossicodipendente, Ewan McGregor perse circa 12 chili in due mesi, seguendo una dieta ferrea. Inoltre, trascorse del tempo con ex tossicodipendenti in un centro di disintossicazione per immedesimarsi meglio. McGregor propose persino di provare l'eroina, ma alla fine ci ripensò.
  • Riferimenti ad altri film: il Volcano Bar, dove Renton conosce Diane nel primo film di Trainspotting, è un chiaro riferimento ad Arancia Meccanica: all’interno si possono vedere, come decori sulle pareti, scritte identiche a quelle del Moloko Bar del film di Stanley Kubrick, e la canzone che si sente è Temptation, della band Heaven 17, che ha tratto il suo nome dalla band fittizia di Arancia Meccanica.[10]

Note[modifica]

  1. Maria Cagnazzo e Alessandro Foggetti, Trainspotting, «Culturificio», 2020 <https://culturificio.org/trainspotting/>.
  2. The Begbie Inside, Leith: Hibernian e sottocultura casual a Easter Road, «BegbieOnTour», 20 agosto 2015 <https://www.thebegbieinside.com/begbieontour-ep-7-leith-hibernian-e-sottocultura-casual-a-easter-road/>.
  3. Irvine Welsh e G. B. Marini, Trainspotting (Edizione italiana), Milano, Guanda, 1993.
  4. Alice Grisa, Trainspotting: il significato del titolo e del film tratti dal libro di Irvine Welsh, «Culturapop», 10 marzo 2020 <https://cpop.it/articoli/trainspotting-il-significato-del-titolo-e-del-film-tratti-dal-libro-di-irvine-welsh>.
  5. Guido Caldiron, Le identità tossiche di Irvine Welsh, «Il Manifesto», 28 aprile 2015 <https://ilmanifesto.it/le-identita-tossiche-di-irvine-welsh>.
  6. pallas23arachne (Ilaria Vigorito), Trilogia di Trainspotting (2017), 5 agosto 2017 <https://www.ilariavigorito.com/2017/08/05/trilogia-di-trainspotting-2017/>.
  7. Neil Mitchell, 10 great British films of the 1990s, «BFI», 7 ottobre 2021 <https://www.bfi.org.uk/london-film-festival/lists/10-great-british-films-1990s>.
  8. Roger Ebert, Trainspotting, «Rogerebert.com», 26 giugno 1996 <https://www.rogerebert.com/reviews/trainspotting-1996>.
  9. Marco Stagnitta, Colonna sonora del film Trainspotting, «Cinema & Psicologia», 15 settembre 2016 <https://www.cinemaepsicologia.it/colonna-sonora-del-film-trainspotting/>.
  10. Marianna Cortese, Trainspotting – 10 curiosità sul film con Ewan McGregor, «MovieMag», 6 maggio 2021 <https://www.moviemag.it/trainspotting-curiosita>.

Bibliografia[modifica]

  • Irvine Welsh, Trainspotting, Londra, Secker & Warburg, 1993.
  • Welsh Irvine e G. B. Marini, Trainspotting (Edizione italiana), Milano, Guanda, 1993.