Scuderia Ferrari
La Scuderia Ferrari è una squadra motoristica italiana militante in Formula Uno dal 1950. Attualmente è la squadra con più titoli mondiali vinti sia nella classifica piloti che nella classifica costruttori.
Origini[modifica]
Enzo Ferrari, fondatore della Scuderia Ferrari, nacque il 18 febbraio 1898 a Modena. A dieci anni, venne portato dal padre a una corsa automobilistica a Bologna: rimasto impressionato, decise di dedicarsi alle corse. Il 19 ottobre 1919 partecipò alla sua prima gara come pilota, nella Parma-Poggio di Berceto. Il 17 giugno 1923 vinse la sua prima gara; ottenne poi dalla madre di Francesco Baracca, eroe dell'aviazione nella Prima Guerra Mondiale, il permesso di usare come stemma il Cavallino Rampante, lo stemma che il figlio aveva usato sul suo aeroplano.
Nel 1929, dopo essersi rimesso da un esaurimento nervoso che lo aveva costretto a ritirarsi dalle gare automobilistiche, Enzo Ferrari venne chiamato a Milano dall'Alfa Romeo per creare una squadra corse. In questo modo, la Scuderia Ferrari nacque nel 1929 come squadra sportiva dell'Alfa Romeo [1].
Nel 1933 la gestione sportiva dell'Alfa passò completamente nelle mani della Scuderia, con l'obiettivo di far correre piloti esperti su vetture Alfa Romeo. Nel 1937 però, a causa degli scarsi risultati raccolti nelle ultime stagioni, l'Alfa Romeo decise di riprendersi il controllo del reparto corse. Enzo Ferrari abbandonò definitivamente Alfa Romeo nel 1939 [2].
In seguito alla separazione, Enzo Ferrari ebbe contrasti con la dirigenza dell'Alfa Romeo, che gli impedì di svolgere qualsiasi attività agonistica con il marchio della Scuderia per almeno quattro anni. Costretto a usare un nuovo marchio, nel 1940 Ferrari fondò a Modena l'Auto Avio Costruzioni. Vennero realizzate le vetture 815, che presero il via alla 13esima edizione della Mille Miglia. La prima gara si concluse con un doppio ritiro da parte delle due vetture messe in griglia, guidate dalle coppie di piloti Lotario Machiavelli - Enrico Nardi e Alberto Ascari - Giuseppe Minozzi. Quattro anni più tardi, gli stabilimenti dell'Auto Avio Costruzioni vennero trasferiti da Modena a Maranello per evitare i bombardamenti alleati nella Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1947 nacque la prima automobile Ferrari, la 125 S, che debuttò l’11 maggio al Circuito di Piacenza, gara conclusa con un ritiro a causa di un malfunzionamento della pompa di benzina. Enzo Ferrari dovette però aspettare solo altre due settimane prima che la sua Ferrari vincesse una gara. La data della prima vittoria in assoluto della Scuderia Ferrari nel Gran Premio di Roma, portata a casa da Franco Cortese, fu il 25 maggio 1947.
Formula Uno[modifica]
Anni Cinquanta[modifica]
Negli anni Cinquanta la Ferrari esordì in Formula Uno, dimostrando fin da subito di essere in grado di competere per i primi posti.
La Scuderia debuttò in F1 nella seconda tappa stagionale, al GP di Monaco. Aveva infatti saltato la prima gara della stagione, il GP di Silverstone, per correre una gara di F2 a Mons, in Belgio. Il 21 maggio 1950 la Ferrari partecipò alla sua prima gara in F1, ottenendo un secondo posto con Ascari, alle spalle di Juan Manuel Fangio su Alfa Romeo.
Per la prima vittoria e pole position, la Ferrari dovette aspettare ancora un anno. Il 14 luglio 1951, José Froilan Gonzalez portò la sua 375 F1 al primo posto nel GP d’Inghilterra, partendo dalla prima posizione, battendo le Alfa Romeo di Fangio e Fagioli [3].
La stagione 1952 consacrò la Scuderia Ferrari, portando Alberto Ascari a vincere il suo primo titolo mondiale con la 500 F2. Con la stessa monoposto il pilota italiano riuscì a riconfermarsi anche nel 1953[4].
Le stagioni 1954 e 1955 furono caratterizzate da poche soddisfazioni. Solo Mike Hawthorn e Gonzalez riuscirono a portare le loro 553 F1 alla vittoria, in tre occasioni.
Nel 1956 la Ferrari tornò Campione del mondo con Juan Manuel Fangio. La vettura utilizzata per quella stagione fu la Lancia D50, auto venduta alla Scuderia dopo la tragica morte di Ascari in un test a Monza[5]. Nel 1958, Mike Hawthorn riuscì a vincere il campionato, battendo per un solo punto il connazionale Stirling Moss. La Scuderia non riuscì però a ripetere il successo l’anno seguente, quando vinse solo tre gare con Tony Brooks e Phil Hill.
Anni Sessanta[modifica]
Gli anni Sessanta furono segnati da un'importante innovazione dal punto di vista tecnico e da poche vittorie.
Nel GP di Monaco del 1960, le 246 P montarono per la prima volta un motore posteriore su una delle loro vetture [6]. Questo cambiamento produsse grandi vantaggi aerodinamici e meccanici, che portarono la Ferrari a vincere il titolo mondiale Piloti con Phil Hill nel 1961. Hill, con l’aiuto dei compagni Wolfgang von Trips e Baghetti, riuscì a portare a casa anche il primo titolo mondiale Costruttori per la Scuderia Ferrari.
Mentre le stagioni 1962 e 1963 furono prive di successi, la stagione 1964 fu ricordata per la vittoria del titolo mondiale, con Ferrari, di John Surtees, unico pilota a vincere almeno un mondiale nella massima categoria delle quattro e due ruote [7].
Le successive stagioni, fino al 1969, furono caratterizzate da pochi successi e tanti problemi di affidabilità.
Anni Settanta[modifica]
Gli anni Settanta videro la Scuderia Ferrari ritornare ai vertici dei campionati Piloti e Costruttori.
La stagione 1970 fu incoraggiante per la Scuderia con quattro gare vinte, ma la vettura utilizzata per le tre stagioni successive si rivelò non all'altezza delle aspettative [8].
Con l’arrivo dell’austriaco Niki Lauda nel 1974, la Ferrari riuscì a ritrovare la competitività, vincendo tre gare, in Spagna, in Olanda e in Germania.
Il triennio 1975-77 fu ricco di successi per Niki Lauda e la Scuderia. Dopo undici anni dall’ultimo titolo mondiale Piloti vinto con John Surtees, la Scuderia Ferrari riuscì a conquistare il titolo mondiale Piloti e Costruttori con Lauda, il primo della sua carriera. L’impresa si sarebbe potuta riconfermare nel 1976, ma a seguito di un incidente spaventoso avvenuto nel Nürburgring per Lauda, il mondiale venne vinto dall’inglese James Hunt su Mclaren per un solo punto [9]. Nonostante il mondiale perso, Lauda riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale nel 1977, l’ultimo con la Ferrari, prima di passare alla Brabham Alfa Romeo.
Il 1978 vide entrare in Ferrari due nuovi piloti: l'argentino Carlos Reutemann e il canadese Gilles Villeneuve. I due riuscirono a vincere 5 gare, ma questo non fu sufficiente per battere la Lotus 79 di Mario Andretti, che divenne Campione del mondo con la prima auto a “effetto suolo” della storia della Formula Uno. Ciò portò la Ferrari a creare la prima monoposto a “effetto suolo” della Scuderia per la stagione 1979. Con Jody Scheckter, la Ferrari riuscì a conquistare sia il titolo Piloti sia quello Costruttori, grazie anche all’aiuto di Villeneuve [10].
Anni Ottanta[modifica]
Gli anni Ottanta furono caratterizzati da pochi successi e tante difficoltà.
La stagione 1980 fu una delle più difficili in assoluto. I migliori risultati furono solo tre quinti posti. A fine anno la Ferrari arrivò decima nel campionato Costruttori, davanti solo all' Alfa Romeo [11].
Nel 1981 si ebbe la creazione della prima monoposto Ferrari con motore turbo. Fu una stagione caratterizzata da ritiri sia da parte di Villeneuve sia da parte del nuovo pilota Didier Pironi. Solo Villeneuve, però, riuscì a piazzare la sua 126 CX al primo posto, in Spagna e a Monaco.
Il 1982 fu una stagione ricca di successi e di drammi. Villeneuve morì durante le prove del GP del Belgio a Zolder, mentre durante le qualifiche del GP di Germania Pironi ebbe un gravissimo incidente che pose fine alla sua carriera. Nonostante ciò, il Mondiale Costruttori andò alla Scuderia [12].
Il 1983 vide la Ferrari riconquistare il titolo mondiale Costruttori. Importanti furono le 4 vittorie conquistate dai piloti Patrick Tambay e René Arnoux.
Al volante della Ferrari come pilota di punta per le stagioni 1984 e 1985 ci fu Michele Alboreto. Nella sua prima stagione, Alboreto vinse una sola gara, mentre l’anno successivo si giocò il titolo Piloti fino a metà stagione con il francese Alain Prost su Mclaren. Un'improvvisa mancanza di affidabilità, nella seconda parte della stagione, pose fine alle speranze del pilota della Ferrari di vincere il campionato [13].
Solo qualche piazzamento a podio per Alboreto e lo svedese Stefan Johansson furono i risultati migliori di un 1986 principalmente caratterizzato da problemi di affidabilità. Per tornare a vincere, la Scuderia di Maranello dovette aspettare le ultime due gare dell’anno seguente con l’austriaco Gerhard Berger, rispettivamente il GP del Giappone e dell’Australia.
Nel 1988, grazie alla monoposto MP4/4 e ai suoi piloti Ayrton Senna e Alain Prost, la Mclaren riuscì a vincere quindici delle sedici gare del campionato. Il 14 agosto dello stesso anno, Enzo Ferrari morì all’età di novant’anni. Meno di un mese dopo, si corse il GP d’Italia, a Monza, e a tagliare il traguardo per prime furono le due Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto [14].
Gli anni Ottanta si conclusero con tre successi stagionali nel 1989, con una vittoria per Berger nel GP del Portogallo, e due per il pilota inglese Nigel Mansell, in Brasile e in Ungheria.
Anni Novanta[modifica]
Per la Casa di Maranello, gli anni Novanta furono anni di rinascita e di ritorno alla competitività.
Con l’arrivo del campione in carica Alain Prost affiancato da Nigel Mansell, la stagione 1990 vide la Ferrari di Prost giocarsi il titolo con Senna su Mclaren, nella penultima gara del calendario in Giappone. Alla prima curva, Senna buttò fuori, tra le polemiche, il pilota Ferrari facendogli perdere il campionato. Nonostante ciò, la squadra italiana riuscì ad ottenere sei vittorie, raggiungendo un grande traguardo nel GP di Francia: la centesima vittoria in Formula Uno.
Dal 1991 al 1993 la Ferrari non riuscì a vincere neanche una gara, tanto che nel 1991, Prost venne licenziato prima dell’ultima gara della stagione in Australia, dopo che aveva definito la sua auto un "camion" [15].
Nel 1994 la Scuderia di Maranello tornò alla vittoria nel GP di Germania grazie a Berger, tornato in Ferrari l'anno prima, dopo essere stato compagno di Senna in Mclaren per quattro anni [16].
L’unica vittoria della stagione 1995, fu quella di Jean Alesi, a Montreal. A fine stagione Alesi e Berger furono rimpiazzati da due nuovi piloti: Michael Schumacher e l’irlandese Eddie Irvine.
Nel 1996, con la guida straordinaria di Schumacher e l’aiuto del suo compagno di squadra, la Scuderia Ferrari arrivò a fine anno con un bilancio di tre vittorie, tutte ottenute da Schumacher, che la portarono seconda nel mondiale Costruttori dietro la Williams.
Dopo un’annata positiva per la squadra di Maranello, Michael Schumacher ebbe la prima chance di vincere il suo primo titolo Mondiale con la Ferrari. Sfortunatamente le cinque vittorie conquistate in quella stagione non furono sufficienti per battere il pilota canadese Jacques Villeneuve su Williams. Schumacher si classificò secondo nel mondiale Piloti 1997, ma fu espulso dalla corsa e dalla classifica finale del Mondiale per aver tentato di buttare fuori pista Villeneuve durante l'ultima gara, a Jerez [17].
Il 1998 vide la battaglia per il titolo piloti tra il finlandese Mika Hakkinen su Mclaren e Michael Schumacher. Nonostante le sei gare conquistate da Schumacher, Hakkinen con le sue otto vittorie riuscì a imporsi sul rivale, diventando Campione del mondo per la prima volta nella sua carriera [18].
Per Schumacher il 1999 doveva essere l’anno della rivincita contro il rivale finlandese, ma al GP d’Inghilterra il pilota tedesco sbatté alla curva Stowe, al primo giro, infortunandosi alla gamba destra. Il compito di Schumacher passò a Irvine, che non riuscì a battere Hakkinen nonostante le quattro vittorie stagionali raccolte. La Ferrari comunque poté ritenersi soddisfatta dato che riuscì a vincere il titolo Costruttori dopo 16 anni d’attesa [19].
Anni Duemila[modifica]
Per la Ferrari in Formula Uno, gli anni Duemila sono considerati i migliori mai visti per vittorie e record conquistati.
Schumacher, grazie all’aiuto del brasiliano Rubens Barrichello, dal 2000 al 2004, vinse 5 mondiali Piloti consecutivi, aggiungendo altri 5 mondiali Costruttori per la Scuderia.
Con i cambi regolamentari, la Ferrari nel 2005 riuscì a vincere una sola gara, a Indianapolis, dove solo sei auto si schierarono in griglia, a causa di vari problemi alle gomme Bridgestone.
Il 2006 vide per l’ultima volta Michael Schumacher al volante di una Ferrari. Nonostante un' impressionante rimonta nei confronti del suo rivale Alonso da metà stagione in poi, la corsa per il titolo mondiale di Schumacher si concluse al 36esimo giro del Gran Premio del Giappone, che vide il motore della sua Ferrari andare in fumo. La stagione si concluse con la vittoria del nuovo compagno di scuderia, Felipe Massa, nel GP del Brasile [20].
Con l’addio di Schumacher, la Ferrari iniziò a contare sulle abilità di Felipe Massa e del nuovo pilota Kimi Raikkonen per la stagione 2007. Le avversarie per quella stagione furono le due Mclaren di Fernando Alonso e di un giovane talento inglese, Lewis Hamilton. La battaglia per il titolo mondiale Piloti si concluse all’ultima gara in Brasile. Raikkonen riuscì a vincere la gara, con le Mclaren del catalano e dell’inglese, rispettivamente, in terza e settima posizione, diventando Campione del mondo alla sua stagione di debutto con la Ferrari [21].
La stagione 2008 vide all’ultima gara, sempre in Brasile, Massa tagliare il traguardo per primo e da Campione del mondo, ma nelle retrovie Hamilton riuscì a superare la Toyota di Timo Glock e a conquistare la quinta posizione, utile per fargli vincere il Mondiale per un solo punto.
Per celebrare i 60 anni di presenza nel Mondiale di Formula Uno, la Ferrari presentò nel 2009 la F60, che però non fu all’altezza delle sue avversarie. Solo Raikkonen riuscì a portarla alla vittoria nel GP del Belgio.
Anni Duemiladieci[modifica]
Gli anni Duemiladieci del nuovo millennio mostrarono una Ferrari competitiva solo in determinate stagioni.
Con l’arrivo di Fernando Alonso in Ferrari, la Scuderia di Maranello riuscì a lottare per il titolo mondiale Piloti solo nel 2010 e 2012, senza riuscire a vincerlo. Nelle altre stagioni passate in Ferrari, fino al 2014, Alonso dovette accontentarsi solo di qualche vittoria, ma senza prevalere sugli avversari in campionato.
Dopo che Alonso lasciò la Ferrari per tornare alla Mclaren, il pilota di punta dalla stagione 2015 fu Sebastian Vettel. Nemmeno il talento di Vettel fu comunque tale da infrengere il dominio della Mercedes, che vinse ben 7 titoli Costruttori di fila dal 2014 al 2021 grazie a Lewis Hamilton e ai suoi compagni Nico Rosberg, fino al 2016, e Valtteri Bottas, fino al 2021, poi rimpiazzato da George Russell [22].
Anni Duemilaventi[modifica]
Gli ultimi anni hanno visto la Ferrari essere poco competitiva. Nel 2020 la Ferrari arrivò solo sesta nel campionato Costruttori, mentre le stagioni 2021 e 2023 non videro una monoposto in grado di lottare per il Mondiale. Solo la prima parte di stagione 2022 vide una Ferrari in grado di lottare per il titolo Piloti con Charles Leclerc, prima che la monoposto iniziasse ad accusare gravi problemi di affidabilità.
Il 2024 vide la Scuderia giocarsi il titolo costruttori fino all'ultima gara contro la Mclaren, uscendone sconfitta [23]. La stagione 2025 si conclude con un quarto posto nella classifica Costruttori, con Charles Leclerc e Lewis Hamilton profondamente delusi dalla mancanza di competitività della monoposto.
Dal mondiale Sport Prototipi al WEC[modifica]
Fin dagli anni Cinquanta, la Scuderia Ferrari ha sempre partecipato a gare endurance come la 24h di Le Mans, la 1000km del Nurburgring o la Mille Miglia.
Con la prima edizione del Mondiale Sport Prototipi, nel 1953, la Ferrari dimostrò, fin da subito, di essere competitiva. Celebri furono le battaglie con i vari costruttori; in particolare spicca la Guerra Ferrari-Ford per la conquista della vittoria a Le Mans verso la metà degli anni Sessanta [24]. La stagione 1973 vide per l’ultima volta la Scuderia Ferrari partecipare e vincere un mondiale endurance prima di concentrarsi principalmente sulla Formula Uno.
Dopo cinquant’anni di totale silenzio, la Ferrari tornò a partecipare nella massima categoria del Mondiale endurance nel 2023, vincendo la centesima 24 ore di Le Mans, le sue successive due edizioni e i Campionati piloti e costruttori nel 2025.
Con 12 Mondiali Sport Prototipi vinti, 12 vittorie assolute a Le Mans e una lista lunga di successi in altre gare e campionati di durata, la Ferrari è uno dei costruttori più vincenti di tutti i tempi nei campionati endurance.
Ferrari Challenge[modifica]
Dal 1992, la Ferrari inaugurò il Ferrari Challenge, un campionato dedicato ai clienti che volevano portare le proprie vetture in pista. Furono create inizialmente due serie: una in Italia e una in Europa. Dal 1994 venne inaugurato il campionato monomarca Ferrari anche in Nord America. Al fine di riunire le serie in un'unica pista, venne creata la Finale Mondiale [25].
Record[modifica]
La Scuderia Ferrari ha ottenuto nel corso della sua storia diversi record in Formula Uno. I principali sono:
- Maggior numero di campionati costruttori vinti: 16
- Maggior numero di campionati piloti vinti: 15
- Maggior numero di vittorie: 249
- Maggior numero di podi: 888
- Maggior numero di doppiette: 87
- Maggior numero di pole position: 254
- Maggior numero di punti in assoluto: 10.398
- Maggior numero di giri veloci: 266
- Maggior numero di Gran Premi disputati: 1.122
Vetture vincenti[modifica]
Le vetture con cui la Scuderia Ferrari ha vinto almeno un titolo mondiale in Formula 1 sono:
- Ferrari 500 F2 (1952-1953) Campione piloti nel 1952 e 1953
- Ferrari D50 (1956) Campione piloti
- Ferrari 246 F1 (1958) Campione piloti
- Ferrari 156 F1 (1961-1962) Campione piloti e costruttori nel 1961
- Ferrari 158 F1(1964-1965) Campione piloti e costruttori nel 1964
- Ferrari 312 T (1975) Campione piloti e costruttori
- Ferrari 312 T2 (1976-1977) Campione costruttori nel 1976, Campione piloti e costruttori nel 1977
- Ferrari 312 T4 (1979) Campione piloti e costruttori
- Ferrari 126 C2 (1982) Campione costruttori
- Ferrari 126 C3 (1983) Campione costruttori
- Ferrari F399 (1999) Campione costruttori
- Ferrari F1-2000 (2000) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2001 (2001) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2002 (2002) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2003-GA (2003) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2004 (2004) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2007 (2007) Campione piloti e costruttori
- Ferrari F2008 (2008) Campione costruttori
Piloti Campioni del mondo con Ferrari in F1[modifica]
Pochi piloti sono riusciti a vincere il titolo mondiale con la Scuderia Ferrari:
- Alberto Ascari (1952 e 1953)
- Juan Manuel Fangio (1956)
- Mike Hawthorn (1958)
- Phil Hill (1961)
- John Surtess (1964)
- Niki Lauda (1975 e 1977)
- Jody Scheckter (1979)
- Michael Schumacher (2000 - 2004)
- Kimi Raikkonen (2007)
Note[modifica]
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, pp. 93-94.
- ↑ 90 anni di Scuderia Ferrari, museoalfaromeo.com, 15 novembre 2019, https://www.museoalfaromeo.com/it-it/news/Pages/90-anni-Scuderia-Ferrari.aspx.
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, pp. 194-195.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 66-67.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 99.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 146-147.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 174-175.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 238-239.
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, p. 86.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 276-277.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 278-279.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 288-289.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, pp. 300-301.
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, pp. 196-197.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 329.
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, p. 142.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 359.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 361.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 365.
- ↑ Acerbi, TUTTO Ferrari, p. 405.
- ↑ Leonildo Turrini (a cura di), FERRARI THE BEST, pp. 184- 185.
- ↑ 2021 F1 Constructors Championship Standings, formulaonehistory.com, 2025 https://www.formulaonehistory.com/results/2021-f1-constructors-championship-standings/.
- ↑ 2024 F1 Constructors Championship Standings, formulaonehistory.com, 2025 https://www.formulaonehistory.com/results/2024-f1-constructors-championship-standings/.
- ↑ Tommaso Fatichi, La leggendaria rivalità Ford-Ferrari: una battaglia per la gloria a Le Mans, nuvolari.net, 2024, https://www.nuvolari.net/la-leggendaria-rivalita-ford-ferrari-una-battaglia-per-la-gloria-a-le-mans/.
- ↑ Dedicato ai clienti: nasce il Ferrari Challenge, ferrari.com, 2025, https://www.ferrari.com/it-IT/history/momenti/1993/dedicato-ai-clienti/more.
Bibliografia[modifica]
- 16 novembre 1929: nasce la Scuderia Ferrari, ferrari.com, 11 febbraio 2019, https://www.ferrari.com/it-SM/magazine/articles/foundation-scuderia-ferrari-formula-one-team.
- 90 anni di Scuderia Ferrari, museoalfaromeo.com, 15 novembre 2019, https://www.museoalfaromeo.com/it-it/news/Pages/90-anni-Scuderia-Ferrari.aspx.
- 1972: Campioni del Mondiale Prototipi, ferrari.com, 22 novembre 2019, https://www.ferrari.com/it-IT/magazine/articles/1972-world-sportscar-champions.
- Ferrari 499P, ferrari.com, 2023, https://www.ferrari.com/it-IT/hypercar/ferrari-499p.
- Ferrari campione del mondo: conquistati i titoli Costruttori e Piloti nel FIA WEC 2025, ferrari.com, 8 novembre 2025, https://www.ferrari.com/it-IT/hypercar/articles/8-ore-del-bahrain-2025-fine-gara.
- Dedicato ai clienti: nasce il Ferrari Challenge, ferrari.com, 2025, https://www.ferrari.com/it-IT/history/momenti/1993/dedicato-ai-clienti/more.
- ferrari, statsf1.com, 2025, https://www.statsf1.com/en/ferrari.aspx.
- F1 Constructors' Records, formulaonehistory.com, 2025, https://www.formulaonehistory.com/records/formula-one-constructor-records/.
- ferrari, motorsportstats.com, 2025 https://www.motorsportstats.com/team/ferrari-2/summary/series/fia-formula-one-world-championship.
- Leonildo Turrini, FERRARI THE BEST, Modena, Franco Cosimo Panini, 2017.
- Leonardo Acerbi, TUTTO Ferrari, Milano, Giorgio Nada Editore, 2019.
- Matteo Novembrini, 24 Ore di Le Mans: l'albo d'oro, AUTOSPRINT, 7 giugno 2023 https://www.autosprint.it/news/pista/endurance/2023/06/07-6430943/24_ore_di_le_mans_l_albo_d_oro.
- Tommaso Fatichi, La leggendaria rivalità Ford-Ferrari: una battaglia per la gloria a Le Mans, nuvolari.net, 2024, https://www.nuvolari.net/la-leggendaria-rivalita-ford-ferrari-una-battaglia-per-la-gloria-a-le-mans/.