Pelé

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Pelé, nato nel 1940 a Três Corações, è stato un calciatore brasiliano considerato tra i migliori della storia, vincendo tre Coppe del Mondo con il Brasile

Infanzia[modifica]

Edson Arantes do Nascimento, universalmente noto come Pelé, nacque il 23 ottobre 1940 a Três Corações, una piccola città nello stato di Minas Gerais, Brasile. Proveniente da una famiglia modesta, suo padre, João Ramos do Nascimento, era un calciatore semi-professionista noto come Dondinho, mentre sua madre, Celeste Arantes, era una casalinga. Nonostante il sogno del padre di diventare una stella del calcio non si fosse mai concretizzato a causa di un infortunio, Pelé ereditò la passione per il gioco sin da giovane.[1] Il soprannome “Pelé” gli venne affibbiato durante l'infanzia, quando i suoi amici lo prendevano in giro per il modo in cui pronunciava il nome del portiere del Vasco da Gama, Bilé, storpiandolo involontariamente in "Pelé".[2] Cresciuto in condizioni di povertà, Pelé passò gran parte della sua infanzia a giocare a calcio per strada con palloni fatti di calzini riempiti di carta o stracci. La famiglia non poteva permettersi una vera palla da calcio, ma la passione del giovane Edson per il gioco era evidente.[3] Fin da piccolo mostrò un’abilità naturale, un’innata comprensione del gioco e una coordinazione fuori dal comune per la sua età. Nonostante le sfide economiche, Pelé si fece notare nella sua comunità e cominciò a giocare in squadre giovanili locali, attirando l’attenzione di vari osservatori.

L’ascesa al successo[modifica]

Il talento di Pelé non passò inosservato. All'età di 11 anni, fu scoperto dall’ex calciatore Waldemar de Brito, che riconobbe subito il suo potenziale straordinario. De Brito convinse la famiglia di Pelé a farlo trasferire a Santos, una città portuale dello stato di San Paolo, dove si unì al Santos Futebol Clube all’età di 15 anni, iniziando la sua carriera professionistica.[4] Pelé debuttò nella squadra principale del Santos nel 1956, alla giovane età di 16 anni. Subito dimostrò di essere un talento fuori dal comune, segnando numerosi gol nelle prime partite. La sua abilità nel controllo di palla, la velocità e la capacità di leggere il gioco fecero sì che rapidamente diventasse uno dei giocatori più incisivi e importanti della squadra. Nel 1957, all'età di 17 anni, Pelé divenne capocannoniere del campionato paulista, il più prestigioso torneo regionale brasiliano, un’impresa che consolidò la sua ascesa come una delle giovani promesse più brillanti del calcio mondiale.[5] Non passò molto tempo prima che Pelé venisse convocato nella nazionale brasiliana. Il momento di svolta nella sua carriera avvenne nel 1958, quando, a 17 anni, partecipò alla Coppa del Mondo in Svezia, diventando una delle figure più giovani di sempre a competere in una competizione così importante. Fu in questo torneo che Pelé iniziò a costruire la sua leggenda.[6]

Carriera calcistica[modifica]

La carriera di Pelé nel calcio professionistico si estese per oltre due decenni, durante i quali dominò il mondo del calcio con la sua abilità tecnica, riconosciuta universalmente. Dopo aver lasciato il segno nel Santos, Pelé contribuì a portare la squadra a molteplici successi nazionali e internazionali. Con il Santos, Pelé vinse numerosi titoli del campionato paulista e si affermò come il miglior giocatore della squadra, se non del Brasile.[7] Il momento di maggiore gloria della carriera di Pelé fu sicuramente legato alle sue prestazioni in Coppa del Mondo. Dopo il successo del 1958, partecipò ad altre tre edizioni della Coppa del Mondo con la nazionale brasiliana. Nel 1962, il Brasile vinse nuovamente il titolo mondiale, sebbene Pelé fosse infortunato per gran parte del torneo.[8] Tuttavia, fu nella Coppa del Mondo del 1970 in Messico che Pelé confermò il suo status di uno dei migliori calciatori del mondo. In quella edizione, il Brasile vinse il suo terzo titolo mondiale, e Pelé, alla sua ultima partecipazione al torneo, giocò un ruolo fondamentale in una squadra considerata da molti esperti, una delle migliori di tutti i tempi . Segnò quattro gol, incluso uno nella finale contro l'Italia, e fu dichiarato il miglior giocatore del torneo.[9] Oltre al successo in nazionale, Pelé fu determinante per il Santos a livello di club, portando la squadra a vincere la Copa Libertadores nel 1962 e nel 1963, nonché due Coppe Intercontinentali, cementando così il dominio del Santos nel calcio mondiale durante gli anni '60.[10]

Dominio a livello internazionale[modifica]

Pelé non fu solo un calciatore di successo a livello nazionale; il suo talento e la sua fama si diffusero rapidamente a livello internazionale. Dopo il successo nella Coppa del Mondo del 1958, Pelé divenne una figura di riferimento nel calcio globale, ammirato per le sue abilità tecniche e per la sua capacità di segnare gol spettacolari. Le sue performance con il Santos in tour internazionali contribuirono a diffondere la sua fama. Il Santos viaggiò in tutto il mondo, giocando amichevoli contro le squadre più forti di ogni continente, con Pelé spesso come protagonista indiscusso.[11] Il dominio internazionale di Pelé si riflette anche nel modo in cui fu accolto in ogni paese in cui giocò. Durante un tour in Nigeria nel 1969, la presenza di Pelé fu talmente importante che fu dichiarata una tregua temporanea nella guerra civile del paese affinché la popolazione potesse assistere alla sua partita. Questo episodio illustra come Pelé andasse ben oltre il ruolo di semplice calciatore: divenne un simbolo di unità e ispirazione per milioni di persone.[12] Dopo aver trascorso la maggior parte della sua carriera con il Santos, Pelé si trasferì negli Stati Uniti nel 1975, firmando con il New York Cosmos. Anche se molti pensavano che si fosse trasferito per ritirarsi, Pelé contribuì in modo significativo alla promozione del calcio negli Stati Uniti, un paese in cui lo sport non era ancora popolare. Il suo impatto fu tale che il calcio guadagnò sempre più rilevanza nella cultura sportiva americana.[13]

Eredità calcistica[modifica]

L’eredità calcistica di Pelé va ben oltre i trofei e i riconoscimenti individuali che ha ottenuto nel corso della sua carriera. Considerato da molti come il più grande calciatore di tutti i tempi, il contributo di Pelé al calcio è stato considerato un rivoluzionario per aver introdotto nuovi standard tecnici e tattici nel calcio. Con oltre 1.200 gol segnati in partite ufficiali, Pelé è ancora oggi uno dei giocatori più prolifici della storia del calcio.[14] Pelé è stato un pioniere in molti aspetti del gioco: ha introdotto un nuovo standard di abilità tecnica, agilità e visione tattica. Era un attaccante completo, capace di segnare in ogni modo possibile: di piede, di testa, da lunghe distanze o con acrobatici colpi di tacco. Inoltre, fu un innovatore nel modo di muoversi in campo, anticipando movimenti e strategie che avrebbero poi influenzato le generazioni successive di calciatori. Al di fuori del campo, Pelé è stato un ambasciatore globale del calcio. Ha usato la sua fama per promuovere cause sociali, tra cui l’educazione dei giovani e la lotta contro la povertà. Nel 1999, Pelé fu eletto “Atleta del Secolo” dal Comitato Olimpico Internazionale, un riconoscimento che testimonia l’impatto globale della sua figura. Nel 2014, la FIFA lo premiò con il Pallone d’Oro alla carriera, un omaggio tardivo ma per molti meritato.[15] Pelé è anche una delle figure più riconosciute nel mondo dello sport, amato non solo per i suoi successi sul campo, ma anche per il suo modo di fare umile, che ha portato con se dall'infanzia passata nella povertà, e il suo impegno nel migliorare le condizioni di vita delle persone meno fortunate. La sua eredità calcistica continuerà a influenzare le generazioni future, ispirando nuovi calciatori a cercare la grandezza e a ricordare che il calcio è molto più che un gioco.

Bibliografia[modifica]

  • Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007
  • Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023

Note[modifica]

  1. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, pp.14-19
  2. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007, p.34
  3. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007,pp, 18-20
  4. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007, pp 38-40
  5. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, pp. 46-51
  6. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, pp. 18-19
  7. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023,pp. 30-31
  8. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007, pp. 87-88
  9. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007, pp.122-126
  10. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, pp. 85-86
  11. Pelè, Pelè: The Autobiography, Simon & Schuster UK, New York, 2007, pp. 62-63
  12. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, p. 118
  13. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, p. 162
  14. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, p. 11
  15. Stephane Cohen, Pelè, L'uomo, il re, Giunti Editore, Firenze, 2023, pp. 197-200