Manifesto di Ventotene

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Il Manifesto di Ventotene è un documento politico scritto inizialmente nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, durante il loro confino sull'isola di Ventotene. Ai due autori originali si aggiunge in seguito Eugenio Colorni, responsabile della pubblicazione e della prefazione.

Il Manifesto presenta una proposta di pacifismo basata sul superamento della sovranità assoluta degli Stati nazionali e non più sull'equilibrio tra Stati sovrani. È considerato una testimonianza importante sulle origini dell’ideale europeo.

Contenuti

Il Manifesto descrive quella che, secondo gli autori, era la crisi dello Stato nazionale dell'Ottocento, incapace di garantire pace e libertà e responsabile dell’ascesa dei totalitarismi.

Nella ricostruzione degli autori, tutte le nazioni rivendicano la libertà di organizzarsi in Stati indipendenti. Tuttavia, l’ideologia dell’indipendenza nazionale ha portato alla formazione di Stati totalitari e allo scoppio delle guerre mondiali. Le nazioni si preoccupano ormai soltanto dei propri interessi, cercando di conquistare sempre nuovi territori senza considerare i danni che tutto ciò può provocare. Lo Stato totalitario, inoltre, limita le libertà individuali, incoraggiando la produzione bellica e negando ogni libertà di pensiero e di espressione. Lo spirito critico non è più consentito e si deve accettare tutto ciò che viene imposto, anche le cose più sbagliate.

Inoltre, i ceti più privilegiati si sentono minacciati dagli aiuti rivolti ai nullatenenti, come la gratuità della scuola pubblica e le riforme agrarie. Dopo la Prima guerra mondiale, tale minaccia è sempre più forte e porta le classi abbienti ad appoggiare i governi che sopprimono quei diritti. Lo Stato totalitario si impone come l’unico in grado di contenere i conflitti d’interesse che i partiti politici non riescono più a gestire.

La civiltà totalitaria in Germania è tra le più potenti, trascina con sé altri Stati e abbatte quelli minori. Tuttavia, le potenze più forti come la Gran Bretagna e le forze antifasciste europee sono pronte a schierarsi contro la Germania hitleriana, con masse di soldati e tutte le loro risorse militari. L’aiuto di queste potenze risveglia nei cittadini la volontà di libertà, e le forze progressiste acquistano sempre più potere.

La sconfitta della Germania, però, non comporta di per sé un reale riordinamento degli Stati: serve una riorganizzazione federale dell’Europa, che può avvenire solo attraverso una riforma della società. Essa può realizzarsi grazie a una serie di cambiamenti, come il sostegno ai giovani con le risorse necessarie per ridurre le disuguaglianze di partenza e consentire a tutti una vita dignitosa. Il punto di partenza deve essere la scuola pubblica, che permette alle persone più meritevoli di proseguire gli studi. Occorre inoltre massimizzare la produzione dei beni di prima necessità, in modo che un numero sempre maggiore di persone possa permetterseli.

A seguito di una situazione rivoluzionaria contro le vecchie correnti, si può dare spazio a quelle nuove. Sconfiggere i regimi totalitari significa riconquistare la libertà di parola, di pensiero e di associazione.[1]

Contesto storico

Il Manifesto di Ventotene viene scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi a partire dal 1941 durante il loro confino sull’isola di Ventotene.

Rossi, in carcere dal 1930, durante il 1936 inizia a riflettere sul tema dell'unificazione europea, a seguito delle dinamiche internazionali che sembrano portare a una nuova guerra. Approfondisce l'argomento con con alcune letture inviate da Luigi Einaudi, maturando la convinzione che la federazione europea è necessaria per scongiurare la guerra e sostenere i principi liberali e democratici.

Nel novembre 1939 Rossi viene trasferito al confino, dove conosce Altiero Spinelli. Insieme, i due cominciano a progettare iniziative per il futuro: la più importante è la creazione di una federazione europea. Spinelli si interessa all'argomento e studia i testi posseduti da Rossi, tra cui gli articoli pubblicati da Luigi Einaudi tra il 1918 e il 1919 in contrasto alla Società delle Nazioni e favorevoli alla federazione europea. Successivamente questi articoli erano diventati un volume intitolato Lettere di Junius. [2]

In opposizione al regime fascista e alla situazione dell'Europa occupata dalle forze armate di Hitler, Spinelli e Rossi elaborano l’idea di uno Stato federale europeo capace di garantire pace, libertà e democrazia.[3]

In quel periodo sull'isola sono confinati circa 800 oppositori politici, di cui 500 identificati come comunisti, 200 come anarchici e numerosi esponenti del movimento Giustizia e Libertà del Partito Socialista.[4]

Storia editoriale

Intorno alla fine del 1940, Rossi si fa inviare dalla madre i suoi appunti scritti tre anni prima sulla organizzazione degli Stati Uniti d'Europa. Rossi e Spinelli decidono di scrivere un documento politico da rendere pubblico. La prima versione del testo è redatta a giugno 1941. A seguito di cambiamenti della situazione politica internazionale viene scritta una seconda edizione terminata nell'agosto del 1942. Nel 1943 il Manifesto viene stampato nel primo quaderno del Movimento federalista europeo. [5]

Altri confinati sull’isola di Ventotene contribuiscono alla definizione e alla diffusione clandestina del Manifesto, che in origine è composto da quattro capitoli. Nel 1944, Eugenio Colorni ne cura una nuova edizione con aggiunta di prefazione e articolata in tre capitoli: il primo e il secondo sono scritti interamente da Altiero Spinelli, mentre il terzo è redatto nella prima parte da Ernesto Rossi e nella seconda parte dallo stesso Spinelli.[6]

La diffusione del documento è possibile grazie a Ursula Hirschmann e Ada Rossi, che riescono a farlo arrivare agli ambienti dell'opposizione di Roma e Milano. Inizialmente il manifesto rimane un documento clandestino, conosciuto solo in ristretti gruppi antifascisti.

Effetti

Altiero Spinelli nel 1984 da europarlamentare promuove il Progetto di Trattato sull'Unione Europea (noto come "Progetto Spinelli"), che ispira il trattato di Maastricht del 1992, passo decisivo per la nascita dell'Unione Europea.

Grazie al suo impatto storico, il documento è oggi considerato un testo fondamentale dell'UE ed è stato tradotto in tutte le lingue ufficiali dell'Unione.[7]

Autori

Altiero Spinelli

Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. A 17 anni entra nel Partito Comunista; per questo motivo nel 1926 viene arrestato dal Tribunale speciale di Mussolini e condannato a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Sconta i primi 10 anni in prigione, gli altri 6 anni al confino. Nel suo periodo di confino a Ventotene si dedica a uno studio approfondito che lo porta ad abbandonare i comunisti e a dedicarsi ad un movimento tendente al federalismo, visto come l'unico in grado di contrastare il nazionalismo. Inoltre, insieme ad altri prigionieri, scrive il Manifesto di Ventotene. Nel 1943, finito il confino, i suoi scritti gli servono come programma per il Movimento federalista europeo fondato nello stesso anno.

Durante gli anni Quaranta e Cinquanta Spinelli rimane deluso dagli scarsi progressi dei tentativi di ottenere una integrazione europea. Negli anni Sessanta diventa consigliere del governo; in seguito, fonda l'istituto Affari Internazionali di Roma. Al inizio degli anni Settanta comincia a far parte della Commissione europea e nel 1979 diventa membro del Parlamento europeo, dove sostiene la propria visione federalistica europea e insieme ad altri parlamentari fonda il Club del Coccodrillo i cui membri intendono preparare un trattato dell'Unione europea che diventerà la sua Costituzione. A metà febbraio 1984 il parlamento approva il Progetto di Trattato istitutivo dell’Unione europea grazie al quale si inizia a creare un mercato comune tra le nazioni e il Manifesto ispira anche il trattato di Maastricht del 1992 che porta alla nascita dell'Unione europea.

Altiero Spinelli muore nel 1986. [8]

Ernesto Rossi

Ernesto Rossi nasce a Caserta il 25 agosto 1897. Volontario nella Prima guerra mondiale, viene gravemente ferito sull'Isonzo nel 1917; questa esperienza segna il suo disprezzo per la situazione politica corrente. Inizialmente è vicino a Mussolini e collaboratore del Popolo d'Italia ma l'incontro con Gaetano Salvemini (1919) è decisivo per la sua rieducazione politica verso la democrazia e l'antifascismo tanto che diventa uno dei fondatori del primo foglio clandestino antifascista Non mollare (1925) e aderisce a Giustizia e Libertà. Nel 1930 viene arrestato per un piano non attuato di attentati dimostrativi contro le Intendenze di Finanza. Il tribunale Speciale lo condanna a 20 anni di carcere.

Durante i suoi anni di reclusione tra Roma, Pallanza e Piacenza, Rossi approfondisce gli studi economici e politici, è critico nei confronti del corporativismo e rifiuta non solo il modello fascista, ma anche il New Deal e le teorie di Keynes, visti come forme di contrasto tra Stato e interessi privati. Teorizza uno Stato capace di separare gli interessi economici privati dalle decisioni politiche, promuovendo una concorrenza pura e diritti sociali. Nel 1939 viene trasferito a Ventotene dove, insieme ad Altiero Spinelli e con il contributo di Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, scrive nel 1941 il Manifesto di Ventotene. Muore a Roma il 9 febbraio 1967.[9]

Eugenio Colorni

Eugenio Colorni nasce a Milano da famiglia ebraica e subisce l'influenza intellettuale dei cugini Enzo ed Emilio Sereni; studia i testi di Benedetto Croce per il quale nutre ammirazione. Si laurea con Piero Martinetti con una laurea su Leibniz, autore che diventa il suo punto di riferimento per la capacità di coniugare rigore logico e apertura metafisica. Negli anni Trenta, grazie all'incontro con il poeta Umberto Saba, matura un netto distacco dall'idealismo favorendo un pensiero più scientifico e si interessa alla fisica teorica e alla psicanalisi. Attivo nei gruppi antifascisti milanesi fin dall'università, collabora con Giustizia e Libertà e successivamente con il Centro Socialista Interno. Nel 1938, mentre insegnava a Trieste, viene arrestato durante le persecuzioni razziali e inviato al confino sull'isola di Ventotene. Durante il confino conosce Ernesto Rossi e Altiero Spinelli con i quali sviluppa l'ideale di federazione europea; si dedica alla prefazione e pubblicazione del Manifesto per un'Europa libera e unita (1944).

Nel 1943 fugge dal confino e si rifugia a Roma dove insieme ad altri fonda il Movimento Federalista Europeo e diventa dirigente del PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria). il 28 maggio 1944 viene intercettato da una pattuglia della banda Koch. Ferito da colpi di mitra, muore due giorni dopo all'ospedale San Giovanni.[10]

Note

  1. Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, Per un’Europa libera e unita. Il Manifesto di Ventotene, Roma, Senato della Repubblica, 2017. https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/Per_unEuropa_libera_e_unita_Ventotene6.763_KB.pdf
  2. Maurizio Griffo, Manifesto di Ventotene, Dizionario dell’Integrazione Europea, 1950–2017. https://www.dizie.eu/dizionario/manifesto%20di%20ventotene/
  3. Pier Virgilio Dastoli, Ventotene, Il Manifesto di, Dizionario di economia e Finanza (2012), Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/il-manifesto-di-ventotene_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/
  4. Riccardo Piccolo,Cos'è il Manifesto di Ventotene, il testo che ha ispirato l'Unione europea, «Wired», 2025.https://www.wired.it/article/manifesto-di-ventotene-cose/
  5. Maurizio Griffo, Manifesto di Ventotene, Dizionario dell’Integrazione Europea, 1950–2017. https://www.dizie.eu/dizionario/manifesto%20di%20ventotene/
  6. Pier Virgilio Dastoli, Ventotene, Il Manifesto di, Dizionario di economia e Finanza (2012), Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/il-manifesto-di-ventotene_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/
  7. Riccardo Piccolo, Cos'è il Manifesto di Ventotene, il testo che ha ispirato l'Unione europea, «Wired», 2025. https://www.wired.it/article/manifesto-di-ventotene-cose/
  8. Altiero Spinelli: un federalista instancabile,Unione Europea – Sito ufficiale (european-union.europa.eu). https://european-union.europa.eu/document/download/87057bd7-0cff-492a-80a4-5c5f7a702cd0_it?filename=eu-pioneers-altiero-spinelli_it.pdf
  9. Luca Remaggi, Rossi, Ernesto, Dizionario Biografico degli Italiani,volume 88 (2017), Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/ernesto-rossi_%28Dizionario-Biografico%29/
  10. Eugenio Garin,Colorni, Eugenio, Dizionario Biografico degli Italiani, volume 27 (1982), Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/eugenio-colorni_%28Dizionario-Biografico%29/

Bibliografia