Malattie rare

Da Unipedia.

Le malattie rare sono un assieme di malattie definite tali sulla base della loro incidenza, ovvero la diffusione della malattia per numero di abitanti. Diversi paesi hanno stabilito soglie per definire l'incidenza sotto la quale una malattia può essere definira rara: nell’Unione Europea è 5/10.000[1](meno di cinque casi ogni diecimila persone).

Proprio a causa della mancanza di una definizione condivisa a livello globale anche il numero delle malattie riconosciute come rare è vario: ne sono state individuate tra le 6.000 e le 8.000[2], delle quali solo mille hanno documentati più di cinque casi.

Sulla base dei dati precedenti è stato riscontrato che pazienti affetti da queste patologie sono circa 2 milioni in Italia[3], tra i 27 e i 36 milioni in Europa[4]e circa 300.000.000 nel mondo (tra il 3,5% e il 5,9% della popolazione mondiale)[5].

A oggi solo per il 5% di queste malattie esiste una cura.

Origine delle malattie rare

Circa il 70% dei casi di malattie rare ha origine prenatale o viene diagnosticata in età pediatrica[6].

L’80% ha origine genetica[7]. Il fattore di rischio più incidente è l’età dei genitori, soprattutto quella del padre, poiché, con l'avanzare dell'età, gli spermatozoi subiscono più divisioni cellulari, aumentando la probabilità che si verifichino mutazioni nel DNA. Questo aumenta il rischio che nasca un figlio con una malattia genetica nuova, anche se i genitori sono sani.

Il restante 20% ha un’origine non genetica[8], probabilmente riconducibile a più di una causa, a cui però spesso non si riesce a risalire. Sicuramente hanno un ruolo i fattori ambientali, gli agenti infettivi, i farmaci, l’alimentazione e lo stile di vita che i genitori conducono durante lo sviluppo prenatale e postnatale.

Difficoltà nel definire le malattie rare

Una difficoltà nel definire le malattie rare consiste innanzitutto nel fatto che la maggior parte dei dati registrati di queste patologie proviene dall’UE e dagli USA, che hanno registri appositi, mentre negli altri paesi ancora l’attendibilità della loro diffusione non è sicura.

Per alcune di queste malattie è anche difficile affermare se effettivamente il paziente ne soffra, poiché non ci sono criteri standardizzati di diagnosi a causa della mancanza di precedenti (un’esperienza comune a tutte le persone che ne sono affette è la difficoltà nella diagnosi).

I farmaci orfani

I farmaci diretti alla cura di queste malattie sono detti orfani, in quanto spesso sono molto difficili da reperire e molto costosi da creare a causa della scarsità di casi su cui gli studi si basano (meno sono i pazienti, più alti sono i costi), perciò sono necessari copiosi finanziamenti.

Lista delle malattie rare

Una lista di riferimento delle malattie rare è fornita da Orphanet, un portale virtuale che raccoglie e cataloga le malattie rare (riconosciuto dall’Unione Europea e dalla “Global Core Biodata Resource”). Orphanet annota le informazioni con indicatori epidemiologici tramite una procedura di raccolta basata sulla ricerca scientifica e sulla prevalenza puntuale (cioé la specifica situazione di una patologia in una determinata area geografica in un determinato momento), per poi annotare l’incidenza annuale, la prevalenza alla nascita e a vita, il referto familiare o rapporto del caso. Tutti i dati sono annotati aggiungendo l’area geografica dove sono stati raccolti, essendo questo un fattore molto rilevante per lo sviluppo di queste malattie. Una volta compiuto questo processo gli studiosi compiono stime numeriche di diffusione della malattia oppure convengono che i dati sono insufficienti e attestano la mancanza di documentazione.

Sono escluse dalla lista le malattie delle quali non è possibile calcolare la prevalenza puntuale (come i disturbi) o quelle la cui diffusione si basa sull’incidenza come valore epidemiologico (come alcuni tumori rari, le malattie infettive e gli avvelenamenti).

Come indice di prevalenza viene usato dapprima quello dell’UE (meno di 5/10.000); se il dato non vi rientra, viene usato quello degli USA (76-86/10.000); se il dato non rientra in queste fasce, la malattia non viene registrata (per esempio l’indice di prevalenza coreano, australiano e tawainese è di 1-5/10.000, e non viene preso in considerazione come indice mondiale in quanto esclude dalla conta delle malattie rare l’80% di quelle considerate tali in Europa[9]).

Fino a oggi sono state catalogate 6.528 malattie, il cui 77/80% dei casi è attribuibile al 4,2% (circa 149)[10] delle malattie registrate, lasciando alle restanti un indice di prevalenza di un caso su un milione.

Gestione mondiale delle malattie rare

Nel mondo sono affetti da malattie rare 300 milioni di persone.

Standard per la definizione

In Europa, dal 1999, sono definite malattie rare quelle che colpiscono meno di 5 persone su 10.000, mentre negli Stati Uniti, dal 1983, sono definite malattie rare quelle che colpiscono 76-86 persone su 100.000[11].

The Orphan Drug Act

Fino agli anni Ottanta per questi tipi di malattie non c’erano sufficienri trattamenti e la diagnosi era estremamente difficile, così come la prevenzione. Questo significava una percentuale molto più alta di diffusione e di mortalità. Nel 1983 è stato emanato il “The Orphan Drug Act” negli Stati Uniti, grazie al quale furono assegnati fondi per la ricerca di terapie.

Settantanovesima Edizione dell'Assemblea Mondiale della Sanità

Il 24 maggio 2025 durante la settantanovesima edizione dell’Assemblea Mondiale della Sanità (tenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) per la prima volta si è parlato delle malattie rare e della loro gestione a livello globale, includendole nella lista delle priorità e trattando l'argomento anche con i rappresentanti di paesi che fino a quel momento non avevano un piano nazionale.

Nel piano stilato durante questa assemblea, fatto per aumentare l’inclusione e la ricerca le nazioni, sono state invitate a stanziare fondi per velocizzare diagnosi e cure (soprattutto test prenatali e/o neonatali), a rendere possibile l’accesso a test e farmaci per tutti i pazienti, ad inserire queste patologie nei piani di sanità nazionali.[12] Tutto ciò con la promessa di redigere un piano globale decennale entro il 2028, con gli stessi obiettivi forniti ai singoli paesi, ma stanziando anche fondi per integrare le nuove tecnologie e l’IA (intelligenza artificiale) nella ricerca, per poter condividere i dati in modo più veloce, e nella vita quotidiana dei pazienti, così da facilitarne la comunicazione e la mobilità.

I paesi hanno perciò riconosciuto che, lavorando insieme, i laboratori sarebbero più efficienti, garantendo una qualità diagnostica e di vita migliore a tutti i pazienti.

Gestione europea

Nell'Unione Europea tra il 6 e l’8% della popolazione è affetta da una malattia rara (tra i 27 e i 36 milioni di persone).

Piano UE per la Gestione delle Malattie Rare

Il piano dell’UE per la gestione delle malattie rare consiste in diversi punti:

  • Sostenere le associazioni
  • Istituire una piattaforma europea per la registrazione delle malattie rare (perciò rimanere aggiornati sulla loro diffusione e sulla definizione di malattie nuove) e migliorare l’ordine e l’accesso a questi dati
  • Ampliare e sostenere la ricerca rimanendo sempre al passo con le nuove tecnologie e cercando di sviluppare nuovi strumenti diagnostici e terapie
  • Promuovere piani nazionali nei singoli paesi
  • Dare maggiore visibilità a queste patologie, a chi ne soffre e alla ricerca, soprattutto a livello mondiale.

ERICA

L’UE ha anche un consorzio che si occupa del coordinamento e del supporto alla ricerca delle malattie rare, ERICA, al quale partecipano tutte le 24 reti di Riferimento Europee (ERN – European Reference Networks: reti di riferimento europee per le malattie rare). Lo scopo principale dell’ERICA dal 2021 è quello di costruire un grande centro di ricerca formato da centri più piccoli attivi in ogni ERN. Tra le reti sono comprese Eurordis (Federazione europea delle malattie rare) e Orphanet.

Legge n.1295/1999/CE

Nel 1999 l’Unione Europea emanava la prima legge sulle malattie rare, la numero 1295/1999/CE[13] del Parlamento europeo e del Consiglio, che prometteva di aumentare l’informazione e la ricerca e di stabilire un contatto tra le nazioni per facilitare l’accesso agli studi già compiuti.

L’Europa è quindi una delle entità statali che per prime hanno iniziato a interessarsi di queste malattie, facendone una priorità. Nell'Unione Europea, a partir dal 2007, sono stati investiti in 550 progetti quasi tre miliardi e mezzo di euro (tramite i eprogrammi 7° PQ, Orizzonte 2020, Orizzonte Europa 2021-2027).

EJP RD

Nel 2019 è stato lanciato un programma comune europeo sulle malattie rare (EJP RD – "European Joint Programme on Rare Diseases") che si occupa del coordinamento dei finanziatori della ricerca sia in Europa che nel mondo e che coordina le informazioni provenienti da strutture private e mettendo in contatto 135 istituti in 35 paesi diversi (di cui 26 paesi UE su 27 totali). L’UE contribuisce a questo programma con 55 milioni di euro su 100 milioni totali.

ERDERA

Nel 2024 è stato avviato un progetto di nome ERDERA ("The European Rare Diseases Research Alliance"), cofinanziato dagli stati membri dell’UE, che ha visto stanziati 150 milioni di euro per la ricerca.

ePAG

Per tutelare i malati e assicurarsi che i loro bisogni venissero inclusi e considerati nei piani delle ERN, Eurordis ha istituito le ePAG, cioè le European Patient Advocacy Groups, ai quali è permesso di partecipare alle riunioni delle ERN e portare la voce dei pazienti all’interno di questa collaborazione. Gli ePAG hanno anche il compito di dare voce alle esigenze delle varie nazioni in questi contesti; per questo sono nate le ePAG nazionali come il Gruppo ePAGs Italiano, affiancato alla federazione Uniamo.

Gestione Italiana delle Malattie Rare

In Italia oltre 2 milioni di persone sono affette da una malattia rara e secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in Italia si stimano circa 19.000 nuovi casi ogni anno.

L.648/1996

Nel 1996 con la legge L.648/1996[14] si permette l’uso di farmaci non ancora autorizzati in Italia per usi speciali, come nel caso delle malattie rare, se vi sono dati clinici che ne riscontrano l’efficacia e la sicurezza. A oggi in Italia è stato autorizzato l’uso del 95% dei farmaci orfani sul mercato mondiale.

Nel 1998 l’Italia riconobbe per la prima volta le malattie rare come priorità della sanità.

Decreto 279/2001

Nel 2001 è stato emanato il decreto 279/2001[15] per la realizzazione di una rete nazionale per le malattie rare, per la quale ogni regione avrebbe dovuto avere dei centri specializzati (a oggi 329 in tutta Italia e 80 di eccellenza) che avrebbero fatto rapporto al Registro Nazionale delle Malattie Rare, gestito dal Centro Malattie Rare (ISS).

L.167/2016

Nel 2016, con la nuova legge L.167/2016[16], sono state introdotte nuove malattie nella lista delle patologie facente parti dello screening neonatale (un esame preventivo obbligatorio e gratuito in Italia effettuato tramite un piccolo prelievo di sangue dal tallone tra le 48 e le 72 ore di vita, reso gratuito nel 1992 per alcune malattie congenite), elevandole così a 49 e rendendo l’Italia il paese più avanzato nell’ambito dello screening neonatale.

L.175/2021

Un'ulteriore legge, la numero L.175/2021[17], ha disposto le normative obbligatorie da seguire per le malattie rare (la differenza con i due piani nazionali disposti prima e dopo questa legge sono documenti di indirizzo) che riguardano la garanzia di pari trattamenti nei confronti dei pazienti e della ricerca in tutta Italia, la riorganizzazione della Rete Nazionale Malattie Rare in vista della nascita degli ERN, l’istituzione del Comitato Nazionale per le malattie rare del Ministero della Salute ed, infine, l’istituzione di un fondo da un milione di euro per l’assistenza delle persone colpite dalle malattie.

Centro Nazionale Malattie Rare

Nel 2008 all’interno dell’ISS è stato istituito il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR). Il CNMR questo coordina tutte le azioni dei centri regionali e la Rete Nazionale Malattie Rare, è allineato con l’ISS sulle politiche di sanità pubblica, gestisce e coordina la ricerca, forma gli operatori, si assicura che venga fatta prevenzione e si occupa dell’inclusione sociale dei pazienti e dello sviluppo dei programmi internazionali.

Il CNMR ha istituito nel 2008 un numero (800 89 69 49) detto “Telefono Verde Malattie Rare” al quale rispondono addetti qualificati.

UNIAMO

UNIAMO è la Federazione Italiana Malattie Rare, una ONLUS che rappresenta e difende i diritti della comunità delle malattie rare da 25 anni e ha oltre 200 associazioni affiliate. Il compito dell'associazione e delle persone che ci lavorano è anche quello di dialogare con le Istituzioni italiane ed estere facendo sì che le politiche emanate vengano rispettate.

UNIAMO sostiene diversi progetti, come:

  • JARDIN: si occupa dell'integrazione delle ERN nei sistemi sanitari nazionali dei paesi europei
  • CONOSCERE PER ASSISTERE 2.0 è volto alla formazione di medici di Medicina Generale e pediatri di Libera Scelta
  • THE VALUE OF FACING SCHOOL: include i giovani con malattie rare fisiche all’interno del sistema scolastico,
  • MONITORARE è un rapporto che offre una visione completa sulla situazione delle malattie rare in Italia con aggiunta del punto di vista dei pazienti
  • UNIAMO ACADEMY è un'Academy dove i caregiver e i pazienti istruiscono altri per il trattamento delle persone con patologie rare

MonitoRare

Ogni anno, dal 2015, UNIAMO pubblica un rapporto di valutazione sulle malattie rare riportando un aggiornamento sulla vita delle persone affette da queste patologie e sui casi più importanti e gravi, anche evidenziandone le criticità (per esempio i ritardi nell’attuazione dei progetti proposti nel Piano Nazionale Malattie Rare 23-26, o la disparità regionale nei trattamenti, o il numero di studi clinici autorizzati in calo rispetto al 2021), così da distaccarsi dalle statistiche e concentrarsi anche sui singoli soggetti e orientare professionisti e ricercatori sulla direzione più giusta per le seguenti azioni politiche e sanitarie. Solitamente gli argomenti che si affrontano in questo rapporto sono:

  • la ricerca
  • i farmaci e i dati delle malattie
  • la salute mentale e il benessere del paziente
  • i supporti sociali dati al paziente e ai caregiver (chi fornisce assistenza, di solito 24/24h alla persona malata).

Questo rapporto ha portato anche a una maggior rappresentanza delle persone con malattie rare nei tavoli decisionali.

Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026

Il Piano Nazionale Malattie Rare è un documento che contiene le indicazioni legislative di programmazione sanitaria delle malattie rare.

Il suo scopo principale è quello di migliorare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in tutta Italia con consulenze genetiche garantite e riduzione di fattori di rischio, ridurre i tempi di diagnosi, formare meglio i professionisti, inserire, ove necessarie, indagini genetiche avanzate, incrementare l’informazione, organizzare equipe multidisciplinari per i casi non diagnosticati, facilitare l’accesso ai farmaci, ridurre le disparità dei trattamenti nelle regioni, attuare più velocemente i decreti LEA, garantire l’accesso ai trattamenti non farmacologici ma essenziali per il paziente, istituzione di percorsi assistenziali individualizzati, rafforzare i registri nazionali e regionali, controllare l’efficacia del piano a lungo termine.

Esiste un sistema normativo aggiornato periodicamente che elenca tutti i servizi garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) a tutti i cittadini affetti da patologie rare, detti LEA. Il rapporto MonitoRare segnala il ritardo nell’aggiornamento delle LEA a causa del processo burocratico.

Pazienti senza diagnosi

Si stima che in Italia i pazienti senza diagnosi siano 10.000[18].

Il motivo principale della mancata o tarda diagnosi è che alcune malattie richiedono strumentazioni e tecnologie che sono disponibili sono in alcuni centri e il numero ridottissimo di persone affette da queste patologie fa sì che la ricerca sia molto costosa, e quindi i tempi più lunghi; infatti, l’intervallo di tempo medio che serve per individuare una malattia dalla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 4 anni.

La mancanza di una diagnosi può essere psicologicamente insostenibile per caregiver e pazienti. Per questo, oltre ad aver sostenuto varie associazioni che si occupano del benessere di queste persone, nel 2014 l’ISS è stato tra i fondatori dell’Undiagnosed Diseases Network International (UDNI), un organo che unisce esperti di 65 paesi per accelerare la scoperta di nuove malattie.

Il 29 aprile si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Rare senza Diagnosi.

Associazioni Malattie Rare

Diverse associazioni si occupano di malattie rare.

Mondiali

  • Orphanet: è un'associazione mondiale delle malattie rare e dei farmaci orfani (vi troviamo la lista malattie rare, quella dei laboratori, quella degli specialisti e quella dei farmaci)
  • Rare Disease International: è un'associazione internazionale di persone che convivono con malattie rare con più di 100 organizzazioni provenienti da 48 paesi in tutto il mondo
  • GARDaccess: è un'associazione che si occupa di accelerare l’accesso alle medicine, ai trattamenti e ai servizi per le malattie rare

Europee

  • EURORDIS: è un’associazione no-profit che, insieme ad altre 1.000 altre organizzazioni provenienti da 74 paesi, lavora per migliorare le vite di 30 milioni di persone che soffrono di malattie rare in Europa
  • EJP RD: “The European Joint Programme on Rare Diseases”, è un programma europeo sulle malattie rare
  • ERICA: “European Rare Disease Research Coordination and Support Action consortium”, è un consorzio europeo che si occupa di coordinare e sostenere le ricerche sulle malattie rare a cui prendono parte tutti gli ERN (European Reference Networks)

Italiane

  • ANFFAS: è un'associazione che collabora per finanziare la ricerca su malattie di origine genetica
  • Fondazione Telethon: è un'associazione che collabora per finanziare la ricerca sulle malattie di origine genetica
  • A.M.A.R. ODV: è un'associazione che si occupa di formare i medici anche grazie all’esperienza dei pazienti
  • Rete Malattie Rare Odv: è un'associazione fondata nel 2004 da persone affette direttamente da malattie rare e le loro famiglie, con lo scopo di creare una rete di solidarietà e di condivisione
  • Federazione Malattie Rare Infantili: è una federazione che con i suoi medici si occupa di sostenere la ricerca e l’assistenza di bambini affetti da malattie rare
  • Osservatorio Malattie Rare: è la prima agenzia giornalistica che, in Italia e in Europa si occupa delle malattie e dei tumori rari
  • UNIAMO: Federazione Italiana Malattie Rare

Rare Disease Day

Nel 2008 è stato proclamato il 29 febbraio come giorno in cui si celebrano i pazienti affetti da malattie rare. Il 29 febbraio è stato scelto proprio in quanto “giorno raro per i malati rari”, ma la giornata si celebra convenzionalmente il 28 febbraio.

Durante questa occasione viene posta l’attenzione sulla quotidianità di una persona che convive con una patologia rara tramite l’organizzazione di attività e iniziative.

Bibliografia

Note

  1. Malattie rare, Commissione Europea, https://health.ec.europa.eu/rare-diseases-and-european-reference-networks/rare-diseases_it, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  2. Malattie rare, Commissione Europea, https://health.ec.europa.eu/rare-diseases-and-european-reference-networks/rare-diseases_it, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  3. Malattie rare, Osservatorio Malattie Rare, https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-rare, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  4. Malattie rare, Commissione Europea, https://health.ec.europa.eu/rare-diseases-and-european-reference-networks/rare-diseases_it, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  5. Estimating cumulative point prevalence of rare diseases: analysis of the Orphanet database, Nature, https://www.nature.com/articles/s41431-019-0508-0, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  6. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  7. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  8. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  9. Estimating cumulative point prevalence of rare diseases: analysis of the Orphanet database, Nature, https://www.nature.com/articles/s41431-019-0508-0, (consultato il 2 febbraio 2026)
  10. Estimating cumulative point prevalence of rare diseases: analysis of the Orphanet database, Nature, https://www.nature.com/articles/s41431-019-0508-0, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  11. Estimating cumulative point prevalence of rare diseases: analysis of the Orphanet database, Nature, https://www.nature.com/articles/s41431-019-0508-0, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  12. Rare diseases: a global health priority for equity and inclusion, World Health Organization, https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/EB156/B156_CONF2-en.pdf, (consultato il 12 febbraio 2026)
  13. EUR-Lex, European Union, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.L_.1999.155.01.0001.01.ITA, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  14. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  15. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  16. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  17. Piano nazionale malattie rare 2023-2026, Ministero della Salute, https://www.malattierare.gov.it/normativa/download/792/PIANONAZIONALEMALATTIERARE2023(1).pdf, (consultato il 2 Febbraio 2026)
  18. Le persone senza diagnosi: una sfida globale nella gestione delle malattie rare, Malattierare.gov.it, https://www.malattierare.gov.it/news/dettaglio/12356, (consultato il 2 Febbraio 2026)