IBA World Cocktail Championship

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L’IBA World Cocktail Championship[1] (abbreviato in WCC) è una competizione internazionale di bartending organizzata annualmente dall'International Bartenders Association (abbreviato in IBA). Questo evento raduna barman professionisti da tutto il mondo, i quali gareggiano in diverse categorie per la preparazione di cocktail, sia "classic" che "flair".

Storia[modifica]

La prima edizione della WCC si svolse negli anni Cinquanta, periodo in cui l’IBA iniziava a consolidarsi come punto di riferimento internazionale per il mondo del bartending[2]. In quegli anni, il bere miscelato stava attraversando una fase di grande popolarità, specialmente negli Stati Uniti e in Europa, con la diffusione di cocktail come il Martini, il Manhattan e il Daiquiri.

L’obiettivo iniziale della competizione era duplice: da un lato, offrire un palcoscenico per premiare i migliori barman del mondo; dall’altro, rafforzare il senso di comunità tra i professionisti del settore. Col tempo, la competizione si è evoluta, diventando un evento sempre più strutturato e articolato, con categorie specifiche, standard rigorosi e una crescente attenzione verso l’innovazione e la sostenibilità[3].

Ogni edizione è ospitata da una città diversa, scelta tra le nazioni membri dell’IBA. Tra le località che hanno accolto l’evento si ricordano New York, Berlino, Tokyo, Città del Capo e Singapore. Questa rotazione geografica contribuisce a sottolineare il carattere internazionale dell’evento e a promuovere la cultura del bere miscelato in contesti differenti[4].

Struttura della competizione
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La competizione è suddivisa in due principali categorie:

  1. Classic
  2. Flair

La categoria Classic è dedicata alla preparazione di cocktail classici o innovativi, realizzati con tecniche tradizionali. I concorrenti sono valutati su una serie di parametri, tra cui:

  • Tecnica: Precisione e maestria nell'uso degli strumenti e nella sequenza delle operazioni.
  • Gusto ed equilibrio: Capacità di combinare gli ingredienti in modo armonioso, esaltando i sapori.
  • Presentazione visiva: Creatività e cura nell’estetica del cocktail, inclusa la scelta dei bicchieri e delle decorazioni.
  • Originalità: Nei casi di ricette innovative, si tiene conto dell’unicità e della coerenza del cocktail proposto[5].

La categoria Flair si concentra sull’abilità artistica e acrobatica[6]. I partecipanti eseguono coreografie spettacolari mentre preparano i loro cocktail, includendo tecniche come il lancio di bottiglie, shaker e bicchieri. Oltre all’aspetto tecnico, viene valutata l’abilità nel mantenere il controllo degli ingredienti e garantire un risultato finale di alta qualità[7]. Questo mix di arte e precisione rende il Flair particolarmente apprezzato dal pubblico.

Ogni organizzazione nazionale dell’IBA organizza competizioni locali per selezionare i propri rappresentanti, che poi si sfidano nella fase internazionale[8]. Questa struttura permette di garantire una partecipazione ampia e diversificata.

Regolamento e giudizio[modifica]

Le regole della WCC sono progettate per garantire equità e trasparenza. Ogni concorrente deve seguire linee guida specifiche riguardanti:

  • L’utilizzo di ingredienti approvati dall’IBA.
  • I limiti di tempo per la preparazione e la presentazione del cocktail.
  • L’aderenza alle categorie di gara (Classic o Flair).

La giuria è composta da esperti del settore[9], tra cui barman professionisti, sommelier e giornalisti specializzati. Ogni giudice attribuisce un punteggio secondo criteri predefiniti. Per esempio, nella categoria Classic si presta particolare attenzione al bilanciamento del gusto, mentre nel Flair si valuta anche la complessità della performance. Uno degli aspetti innovativi introdotti nelle edizioni più recenti è l’attenzione verso la sostenibilità: vengono premiati cocktail che utilizzano tecniche a basso impatto ambientale, ingredienti locali o pratiche di riutilizzo creativo[10].

Impatto[modifica]

La WCC ha contribuito a trasformare il ruolo del barman, facendolo passare da semplice preparatore di cocktail a figura centrale nel panorama dell’ospitalità e della cultura. Vincere la WCC è considerato un traguardo straordinario, capace di lanciare la carriera di un bartender a livello internazionale[11].

L’evento ha anche influenzato il settore in termini di innovazione, portando alla creazione di nuovi cocktail che spesso diventano parte del repertorio ufficiale IBA. Per esempio, il Black Pearl, creato durante l’edizione 2015, è diventato celebre per la sua estetica unica e il gusto bilanciato[12].

A livello più generale, la WCC vuole contribuire a diffondere l’idea di condivisione e scambio culturale attraverso il bere miscelato[13].

Edizioni recenti[modifica]

Negli ultimi anni, la WCC ha ampliato il proprio pubblico grazie alla copertura mediatica globale e alla presenza sui social media. Video delle competizioni, interviste ai concorrenti e ricette dei cocktail vincitori sono spesso pubblicati sulle piattaforme ufficiali dell’IBA.

Le edizioni recenti hanno visto un aumento del numero di paesi partecipanti, con concorrenti provenienti da regioni in precedenza poco rappresentate come Africa e Sud America. Questo riflette la crescente diffusione della cultura del cocktail in tutto il mondo.

Innovazioni nel bartending e l’influenza della WCC[modifica]

Negli ultimi decenni, la WCC ha contribuito significativamente a plasmare le tendenze e le innovazioni nel mondo del bartending. La competizione non è solo un’occasione per esibire le proprie abilità, ma anche una piattaforma per introdurre nuove tecniche e idee che poi influenzano l’intera industria.

Tecnologie innovative[modifica]

Uno degli sviluppi più interessanti emersi durante la WCC è l’uso di strumenti tecnologici avanzati per la creazione di cocktail. Tecniche come la carbonatazione diretta, la sferificazione e l’uso dell’azoto liquido sono diventate popolari grazie alle esibizioni di bartender in competizione[14][15]. Per esempio, l’uso dell’azoto per creare nebbie o raffreddare rapidamente i cocktail è stato introdotto da concorrenti provenienti dal Giappone e dagli Stati Uniti negli anni 2010, lasciando un segno evidente sul settore[16].

Focus sulla sostenibilità[modifica]

A partire dal 2015, la WCC ha iniziato a premiare i partecipanti che adottano tecniche sostenibili, come il riutilizzo degli ingredienti o l’impiego di materie prime locali e biologiche[17]. Questa tendenza riflette una crescente consapevolezza ambientale nell’industria dell’ospitalità e ha influenzato anche le pratiche di bar rinomati in tutto il mondo[18].

Crescita della mixology molecolare[modifica]

Il termine mixology molecolare si riferisce all’applicazione della scienza nella preparazione dei cocktail. Sebbene questa tecnica fosse inizialmente limitata a un ristretto gruppo di bartender, la WCC ha dato visibilità a mixologi come Alex Kratena, noto per l’uso creativo di gelatine e schiume aromatizzate[19]. La molecolarità si è così affermata come una delle principali tendenze del bartending contemporaneo.

Cocktail come espressione culturale[modifica]

Oltre agli aspetti tecnici, la WCC ha sottolineato il valore culturale del cocktail. Molti concorrenti scelgono di integrare ingredienti tipici dei loro paesi, creando bevande che rappresentano non solo la loro abilità, ma anche le tradizioni locali[20]. Per esempio, nel 2018, un concorrente brasiliano ha vinto nella categoria Classic utilizzando cachaça artigianale e frutta amazzonica[21].

Formazione e impatto educativo[modifica]

Uno degli obiettivi fondamentali della WCC è quello di favorire la formazione e la crescita professionale dei bartender partecipanti e degli appassionati del settore. Attraverso la competizione, l'IBA promuove standard elevati di competenza tecnica e conoscenza teorica, che si riflettono nelle tendenze globali del bartending.

Workshop e masterclass[modifica]

Le edizioni della WCC sono spesso accompagnate da workshop e masterclass condotte da esperti del settore, che offrono l’opportunità di apprendere tecniche avanzate e approfondire temi specifici come la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e l’abbinamento cocktail-cibo. Questi eventi educativi attirano non solo i concorrenti, ma anche professionisti e appassionati da tutto il mondo[22].

Certificazioni e riconoscimenti[modifica]

Partecipare alla WCC rappresenta un'opportunità per ottenere certificazioni e riconoscimenti che accrescono il valore professionale dei bartender. I vincitori delle varie categorie ottengono spesso sponsorizzazioni e collaborazioni con brand internazionali, mentre i partecipanti beneficiano di visibilità e network professionali di alto livello[23].

Diffusione della cultura del bere responsabile[modifica]

La competizione integra regolarmente moduli educativi dedicati al consumo responsabile di alcol. L’IBA collabora con organizzazioni sanitarie e partner industriali per sensibilizzare i bartender sull’importanza di promuovere pratiche sostenibili e responsabili nei propri locali, contribuendo così a un cambiamento positivo nelle abitudini di consumo[24].

Influenza nell'insegnamento[modifica]

Grazie alla notorietà e alla qualità dei contenuti offerti dalla competizione, molte scuole di bartending e istituti alberghieri internazionali hanno integrato tecniche e tematiche legate alla WCC nei propri programmi di studio. Questo ha portato a una maggiore professionalizzazione del settore e a una diffusione più capillare della cultura del cocktail[25].

Note[modifica]

  1. International Bartenders Association, World Cocktail Championships, online: iba-world.com, 2023.
  2. IBA, History of the World Cocktail Championship, 2023.
  3. Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, Londra, Harper Collins, 2021, pp. 45-48.
  4. Ashcraft, The Art and Science of Cocktails, New York, Penguin, 2020, pp. 120-125.
  5. IBA, Rules and Regulations, 2022.
  6. Mancini, Flair and Taste: The World of Cocktail Competitions, Milano, Cocktail Books Publishing, 2019, pp. 95-97.
  7. Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, p. 62.
  8. Ashcraft, The Art and Science of Cocktails, p. 138.
  9. IBA, Judging Criteria, 2023.
  10. Mancini, Flair and Taste, pp. 110-113.
  11. Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, pp. 85-89.
  12. Ashcraft, The Art and Science of Cocktails, p. 140.
  13. IBA, Cultural Impact of the WCC, 2023.
  14. Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, Londra, Harper Collins, 2021, pp. 62-68.
  15. International Bartenders Association, "World Cocktail Championships – Techniques and Trends", online: iba-world.com, 2023.
  16. Ashcraft, The Art and Science of Cocktails, New York, Penguin, 2020, pp. 130-134.
  17. Mancini, Flair and Taste: The World of Cocktail Competitions, Milano, Cocktail Books Publishing, 2019, pp. 120-123.
  18. Ashcraft, The Art and Science of Cocktails, pp. 138-140.
  19. Kratena, "Mixology Innovations and Sustainability", Imbibe Magazine, ottobre 2021.
  20. IBA, "Cocktail and Culture", 2023.
  21. Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, pp. 75-78.
  22. IBA, Workshop and Masterclass Series, programma ufficiale delle edizioni 2018-2023, consultabile sul sito ufficiale IBA.
  23. Recognitions and Certifications through the WCC, Bartender Magazine, aprile 2021.
  24. IBA, Responsible Drinking Initiatives, report annuale 2022, disponibile sul sito ufficiale IBA
  25. Impact of the WCC on Academic Curricula, Journal of Hospitality and Bartending Education, settembre 2020

Bibliografia[modifica]

  • International Bartenders Association, World Cocktail Championships, online, sito ufficiale, 2023 <https://iba-world.com/>.
  • Simon Difford, Cocktails: The Bartender's Bible, Londra, Harper Collins, 2021.
  • Emily Ashcraft, The Art and Science of Cocktails: Mixing Culture and Creativity, New York, Penguin, 2020.
  • Luca Mancini, Flair and Taste: The World of Cocktail Competitions, Milano, Cocktail Books Publishing, 2019.
  • Alex Kratena, Mixology Innovations and Sustainability, Imbibe Magazine, ottobre 2021.