Frida Kahlo
Frida Kahlo (Coyoacán 1907-1954) è stata una pittrice messicana. Etichettata come surrealista, ha sempre rifiutato qualsiasi associazione ai movimenti artistici del suo tempo, apprendendo da ognuno le migliori tecniche per poter interpretare i temi fondamentali della sua arte.
Biografia

Infanzia e adolescenza
Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute. Lascia quindi la cura della neonata a una balia indigena, che sarà un' importante figura nelle successive opere di Frida, e delle sorelle maggiori Matilde e Adriana, che aiutano a crescere non soltanto Frida ma anche la sorella minore Cristina[1].
Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia. A causa di ciò il padre cade in depressione e la madre diventa decisa e risoluta; tale cambiamento influenza la sua relazione con Frida (la ragazza chiama la madre jefe, ossia capo in spagnolo)[2].
Nel 1913, all’età di sei anni, Frida si ammala di poliomielite, cosa che la obbliga a isolarsi dagli altri bambini per guarire. La malattia le blocca la crescita della gamba destra; sotto consiglio medico, la bambina inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Perciò Frida decide di aiutare il padre con la fotografia: questo le permette non soltanto di diventare la figlia prediletta di Guillermo Kahlo ma anche di sviluppare interesse per la natura e la biologia.
Grazie alla rinnovata relazione con il padre e al forte interesse per le materie scientifiche, a Frida viene permesso di scegliere un percorso d'istruzione alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente migliorata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos. Là, la ragazza si fa i suoi primi amici, i Cachuchas (un gruppo di giovani ribelli, il cui nome deriva dal cappello dell'uniforme scolastica)[3], e conosce il suo primo amore, lo studente Alejandro Gomez Arìas. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse, iniziate da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn, e i problemi finanziari della famiglia obbligano la ragazza a rimanere a Coyoacán e lavorare inizialmente in una biblioteca e poi, tramite un apprendistato pagato, presso la bottega di Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi, svolti tra il 1924 e il 1925, avrà relazioni con la bibliotecaria (sarà la prima di molte relazioni omosessuali della sua vita) e Fernandez stesso[4].
L'incidente
Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra un tram e l’autobus dove si trovano i due distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in tre punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratole nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Frida Kahlo subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e avrà molti periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per incontrare gli amici di scuola: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria anche perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche.
Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo Autoritratto, un regalo di scuse ad Arìas, che ha appena scoperto i tradimenti degli anni 1924 e 1925[5].
Dopo un breve riavvicinamento, Arìas decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, incontra nuovamente Diego Rivera, divenuto un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.
La relazione con Diego Rivera

La relazione con Rivera inizia come un’amicizia, di cui Frida approfitta per ottenere consigli per migliorare la propria tecnica artistica, e culmina in un matrimonio civile il 21 agosto 1929. Per sostenere il marito, espulso dal partito comunista per aver accettato un incarico statale per affreschi al Palacio Nacional, Frida abbandona il gruppo socialista. Durante il primo anno di matrimonio, ha la possibilità di conoscere Rivera sotto diversi aspetti: oltre alla sua passione per la cultura messicana, la donna prende coscienza dell'infedeltà del marito e delle sue relazioni adultere, intrattenute durante il passato matrimonio con Lupe Marìn. Frida sfrutta la passione dell'uomo per la tradizione della propria madrepatria per legarlo a sé, creando il famoso personaggio della Frida tehuana, ossia vestendo i panni della donna della comunità matriarcale di Tehuantepec: il costume, inizialmente nato con questo scopo, diventerà in futuro la maschera con cui la pittrice riuscirà a nascondere i dolori fisici ed emotivi.[6].
A novembre del 1930 i coniugi si trasferiscono a San Francisco per una commissione di Rivera e Frida conosce il dottor Leo Eloesser, figura essenziale per futuri consigli medici. Successivamente, il 18 giugno 1931 Frida e Diego tornano in Messico: Diego deve finire i murales del Palacio Nacional ed entrambi vogliono controllare la costruzione della loro nuova casa, situata a San Angel: il progetto prevede la creazione di due case, unite tra di loro da un ponte. La particolare scelta di creare due abitazioni separate deriva dalla volontà di Diego di permettere a Frida, seppur legata civilmente e romanticamente a lui, di mantenere la propria indipendenza limitando l'interferenza del marito nella crescita artistica e nella fama della moglie.
A novembre del 1931 i due ripartono per andare a New York, dove Diego ha ottenuto una commissione per il MOMA (Museum of Modern Art). Lì Frida conoscerà amiche importanti come Suzanne e Lucienne Bloch, che le saranno vicine durante i momenti più difficili della sua vita.
Da New York, poi, Frida segue Diego a Detroit, città che subito odia: mentre Diego lavora per le industrie Ford, Frida deve interfacciarsi con l’ipocrisia borghese delle classi dominanti, che organizzano balli e feste senza degnarsi di migliorare lo stato di povertà del proletariato. Sempre a Detroit, il 26 maggio 1931 Frida scopre di essere incinta e, contro consiglio medico, porta avanti la gravidanza: il corpo sostiene tale stato fino al 4 luglio, quando viene ricoverata per le gravi conseguenze dell’aborto. Frida tenterà poi di portare a termine altre tre gravidanze, tutte finite prima del terzo mese a causa delle conseguenze dell’incidente[7]; in seguito deciderà quindi di concentrarsi sui nipoti e sull’arte.
Il 3 settembre torna in Messico per via delle gravi condizioni di salute della madre, che muore il 15 settembre 1932. Dopo un mese, la donna raggiunge Diego a New York, dove sta lavorando a un murales per il Rockfeller Center. Qua Frida, dopo aver razionalizzato il lutto, dipinge il primo importante quadro: una rappresentazione del contrasto tra l’industrializzata Detroit e il Messico rurale[8]. A causa di problemi ideologici con la famiglia Rockfeller, che licenzia Diego, e la commissione di Rivera per un murales per la New Workers’ School, che l’artista dipinge interamente con i soldi dei Rockfeller, Frida riesce a tornare in Messico solo il 20 dicembre 1933, tramite l’aiuto economico di alcuni amici[9], in quanto Diego ha sperperato l'intero guadagno dei coniugi nella realizzazione dei due murales e per pagare gli affitti delle residenze dove i due si sono trasferiti tra il 1932 e il 1933.
Il rapporto con Rivera inizia a declinare durante il trasferimento nella casa di San Angel, tra il 1934 e il 1935: oltre alle costanti visite in ospedale e le spese da gestire, Frida scopre un tradimento del marito con la sorella Cristina. Pur perdonando la sorella, la donna decide di trasferirsi a Città del Messico e, per un periodo, vive anche a New York. Dopo il suo ritorno inizia a intrattenere relazioni adultere con donne e uomini. Tra tutte le storie, la più famosa è stata quella con il leader politico sovietico Lev Trockij: egli, esiliato insieme alla moglie da dieci anni, sbarca in Messico a gennaio del 1937 e Frida, che lo ammira e rispetta, lo frequenta fino a luglio dello stesso anno, quando Trockij decide di andarsene per trasferirsi con la moglie in una casa fuori Coyoacán.
La carriera artistica
La svolta artistica, avvenuta tra il 1937 e il 1938, permette a Frida di essere indipendente dal denaro di Rivera e le commissioni ottenute le fanno abbastanza pubblicità da permetterle di essere notata dal poeta surrealista Andre Breton. Dopo il primo incontro con il poeta, Frida viene invitata a New York da Julien Levy per una mostra collettiva nella sua galleria, ma la sua permanenza nella metropoli termina con il suo ricovero in ospedale e la successiva rimozione di un’ulcera, che le aveva impedito di camminare per quasi tutto il periodo dell'esposizione. Sempre durante la sua permanenza a New York, Kahlo incontra il fotografo ungherese Nicolas Muray, con cui intratterrà una relazione e che amerà anche dopo il matrimonio di lui con una facoltosa donna americana. A gennaio 1939 Frida viene invitata da Breton a Parigi per una possibile mostra personale, organizzata dal poeta. L’evento si tiene però tre mesi dopo, a marzo, con l’aiuto del pittore Duchamp, e Frida, durante uno dei giorni d'apertura della galleria, riesce a vendere un quadro al Louvre, diventando la prima artista del ventesimo secolo a far parte della collezione di Stato. Una volta tornata a New York e poi in Messico, Frida rompe ogni legame con il surrealismo, tanto che negherà ogni relazione con il movimento artistico durante gli anni Quaranta, periodo di declino per l’arte surrealista[10]
A fine 1939, tornata in Messico, Frida porta a termine le pratiche per il divorzio con Rivera e inizia a consumare alcool e droghe per far fronte ai dolori fisici, sviluppando una dipendenza. Adotta diversi animali, tra cui svariate scimmie, che diventano soggetti centrali dei quadri del periodo. A livello artistico, dipinge sempre di più, con maggiore tecnica e precisione, ma ciò non ferma il lento declino, che la obbliga a risposare Rivera, in un matrimonio di convenienza e senza alcun rapporto fisico, nel 1940: lei ha bisogno di aiuto e lui, seppur avendola tradita più volte, ne è ancora innamorato.
Per Frida, il 1940 è un anno di svolta, sia in positivo che in negativo: se da un lato muore il padre, dall’altro ottiene il desiderato riconoscimento negli Stati Uniti e, due anni dopo, il Messico inizia a riconoscere il suo lavoro designandola membro fondatore del seminario per la cultura messicana.[11] Sempre negli anni Quaranta, Frida inizia a insegnare alla Esmeralda, scuola statale di pittura e scultura: prende sotto la propria ala alcuni alunni, che prendono il nome di Los Fridos[12] in quanto protetti della pittrice e che la seguono anche quando lei non può più andare a scuola e deve insegnare a casa. Nel 1946, per provare a migliorare il dolore alla spina dorsale, si sottopone a una fusione spinale, che non va come sperato e la obbliga a usare stampelle, bastone o sedia a rotelle per spostarsi. In questo periodo il legame con Diego si rinforza: per quanto la loro relazione sia più una relazione materna che carnale e Frida veda Diego più come un bambino, di cui prendersi cura, si fida abbastanza da lasciarsi aiutare da lui. In più, nel 1948 viene riammessa nel partito comunista e nel 1952 porta a termine l’ultima opera pubblica con i Fridos: si tratta del rinnovo di alcuni murales della pulquerìa La Rosita (un locale storico di Coyoacán), creati insieme ad alcuni protetti di Diego[13].
Gli ultimi anni e la morte

Nell'ultimo periodo di vita dell'artista, tanto lo stato mentale quanto quello psicologico peggiorano le sue dipendenze da alcool e droga, che la portano a dipingere più convulsamente per ottenere il denaro necessario per permettersi superalcolici e oppiacei.
L’ultimo grande evento della sua carriera è la mostra del 1953, ospitata nella galleria di Lola Alvarez, a cui Frida partecipa contro consiglio medico: impossibilitata a camminare o stare in piedi, fa portare il suo letto alla galleria[14].
Ad agosto deve amputare una gamba perché in cancrena e questo dà un duro colpo al suo stato mentale. A livello psicologico, migliora leggermente dopo la costruzione di una protesi in legno ma, in seguito, si ammala di broncopolmonite. Frida, decisa a non soccombere questa volta, fa diverse scelte sconsiderate: partecipa a una manifestazione comunista, fa dei bagni di notte e compie altre azioni che rendono la sua condizione fisica irreversibile[15].
Dopo mesi di sofferenze, Frida Kahlo muore il 13 luglio 1954 per un’embolia polmonare, che la sorprende nel sonno. Viene esposta nel Palacio de Bellas Artes, dove viene allestita la camera ardente, e cremata nel cimitero civile, il Panteon Civìl: le sue ceneri si trovano, ancora oggi, nella Casa Azul di Coyoacán (la casa dove ha vissuto per quasi tutta la sua vita), oggi museo dell’artista, in una teca in stile precolombiano a forma di donna.
Il pensiero
Frida Kahlo, per quanto riguarda gli ideali che hanno contribuito a renderla un’icona del suo tempo, viene definita una nazionalista rivoluzionaria, marxista e femminista[16].
L'ideale politico
Dal punto di vista politico, la rivoluzione messicana del 1910, che Frida vive durante i primi dieci anni di vita, ha un ruolo essenziale su due fronti. Innanzitutto, Kahlo prende coscienza, sin da bambina, dell'importanza della lotta per l'identità nazionale, che porterà avanti anche durante la sua carriera artistica con i simboli messicani dei suoi quadri e, soprattutto, tramite il travestimento da tehuana[17].
Oltre al valore nazionalistico, la rivoluzione, applicata anche alla classe proletaria, la fa avvicinare agli ideali marxisti e ciò la porta ad unirsi al partito comunista nel 1927. A seguito di questa sua forte fede in tali ideali, Kahlo non esita nei quadri successivi al 1927 a sottolineare le differenze tra le città rurali messicane e le metropoli statunitensi, come New York e Detroit: se nelle prime la vita scorre lentamente e a contatto con la natura, le seconde si caratterizzano per consumismo, industrializzazione e capitalismo. Ciò impedisce alla classe borghese, che segue i ritmi serrati dello sviluppo, di guardare alle condizioni della classe proletaria e la porta allo sfruttamento di nuova forza lavoro, che, sottolinea l’artista, è formata da immigrati del Sudamerica[18].
Il femminismo
Sul fronte femminista, Frida Kahlo lotta contro gli stereotipi di genere sin dall'adolescenza, principalmente tramite il suo aspetto: sin dagli anni della Preparatoria, basa la sua immagine su quella di donne forti e libere come le soldaderas della rivoluzione, portate a combattere e fare lavori prettamente maschili al tempo, o le donne di Tehuantepec, parte di una comunità matriarcale, che le vede al controllo degli scambi commerciali della comunità[19].
Anche la sua arte le permette di porre sotto una nuova luce la donna: i corpi femminili dei suoi quadri non risentono del sessismo e dell'idealizzazione tipici dell'arte, piuttosto rappresentano il martirio e la brutalità di atti come il parto e l'aborto.
Durante gli anni Trenta, la permanenza dell'artista per diversi mesi negli Stati Uniti, dove la lotta femminista ha avuto maggiori frutti (nel 1920 le donne statunitensi ottengono il diritto al voto[20]), le permette di riportare alla luce alcune problematiche sul fronte dei diritti delle donne in Messico tramite varie iniziative e la sua stessa fama.
Ogni modo, le lotte femministe di Frida non vedranno risultati prima degli anni Settanta, quando la rinnovata lotta per i diritti delle donne la eleverà a simbolo di libertà individuale e indipendenza[21].
Lo stile
Frida nasce come artista naïf, in quanto non ha mai avuto maestri[22], ma riesce comunque a informarsi sulle varie tecniche artistiche tramite i maestri del passato, di cui legge nei libri di testo[23]. In questo senso, riesce a creare uno stile originale e unico, che unisce il presente alle tecniche del passato.
Il surrealismo
L’etichetta di surrealista, assegnatole da Breton, non le è mai interessata: infatti, per quanto Frida sfrutti tecniche surrealiste come le immagini oniriche, gli ambienti spaziosi e le figure ibride, riprende, in ogni sua opera, anche elementi di altre correnti artistiche. Per esempio, utilizza le lunghe pennellate di colore del realismo; sfrutta l’arte primitivista come rimando all’arte precolombiana e alle sue radici e decora le sue forme con infiniti simboli, tratto tipico del simbolismo.
Le caratteristiche
L'autoritratto
L’utilizzo dell’autoritratto nasce come necessità: durante la convalescenza a casa nel 1925, in mancanza di altri soggetti, Frida decide di sfruttare la sua immagine per migliorare la propria tecnica. L'uso successivo dell'autoritratto, però, diventa un modo per esprimere appieno il potenziale e le emozioni dell'artista, cosa impossibile nei quadri commissionati: tramite il tipico sguardo stoico riflette il proprio dolore, mentre la sua vitalità viene rappresentata dai colori
I simboli
Nell’immaginario artistico di Frida i simboli sono diversi e svolgono tutti un ruolo essenziale nell’esplicazione dei temi principali della sua arte. Alcuni dei più conosciuti sono:
- Il vestito da Tehuana: uno dei primi simboli è l’abito tradizionale delle donne messicane, con cui Frida si rappresenta nel quadro Frieda y Diego (1931). Per lei, il travestimento è tanto un modo per esprimere identità nazionale quanto una fonte di forza e vitalità in contrasto a una vita dolorosa;
- I bambini: in opere come Il defunto Dimas (1937), i bambini sono simbolo di nostalgia per l’infanzia e maternità mancata[24];
- Contrapposizione Luna/Sole: la contrapposizione degli astri rappresenta la lotta cosmica tra luce e tenebre, che ricorda la lotta di Frida contro le pene della sua vita, come dimostra in Albero della speranza (1946);
- Le immagini cristiane: esse, contrapposte alle immagini precolombiane, indicano il martirio e il dolore che porta con sé[25];
- La natura: soprattutto negli autoritratti, la natura è simbolo di vitalità e attaccamento alla vita, tanto che, spesso, nelle sue opere, la natura stringe a sé Frida, come in Autoritratto del 1940[26];
- Gli animali: dopo il divorzio, gli animali, soprattutto le scimmie, sostituiscono Diego nelle opere e, allo stesso tempo, colmano il vuoto che il figlio mai avuto ha lasciato. Un chiaro esempio è dato dall’Autoritratto con scimmie del 1943;
- Le conchiglie: come molti altri elementi, anche le conchiglie rimandano alla fertilità;
- Le nature morte: oltre a rappresentare il costante attaccamento alla vita e i dolori subiti, gli elementi delle nature morte di Frida portano con sé una forte carica erotica, come in Frutti della terra del 1938;
I temi
La moltitudine di simboli è direttamente legata ai vari temi trattati. Tra i principali vi sono:
- La alegrìa : questo termine, nella lingua spagnola, viene usato per indicare gioia, allegria e vitalità. Infatti, questo tema è costantemente presente nelle opere di Frida, tramite elementi come i colori, spesso contrapposti allo sguardo impassibile dei suoi autoritratti;
- Il dolore: Frida rappresenta il dolore fisico tramite simboli, come la colonna spezzata nel quadro La colonna spezzata del 1944;
- La cultura messicana: tramite strumenti come il primitivismo, lo stile pittorico dei retablos, ossia delle illustrazioni delle pale d'altare precolombiane, e i simboli tipici della sua terra natia, Frida Kahlo vuole riportare in vigore il sentimento di appartenenza del popolo messicano, tanto alla sua nazione quanto alla cultura a sé legata;
- La genealogia: Frida, oltre a mostrare i suoi tratti indigeni, non nasconde al mondo il ramo ungherese dell'albero genealogico di famiglia, accentuando i tratti meticci, che ha ereditato dal padre[27];
- Il marxismo: in quadri come Moses (1945), è presente il tema della rivoluzione marxista, rappresentata come le masse che, dal basso del dipinto, si elevano come nuova classe dominante[28];
- Il desiderio di maternità: il desiderio di avere un figlio può presentarsi in tanti modi nei quadri di Frida, sia che si tratti di simboli come i bambini che di rappresentazioni del parto stesso. Ne è un esempio Henry Ford Hospital del 1932;
Le opere
Alcune delle maggiori opere dell'artista sono:
- Autoritratto (1926)
- Frieda e Diego Rivera (1931)
- La mia nascita (1932)
- Il mio vestito è appeso là (1933)
- Qualche piccola punzecchiatura (1935)
- I miei nonni, i miei genitori e io (1936)
- La mia balia e io (1937)
- Le due Fride (1939)
- Il sogno (1940)
- Autoritratto con scimmie (1943)
- Albero della speranza (1946)
- Sole e vita (1947)
- Autoritratto con il dottor Farill (1951)
- Viva la vida (1954)
Note
- ↑ Herrera, Frida, p. 20.
- ↑ Herrera, Frida, p. 24.
- ↑ Herrera, Frida, p. 36.
- ↑ Herrera, Frida, pp. 43-44.
- ↑ Herrera, Frida, p. 55.
- ↑ Herrera, Frida, pp. 97-106.
- ↑ Herrera, Frida, p. 133.
- ↑ Herrera, Frida, p. 154.
- ↑ Herrera, Frida, cap. 11.
- ↑ Herrera, Frida, p. 231.
- ↑ Herrera, Frida, p. 287.
- ↑ Herrera, Frida, p. 298.
- ↑ Herrera, Frida, p. 360.
- ↑ Herrera, Frida, p. 364.
- ↑ Herrera, Frida, p. 388.
- ↑ DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .
- ↑ Herrera, Frida, p. 102.
- ↑ DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .
- ↑ Herrera, Frida, p. 102.
- ↑ Università di Trento, https://mag.unitn.it/internazionale/86253/il-suffragio-femminile-negli-stati-uniti .
- ↑ Collier Dobson Art, https://www.collierdobson.com/blogs/news/frida-kahlo-and-the-legacy-of-feminist-ideology?srsltid=AfmBOor3I-ENTKRbXdjsQk1k9sSu1FM0ExtbmphrR98PeaWywJQoMOaU .
- ↑ Finestre sull'arte, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .
- ↑ Britannica, https://www.britannica.com/biography/Frida-Kahlo/additional-info .
- ↑ Herrera, Frida, p. 190.
- ↑ Herrera, Frida, p. 254.
- ↑ Herrera, Frida, p. 280.
- ↑ Finestre sull'arte, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .
- ↑ DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .
Bibliografia
- Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, Vicenza, 2016, ISBN 978-88-545-1165-1
- Finestre sull'Arte - Arte antica e contemporanea, 02/09/2021, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo
- Storica - National Geographic, Josep Gavaldà, 26/11/2025, https://www.storicang.it/a/frida-kahlo-larte-di-raccontare-vita_14913
- Encyclopedia Britannica, Alicja Zelazko, 05/01/2026, https://www.britannica.com/biography/Frida-Kahlo
- DailyArt Magazine, Kacper Grass, 03/07/2025, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/
- Teachers College - Columbia University, 27/03/2023, https://www.tc.columbia.edu/deanhope/blog/content/2023/womens-history-month-profile--frida-kahlo-.php
- Collier Dobson Art, https://www.collierdobson.com/blogs/news/frida-kahlo-and-the-legacy-of-feminist-ideology?srsltid=AfmBOor3I-ENTKRbXdjsQk1k9sSu1FM0ExtbmphrR98PeaWywJQoMOaU
- Università di Trento, Giovanna Covi, 1/12/2020, https://mag.unitn.it/internazionale/86253/il-suffragio-femminile-negli-stati-uniti