Conseguenze sociali della pandemia da Covid-19 in Italia
Il Covid-19 è stata una pandemia mondiale iniziata alla fine del 2019. La sua origine è stata individuata nella città di Wuhan, in Cina, da dove si estese rapidamente, arrivando a una diffusione globale[1]. Pochi mesi dopo aver ricevuto la denominazione di pandemia, il Covid-19 si presentò come un evento sanitario ed economico senza precedenti, provocando milioni di contagi e vittime. Il Covid-19 ebbe gravi conseguenze anche in Italia, specialmente nei primi mesi del 2020, quando si misero alla prova le capacità degli ospedali e vennero imposte pesanti restrizioni alle normali attività.
La pandemia ha influito su ogni aspetto della vita quotidiana, dalla salute al lavoro, dalla scuola ai rapporti sociali. Molti effetti sono stati negativi, in quanto hanno prodotto disagio, solitudine e incertezza, ma non sono mancati alcuni risvolti positivi, come l'accelerazione dell'adozione tecnologica o la crescita della consapevolezza in tema di salute pubblica[2].
Cambiamenti nel mondo della scuola[modifica]
Durante la pandemia di Covid-19, anche la scuola ha dovuto affrontare molti cambiamenti. Nel marzo 2020, tutte le scuole in Italia sono state chiuse per evitare che il virus si diffondesse. Il periodo di chiusura, previsto inizialmente fino ad aprile, si è poi prorogato fino alla fine dell'anno scolastico. Per continuare a insegnare agli studenti, si è introdotta la didattica a distanza, o DAD, cioè le lezioni online fatte da casa[3].
Questa soluzione ha permesso di non interrompere del tutto lo studio, ma ha portato anche a diversi problemi. Alcune famiglie non avevano un computer o una connessione internet stabile, e così molti studenti hanno avuto difficoltà a seguire le lezioni[4]. Questo ha accentuato le differenze tra chi aveva più risorse e chi ne aveva di meno.
Quando i numeri di contagi sono diminuiti, gli studenti sono tornati in classe, anche se con regole molto stringenti: distanza tra i banchi, mascherine e orari di ingresso scaglionati. Anche se si è tornati in presenza, il livello di apprendimento è rimasto basso per tanti ragazzi. Secondo alcune ricerche, nel 2022 circa il 20-30% degli studenti delle superiori non aveva ancora recuperato le competenze di base in italiano e matematica [5]
Nonostante tutto, la DAD ha avuto anche alcuni aspetti positivi. Alcuni studenti l’hanno trovata utile per gestire meglio il proprio tempo e studiare con più calma.[6]. Per questo oggi si cerca di mettere insieme i vantaggi dell’apprendimento online e quello in presenza, per creare una scuola più moderna e accessibile a tutti.
L’impatto sul lavoro e il futuro del lavoro[modifica]
Il mondo del lavoro in Italia durante la pandemia della Covid ha subito molti cambiamenti, e vari ambiti hanno conosciuto grandi difficoltà. Molti hanno perso il lavoro, soprattutto nelle attività collegate al turismo, nella ristorazione e nei piccoli negozi. Alcuni hanno lavorato di meno, hanno avuto tagli salariali o percepito anche la metà di quanto guadagnavano prima.
Parallelamente, parecchie grandi imprese hanno iniziato con il lavoro da remoto, o smart working, facendo in modo che i lavoratori potessero continuare a lavorare da casa. Gli impiegati, inoltre, hanno dovuto imparare a usare nuovi programmi e l'organizzazione ottimale del proprio tempo. La pandemia ha costituito una nuova possibilità anche per la crescita di alcune professioni digitali (informatiche, marketing online, social communication)[7].
Questo tuttavia è stato possibile solo per alcune attività: chi eseguiva lavori manuali e artigianali, interventi di natura tecnica o associata al servizio, non poteva svolgere lavoro da remoto. La grande parte si è dovuta fermare. Stesso destino è toccato ai giovani in cerca del primo impiego, che si sono ritrovati in una posizione molto difficile dato che le assunzioni aziendali si erano abbassate di molto.
Ai lavoratori sono stati forniti aiuti statali, come il Reddito di Emergenza e la Cassa Integrazione, ma gli aiuti non hanno compensato le perdite.
Conseguenze economiche[modifica]
La crisi sanitaria italiana ha colpito tutta l'economia e non soltanto il lavoro. I consumi delle famiglie sono diminuiti: molte persone hanno smesso di acquistare abbigliamento, viaggi o beni non essenziali. Ciò è poi rimasto a danno delle vendite di molte categorie.
La spesa in sanità, protezione civile e aiuti a carico dello Stato ha portato un incremento nel debito pubblico. D'altra parte, le imprese si sono trovate a fronteggiare costi imprevisti come la sanificazione, le mascherine e gli strumenti per lo smart working.
L'incertezza ha bloccato una grande quota d'investimenti. Le aziende non sapevano se fosse prudente spendere per nuovi progetti: ciò in qualche modo ha bloccato la crescita economica[8]. Diversi comuni, in particolare quelli turistici, hanno perso un bacino considerevole di entrate e sono andati in crisi.
Anche l'attività di commercio internazionale si è ridotta di ritmo. Specialmente nei mesi più duri dell'emergenza, l'Italia ha esportato meno beni all'estero. Così tutti questi hanno lasciato un segno potente nel contesto economico nazionale.
Impatto sulla salute mentale[modifica]
Per molti, quei giorni di chiusura e paura sono stati uno shock improvviso. Avere la propria abitazione come campo di isolamento, non poter uscire ad incontrare amici e parenti, vivere con la certezza che il contagio era sempre dietro l'angolo ha causato disturbi psicologici a tantissimi. In quel periodo, diversi si sentivano soli, tristi o preoccupati; e alcuni avevano attacchi di panico o momenti di fortissimo stress.
A esser maggiormente colpite sono state le fasce giovani, quella anziana e chi aveva già delle fragilità di natura emotiva. I giovani hanno avuto difficoltà perché in quel periodo non potevano uscire, andare a scuola come avevano sempre fatto, né incontrare i loro amici: ciò ha portato a un calo di motivazione, ansia e in qualche caso depressione. Gli anziani, invece, e in accompagnamento all'isolamento, hanno sofferto per la paura di ammalarsi molto spesso soli.
Pure chi lavorava in ambito ospedaliero e strutture sanitarie ha affrontato grandi problemi. Medici, infermieri, operatori sanitari: chi era a servizio ha lavorato molte ore, quasi senza sosta, e di fronte a tante scene drammatiche: la situazione ha fatto stancare, stressare e caricare di tensione emotiva altissima.
Sia durante i mesi di restrizione sia in seguito, tantissime persone hanno cercato aiuto da psicologi o centri di ascolto. Purtroppo, in alcune aree mancavano i servizi di salute mentale, mancavano gli operatori, i centri e i mezzi. Per chi aveva bisogno, tutto questo aveva fatto immensamente più difficile trovare un’opportuna assistenza [9]
I problemi legati alla salute mentale non si sono affatto esauriti con la fine delle restrizioni. Ancora oggi sono in tanti a sperimentare incertezza, tristezza o paura.
Note[modifica]
- ↑ World Health Organization , Pneumonia of unknown cause – China, “Who” 5 January 2020 . https://www.who.int/news/item/27-04-2020-who-timeline---covid-19
- ↑ Maria Masocco, Rapporto ISS COVID-19, “Istituto superiore di sanità”, 9 marzo 2021. https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+5_2021.pdf
- ↑ Ministero dell’Istruzione e del Merito, Sospensione delle attività didattiche, “Ministero dell'istruzione e del merito”, 10 marzo 2020. https://www.mim.gov.it/-/-coronavirus-sospensione-delle-attivita-didattiche-fino-al-3-aprile-cosa-prevede-il-dpcm-del-9-marzo-
- ↑ Dipartimento di Economia e Management, Come seguire le lezioni a distanza, “Università di Pisa”, settembre 2020. https://www.ec.unipi.it/wp-content/uploads/2020/09/lezioniadistanza.pdf
- ↑ Francesco Bortolamai e Nicoletta Scutifero, Gli effetti del Covid-19 sull’ apprendimento, “Osservatorio CPI”, 11 novembre 2022. https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-gli-effetti-del-covid-19-sull-apprendimento
- ↑ Cristina Da Rold, Come è andato il secondo anno di DaD, “Il Sole 24 Ore”, 9 marzo 2022. https://www.infodata.ilsole24ore.com/2022/03/09/come-e-andato-il-secondo-anno-di-dad/
- ↑ Istituto nazionale di statica Istat, Rapporto annuale del paese , 8 luglio 2022. https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2022/Capitolo_2.pdf
- ↑ Istituto nazionale di statica Istat, Rapporto annuale del paese , 8 luglio 2022. https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2022/Rapporto_Annuale_2022.pdf
- ↑ Charlotte Matteini, L’onda lunga della pandemia sulla salute mentale, “Magazine Fondazione Veronesi”, 22 luglio 2021. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/neuroscienze/londa-lunga-della-pandemia-sulla-salute-mentale