Frida Kahlo

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Frida Kahlo (Coyoacán 1907-1954) è stata un'artista messicana, vissuta nel ventesimo secolo. Etichettata come surrealista, ha sempre rifiutato qualsiasi associazione ai movimenti artistici del suo tempo, apprendendo da ognuno le migliori tecniche per poter interpretare i temi fondamentali della sua arte.

Biografia

Ritratto di Frida Kahlo in uno scatto del padre del 1932

Infanzia e adolescenza

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute; allora Matilde lascia le cure della figlia nelle mani di una balia indigena, che sarà un' importante figura nelle successive opere di Frida, e delle sorelle maggiori Matilde e Adriana, che aiutano a crescere non soltanto Frida ma anche la sorella minore Cristina[1]. Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia; a causa di ciò il padre cade in depressione e la madre, per poter crescere le figlie al meglio, diventa decisa e risoluta, influenzando la sua relazione con Frida (la ragazza chiama la madre jefe, ossia capo in spagnolo)[2]. Oltretutto, nel 1913, all’età di sei anni, Frida si ammala di poliomielite, che la obbliga all’isolamento. La malattia le blocca la crescita della gamba destra e, sotto consiglio medico, la bambina inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Perciò Frida decide di aiutare il padre con la fotografia: questo le permette non soltanto di diventare la figlia prediletta di Guillermo Kahlo ma anche di sviluppare un rinnovato interesse per la natura e la biologia. Quindi, grazie al nuovo status di figlia preferita, a Frida viene permesso di scegliere un percorso d'istruzione alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente rinnovata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos: qua, la ragazza si fa i suoi primi amici, i Cachuchas (un gruppo di giovani ribelli, il cui nome deriva dal cappello dell'uniforme scolastica)[3], e conosce il suo primo amore, ossia lo studente Alejandro Gomez Arìas. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse, iniziate da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn, e i problemi finanziari della famiglia obbligano la ragazza a rimanere a Coyoacán e lavorare, inizialmente in una biblioteca e poi, tramite un apprendistato pagato, presso la bottega di Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi, svolti tra il 1924 e il 1925, avrà relazioni con la bibliotecaria (sarà la prima di molte relazioni omosessuali della sua vita) e Fernandez stesso[4].

L'incidente

Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra il tram e l’autobus, su cui si trovano i due, distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in tre punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratele nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Frida Kahlo subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e avrà molti periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per commissioni: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche. Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo Autoritratto, un pegno d’amore ad Arìas, che ha appena scoperto i due tradimenti del 1925[5]. Dopo un breve riavvicinamento, Arìas decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove conosce prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, Diego Rivera, divenuto un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.

La relazione con Diego Rivera

Frida Kahlo e Diego Rivera in uno scatto del 19 marzo 1932, fatto da Carl Van Vechten (1880-1964)

La relazione con Rivera inizia come un’amicizia, di cui Frida approfitta per ottenere consigli per migliorare la propria tecnica artistica, e culmina in un matrimonio civile il 21 agosto 1929. Per sostenere il marito, espulso dal partito comunista per aver accettato un incarico statale per affreschi al Palacio Nacional, Frida abbandona il gruppo socialista. Durante il primo anno di matrimonio, Kahlo ha la possibilità di conoscere Rivera sotto diversi aspetti: oltre alla sua passione per la cultura messicana, la donna prende coscienza dell'infedeltà del marito e delle relazioni adultere, intrattenute durante il passato matrimonio con Lupe Marìn; proprio per questo motivo, Frida sfrutta la passione dell'uomo per la tradizione della propria madrepatria per legarlo a sé, creando il famoso personaggio della Frida tehuana: il costume, inizialmente nato con questo scopo, diventerà in futuro la maschera, con cui la pittrice riuscirà a nascondere i dolori, fisici ed emotivi, della vita.[6]. A novembre del 1930 i coniugi si trasferiscono a San Francisco per una commissione di Rivera e Frida conosce il dottor Leo Eloesser, figura essenziale per futuri consigli medici. Successivamente, il 18 giugno 1931 Frida e Diego tornano in Messico: Diego deve finire i murales del Palacio Nacional ed entrambi vogliono controllare la costruzione della casa di San Angel: il progetto prevede la creazione di due case, unite tra di loro da un ponte. La particolare scelta di creare due abitazioni separate deriva dalla volontà di Diego di permettere a Frida di mantenere la propria indipendenza, seppur legata civilmente e romanticamente a Rivera, così da limitare ogni interferenza del marito nella crescita artistica e nella fama della moglie. In ogni caso, a novembre del 1931 i due ripartono per andare a New York, dove Diego ha ottenuto una commissione per il MOMA (Museum of Modern Art); qua Frida conoscerà amiche importanti come Suzanne e Lucienne Bloch. Da New York, poi, Frida segue Diego a Detroit, città che impara subito ad odiare: mentre Diego lavora per le industrie Ford, Frida deve interfacciarsi con l’ipocrisia borghese delle classi dominanti, che organizzano balli e feste senza degnarsi di migliorare lo stato di povertà del proletariato. Sempre a Detroit, il 26 maggio Frida scopre di essere incinta e, contro consiglio medico, porta avanti la gravidanza: il corpo la sostiene fino al 4 luglio, quando viene ricoverata per le gravi conseguenze dell’aborto. Da questo momento, Frida tenterà di portare a termine altre tre gravidanze, tutte finite prima del terzo mese a causa delle conseguenze dell’incidente[7], decidendo quindi di concentrarsi sui nipoti e sull’arte. Il 3 settembre torna in Messico per via delle gravi condizioni di salute della madre, che muore il 15 settembre 1932. Dopo un mese, la donna raggiunge Diego a New York, dove sta lavorando a un murales per il Rockfeller Center. Qua Frida, dopo aver razionalizzato il lutto, dipinge il primo importante quadro: una rappresentazione del contrasto tra l’industrializzata Detroit e il Messico rurale[8] A causa di problemi ideologici con la famiglia Rockfeller, che licenzia Diego, e la commissione di Rivera per un murales per la New Workers’ School, che l’artista dipinge interamente con i soldi dei passati clienti, Frida riesce a tornare in Messico solo il 20 dicembre 1933, tramite l’aiuto economico di alcuni amici[9]. Il rapporto con Rivera inizia a declinare durante il trasferimento a San Angel, tra il 1934 e il 1935: oltre alle costanti visite in ospedale e le spese da gestire, Frida scopre di un tradimento del marito con la sorella Cristina. Pur perdonando la sorella, decide di trasferirsi a Città del Messico e, per un periodo, vive anche a New York. Dopo il suo ritorno, invece di rimanere inerte, inizia a intrattenere relazioni adultere con donne e uomini. Tra tutte le storie, la più famosa è stata quella con il leader politico trozkista Lev Trockij: egli, esiliato insieme alla moglie da dieci anni, sbarca in Messico a gennaio del 1937 e Frida, che lo ammira e rispetta, lo frequenta fino a luglio dello stesso anno, quando Trockij decide di trasferirsi in una casa lontana da Coyoacán.

La carriera artistica

La svolta artistica, avvenuta tra il 1937 e il 1938, permette a Frida di essere indipendente dal denaro di Rivera e le fa abbastanza pubblicità da permetterle di essere notata dal poeta surrealista Andre Breton. Dopo il primo incontro con il poeta, Frida viene invitata a New York da Julien Levy per una mostra collettiva nella sua galleria. La permanenza di Frida nella metropoli termina con il suo ricovero in ospedale e la successiva rimozione di un’ulcera, che le impedisce di camminare. Sempre durante la sua permanenza a New York, Kahlo incontra il fotografo ungherese Nicolas Muray, con cui intratterrà una relazione e che amerà anche dopo il matrimonio di lui con una facoltosa donna americana. A gennaio 1939 Frida viene invitata da Breton a Parigi per una possibile mostra personale, organizzata dal poeta. L’evento si tiene però tre mesi dopo, a marzo, con l’aiuto del pittore Duchamp, e Frida, durante i giorni della mostra, riesce a vendere un quadro al Louvre, diventando la prima artista del ventesimo secolo a far parte della collezione di Stato. Una volta tornata a New York e poi in Messico, Frida rompe ogni legame con il surrealismo, tanto che negherà ogni relazione con il movimento artistico durante gli anni Quaranta, periodo di declino per l’arte surrealista[10] A fine 1939, tornata in Messico, Frida porta a termine le pratiche per il divorzio con Rivera e inizia a consumare alcool e droghe per far fronte ai dolori fisici, sviluppando una dipendenza. Adotta diversi animali, tra cui svariate scimmie, che diventano soggetti centrali dei quadri del periodo. A livello artistico, dipinge sempre di più, con maggiore tecnica e precisione, ma ciò non ferma il lento declino, che la obbliga a risposare Rivera in un matrimonio di convenienza e senza alcun rapporto fisico nel 1940: lei ha bisogno di aiuto e lui, seppur avendola tradita più e più volte, ne è ancora innamorato. È possibile affermare che, per Frida, il 1940 è un anno di svolta, sia in positivo che in negativo: se da un lato muore il padre, dall’altro ottiene il desiderato riconoscimento negli Stati Uniti e, due anni dopo, in Messico inizia a scoprire l'arte di Kahlo tramite la carica di membro fondatore del seminario per la cultura messicana.[11] Sempre negli anni Quaranta, Frida inizia a insegnare alla Esmeralda, scuola statale di pittura e scultura: prende sotto la propria ala alcuni alunni, che prendono il nome di Los Fridos[12] in quanto protetti della pittrice, che la seguono anche quando non può più andare a scuola e deve insegnare a casa. Nel 1946, per provare a migliorare il dolore alla spina, si sottopone a una fusione spinale, che non va come sperato e la obbliga a usare stampelle, bastone o sedia a rotelle per spostarsi. Infatti, proprio in questo periodo il legame con Diego si rinforza: per quanto Frida lo veda quasi come un figlio, di cui prendersi cura, si fida abbastanza da lasciarsi aiutare da lui. In più, nel 1948 viene riammessa nel partito comunista e nel 1952 porta a termine l’ultima opera pubblica con i Fridos: si tratta del rinnovo di alcuni murales della pulquerìa La Rosita (un locale storico di Coyoacán), creati insieme ad alcuni protetti di Diego[13].

Gli ultimi anni e la morte

Dipinto Viva la vida di Frida Kahlo (1954). Questa è stata la sua ultima opera

Nell'ultimo periodo di vita dell'artista, tanto lo stato mentale quanto quello psicologico peggiorano le sue dipendenza da alcool e droga, che la portano a dipingere più convulsamente per ottenere il denaro necessario per permettersi superalcolici e oppiacei. L’ultimo grande evento della sua vita è la mostra del 1953, ospitata nella galleria di Lola Alvarez, a cui Frida partecipa contro consiglio medico: impossibilitata a camminare o stare in piedi, fa portare il suo letto alla galleria[14]. Ad agosto deve amputarsi una gamba perché in cancrena e questo dà un duro colpo al suo stato mentale. A livello psicologico, migliora leggermente dopo la costruzione di una protesi in legno ma, poi, si ammala di broncopolmonite. Frida, decisa a non soccombere questa volta, fa diverse scelte sconsiderate: partecipa a una manifestazione comunista, fa dei bagni di notte e compie altre azioni che rendono la sua condizione fisica irreversibile[15]. Dopo mesi di sofferenze, Frida Kahlo muore il 13 luglio 1954 per un’embolia polmonare, che la sorprende nel sonno. Viene esposta nel Palacio de Bellas Artes e cremata nel cimitero civile, il Panteon Civìl: le sue ceneri si trovano, ancora oggi, nella Casa Azul di Coyoacán, oggi museo dell’artista, in una teca in stile precolombiano a forma di donna.

Il pensiero

Frida Kahlo, per quanto riguarda gli ideali che hanno contribuito a renderla un’icona del suo tempo, viene definita una nazionalista rivoluzionaria, marxista e femminista[16].

L'ideale politico

Dal punto di vista politico, la rivoluzione messicana del 1910, che Frida vive durante i primi dieci anni di vita, ha un ruolo essenziale su due fronti. Innanzitutto, Kahlo prende coscienza, sin da bambina, dell'importanza della lotta per l'identità nazionale, che porterà avanti anche durante la sua carriera artistica con i simboli messicani dei suoi quadri e, soprattutto, tramite il travestimento da tehuana, la donna forte e indipendente della comunità di Tehuantepec[17]. Oltre al valore nazionalistico, la rivoluzione, applicata anche alla classe proletaria, la fa avvicinare agli ideali marxisti e la fa unire al partito comunista nel 1927. Per questo, Kahlo non esita a sottolineare le differenze tra le città rurali messicane e le metropoli statunitensi, come New York e Detroit: se nelle prime la vita scorre lentamente e a contatto con la natura, le seconde si caratterizzano per consumismo, industrializzazione e capitalismo; ciò impedisce alla classe borghese, che segue i ritmi serrati dello sviluppo, di guardare alle condizioni della classe proletaria e la porta allo sfruttamento di nuova forza lavoro, che, sottolinea l’artista, viene solitamente importata dal Sudamerica[18].

Il femminismo

Sul fronte femminista, Frida Kahlo lotta contro gli stereotipi di genere sin dall'adolescenza, principalmente tramite il suo aspetto: sin dagli anni della Preparatoria, Kahlo basa la sua immagine su quella di donne forti e libere come le soldaderas della rivoluzione, portate a combattere e fare lavori prettamente maschili al tempo, o le donne di Tehuantepec, parte di una comunità matriarcale, che le vede al controllo degli scambi commerciali della comunità[19]. Anche la sua arte le permette di porre sotto una nuova luce la donna: i corpi femminili dei suoi quadri non risentono del sessismo e idealizzazione tipici dell'arte, piuttosto rappresentano il martirio e la brutalità di atti come il parto e l'aborto. Durante gli anni Trenta, la permanenza dell'artista per diversi mesi negli Stati Uniti, dove la lotta femminista ha avuto maggiori frutti (nel 1920 le donne statunitensi ottengono il diritto al voto[20]), le permette di riportare alla luce alcune problematiche sul fronte dei diritti delle donne in Messico tramite varie iniziative e la sua stessa fama. Ad ogni modo, le lotte femministe di Frida non vedranno risultati prima degli anni Settanta, quando la rinnovata lotta femminista la eleverà a simbolo di libertà individuale e indipendenza[21].

Lo stile

Frida nasce come artista naïf, in quanto non ha mai avuto maestri[22], ma si informa sulle varie tecniche artistiche tramite i maestri del passato, di cui legge nei libri di testo[23]. In questo senso, Frida Kahlo riesce a creare uno stile originale e unico, che unisce il presente alle tecniche del passato.

Il surrealismo

L’etichetta di surrealista, assegnatole da Breton, non le è mai interessata: infatti, per quanto Frida sfrutti tecniche surrealiste come le immagini oniriche, gli ambienti spaziosi e le figure ibride, riprende, in ogni sua opera, anche elementi di altre correnti artistiche. Ad esempio, utilizza le lunghe pennellate di colore del realismo; sfrutta l’arte primitivista come rimando all’arte precolombiana e alle sue radici e decora le sue forme con infiniti simboli, tratto tipico del simbolismo.


Le caratteristiche

L'autoritratto

L’utilizzo dell’autoritratto nasce come necessità: in mancanza di altri soggetti, Frida decide di sfruttare la sua immagine per migliorare la propria tecnica. Il suo uso successivo, però, diventa un modo per esprimere appieno il proprio potenziale e le proprie emozioni, cosa impossibile nei quadri commissionati: tramite il tipico sguardo stoico, riflette il proprio dolore, mentre la sua vitalità viene rappresentata dai colori

I simboli

Nell’immaginario artistico di Frida i simboli sono diversi e svolgono tutti un ruolo essenziale nell’esplicazione dei temi principali della sua arte. Alcuni dei più conosciuti sono:

  • Il vestito da Tehuana: uno dei primi simboli è l’abito tradizionale delle donne messicane, con cui Frida si rappresenta nel quadro Frieda y Diego (1931). Per lei, il travestimento è tanto un modo per esprimere identità nazionale quanto una fonte di forza e vitalità in contrasto a una vita dolorosa;
  • I bambini: in opere come Il defunto Dimas (1937), i bambini sono simbolo di nostalgia per l’infanzia e maternità mancata[24];
  • Contrapposizione Luna/Sole: la contrapposizione degli astri rappresenta la lotta cosmica tra luce e tenebre, che ricorda la lotta di Frida contro le pene della sua vita, come dimostra in Albero della speranza (1946);
  • Le immagini cristiane: esse, contrapposte alle immagini precolombiane, indicano il martirio e il dolore che porta con sé[25];
  • La natura: soprattutto negli autoritratti, la natura è simbolo di vitalità e attaccamento alla vita, tanto che, spesso, nelle sue opere, la natura stringe a sé Frida, come fa in Autoritratto del 1940[26];
  • Gli animali: dopo il divorzio, gli animali, soprattutto le scimmie, sostituiscono Diego nelle opere e, allo stesso tempo, colmano il vuoto che il figlio mai avuto ha lasciato. Un chiaro esempio è dato dall’Autoritratto con scimmie del 1943;
  • Le conchiglie: come molti altri elementi, anche le conchiglie rimandano alla fertilità;
  • Le nature morte: oltre a rappresentare il costante attaccamento alla vita e i dolori subiti, gli elementi delle nature morte di Frida portano con sé una forte carica erotica, come in Frutta della terra del 1938;


I temi

La moltitudine di simboli è direttamente legata ai vari temi trattati. Tra i principali vi sono:

  • La alegrìa : il tema della vitalità è costantemente presente nelle opere di Frida, spesso contrapposto allo sguardo impassibile dei suoi autoritratti;
  • Il dolore: Frida rappresenta il dolore fisico tramite simboli, come la colonna spezzata nel quadro La colonna spezzata del 1944;
  • La mexicanidad : tramite strumenti come il primitivismo o la forma pittorica dei retablo, delle illustrazioni precolombiane su metallo e i simboli tipici della sua terra, Frida Kahlo vuole riportare in vigore il sentimento di appartenenza del popolo messicano, tanto alla sua terra quanto alla cultura a sé legata;
  • La genealogia: Frida, oltre a mostrare i suoi tratti indigeni, non fa segreto delle sue origini meticce[27];
  • Il marxismo: in quadri come Moses (1945), si può ben vedere il tema della rivoluzione marxista, rappresentata come le masse che, dal basso del dipinto, si elevano come nuova classe dominante[28];
  • Il desiderio di maternità: il desiderio di avere un figlio può presentarsi in tanti modi nei quadri di Frida, sia che si tratti di bambini che di rappresentazioni del parto stesso. Ne è un esempio Henry Ford Hospital del 1932;


Le opere

Alcune delle maggiori opere dell'artista sono:

  • Autoritratto (1926)
  • Frieda e Diego Rivera (1931)
  • La mia nascita (1932)
  • Il mio vestito è appeso là (1933)
  • Qualche piccola punzecchiatura (1935)
  • I miei nonni, i miei genitori e io (1936)
  • La mia balia e io (1937)
  • Le due Fride (1939)
  • Il sogno (1940)
  • Autoritratto con scimmie (1943)
  • Albero della speranza (1946)
  • Sole e vita (1947)
  • Autoritratto con il dottor Farill (1951)
  • Viva la vida (1954)


Note

  1. Herrera, Frida, pag. 20
  2. Herrera, Frida, pag. 24
  3. Herrera, Frida, pag. 36
  4. Herrera, Frida, pagg. 43-44
  5. Herrera, Frida, pag. 55
  6. Herrera, Frida, pagg. 97-106
  7. Herrera, Frida, pag. 133
  8. Herrera, Frida, pag. 154
  9. Herrera, Frida, cap. 11
  10. Herrera, Frida, pag. 231
  11. Herrera, Frida, pag. 287
  12. Herrera, Frida, pag. 298
  13. Herrera, Frida, pag. 360
  14. Herrera, Frida, pag. 364
  15. Herrera, Frida, pag. 388
  16. DailyArt Magazine, Kacper Grass, <...>
  17. Herrera, Frida, pag. 102
  18. DailyArt Magazine, Kacper Grass, <...>
  19. Herrera, Frida, pag. 102
  20. Università di Trento, Giovanna Covi, <...>
  21. Collier Dobson Art, <...>
  22. Finestre sull'arte, <...>
  23. Britannica, Alicja Zelazko, <...>
  24. Herrera, Frida, pag. 190
  25. Herrera, Frida, pag. 254
  26. Herrera, Frida, pag. 280
  27. Finestre sull'arte, <...>
  28. DailyArt Magazine, Kacper Grass, <...>


Bibliografia