Conseguenze sociali della pandemia da Covid-19 in Italia

Da Unipedia.


Le conseguenze sociali della pandemia da COVID-19 in Italia sono una serie di cambiamenti che hanno avuto effetti significativi su diversi aspetti della vita quotidiana. La pandemia ha iniziato a manifestarsi già nel dicembre del 2019. Sono state adottate misure di distanziamento e lockdown per contenere il virus.

Cambiamento di modalità di lavoro, scuola e vita quotidiana. Se gran parte della forza lavoro si cimentava già nel lavoro da casa, per la maggior parte degli individui, si era assolutamente impossibilitati a svolgere le loro mansioni quotidiane. Molti disoccupati. Alcuni hanno arrestato le sue misure di sopravvivenza e molti altri si trovano solitari, depressi o stressati. Anche gli studenti avevano un po' di difficoltà con le lezioni a casa.

Cambiamenti nel mondo della scuola

Covid-19 ha cambiato molto la scuola in Italia. Scuole fino ad oggi chiuse per mesi dalla diffusione del virus. Le lezioni non si svolgevano in aula ma a casa attraverso il computer. Si chiama didattica a distanza.

Non tutti gli studenti ridevano delle giuste opportunità per studiare a casa. Alcuni non avevano un computer, altri non avevano internet veloce. Molti ragazzi non avevano un posto tranquillo dove seguire le lezioni. Per questo, quindi, per tanti studenti è stato difficile imparare bene.

Naturalmente sarebbe stato difficile anche per gli insegnanti. Dovevano imparare ad usare nuovi software e a relazionarsi coi propri studenti solo online; le quali caratteristiche non includevano in alcun modo il contatto diretto, rendendo cosi più complicato spiegare e dare aiuto agli studenti più in difficoltà.

Con la riapertura delle scuole è intervenuta una nuova normativa: mascherine, distanziamenti, igiene. Tutto diverso rispetto al passato. E, così, si colgono gli effetti della pandemia sulla scuola e quanto siano impattanti.


L’impatto sul lavoro e il futuro del lavoro

Il mondo del lavoro in Italia durante la pandemia della Covid ha subito molti cambiamenti, vari ambiti hanno conosciuto grandi difficoltà. Molti hanno perso il lavoro: nel turismo, ristorazione e piccoli negozi soprattutto. Alcuni hanno lavorato di meno, hanno avuto taglio salariali o percepito anche la metà di quanto guadagnavano prima. Un aiuto per i lavoratori sono stati gli aiuti dello stato ,come il Reddito di Emergenza, Cassa Integrazione, ma non si è riusciti ad aiutare davvero tutti.

Parallelamente, parecchie grandi imprese hanno iniziato con il lavoro da remoto, o smart working, facendo in modo che i lavoratori potessero continuare a lavorare da casa. Gli impiegati, inoltre, hanno dovuto imparare a usare nuovi programmi e nell'organizzazione ottimale del proprio tempo. Ha costituito una nuova possibilità anche per la crescita di alcune professioni digitali (informatiche, marketing online, social communication).

In ogni caso, per gli altri la cosa non sarebbe andata tanto bene. Chi eseguiva lavori manuali e artigianali, interventi di natura tecnica o associata al servizio,non poteva continuare a lavorare da casa ,La grande parte si è dovuta fermare. Stesso destino è toccato ai giovani in cerca del primo impiego, che si sono ritrovati in una posizione molto difficile dato che le assunzioni aziendali si erano abbassate di molto.

Adesso, in prospettiva, si ritiene un lavoro altro ancora la trasformazione. Il mondo digitale crescerà ancora e varrà la pena avere nuove competenze: saper usare il computer, il world wide web e gli strumenti online. Saper lavorare con buoni servizi ed essere in grado di imparare.

Conseguenze economiche

La crisi sanitaria italiana ha colpito tutta l'economia e non soltanto il lavoro. I consumi delle famiglie sono diminuiti: molte persone hanno smesso di acquistare abbigliamento, viaggi o beni non essenziali. Ciò è poi rimasto a danno delle vendite di molte categorie.

L'altra spesa di salute, protezione civile e altri aiuti è venuta ad aumentare ulteriormente quella dello Stato, portando così ad un incremento nel debito pubblico. D'altra parte, le imprese si sono trovate a fronteggiare costi imprevisti come la sanificazione, le mascherine e gli strumenti per lo smart working.

L'incertezza ha bloccato una grande quota d'investimenti. Le aziende non sapevano se fosse prudente adesso spendere per nuovi progetti: ciò in qualche modo ha bloccato la crescita economica. Diversi comuni, in particolare quelli turistici, hanno perso un bacino considerevole di entrate e sono andate in crisi.

Anche l'attività di commercio internazionale si è ridotta di ritmo. Specialmente nei mesi più duri dell'emergenza, l'Italia ha esportato meno beni all'estero. Così tutti questi hanno lasciato un segno potente nel contesto economico nazionale.

Impatto sulla salute mentale

Per molti, quei giorni di chiusura e paura sono stati uno shock improvviso alla mente. Avere la propria abitazione come campo di isolamento, non poter uscire ad incontrare amici e parenti, vivere con la certezza che il contagio era sempre dietro l'angolo ha causato disturbi psicologici a tantissimi. In quel periodo, diversi si sentivano soli, tristi o preoccupati; e alcuni avevano attacchi di panico o momenti di fortissimo stress.

Ad esser maggiormente colpite sono state le fasce giovani, quella anziana e chi aveva già delle fragilità di natura emotiva. I giovani hanno avuto difficoltà perché in quel periodo non potevano uscire, andare a scuola come avevano sempre fatto, né incontrare i loro amici: ciò ha portato a un calo di motivazione, ansia e in qualche caso depressione. Gli anziani, invece, e in accompagnamento all'isolamento, hanno sofferto per la paura di ammalarsi molto spesso soli.

Pure chi lavorava in ambito ospedaliero e strutture sanitarie ha affrontato grandi problemi. Medici, infermieri, operatori sanitari: chi era a servizio ha lavorato molte ore, quasi senza sosta, e di fronte a tante scene drammatiche: la situazione ha fatto stancare, stressare e caricare di tensione emotiva altissima.

E nei mesi di restrizione e dopo, tantissime persone hanno cercato aiuto da psicologi o centri di ascolto. Purtroppo, in alcune aree mancavano i servizi di salute mentale, mancavano gli operatori, i centri e i mezzi. Per chi aveva bisogno, tutto questo aveva fatto immensamente più difficile trovare un’opportuna assistenza.

I problemi legati alla salute mentale non si sono affatto esauriti con la fine delle restrizioni. Ancora oggi sono in tanti a sperimentare incertezza, tristezza o paura.