Frida Kahlo: differenze tra le versioni

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==Biografia==
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===Infanzia e adolescenza===
===Infanzia e adolescenza===
Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute, allora lascia il lavoro a una balia indigena, importante figura nelle sue successive opere, e alle sorelle maggiori Matilde e Adriana, obbligate ad aiutare le sorelline Frida e Cristina<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 20</ref>. Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia, il padre della famiglia in depressione e la madre è obbligata a diventare più autoritaria, elemento che cambia la relazione di Frida con la madre (la chiama ''jefe''<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 24). Oltretutto, nel 1913, all’età di sei anni, si ammala di poliomielite, che la obbliga all’isolamento. La malattia le blocca la crescita della gamba destra e, sotto consiglio medico, inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Così, Frida decide di aiutare il padre col lavoro e questo le fa sviluppare un forte interesse per la natura. Ciò le permette di scegliere un nuovo percorso alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente rinnovata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos: qua si fa i suoi primi amici, i ''Cachuchas''<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 36</ref>, e conosce il suo primo amore, ossia lo studente Alejandro Gomez Aria. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse protratte da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn e i problemi finanziari della famiglia obbligano Frida a rimanere a Coyoacán e lavorare, inizialmente in una libreria e poi tramite un apprendistato pagati da Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi avrà relazioni con la bibliotecaria, la prima di molte donne della sua vita, e Fernandez stesso<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pagg. 43-44</ref>.
Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute, allora lascia il lavoro a una balia indigena, importante figura nelle sue successive opere, e alle sorelle maggiori Matilde e Adriana, obbligate ad aiutare le sorelline Frida e Cristina<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 20</ref>. Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia, il padre della famiglia in depressione e la madre è obbligata a diventare più autoritaria, elemento che cambia la relazione di Frida con la madre (la chiama ''jefe''<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 24)</ref>. Oltretutto, nel 1913, all’età di sei anni, si ammala di poliomielite, che la obbliga all’isolamento. La malattia le blocca la crescita della gamba destra e, sotto consiglio medico, inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Così, Frida decide di aiutare il padre col lavoro e questo le fa sviluppare un forte interesse per la natura. Ciò le permette di scegliere un nuovo percorso alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente rinnovata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos: qua si fa i suoi primi amici, i ''Cachuchas''<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 36</ref>, e conosce il suo primo amore, ossia lo studente Alejandro Gomez Aria. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse protratte da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn e i problemi finanziari della famiglia obbligano Frida a rimanere a Coyoacán e lavorare, inizialmente in una libreria e poi tramite un apprendistato pagati da Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi avrà relazioni con la bibliotecaria, la prima di molte donne della sua vita, e Fernandez stesso<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pagg. 43-44</ref>.
===L'incidente===
===L'incidente===
Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra il tram e l’autobus, su cui si trovano i due, distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in due punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratele nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e saranno molti i periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per delle commissioni: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche. Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i suoi genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo ''Autoritratto'', un pegno d’amore ad Alejandro, che ha appena scoperto i due tradimenti del 1925<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 55</ref>. Dopo un breve riavvicinamento, Arias decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove conosce prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, Diego Rivera, adesso un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.
Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra il tram e l’autobus, su cui si trovano i due, distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in due punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratele nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e saranno molti i periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per delle commissioni: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche. Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i suoi genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo ''Autoritratto'', un pegno d’amore ad Alejandro, che ha appena scoperto i due tradimenti del 1925<ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 55</ref>. Dopo un breve riavvicinamento, Arias decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove conosce prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, Diego Rivera, adesso un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.

Versione delle 11:46, 26 gen 2026

Frida Kahlo (Coyoacán 1907-1954) è stata una delle figure più importanti del ventesimo secolo[1]. Oltre ad essere stata un’artista rivoluzionaria della pittura messicana, ha vissuto una vita di dolore e passione, elementi d’ispirazione per le sue opere.

Biografia

Infanzia e adolescenza

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute, allora lascia il lavoro a una balia indigena, importante figura nelle sue successive opere, e alle sorelle maggiori Matilde e Adriana, obbligate ad aiutare le sorelline Frida e Cristina[2]. Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia, il padre della famiglia in depressione e la madre è obbligata a diventare più autoritaria, elemento che cambia la relazione di Frida con la madre (la chiama jefe[3]. Oltretutto, nel 1913, all’età di sei anni, si ammala di poliomielite, che la obbliga all’isolamento. La malattia le blocca la crescita della gamba destra e, sotto consiglio medico, inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Così, Frida decide di aiutare il padre col lavoro e questo le fa sviluppare un forte interesse per la natura. Ciò le permette di scegliere un nuovo percorso alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente rinnovata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos: qua si fa i suoi primi amici, i Cachuchas[4], e conosce il suo primo amore, ossia lo studente Alejandro Gomez Aria. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse protratte da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn e i problemi finanziari della famiglia obbligano Frida a rimanere a Coyoacán e lavorare, inizialmente in una libreria e poi tramite un apprendistato pagati da Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi avrà relazioni con la bibliotecaria, la prima di molte donne della sua vita, e Fernandez stesso[5].

L'incidente

Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra il tram e l’autobus, su cui si trovano i due, distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in due punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratele nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e saranno molti i periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per delle commissioni: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche. Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i suoi genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo Autoritratto, un pegno d’amore ad Alejandro, che ha appena scoperto i due tradimenti del 1925[6]. Dopo un breve riavvicinamento, Arias decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove conosce prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, Diego Rivera, adesso un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.

La relazione con Diego Rivera

La relazione con Rivera inizia come un’amicizia, che Frida sfrutta per ottenere consigli per migliorare la propria tecnica artistica, e culmina in un matrimonio civile il 21 agosto 1929. Per sostenere il marito, ora espulso dal partito comunista per aver accettato un incarico statale per degli affreschi al Palacio Nacional, anche Frida abbandona il gruppo e i due vanno in luna di miele a Cuerna Vaca, dove Diego deve affrescare la villa di una facoltosa coppia inglese. Durante il viaggio, Kahlo scopre l’interesse per la tradizione messicana e inizia a vestirsi come una tehuana: inizialmente come metodo per tenere a sé il marito, un noto donnaiolo, il travestimento della tipica moglie messicana diventerà poi un modo per poter nascondere le proprie sofferenze dietro gonne colorate e gioielli[7]. A novembre del 1930 i coniugi si trasferiscono a San Francisco per una commissione di Rivera e Frida conosce il dottor Leo Eloesser, figura essenziale per futuri consigli medici. Successivamente, il 18 giugno 1931 Frida e Diego tornano in Messico: Diego deve finire i murales del Palacio Nacional ed entrambi vogliono controllare la costruzione della casa di San Angel, un congiunto di case, unite da un ponte. Ciò avrebbe dovuto spronare Frida all’indipendenza, in quanto dipinge sempre meno e dipende economicamente dal marito. In ogni caso, a novembre del 1931 i due ripartono per andare a New York, dove Diego ha ottenuto una commissione per il MOMA (Museum of Modern Art); qua Frida conoscerà amiche importanti come Suzanne e Lucienne Bloch. Da New York, poi, Frida segue Diego a Detroit, città che impara subito ad odiare: mentre Diego lavora per le industrie Ford, Frida deve interfacciarsi con l’ipocrisia borghese delle classi dominanti, che organizzano balli e feste senza degnarsi di migliorare lo stato di povertà del proletariato. Sempre a Detroit, il 26 maggio Frida scopre di essere incinta e, contro consiglio medico, porta avanti la gravidanza: il corpo la sostiene fino al 4 luglio, quando viene ricoverata per le gravi conseguenze dell’aborto. Da questo momento, Frida tenterà di portare a termine altre tre gravidanze, tutte finite prima del terzo mese a causa delle conseguenze dell’incidente[8], decidendo quindi di concentrarsi sui nipoti e sull’arte. Il 3 settembre torna in Messico per via delle gravi condizioni di salute della madre, che muore il 15 settembre 1932. Dopo un mese, la donna raggiunge Diego a New York, dove sta lavorando a un murales per il Rockfeller Center. Qua Frida, dopo aver razionalizzato il lutto, dipinge il primo importante quadro: una rappresentazione del contrasto tra l’industrializzata Detroit e il Messico rurale>ref>Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 154</re> A causa di problemi ideologici con la famiglia Rockfeller, che licenzia Diego, e la commissione di Rivera per un murales per la New Workers’ School, che l’artista dipinge interamente con i soldi dei passati clienti, Frida riesce a tornare in Messico solo il 20 dicembre 1933, tramite l’aiuto economico di alcuni amici. Il rapporto con Rivera inizia a declinare durante il trasferimento a San Angel, tra il 1934 e il 1935: oltre alle costanti visite in ospedale e le spese da gestire, Frida scopre di un tradimento del marito con la sorella Cristina. Pur perdonando la sorella, decide di trasferirsi a Città del Messico e, per un periodo, vive anche a New York. Dopo il suo ritorno, invece di rimanere inerte, inizia a intrattenere relazioni adultere con donne e uomini. Tra tutte le storie, la più famosa è stata quella con il leader politico trozkista Lev Trockij. Egli, esiliato insieme alla moglie da dieci anni, sbarca in Messico a gennaio del 1937 e Frida, che lo ammira e rispetta, lo frequenta fino a luglio dello stesso anno, quando Trockij decide di trasferirsi in una casa lontana da Coyoacán.

La carriera artistica

La svolta artistica, avvenuta tra il 1937 e il 1938, permette a Frida di essere indipendente dal denaro di Rivera e le fa abbastanza pubblicità da permetterle di essere notata dal poeta surrealista Andre Breton. Dopo il loro primo incontro, Frida verrà invitata a New York da Julien Levy per una mostra collettiva nella sua galleria, che terminerà con il ricovero in ospedale della donna e la successiva rimozione di un’ulcera, che le impedisce di camminare. Sempre durante la sua permanenza a New York, Kahlo incontra il fotografo ungherese Nicolas Muray, con cui intratterrà una relazione e che amerà anche dopo il matrimonio di lui con una facoltosa donna americana. A gennaio 1939 Frida viene invitata da Breton a Parigi per una sua possibile mostra personale, organizzata dal poeta. L’evento si tiene però tre mesi dopo, a marzo, con l’aiuto del pittore Duchamp, e riesce a vendere un quadro al Louvre, diventando la prima artista del ventesimo secolo a far parte della collezione di stato. Una volta tornata a New York e poi in Messico, Frida rompe ogni legame con il surrealismo, tanto che negherà ogni relazione con il movimento artistico durante gli anni ’40, periodo di declino per l’arte surrealista. A fine 1939, tornata in Messico, Frida porta a termine le pratiche per il divorzio con Rivera e inizia a consumare alcool e droghe per far fronte ai dolori fisici. Oltretutto, adotta diversi animali, tra cui svariate scimmie, che diventano soggetti centrali dei quadri del periodo. A livello artistico, dipinge sempre di più, con maggiore tecnica e precisione, ma ciò non ferma il lento declino, che la obbliga a risposare Rivera, in un matrimonio di convenienza e senza alcun rapporto fisico, nel 1940: lei ha bisogno di aiuto e lui, seppur avendola tradita più e più volte, ne è ancora innamorato. È possibile affermare che, per Frida, il 1940 è un anno di svolta, sia in positivo che in negativo: se da un lato muore il padre, dall’altro ottiene il desiderato riconoscimento negli Stati Uniti e, due anni dopo, con la carica di membro fondatore del seminario per la cultura messicana, anche il Messico inizia a scoprirne l’arte. Sempre negli anni ’40, Frida inizia a insegnare alla Esmeralda, scuola statale di pittura e scultura: prende sotto la propria ala alcuni alunni, Los Fridos, che la seguono anche quando non può più andare a scuola e deve insegnare a casa. Nel 1946, per provare a migliorare il dolore alla spina, si sottopone a una fusione spinale, che non va come sperato e la obbliga a usare stampelle, bastone o sedia a rotelle per spostarsi. Infatti, proprio in questo periodo il loro legame si rinforza: per quanto Frida veda Diego quasi come un figlio, di cui prendersi cura, si fida abbastanza da lasciarsi aiutare da lui. In più, nel 1948 viene riammessa nel partito comunista e, nel 1952, porta a termine l’ultima opera pubblica con i Fridos: si tratta della rinnovazione di alcuni murales della pulcherìa La Rosita, creati insieme ad alcuni protetti di Diego.

Gli ultimi anni e la morte

Oltre alle opere e i murales, gli ultimi anni di vita di Frida Kahlo sono caratterizzati da ospedali, busti decorati e nature morte, l’unico mezzo per trasmettere vitalità anche in un periodo di forte depressione. Gli stati mentale e psicologico peggiorano le sue dipendenza da alcool e droga, che la portano a dipingere più convulsamente per ottenere il denaro necessario per permettersi superalcolici e oppiacei. L’ultimo grande evento della sua vita è la mostra del 1953, ospitata nella galleria di Lola Alvarez, a cui Frida partecipa contro consiglio medico: impossibilitata a camminare o stare in piedi, fa portare il suo letto alla galleria. Ad agosto deve amputarsi una gamba perché in cancrena e questo da un duro colpo al suo stato mentale. Migliora leggermente dopo la costruzione di una protesi in legno ma, poi, si ammala di polmonite. Frida, decisa a non soccombere questa volta, fa diverse scelte sbagliate: partecipa a una manifestazione comunista, si fa dei bagni di notte e altre azioni che rendono la sua condizione fisica irreversibile. Dopo mesi di sofferenze, muore il 13 luglio 1954 per un’embolia polmonare, che la sorprende nel sonno. Viene esposta nel Palacio de Bellas Artes e cremata nel cimitero civile, il Panteon Civìl: le sue ceneri si trovano, ancora oggi, nella Casa Azul di Coyoacán, oggi museo dell’artista, in una teca in stile precolombiano a forma di donna.

Il pensiero

Frida Kahlo, per quanto riguarda gli ideali che hanno contribuito a renderla un’icona del suo tempo, potrebbe essere definita una nazionalista rivoluzionaria, marxista e femminista.

L'ideale politico

Dal punto di vista politico, Frida cresce durante la rivoluzione, quindi gli ideali di lotta per l’identità nazionale e liberazione del popolo dalla schiavitù coloniale hanno un ruolo essenziale sin dai primi anni della sua vita. Infatti, Frida crede fortemente nel ritorno della tradizione messicana e lo dimostra anche tramite la propria figura: gli abiti da tehuana, che indossa, oltre a darle vitalità, fanno in modo che chiunque riconosca in lei la tipica donna messicana, che si differenzia per moda e atteggiamento dalla cultura coloniale. La rivoluzione, applicata anche alla classe proletaria, la fa avvicinare agli ideali marxisti e la fa unire al partito comunista nel 1927. Per questo, Kahlo non esita a sottolineare le differenze tra le città rurali messicane e le metropoli statunitensi, come New York e Detroit: se nelle prime la vita scorre lentamente e a contatto con la natura, le seconde si caratterizzano per consumismo, industrializzazione e capitalismo; ciò impedisce alle classi borghese, che segue i ritmi serrati dello sviluppo, di guardare alle condizioni della classe proletaria e la porta allo sfruttamento di nuova forza lavoro, che, sottolinea l’artista, viene solitamente importata dal Sudamerica.

Il femminismo

Sul fronte femminista, Frida lotta contro gli stereotipi di genere sin dall'adolescenza, quando si veste come le soldaderas della rivoluzione, ossia donne portate a combattere e fare lavori, che, al tempo, erano prettamente maschili. Anche la sua arte le permette di porre sotto una nuova luce la donna: i corpi femminili dei suoi quadri non risentono del sessismo e idealizzazione tipici dell'arte, piuttosto ne rappresentano il martirio e la brutalità di atti come il parto e l'aborto. La concessione del diritto di voto negli Stati Uniti del 1932 ha permesso all'artista di riportare alla luce alcune problematiche sul fronte dei diritti delle donne in Messico tramite iniziative e la sua stessa fama. Purtroppo, però, le lotte femministe di Frida non vedranno risultati prima degli anni '70, quando una terza ondata di lotte femministe la eleverà a simbolo di libertà individuale e indipendenza.

Lo stile

Frida nasce come artista naïf, in quanto non ha mai avuto maestri, ma si informa sulle varie tecniche artistiche tramite i maestri del passato, di cui legge nei vari libri di testo. In questo senso, Frida Kahlo riesce a creare uno stile originale e unico, che unisce il presente alle tecniche del passato

Il surrealismo

L’etichetta di surrealista, assegnatole da Breton, non le è mai interessata: infatti, per quanto Frida sfrutti tecniche surrealiste come le immagini oniriche, gli ambienti spaziosi e le figure ibride, riprende, in ogni sua opera, anche elementi di altre correnti artistiche. Ad esempio, utilizza le lunghe pennellate di colore del realismo; sfrutta l’arte primitivista come rimando all’arte precolombiana e alle sue radici e decora le sue forme con infiniti simboli, tratto tipico del simbolismo.

Le caratteristiche

L'autoritratto

L’utilizzo dell’autoritratto nasce come necessità: in mancanza di altri soggetti, Frida decide di sfruttare la sua immagine per migliorare la propria tecnica. Il suo uso successivo, però, diventa un modo per esprimere appieno il proprio potenziale e le proprie emozioni, cosa impossibile nei quadri commissionati: tramite il tipico sguardo stoico, riflette il dolore, mentre la sua vitalità viene rappresentata dai colori

I simboli

Nell’immaginario artistico di Frida i simboli sono diversi e svolgono tutti un ruolo essenziale nell’esplicazione dei temi principali della sua arte. Quelli riportati sono i più comuni:

  • Vestito da Tehuana: uno dei primi simboli è l’abito tradizionale delle donne messicane, con cui Frida si rappresenta nel quadro Frieda y Diego. Per lei, il travestimento è tanto un modo per esprimere identità nazionale quanto una fonte di forza e vitalità in contrasto a una vita dolorosa;
  • Bambini: in opere come Il defunto Dimas, i bambini sono simbolo di nostalgia per l’infanzia e maternità mancata;
  • Luna/Sole: la contrapposizione degli astri rappresenta la lotta cosmica tra luce e tenebre, che ricorda la lotta di Frida contro le pene della sua vita, come dimostra in Albero della speranza
  • Immagini cristiane: esse, contrapposte alle immagini precolombiane, indicano il martirio e il dolore che porta con sé;
  • Natura: soprattutto negli autoritratti, la natura è simbolo di vitalità e attaccamento alla vita, tanto che, spesso, nelle sue opere, la natura stringe a sé Frida, come fa in Autoritratto del 1940;
  • Animali: dopo il divorzio, gli animali, soprattutto le scimmie, sostituiscono Diego nelle opere e, allo stesso tempo, colmano il vuoto che il figlio mai avuto ha lasciato. Un chiaro esempio è dato dall’Autoritratto con scimmie del 1943;
  • Conchiglie: come molti altri elementi, anche le conchiglie rimandano alla fertilità;
  • Natura morta: oltre a rappresentare il costante attaccamento alla vita e i dolori subiti, gli elementi delle nature morte di Frida portano con sé una forte carica erotica, come ne è l’esempio Frutta della terra del 1938;

I temi

La moltitudine di simboli è direttamente legata ai vari temi trattati. Qui di seguito si elencano i principali:

  • Alegria: il tema della vitalità è costantemente presente nelle opere di Frida, spesso contrapposto allo sguardo impassibili dei suoi autoritratti;
  • Dolore: Frida rappresenta il dolore fisico tramite simboli, come la colonna spezza nel quadro La colonna spezzata del 1944;
  • Mexicanidad: tramite strumenti come il primitivismo o la forma pittorica dei retablo, delle illustrazioni precolombiane su metallo e i simboli tipici della sua terra, Frida Kahlo vuole riportare in vigore il sentimento di appartenenza del popolo messicano, tanto alla sua terra quanto alla cultura a sé legata;
  • Genealogia: Frida, oltre che a mostrare i suoi tratti indigeni, non fa segreto delle sue origini meticce;
  • Marxismo: in quadri come Moses, si può ben vedere il tema della rivoluzione marxista, rappresentata come le masse che, dal basso del dipinto, si elevano come nuova classe dominante;
  • Desiderio di maternità: il desiderio di avere un figlio può presentarsi in tanti modi nei quadri di Frida, sia che si tratti di bambini che di rappresentazioni del parto stesso. Ne è un esempio Henry Ford Hospital del 1932;

Le opere

In questa sezione sono riportate, in ordine cronologico, alcune delle maggiori opere dell'artista:

  • Autoritratto(1926)
  • Frieda e Diego(1931)
  • La mia nascita(1932)
  • Il mio vestito è appeso là(1933)
  • Qualche piccola punzecchiatura(1935)
  • I miei nonni, i miei genitori e io(1936)
  • La mia balia e io(1937)
  • Le due Fride(1939)
  • Il sogno(1940)
  • Autoritratto con scimmie(1943)
  • Albero della speranza(1946)
  • Sole e vita(1947)
  • Autoritratto con il dottor Farill(1951)
  • Viva la vida(1954)

Note

  1. Finestre sull'arte, 02/09/2021, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo
  2. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 20
  3. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 24)
  4. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 36
  5. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pagg. 43-44
  6. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 55
  7. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pagg. 97-106
  8. Hayden Herrera, Frida. Una biografia di Frida Kahlo, Neri Pozza, 2016, pag. 133