Scuderia Ferrari: differenze tra le versioni

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===Anni 70===
===Anni 70===


Gli anni ‘70 videro la Scuderia Ferrari ritornare ai vertici dei campionati.
Gli anni ‘70 videro la Scuderia Ferrari ritornare ai vertici dei campionati piloti e costruttori.


La stagione 1970 fu incoraggiante per il Cavallino con quattro gare conquistate. La vettura per le due successive stagioni, ‘71 e ‘72, si rivelò una monoposto non all'altezza delle aspettative.
La stagione 1970 fu incoraggiante per il Cavallino con quattro gare conquistate, ma la vettura per le due stagioni successive , si rivelò una monoposto non all'altezza delle aspettative.


Con l’arrivo dell’ austriaco Niki Lauda nel ‘74 e il ritorno di Clay Regazzoni, la Ferrari, riuscì a ritrovare la giusta competitività, vincendo tre gare, in Spagna, in Olanda e in Germania.
Con l’arrivo dell’ austriaco Niki Lauda nel ‘74 e il ritorno di Clay Regazzoni, la Ferrari, riuscì a ritrovare la giusta competitività, vincendo tre gare, in Spagna, in Olanda e in Germania.


Il triennio 1975-77 fu ricco di successi per Niki Lauda e il Cavallino. Dopo undici anni dall’ultimo titolo mondiale piloti vinto con John Surtees, la Scuderia Ferrari riesce a conquistare il titolo mondiale piloti e costruttori con l’austriaco, il primo della sua carriera. L’impresa si sarebbe potuta riconfermare nel ‘76 ma, a seguito di un incidente spaventoso avvenuto nel Nurburgring per Lauda, il mondiale venne vinto dall’inglese James Hunt su Mclaren per un solo punto. Nonostante il mondiale perso, Niki riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale la stagione seguente, l’ultimo con la Ferrari, prima di passare per la Brabham Alfa Romeo.
Il triennio 1975-77 fu ricco di successi per Niki Lauda e il Cavallino. Dopo undici anni dall’ultimo titolo mondiale piloti vinto con John Surtees, la Scuderia Ferrari riuscì a conquistare il titolo mondiale piloti e costruttori con l’austriaco, il primo della sua carriera. L’impresa si sarebbe potuta riconfermare nel ‘76, ma a seguito di un incidente spaventoso avvenuto nel Nurburgring per Lauda, il mondiale venne vinto dall’inglese James Hunt su Mclaren per un solo punto. Nonostante il mondiale perso, Niki riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale la stagione seguente, l’ultimo con la Ferrari, prima di passare per la Brabham Alfa Romeo.


Il 1978 vide entrare in Ferrari due nuovi piloti: l’ argentino Carlos Reutemann e il canadese Gilles Villeneuve. I due riuscirono a conquistare 5 gare (quattro con Reutemann e una con Villeneuve), ma non furono sufficienti per battere la Lotus 79 di Mario Andretti, che divenne Campione del mondo con la prima auto a “effetto suolo” della storia della Formula Uno.
Il 1978 vide entrare in Ferrari due nuovi piloti: l’ argentino Carlos Reutemann e il canadese Gilles Villeneuve. I due riuscirono a conquistare 5 gare, ma non furono sufficienti per battere la Lotus 79 di Mario Andretti, che divenne Campione del mondo con la prima auto a “effetto suolo” della storia della Formula Uno.


Ciò portò la Ferrari a prendere ispirazione dalla Lotus per creare la prima monoposto della Scuderia a “effetto suolo”, per la stagione 1979. Con Jody Scheckter, il Cavallino riuscì a conquistare sia il titolo piloti sia quello costruttori, grazie anche all’aiuto di Villeneuve.
Ciò portò la Ferrari a prendere ispirazione dalla Lotus per creare la prima monoposto della Scuderia a “effetto suolo”, per la stagione 1979. Con Jody Scheckter, il Cavallino riuscì a conquistare sia il titolo piloti sia quello costruttori, grazie anche all’aiuto di Villeneuve.

Versione delle 13:24, 2 dic 2025

Scuderia Ferrari

La Scuderia Ferrari è una squadra motoristica italiana militante in Formula Uno dal 1950 fino ad oggi. Attualmente è la squadra con più titoli mondiali vinti sia nella classifica piloti che costruttori.

Origini

La Scuderia Ferrari nasce nel 1929 come sezione sportiva dell'Alfa Romeo. Nel 1933 la gestione sportiva passa nelle mani della Scuderia per far correre gentlemen-driver su vetture Alfa Romeo, che diventerà il reparto corse ufficiale della casa torinese, fino al 1937. A causa dei scarsi risultati raccolti nelle ultime stagioni, l’Alfa Romeo decide di riprendersi il controllo del reparto corse.

In seguito alla loro separazione Enzo Ferrari ebbe contrasti con la dirigenza, che gli impedirono di svolgere qualsiasi attività agonistica con il marchio della propria Scuderia per almeno quattro anni. Così a Modena, nel 1940 fondò l’ Auto Avio Costruzioni, con la quale realizzò le 815 che presero il via alla 13esima edizione della Mille Miglia, conclusa con un doppio ritiro da parte delle due vetture messe in griglia, guidate dalle 2 coppie di piloti Lotario Machiavelli - Enrico Nardi e Alberto Ascari - Giuseppe Minozzi. Quattro anni più tardi gli stabilimenti della Auto Avio Costruzioni vennero trasferiti a Maranello.

Nel 1947 nasce la prima Ferrari, la 125 S, che debuttò l’11 maggio al Circuito di Piacenza, gara conclusa con un ritiro a causa di un malfunzionamento della pompa di benzina. Enzo Ferrari dovette aspettare solo altre due settimane prima che la sua Ferrari vincesse una gara. Sarà il 25 Maggio 1947, la data della prima vittoria in assoluto della Scuderia Ferrari nel Gran Premio di Roma, portata a casa da Franco Cortese.

Competizioni

Formula Uno

Anni 50

Negli anni 50 la Ferrari esordì in Formula Uno dimostrando fin da subito di competere per i primi posti.

La Scuderia Ferrari debuttò in F1 nella seconda tappa stagionale, al GP di Monaco. Il Cavallino decise di saltare la prima gara della stagione, il GP di Silverstone, per correre una gara di F2 a Mons, in Belgio. Il 21 Maggio 1950 la Ferrari partecipò alla sua prima gara in F1 ottenendo un secondo posto con Ascari, alle spalle di Juan Manuel Fangio su Alfa Romeo.

Per la prima vittoria e pole position, la Ferrari dovrà aspettare ancora un anno. Il 14 luglio 1951, José Froilan Gonzalez portò la sua 375 F1 sul gradino più alto del podio nel GP d’Inghilterra, partendo dalla prima posizione, battendo le Alfa Romeo di Fangio e Fagioli.

La stagione 1952 consacrerà nella leggenda la Scuderia Ferrari, portando Alberto Ascari a vincere il suo primo titolo mondiale con la 500 F2. Con la stessa monoposto il pilota italiano riuscirà a riconfermarsi anche nel 1953.

Le stagioni 1954 e ‘55 furono caratterizzate da poche soddisfazioni. Solo Mike Hawthorn e Gonzalez riuscirono a portare le loro 553 F1 alla vittoria in tre occasioni.

Nel 1956 la Ferrari torna Campione del mondo con Juan Manuel Fangio. La vettura utilizzata per quella stagione era la Lancia D50, auto venduta al Cavallino dopo la tragica morte di Ascari in un test a Monza. Nel 1958, dopo una stagione priva di successi, come quella del ‘57, Mike Hawthorn riesce a conquistare il campionato, battendo per un solo punto il connazionale Stirling Moss. La Scuderia non riuscirà poi, a ripetersi l’anno seguente vincendo solo tre gare con Tony Brooks e Phil Hill.

Anni 60

Gli anni 60 in Ferrari furono segnati da un'importante innovazione dal punto di vista tecnico.

Nel GP di Monaco del 1960, le 246 P montarono un motore posteriore, una rivoluzione per le auto del Cavallino. Ciò portò la Ferrari a vincere il suo primo titolo mondiale piloti con Phil Hill nel 1961. Lo statunitense con l’aiuto dei compagni Wolfgang von Trips e Baghetti, riuscirono a portare a casa anche il primo titolo mondiale costruttori.

Con le stagioni ‘62 e ‘63 prive di successi, la stagione ‘64 verrà ricordata per la vittoria del titolo mondiale con Ferrari di John Surtees, unico pilota a vincere almeno un mondiale sia nella massima categoria delle quattro e due ruote.

Le successive stagioni fino al 1969, furono caratterizzate da pochi successi e tanti problemi di affidabilità.

Anni 70

Gli anni ‘70 videro la Scuderia Ferrari ritornare ai vertici dei campionati piloti e costruttori.

La stagione 1970 fu incoraggiante per il Cavallino con quattro gare conquistate, ma la vettura per le due stagioni successive , si rivelò una monoposto non all'altezza delle aspettative.

Con l’arrivo dell’ austriaco Niki Lauda nel ‘74 e il ritorno di Clay Regazzoni, la Ferrari, riuscì a ritrovare la giusta competitività, vincendo tre gare, in Spagna, in Olanda e in Germania.

Il triennio 1975-77 fu ricco di successi per Niki Lauda e il Cavallino. Dopo undici anni dall’ultimo titolo mondiale piloti vinto con John Surtees, la Scuderia Ferrari riuscì a conquistare il titolo mondiale piloti e costruttori con l’austriaco, il primo della sua carriera. L’impresa si sarebbe potuta riconfermare nel ‘76, ma a seguito di un incidente spaventoso avvenuto nel Nurburgring per Lauda, il mondiale venne vinto dall’inglese James Hunt su Mclaren per un solo punto. Nonostante il mondiale perso, Niki riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale la stagione seguente, l’ultimo con la Ferrari, prima di passare per la Brabham Alfa Romeo.

Il 1978 vide entrare in Ferrari due nuovi piloti: l’ argentino Carlos Reutemann e il canadese Gilles Villeneuve. I due riuscirono a conquistare 5 gare, ma non furono sufficienti per battere la Lotus 79 di Mario Andretti, che divenne Campione del mondo con la prima auto a “effetto suolo” della storia della Formula Uno.

Ciò portò la Ferrari a prendere ispirazione dalla Lotus per creare la prima monoposto della Scuderia a “effetto suolo”, per la stagione 1979. Con Jody Scheckter, il Cavallino riuscì a conquistare sia il titolo piloti sia quello costruttori, grazie anche all’aiuto di Villeneuve.

Anni 80

Gli anni 80 per la Scuderia Ferrari furono caratterizzati da pochi successi e tante difficoltà.

La stagione 1980 fu una delle più difficili in assoluto. I migliori risultati furono solo tre quinti posti. A fine anno la Ferrari arrivò decima nel campionato costruttori, davanti solo all’ Alfa Romeo.

Nel 1981 si ebbe la creazione della prima monoposto Ferrari con motore turbo. Fu una stagione caratterizzata da ritiri sia da parte di Villeneuve sia da parte del nuovo pilota Didier Pironi. Solo il canadese, però, riuscì a piazzare la sua 126 CX al primo posto.

L’82 fu una stagione ricca di successi e di drammi. Villeneuve morì durante le prove del GP del Belgio a Zolder, mentre Pironi ebbe un incidente gravissimo nelle qualifiche del GP di Germania che pose fine alla sua carriera. Nonostante ciò, il mondiale costruttori andò al Cavallino.

Il 1983 vide la Ferrari riconquistare il titolo mondiale costruttori. Importanti furono le 4 vittorie conquistate dai piloti Patrick Tambay e René Arnoux.

Le stagioni 1984 e ‘85 videro Michele Alboreto al volante della Ferrari come pilota di punta. Nella sua prima stagione, il pilota milanese conquistò una sola gara, mentre l’anno successivo si giocò il titolo piloti fino a metà stagione con il francese Alain Prost su Mclaren. Un’ improvvisa mancanza di affidabilità, nella seconda parte della stagione, pose fine alle speranze di Alboreto di vincere il campionato.

Solo qualche piazzamento a podio per il pilota italiano e lo svedese Stefan Johansson furono i risultati migliori di un 1986 principalmente caratterizzato da problemi di affidabilità. Per tornare a vincere, la scuderia di Maranello dovrà aspettare le ultime due gare dell’anno seguente con l’austriaco Gerhard Berger, rispettivamente il GP del Giappone e dell’Australia.

Nel 1988 grazie alla monoposto MP4/4 e ai suoi piloti Ayrton Senna (Campione del mondo a fine stagione e primo titolo della sua carriera) e Alain Prost, la Mclaren riuscì a vincere quindici delle sedici gare del campionato. Il 14 agosto, Enzo Ferrari morì all’età di novant’anni. Meno di un mese dopo, si corse il GP d’Italia a Monza. A tagliare il traguardo per prime furono le due Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto. L ‘89 si concluse con tre successi stagionali. Una vittoria per Berger nel GP del Portogallo, e due per il pilota inglese Nigel Mansell in Brasile e in Ungheria.

Anni 90

Per la Casa di Maranello, gli anni 90 furono anni di rinascita e di ritorno alla competitività.

Con l’arrivo del campione in carica Alain Prost affiancato da Nigel Mansell, la stagione 1990 vide la Ferrari del pilota francese giocarsi il titolo con Senna su Mclaren nella penultima gara del calendario in Giappone. Alla prima curva, il brasiliano buttò fuori, tra le polemiche, il pilota Ferrari ponendo fine ai suoi sogni di gloria. Nonostante ciò, la squadra italiana riuscì a portarsi a casa sei vittorie, raggiungendo un grande traguardo nel GP di Francia: la centesima vittoria in Formula Uno.

Dal 1991 al ‘93 la Ferrari non riuscì più a vincere neanche una gara, tanto che nel ‘91, Prost venne licenziato prima dell’ultima gara della stagione in Australia, dopo che definì la sua auto un camion.

Nel ‘94 la Scuderia di Maranello tornò alla vittoria grazie a Berger nel GP di Germania, tornato in Ferrari nel ‘93 dopo essere stato compagno di Senna in Mclaren per quattro anni.

L’unica vittoria della stagione 1995, sarà quella di Jean Alesi a Montreal. A fine stagione il pilota francese e Berger verranno rimpiazzati da due nuovi piloti: il campione in carica Michael Schumacher e l’irlandese Eddie Irvine.

Nel ‘96, con la guida straordinaria del pilota tedesco e l’aiuto del suo compagno di squadra, la Scuderia Ferrari arriva a fine anno con un bilancio di tre vittorie conquistate, tutte conquistate da Schumi, che la portano seconda nel mondiale costruttori dietro la Williams.

Dopo un’annata positiva per la squadra di Maranello, Michael Schumacher ha la prima chance di vincere il suo primo titolo mondiale con la Ferrari. Sfortunatamente le cinque vittorie conquistate in quella stagione non saranno sufficienti per battere il pilota canadese Jacques Villeneuve su Williams. Michael si piazzerà virtualmente secondo nel mondiale piloti 1997, dopo che all’ultima gara a Jerez, cercò di buttare fuori il suo diretto rivale, procurandosi il ritiro dalla corsa e la squalifica dalla classifica finale del Mondiale.

Il 1998 vide la battaglia per il titolo piloti tra il finlandese Mika Hakkinen su Mclaren e Michael Schumacher. Nonostante le sei gare conquistate dal tedesco, Hakkinen con le sue otto vittorie riuscì a imporsi sul suo rivale, diventando Campione del mondo per la prima volta nella sua carriera.

Per Schumacher il 1999 doveva essere l’anno della rivincita contro il rivale finlandese, ma al GP d’Inghilterra il pilota tedesco sbatté alla curva Stowe al primo giro infortunandosi alla gamba destra. Il compito di Schumacher passò ad Irvine, che non riuscì a battere Hakkinen nonostante le quattro vittorie stagionali raccolte. La Ferrari comunque poté ritenersi soddisfatta dato che riuscì a vincere il titolo Costruttori dopo 16 anni d’attesa.

Anni 2000

Gli anni 2000 per Ferrari in Formula Uno sono considerati i migliori mai visti per vittorie e record conquistati. Schumacher, grazie all’aiuto del brasiliano Rubens Barrichello, dal 2000 al 2004, vinse 5 mondiali piloti e costruttori consecutivi.

Con i cambi regolamentari, la Ferrari, nel 2005, riuscì a conquistare una sola gara, a Indianapolis, dove solo sei auto si schierarono in griglia, ad Indianapolis.

Il 2006 vide per l’ultima volta Michael Schumacher vestirsi di “rosso”. Nonostante un’ impressionante rimonta nei confronti del suo rivale Alonso da metà stagione in poi, la corsa per il titolo mondiale del tedesco si concluse al 36esimo giro del Gran Premio del Giappone, che vide il motore della sua Ferrari andare in fumo. La stagione si concluse con la vittoria del nuovo compagno di scuderia, Felipe Massa, nel GP del Brasile.

Con l’addio del “Kaiser” la Ferrari poté iniziare a contare sulle abilità di Felipe Massa e del ex pilota Mclaren Kimi Raikkonen per la stagione 2007. Le avversarie per quella stagione furono le due Mclaren di Fernando Alonso (Campione del Mondo in carica) e di un giovane talento inglese, Lewis Hamilton. La battaglia per il titolo mondiale piloti fu una questione che si concluse all’ultima gara in Brasile. Raikkonen riuscì a vincere la gara, con le Mclaren del catalano e dell’inglese, rispettivamente, in terza e settima posizione, diventando Campione del Mondo alla sua stagione di debutto con la Rossa.

La stagione 2008 vide all’ultima gara, sempre in Brasile, Massa tagliare il traguardo per primo e da Campione del Mondo, ma più indietro Hamilton riuscì a superare la Toyota di Timo Glock e a conquistare la quinta posizione, utile per fargli vincere il Mondiale per un solo punto.

Per celebrare i 60 anni di presenza nel Mondiale di Formula Uno, la Ferrari presentò nel 2009 la F60, che non fu all’altezza delle sue avversarie. Solo Raikkonen riuscì a portarla alla vittoria nel GP del Belgio.

Anni 2010

Con l’arrivo di Fernando Alonso in Ferrari, la scuderia di Maranello riuscì a giocarsi il titolo mondiale solo nel 2010 e 2012, senza riuscire a vincerli. Nelle altre stagioni passate in rosso, fino al 2014, lo spagnolo dovette accontentarsi solo di qualche vittoria ma senza prevalere sugli avversari in campionato.

Dopo che Alonso lasciò la Ferrari per tornare alla Mclaren, il pilota di punta dalla stagione 2015 sarebbe stato Sebastian Vettel. Nemmeno il talento del tedesco sarebbe riuscito a fermare l’inarrestabile dominio della Mercedes, che vinse ben 7 titoli costruttori di fila dal 2014 al 2021 grazie a Lewis Hamilton e Nico Rosberg (6 mondiali vinti per l’inglese in classifica piloti mentre uno solo nel 2016 per il figlio del Campione del Mondo 1982).

Anni 2020

Questi ultimi anni hanno visto la Ferrari essere poco competitiva. Nel 2020 la Ferrari arrivò solo sesta nel campionato costruttori. Le stagioni 2021 e 2023 non videro una monoposto in grado di lottare per il mondiale. Solo la prima parte di stagione 2022 vide una Ferrari in grado di lottare per il titolo piloti con Charles Leclerc, prima che iniziasse ad accusare gravi problemi di affidabilità.

Il 2024 vide la Scuderia di Maranello giocarsi il titolo costruttori fino all'ultima gara contro la Mclaren, uscendone sconfitta.

Dal mondiale Sport Prototipi al WEC

Fin dagli anni ‘50 la Scuderia Ferrari ha sempre partecipato a gare endurance come la 24h di Le Mans, la 1000km del Nurburgring o la Mille Miglia.

Con la prima edizione del Mondiale Sport Prototipi, nel 1953, la Ferrari dimostrò, fin da subito, di essere competitiva. Celebri furono le battaglie con i vari costruttori, in particolare spicca la Guerra Ferrari-Ford per la conquista della vittoria di Le Mans verso la metà degli anni Sessanta. La stagione 1973 vide per l’ultima volta la Scuderia Ferrari partecipare e vincere un mondiale endurance prima di concentrarsi principalmente in Formula Uno.

Dopo cinquant’anni di totale silenzio, la Ferrari torna a partecipare nella massima categoria del mondiale endurance nel 2023, vincendo la centesima 24 ore di Le Mans, le sue successive due edizioni e i campionati piloti e costruttori nel 2025.

Con 12 mondiali sport prototipi vinti, 12 vittorie assolute a Le Mans e una lista lunga di successi in altre gare e campionati, la Ferrari è uno dei costruttori più vincenti di sempre nei campionati endurance dell’automobilismo.

Ferrari Challenge

Dal 1992, la Ferrari inaugurò il Ferrari Challenge, un campionato dedicato ai clienti del Cavallino, che volevano portare le proprie vetture in pista. Furono create inizialmente due serie: una in Italia ed una in Europa. Dal 1994 venne inaugurato il campionato monomarca Ferrari anche in Nord America. Al fine di riunire le serie in un unica pista, viene creata la Finale Mondiale.

Alla prima edizione potevano partecipare solo i possessori della 348. Dall’edizione 1995 vennero impiegate altre vetture come la F355, la 360, la F430, la 458, la 488 e la più recente la 296.

Record

Molti sono i record che la Scuderia Ferrari è riuscita a collezionare nel corso della sua storia in Formula Uno. I principali sono:

  • Maggior numero di campionati costruttori vinti: 16
  • Maggior numero di campionati piloti vinti: 15
  • Maggior numero di Gran Premi disputati: 1 120
  • Maggior numero di vittorie: 249
  • Maggior numero di podi: 888
  • Maggior numero di doppiette: 87
  • Maggior numero di pole position: 254
  • Maggior numero di punti in assoluto: 10 639
  • Maggior numero di giri veloci: 265

(dati aggiornati dopo il GP Brasile 2025)

Vetture vincenti

Le vetture con cui la Scuderia Ferrari ha vinto almeno un titolo mondiale in Formula 1 sono:

  • Ferrari 500 F2 (1952-1953) CP nel 1952-1953
  • Ferrari 375 Indy (1952, 1956) CP nel 1952
  • Ferrari D50 (1956-1957) CP nel 1956
  • Ferrari 246 F1 (1958) CP
  • Ferrari 156 F1 (1961-1962) PC nel 1961
  • Ferrari 156 Aero (1963-1964) CC nel 1964
  • Ferrari 158 (1964-1965) PC nel 1964
  • Ferrari 1512 (1964-1965) CC nel 1964
  • Ferrari 312 B3-74 (1974-1975) PC nel 1975
  • Ferrari 312 T (1975-1976) PC nel 1975, C nel 1976
  • Ferrari 312 T2 (1976-1978) CC nel 1976, PC nel 1977
  • Ferrari 312 T3 (1978-1979) PC nel 1979
  • Ferrari 312 T4 (1979) PC
  • Ferrari 126 C2 (1982) CC
  • Ferrari 126 C2B (1983) CC
  • Ferrari 126 C3 (1983) CC
  • Ferrari F399 (1999) CC
  • Ferrari F1-2000 (2000) PC
  • Ferrari F2001 (2001) PC
  • Ferrari F2002 (2002) PC
  • Ferrari F2003-GA (2003) PC
  • Ferrari F2004 (2004) PC
  • Ferrari F2007 (2007) PC
  • Ferrari F2008 (2008) CC

Legenda: CC= campione costruttori CP=campione piloti PC= campione piloti e costruttori

Piloti campioni del mondo con Ferrari in F1

Pochi piloti sono riusciti a vincere il titolo mondiale con la Scuderia Ferrari. Nel elenco che segue troviamo i nomi di coloro che sono riusciti nell' impresa:

  • Alberto Ascari (1952 - 1953)
  • Juan Manuel Fangio (1956)
  • Mike Hawthorn (1958)
  • Phil Hill (1961)
  • John Surtess (1964)
  • Niki Lauda (1975 e 1977)
  • Jody Scheckter (1979)
  • Michael Schumacher (2000 - 2004)
  • Kimi Raikkonen (2007)

Bibliografia