Storia del jazz: differenze tra le versioni
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Versione delle 14:40, 30 nov 2025
La storia del jazz dalle sue origini alle fine dell'Ottocento al giorno attuale è composta di fasi varie con caratteristiche diverse. Queste fasi sono marcate da fattori vari, includendo cambiamente negli strumenti usati, nella composizione del complesso che li suona, nel pubblico per il quale era destinato e anche negli obiettivi che i musicisti coinvolti avevano per la loro musica.
Le Origini
Le origini del jazz sono trovate nel blues e nel ragtime. Il blues ha le sue origini prima della guerra di successione americana nei brani di campo cantati dagli schiavi statiunitensi mentre lavoravano. A seguito dell'emancipazione degli schiavi, gli afroamericani hanno cominciato ad aggiungere gli strumenti "poveri" come l'armonica, il bangio e la chitarra, a questi brani. Con l'aumento di libertà per la comunità afroamericana dopo la guerra, il blues diffondeva e sviluppava prendendo la sua forma iconica di dodici barre, il cosidetto "12-bar blues". Questa forma tipica è adatta a ballare, e di seguito, i musicisti hanno cominciato di aggiungere altri strumenti come ottoni, ance e pianoforti, strumenti che sarebbero tipici del jazz. [1]
Il rag-time invece nasceva verso la fine del'Ottocento dalla mescolanza di brani di marce come di John Phillip Sousa con la musica del "jig", un ballo tipico afroamericano, inizialmente nello stato americano di Missouri. Il rag-time è una musica basata primariamente sul pianoforte, con un battito ben adattato per il "two-step" e il "cakewalk", entrambi balli popolari verso il cambio del secolo alle fine dell'Ottocento. Il nome "rag" deriva dall'aspetto sincopato della musica, cioè l'enfasi sui battiti non-standard in ogni misura di musica. ("Ragged" vuol dire spezzato in inglese.) Secondo A. Lavignac nell'Encyclopédie de la musique, il rag-time era "Una melodia fortemente sincopata sovrapposta a un accompagnamento rigorosamente regolare", notando la combinazione del "straight time" dalle marce con il sincopato "rag time". [2] Tra i musicisti del rag-time, Scott Joplin è tra i più conosciuti, dovuto specialmente al suo brano "The Entertainer" (1902) che rimane uno dei brani più famosi del genere. Il rag-time è cresciuto da quel punto di Missouri e entro 1910 era apprezzato anche nelle città grandi da New York a San Francisco e anche all'estero in Europa.[3][4][5]
La nascità del jazz
La mescolanza tra il rag-time, che combinava ritmi tipici africani con i standard per piano dell'epoca, e il blues, radicato nella musica folklorica e rurale afroamericana e dotato con melodie lente, ha portato alla nascita del jazz. [6][7] Sebbene le origini sono un po' sfumate, generalmente gli storici sono d'accordo che il jazz è nato a New Orleans in Louisiana. Tra coloro citato come pioneri di questa musica nuova c'è Buddy Bolden, un musicista che suonava la cornetta, uno strumento a fiato in ottone, simile alla tromba. Il suo complesso era molto famoso a New Orleans tra 1900 e 1905, almeno per un suono nuovo siccome lui non improvvisava le melodie come sarebbe normale nell'evoluzione del jazz che proseguiva. Il pianista 'Jelly Roll' Morton è anche spesso spesso come il primo intellettuale del jazz, evidenziato dalle differenze che lui mostrava in due versioni del "Maple Leaf Rag", una nel modo rigido delle marce e rag-time formale e un'altra con il movimento tipico "swing" che caraterizza jazz.[8]
Inoltre al pianoforte (come 'Jelly Roll' Morton) e la cornetta (come Buddy Bolden) citato sopra, un gruppo tipico del jazz in questo periodo nascente a New Orleans avrebbe di solito anche strumenti come il trombone e il clarinetto e pure la chitarra o il bangio. Nello sviluppo del suono, la tromba ha largamente preso il posto della cornetta. Mentre questi strumenti tipici non era quelli soliti del blues, i brani suonati da questi complessi erano più che altro basati sul blues.[9]
L'era dei Big Band
Prima della prima guerra mondiale, i complessi jazz erano semplici con al più un musicista su ciascuno strumento. Tipicamente erano tromba, trombone e clarinetto appoggiati su una componente di ritmo, che poteva includere pianoforte, basso, bangio e batteria. Dato la misura ridotta dei bar e locali a New Orleans e il bisogno anche di una pista di ballo, gruppi più grandi non sarebbero stati fattibili. In una situazione intima così, ogni musicista ha dovuto conoscere la sua parte a memoria e poi aveva la liberta di improvvisare durante i suoi soli. Come risultato, il jazz scritto, cioè musica composta sul foglio, non era né comune né necessario. [10]
Però con l'aumento in popolarità del jazz, nutrito da, tra altro, l'espansione dal Sud verso il Nord degli Stati Uniti e il desiderio popolare di ballo, i locali modesti tradizionali non erano più adeguati a servire il mercato. Aggiungendo il boom economico dopo la prima guerra mondiale e il risultato era un pubblico americano con soldi da spendere e una voglia di ballare. Impianti di diffusione sonora sarebbero inventati nei tardi anni 20, e quindi per riuscire a suonare in locali più grandi, ci voleva alzare il volume della musica e per questo avrebbero dovuti aggiungere più musicisti su ogni strumento.[11]
Tuttavia, quando c'è più di un musicista improvisazione non è più possibile. Tutti i clarinetti, per esempio, devono suonare gli stessi noti agli stessi momenti. Dunque il solo tradizionale non potrebbe più essere creato sul momento. Questo ha portato un cambiamento importante in cui i leader dei Big Bands hanno dovuto scrivere la musica, cioè documentare gli arrangiamenti su carta, una cosa che non era mai necessaria prima[12]
I rami crescono
DIFF GENRES, BOP, ETC, AND RELEVANT PRIMARY ARTISTS
L'elettrificazione del Jazz
TYPICAL ARTISTS AND INSTRUMENTS.
Il Jazz Attualmente
WORLD WIDE AND NUMEROUS SUB GENRES
Note
- ↑ “Blues.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ “Rag-Time.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017.p.147-150
- ↑ “Rag-Time.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ “Rag-Time.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ "Jazz: Overview." Encyclopedia of African-American Culture and History. Encyclopedia.com. 15 novembre 2025. https://www.encyclopedia.com/history/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/jazz-overview
- ↑ "A New Orleans Jazz History." National Park Service. 14 aprile 2015. Consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017. p.154.
- ↑ "Jazz: Overview." Encyclopedia of African-American Culture and History. Encyclopedia.com. 15 novembre 2025. https://www.encyclopedia.com/history/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/jazz-overview
- ↑ Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017. p.194
- ↑ Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017. p.194
- ↑ Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017. p.194
Bibliografia
- “A Brief History of Jazz.” Levine Music. 22 settembre 2022. Consultato il 30 ottobre 2025. https://www.levinemusic.org/a-brief-history-of-jazz/.
- "A New Orleans Jazz History." National Park Service. 14 aprile 2015. Consultato il 29 novembre 2025. https://www.nps.gov/jazz/learn/historyculture/jazz_history.htm
- “Blues.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- Nicholson, Stuart, Jazz: A Beginner’s Guide, Londra, Oneworld Publications, 2017.
- “Jazz.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.
- "Jazz: Overview." Encyclopedia of African-American Culture and History. Encyclopedia.com. 15 novembre 2025. https://www.encyclopedia.com/history/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/jazz-overview
- “Rag-Time.” Enciclopedia Treccani online. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana. Consultato il 30 ottobre 2025.