Michael Jordan: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
Nessun oggetto della modifica |
||
| Riga 34: | Riga 34: | ||
Stan Albeck, allenatore della stagione 1985/86, fu licenziato e al suo posto venne assunto il trentacinquenne Doug Collins, che entrò in sintonia con Jordan. Il draft del 1987 fu molto importante, visto che i Chicago Bulls scelsero Scottie Pippen e Horace Grant, due giocatori importanti per i loro futuri successi. Così dalla stagione 1987/88, a Chicago iniziò un nuovo corso: quell’anno la squadra vinse cinquanta partite e fu al livello delle squadre migliori. Nella stagione successiva, i Bulls acquisirono via trade(meccanismo NBA attraverso il cui le squadre si scambiano i giocatori) un centro di nome Bill Cartwright dai New York Knicks, quella stagione fu però non molto buona, visto il fatto che Collins stava perdendo la fiducia della squadra, e il suo rapporto con Jerry Krause, general manager dei Bulls,era arrivato al termine, i Bulls vinsero quarantasette partite e Collins fu esonerato. | Stan Albeck, allenatore della stagione 1985/86, fu licenziato e al suo posto venne assunto il trentacinquenne Doug Collins, che entrò in sintonia con Jordan. Il draft del 1987 fu molto importante, visto che i Chicago Bulls scelsero Scottie Pippen e Horace Grant, due giocatori importanti per i loro futuri successi. Così dalla stagione 1987/88, a Chicago iniziò un nuovo corso: quell’anno la squadra vinse cinquanta partite e fu al livello delle squadre migliori. Nella stagione successiva, i Bulls acquisirono via trade(meccanismo NBA attraverso il cui le squadre si scambiano i giocatori) un centro di nome Bill Cartwright dai New York Knicks, quella stagione fu però non molto buona, visto il fatto che Collins stava perdendo la fiducia della squadra, e il suo rapporto con Jerry Krause, general manager dei Bulls,era arrivato al termine, i Bulls vinsero quarantasette partite e Collins fu esonerato. | ||
Al posto di Collins venne assunto Phil Jackson, ex giocatore di basket e assistente di Collins negli anni precedenti. La prima stagione di Jackson fu quella 1989/90, | Al posto di Collins venne assunto Phil Jackson, ex giocatore di basket e assistente di Collins negli anni precedenti. La prima stagione di Jackson fu quella 1989/90,i Bulls sconfissero per 3-1 i Milwaukee Bucks al primo turno, poi 4-1 contro i Philadelphia 76ers, e al terzo turno trovarono i Detroit Pistons, da cui erano già stati eliminati nelle due stagioni precedenti. Anche quell’anno i Pistons si dimostrarono una squadra più forte , ma i Bulls riuscirono a portarli fino alla settima partita, confermando la loro crescita. | ||
==Il primo Three-Peat (1990-1993)== | ==Il primo Three-Peat (1990-1993)== | ||
===Il primo titolo (1990/91)=== | ===Il primo titolo (1990/91)=== | ||
Versione delle 16:34, 15 feb 2026
Michael Jordan, nato a Brooklyn il 17 febbraio 1963, è stato un giocatore di basket statunitense, da molti considerato come il migliore di sempre, e tra i più vincenti della storia.
I primi anni.
Infanzia
Michael Jeffrey Jordan nasce il 17 febbraio 1963 a Brooklyn, ma a poco tempo dalla sua nascita, la sua famiglia si trasferisce a Wilmington, nella Carolina del Nord.
Michael era figlio di James Jordan e Deloris Peoples, un meccanico congedato dall’aeronautica e un’impiegata di banca. Un altro membro della famiglia, importante per la crescita di Michael fu suo fratello maggiore Larry, la competitività tra i due insegnò molto a Michael, quando i due erano ancora piccoli Larry riusciva a battere Michael per via della maggior fisicità, ma quando Michael crebbe in altezza divenne molto più forte del fratello.[1]
High school (1979-1981)
Michael e un suo amico Leroy, parteciparono al campo estivo del coach della High School di Laney, per poi provare ad entrare nella squadra durante il loro secondo anno. Così fecero, ma dei due solo Leroy fu preso nella prima squadra, mentre Michael fu selezionato nella squadra riserve per via della sua bassa statura, ciò fu una delle peggiori delusioni dell’adolescenza di Michael, ma il talento di Michael era innegabile e lo dimostrò anche in seconda squadra. Gli allenatori si ricredettero, per via anche della sua crescita in altezza, e Michael entrò in prima squadra.[2]
Michael era la punta di diamante di quella squadra: pur essendo il giocatore migliore era anche quello che lavorava di più in allenamento, spronando anche gli altri. La squadra vinse 13 partite e ne perse 10 nel suo primo anno, e nell' ultimo anno di Michael, ne vinse 19 e ne perse solo 4, non arrivando alle finali statali solo per una sconfitta.
College (1981-1984)
Nell’estate del 1980, Michael Jordan partecipò al campo estivo di Dean Smith, allenatore della squadra di basket dell’Università della Carolina del Nord. Smith e i suoi assistenti si accorsero sin dal primo giorno del talento di Jordan.[3] Jordan partecipò anche a un altro campo in cui erano presenti giocatori provenienti dal tutto il paese, dove mise ulteriormente in mostra il proprio talento.
Così Jordan scelse l'università della Carolina del Nord. Quando nel 1981 Michael iniziò il suo primo anno di Università, il programma di Dean Smith era considerato il migliore del paese, seppur fosse ancora in cerca del primo titolo nazionale. All’inizio del suo primo anno, Michael non era titolare, e guadagnarsi il ruolo di guardia non fu affatto facile visto che Dean Smith non amava far giocare molto le matricole. Tuttavia, Jordan grazie al suo lavoro, riuscì a conquistare il posto da titolare.
Nella stagione 1981/1982, la strada verso le finali statali non fu affatto semplice, durante il torneo ACC (Atlantic Coast Conference) la squadra dell'università della Carolina del Nord sconfisse Virginia,(favorita alla vittoria finale) poi in semifinale NCAA sconfisse Houston, che vantava tra i propri giocatori future stelle NBA come Hakeem Olajuwon e Clyde Drexler. Ed infine si scontrò in finale contro Georgetown, una squadra molto fisica che aveva come miglior giocatore Patrick Ewing ,la partita fu molto equilibrata, fu Michael stesso a segnare il tiro decisivo e vincere il primo titolo nazionale di Dean Smith.[4]
Da quel momento tutto cambiò: Michael passò da essere la matricola sconosciuta a essere sicuro dei propri mezzi, ulteriormente si aggiunse il fatto che arrivò all’inizio della nuova stagione più alto(crebbe da 1,95 a 2,01 metri); divenne anche veloce e più forte. Purtroppo, quell’anno la squadra dell'università della Carolina del Nord venne sconfitta in Finale regionale Est contro Georgia Tech. Anche il terzo e ultimo anno di Jordan all'università della Carolina del Nord , terminò in una delusione, con la sconfitta nella semifinale regionale contro Indiana.
A quel punto Dean Smith aveva capito che era il momento per Michael di andare tra i professionisti. Sia i suoi genitori sia Michael erano però riluttanti verso tale decisione, visto che sua madre voleva che Michael finisse l’università. Alla fine Michael scelse di passare tra i professionisti, dichiarandosi eleggibile per il draft(processo tramite cui ogni anno le squadre NBA selezionano nuovi giocatori).
Arrivo in NBA
Draft (1984)
La squadra di NBA(National Basketball Association) dei Chicago Bulls, nella stagione 1983/84, aveva vinto solo 27 partite e per via delle regole NBA, ciò permise loro di ottenere la terza scelta assoluta, dietro a Houston Rockets e Portland Trail Blazers. I Rockets avrebbero scelto Hakeem Olajuwon, mentre i Trail Blazers Sam Bowie, i Bulls così poterono scegliere Michael Jordan alla terza scelta. Infatti, lo scout principale dei Bulls aveva visto giocare molte volte Jordan, e aveva deciso di sceglierlo. Così il 19 giugno 1984, i Bulls scelsero Jordan come terza scelta del draft.[5]
Stagione da rookie (1984/85)
Prima di entrare in NBA, Jordan dovette partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, la squadra di basket statunitense vinse la medaglia d’oro senza troppi problemi, e Jordan dimostrò di essere il miglior giocatore di quella squadra.[6] Sin dall’arrivo ai Bulls, la sua forza è chiara, infatti agli allenamenti già dominava i compagni di squadra. Con l’inizio della stagione le cose non cambiarono: Jordan vinse il premio di Rookie dell’anno(premio al miglior nuovo giocatore della stagione), il suo solo arrivo stava già cominciando a far vendere molti più biglietti ovunque giocasse. Ebbe così inizio la sua carriera NBA.
Prime stagioni (1985-1990)
La seconda stagione di Jordan fu probabilmente la sua peggiore, visto che dopo un infortunio al piede ricavato durante la seconda partita stagionale, era di fatto stato fuori tutta la stagione. Jordan riuscì a rientrare in campo, solo dopo una lunga trattativa con la dirigenza, la quale alla fine gli permise di giocare soltanto pochi minuti a partita.[7] Nonostante le limitazioni, Jordan riuscì a conquistare per i suoi Bulls l’ultimo posto disponibile per i playoff, arrivando al primo turno contro i più blasonati Boston Celtics. Nella prima partita di quella serie playoff Jordan segnò 49 punti, ma i Celtics vinsero ugualmente. Fu però la seconda partita, che fece scoprire al mondo chi fosse realmente Michael Jordan: in quella partita segnò 63 punti portando i Celtics fino al secondo tempo supplementare. I Celtics poi vinsero anche la terza partita, eliminando i Bulls.
Stan Albeck, allenatore della stagione 1985/86, fu licenziato e al suo posto venne assunto il trentacinquenne Doug Collins, che entrò in sintonia con Jordan. Il draft del 1987 fu molto importante, visto che i Chicago Bulls scelsero Scottie Pippen e Horace Grant, due giocatori importanti per i loro futuri successi. Così dalla stagione 1987/88, a Chicago iniziò un nuovo corso: quell’anno la squadra vinse cinquanta partite e fu al livello delle squadre migliori. Nella stagione successiva, i Bulls acquisirono via trade(meccanismo NBA attraverso il cui le squadre si scambiano i giocatori) un centro di nome Bill Cartwright dai New York Knicks, quella stagione fu però non molto buona, visto il fatto che Collins stava perdendo la fiducia della squadra, e il suo rapporto con Jerry Krause, general manager dei Bulls,era arrivato al termine, i Bulls vinsero quarantasette partite e Collins fu esonerato.
Al posto di Collins venne assunto Phil Jackson, ex giocatore di basket e assistente di Collins negli anni precedenti. La prima stagione di Jackson fu quella 1989/90,i Bulls sconfissero per 3-1 i Milwaukee Bucks al primo turno, poi 4-1 contro i Philadelphia 76ers, e al terzo turno trovarono i Detroit Pistons, da cui erano già stati eliminati nelle due stagioni precedenti. Anche quell’anno i Pistons si dimostrarono una squadra più forte , ma i Bulls riuscirono a portarli fino alla settima partita, confermando la loro crescita.
Il primo Three-Peat (1990-1993)
Il primo titolo (1990/91)
La stagione 1990/91, iniziò molto presto per i giocatori dei Bulls, dopo la delusione dei playoff appena terminati, scelsero di iniziare fin da subito il lavoro in palestra. Lo stesso Michael aveva iniziato un nuovo programma di lavoro, che lo aveva reso molto più forte. Il miglioramento di Pippen, aveva convinto Michael a giocare più di squadra. Così la stagione iniziò, ed i Bulls vinsero 61 partite superando il record di franchigia. Ai playoff eliminarono i Knicks per 3-0, poi i 76ers per 4 a 1. Così i Pistons arrivarono per le finali di Conference, le prime due gare furono dominate da Chicago, quando la serie si spostò a Detroit, i Pistons persero entrambe le gare nonostante gli sforzi e così Chicago eliminò i Pistons. La finale era contro i Los Angeles Lakers, guidati da Magic Johnson, nella prima partita i Lakers vinsero di misura, ma dalla seconda partita in poi la difesa dei Bulls prevalse e così Chicago vinse il suo primo anello. Michael pianse dalla felicità.[8]
Back to back (1991/92)
A quel punto i Bulls erano considerati una squadra forte, nella stagione 1991/92 vinsero 67 partite, Pippen e Grant avevano alzato il loro livello. Il ruolo di Detroit fu sostituito dai New York Knicks con cui Chicago vinse solo dopo gara 7, nelle semifinali di conference di quell’anno.
Alle Finals del 1992, si scontrarono contro i Portland Trail Blazers, ma soprattutto lo scontro sarebbe stato tra Clyde Drexler e Michael Jordan. Il quale per molti era considerato un giocatore migliore di Jordan, ciò non fece altro che motivare Jordan, che portò i suoi Bulls a diventare campioni in 6 partite, per la seconda volta consecutiva.
Il Dream Team (1992)
In quell’estate si sarebbero svolte a Barcellona le Olimpiadi, quelle furono le prime in cui vennero ammessi i professionisti. Così, la squadra americana era composta dalle stelle dell’NBA, in cui ovviamente era compreso Jordan. Quelle Olimpiadi resero Jordan famoso a livello globale, rendendolo il giocatore più importante dell’NBA. Ovviamente, vinsero la medaglia senza incontrare alcun ostacolo, diventando così uno spot incredibile per l’NBA.[9]
Three Peat (1992/93)
La stagione fu segnata da tensioni interne, soprattutto da parte di Grant, che covava rabbia verso Pippen e Jordan visto che Grant non aveva partecipato al Dream Team. Conseguenza di ciò fu il calo di vittorie, 57 vittorie dalle 67 dell’anno prima. I Bulls raggiunsero ugualmente le Finals, che quell’anno si sarebbero svolte contro Phoenix, Jordan sfidava Barkley, MVP (Most Valuable Player) di quella stagione. I Bulls vinsero le due gare a Phoenix, ma inaspettatamente Phoenix vinse due delle tre gare disputate a Chicago. Nel ritorno a Phoenix nonostante la squadra fosse demotivata, vinse e i Bulls furono campioni per la terza volta consecutiva.
Primo Ritiro (1993)
Dopo le Olimpiadi, e dopo la conquista dei tre anelli, la pressione e la fama stavano aumentando su Michael. Jordan era sempre stato un grande scommettitore, e la sua competitività lo rese un’ottima preda per gli allibratori del golf, così dopo l’arresto di alcuni suoi compagni di golf e dopo la fuga notturna verso Atlantic city, durante i playoff del 1993, l’opinione pubblica venne a sapere di questa sua passione. L’NBA non ne era ovviamente contenta, e i media iniziarono ad essere ostili verso Michael.[10] A ciò si aggiunse la morte del padre, il quale venne ucciso, così dopo aver vinto il suo terzo titolo, Michael Jordan si ritirò.
Ritorno e secondo Three-Peat (1994-1998)
Ritorno al basket
Dopo il ritiro Michael, scelse di giocare a Baseball, sport che aveva unito lui e suo padre, giocò nel 1994 nei Birmingham Barons, squadra di serie minore di proprietà di Jerry Reinsdorf. Michael era un buon compagno di squadra, ma semplicemente il suo fisico e il suo non giocare a baseball da anni, non lo rendevano un gran giocatore di baseball.[11] Phil Jackson era convinto che il suo addio al basket fosse temporaneo, Jordan infatti rimase in contatto con B.J Armstrong e continuò ad informarsi sul basket. Così quando nell’ inverno tra il 1994 e il 1995, ci fu uno sciopero dei giocatori di baseball passò a trovare Phil Jackson riferendogli che sarebbe tornato a giocare a basket, così a marzo tornò in palestra sfidando B.J Armstrong, e il giorno dopo scrisse in un comunicato: “Sono tornato”. Tornò a giocare il 19 marzo, nella sconfitta dopo due overtime contro Indiana. Ma Michael non era in condizione, e la squadra era molto cambiata: infatti Bill Cartwright se ne era andato, Grant era passato ai neonati Magic, era arrivato Toni Kukoc che però si stava ancora adattando, e c’erano molti nuovi giocatori. Al ritorno di Michael i Bulls avevano un record di 34-31, con lui vinsero 13 partite e ne persero 4; ai playoff eliminarono Charlotte con un 3-1, ma furono eliminati dai Magic di Grant, O’Neal e Hardaway. In quell’estate, Michael riprese il condizionamento atletico cambiando il proprio gioco, nel mezzo delle riprese di Space Jam.
Secondo Back to Back
Così dopo la delusione, della stagione 94/95, Michael era più determinato che mai, ma i Bulls erano una squadra incompleta, dopo lo svincolo di Grant erano rimasti scoperti nel ruolo di Ala grande. Così i Bulls ingaggiarono Dennis Rodman, un ex giocatore di Detroit, che era considerato come una testa calda nella lega, la squadra fu così completata. Michael era tornato dalla sua esperienza nel baseball, meno critico nei confronti dei compagni, caratteristica che lo aveva caratterizzato dall’inizio della carriera, alla squadra si aggiunse Ron Harper, il quale si era reinventato come specialista difensivo. I giocatori arrivati durante l’assenza di Michael, gli si stavano abituando tra questi: Luc Longley, Steve Kerr e Bill Wennington.
La stagione iniziò con ventitré vittorie su venticinque partite, persero il primo scontro con Orlando, ma poi tra dicembre e gennaio vinsero trentuno partite e ne persero 2. Arrivarono alla sosta per l’All Star Game, con un record di 42-5, finendo la stagione con 72 vittorie, stabilendo il record di vittorie in una stagione (battuto nel 2016 da Golden State di una vittoria). Ai playoff, eliminarono Miami in tre partite, poi vinsero 4 a 1 contro New York, con Orlando non ci fu partita. Alle Finals incontrarono i SuperSonics, con i quali vinsero le prime tre partite della serie, per poi perderne due di fila, ma assicurandosi comunque la vittoria con una gara sei spettacolare.
La stagione successiva non fu molto diversa, vinsero 69 partite, ai playoff del 1997 ebbero un record di 15-4, alle Finals , ci furono più difficoltà per via degli infortuni, ma grazie anche alla gara 5 di Jordan (denominata Flu game), vinsero l’anello completando il secondo Back to Back, e il quinto titolo in 7 anni.
Ultima stagione (1997/98)
La stagione 97/98, si preannunciava come l’“Ultimo Ballo”, visto che l’età dei giocatori e le tensioni tra squadra e dirigenza stavano portando i rapporti ai minimi. Durante la stagione con la consapevolezza, che quella avrebbe potuto essere l’ultima stagione di quel gruppo, ma soprattutto l’ultima di Michael Jordan; ovunque andassero i palazzetti erano soldout, e le persone prenotavano stanze negli hotel dove soggiornavano i Bulls. Michael giocò a New York, l’All Star Game, vista la presenza di una giovane stella di nome Kobe Bryant. Dopo aver iniziato la stagione con 8 vittorie e 7 sconfitte, i Bulls fecero 54-13, arrivando a vincere sessantadue partite. Ai playoff trovarono al primo turno i New Jersey Nets, contro cui nonostante non avessero giocato particolarmente bene, si imposero per tre a zero. Al secondo turno, trovarono i Charlotte Hornets, che eliminarono per 4 a 1.
La finale di Conference era contro gli Indiana Pacers, allenati da Larry Bird, la serie fu molto difficile per i Bulls. Gara 1 e gara 2 furono vinte dai Bulls grazie alla loro difesa, ma da gara 3 in poi la musica sarebbe cambiata. La serie si era spostata ad Indianapolis, i Pacers vinsero entrambe le gare, con gara 4 decisa da un canestro allo scadere di Reggie Miller. Gara 5 fu dominata dai Bulls, ma Indiana recuperò bene per gara 6, pareggiando la serie. Così si arrivò a gara 7, i Bulls erano veramente stanchi, e la partita sembrava andando verso Indiana, Michael però grazie alla sua forza di volontà riuscì a vincerla, sarebbero andati alle Finals.
Le Finals erano contro Utah, una squadra vecchia come Chicago i cui due giocatori più importanti erano John Stockton e Karl Malone. Gara uno si sarebbe giocata a Salt Lake City, e un po' la stanchezza e un po' l’altitudine di Salt Lake City, fecero perdere la partita ai Bulls. In gara 2 si ripresero e pareggiarono la serie, in gara 3 non ci fu storia, il punteggio fu di 96-54, la vittoria più larga delle Finals e il punteggio più basso di sempre da quando si usa il cronometro dei 24 secondi. Gara 4 fu vinta ancora, e la serie sul 3 a 1 sembrava finita, ma Utah si riprese e vinse a Chicago, riportando la serie a Salt Lake City.
La serie tornò a Salt Lake City, con la consapevolezza di entrambi, che gara 6 avrebbe potuto essere l’ultima occasione per i Bulls, prima della Ron Harper e Scottie Pippen ebbero problemi, con il secondo che non avrebbe giocato il primo tempo. Nonostante ciò, Utah non riuscì a chiudere la partita, e Jordan provò a vincere la serie; quando mancavano 41,9 secondi il punteggio era 86-83 per Utah, Jordan lo portò a 86-85 con un layup, Utah aveva ancora palla, Stockton la passò a Malone, ma Jordan gliela rubò. Mancavano 18,9 secondi, si avvicinò al canestro avversario e scartando l’avversario segnò il canestro del 86-87.Utah non segnò, Chicago vinse e quello fu l’ultimo tiro di Michael Jordan in maglia Bulls.[12]
Secondo Ritiro
Dopo i Bulls, Jordan giocò altre due stagioni con i Washington Wizards ( 2001/2002,2002/2003), senza grandi successi , per poi ritirarsi definitivamente il 17 Aprile 2003.
Palmares
NBA: Campione NBA: 6 (90/91,91/92,92/93,95/96,96/97,98/99)
Nazionale: Campione Olimpico: 2 (1984 Los Angeles, 1992 Barcelona)
NCAA: Campione NCAA: 1 (1981)
Individuale: NBA: MVP della Regular Season: 5 (87/88,90/91,91/92,95/96,97/98)
MVP All Star Game: 3 (1988,1996,1998)
MVP Finals: 6 (1991,1992,1993,1996,1997,1998)
Rookie of the year: 84/85
Defensive player of the year: 87/88
Partecipazioni All Star: 14 (1985,1986,1987,1988,1989,1990,1991,1992,1993,1996,1997,1998,2002,2003)[13]
Bibliografia
Sam Smith, The Jordan Rules : the inside story of one turbulent season with Michael Jordan and the Chicago Bulls,,New York, Gallery Books,1992.
David Halberstam,Air :la storia di Michael Jordan,Milano,Magazzini Salani,2020.
Michael Jordan Leaderboards,Awards and Honors, https://www.basketball-reference.com/players/j/jordami01.html#all_leaderboard
Note
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 19-22
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 23-24
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 59-61
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 96-97
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 113-115
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 150-151
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 168-171
- ↑ Sam Smith,The Jordan Rules,pag. 15-19
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 294-295
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 318-320
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 327-328
- ↑ David Halberstam,Air : la storia di Michael Jordan,pag. 393-395
- ↑ Michael Jordan Leaderboards,Awards and Honors, https://www.basketball-reference.com/players/j/jordami01.html#all_leaderboard