Malattie rare: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
|||
| Riga 28: | Riga 28: | ||
A causa della difficoltà nell’accertare la loro esistenza, un’esperienza comune a tutte le persone che ne sono affette è la difficoltà nella diagnosi. | A causa della difficoltà nell’accertare la loro esistenza, un’esperienza comune a tutte le persone che ne sono affette è la difficoltà nella diagnosi. | ||
==Lista delle malattie rare== | |||
Orphanet, un portale virtuale che si occupa delle malattie rare (riconosciuto dall’Unione Europea e dalla “Global Core Biodata Resource”), si occupa di raccogliere e catalogare tutte le patologie rare esistenti tramite un database che permette poi, tramite il nome della malattia o un codice affidatogli da Orphanet, di raggiungerla e vederne le caratteristiche. | |||
Orphanet annota le informazioni con degli indicatori epidemiologici tramite una procedura di raccolta basata sulla continua ricerca scientifica e sulla prevalenza puntuale (specifica situazione di una patologia in una determinata area geografica in un determinato momento), per poi annotare: l’incidenza annuale, la prevalenza alla nascita e a vita, referto familiare o rapporto del caso (tutti i dati sono annotati aggiungendo l’area geografica dove sono stati raccolti, essendo questo un fattore molto rilevante per lo sviluppo di queste malattie). | |||
Una volta compiuto questo processo gli studiosi compiono stime numeriche di diffusione della malattia (ad esempio: <1/1.000.000, cioè meno di un caso su un milione) oppure convengono che i dati sono insufficienti e ne attestano la mancanza di documentazione. | |||
Come indice di prevalenza viene usato dapprima quello dell’UE (5/10.000), successivamente, se il dato non vi rientra, viene usato quello degli USA (76-86/10.000), se il dato non rientra tra nessuno di questi due canoni, la malattia non viene registrata (ad esempio l’indice di prevalenza coreano, australiano e tawainese è di 1-5/10.000, e non viene preso in considerazione come indice mondiale in quanto esclude dalla conta delle malattie rare l’80% di quelle considerate tali in Europa). | |||
Sono state escluse dalla lista quelle malattie delle quali non è stato possibile calcolare la prevalenza puntuale (come i disturbi) o quelle la cui diffusione si basa sull’incidenza come valore epidemiologico (come alcuni tumori rari, le malattie infettive e gli avvelenamenti). | |||
Fino ad oggi sono state catalogate 6.528 malattie, il 77/80% delle quali è attribuibile al 4,2% (circa 149) delle malattie registrate, lasciando alle restanti un indice di prevalenza di un caso su un milione. | |||
Di seguito il link che riporta alla lista: https://www.orpha.net/it/disease | |||
Versione delle 18:41, 23 gen 2026
Introduzione
Le malattie rare non hanno una definizione precisa, vengono definite tali sulla base della loro incidenza, ovvero la diffusione della malattia per numero di abitanti. Ogni paese ha fissato la sua soglia: nell’Unione Europea è 5/10.000 (cinque casi ogni diecimila persone).
Proprio a causa della mancanza di una soglia di incidenza globale anche il numero delle malattie riconosciute come rare è vario: ne sono state individuate tra le 6.000 e le 10.000, delle quali solo mille hanno documentati più di cinque casi.
Sulla base dei dati precedenti è stato riscontrato che pazienti affetti da queste patologie sono circa 2 milioni in Italia, tra i 27 e i 36 milioni in Europa e circa 300.000.000 nel mondo (tra il 3,5% e il 5,9% della popolazione mondiale).
Ad oggi solo per il 5% di queste malattie esiste una cura.
Da dove si originano le malattie rare?
Circa il 70% hanno origine prenatali o sono diagnosticate in età pediatrica.
L’80% ha origine genetica: la maggior parte delle malattie dominanti nascono spontaneamente durante il concepimento, il fattore di rischio più incidente è l’età dei genitori, soprattutto quella del padre poiché con l'avanzare dell'età, gli spermatozoi subiscono più divisioni cellulari, aumentando la probabilità che si verifichino errori (mutazioni) nel DNA. Questo aumenta il rischio che nasca un figlio con una malattia genetica nuova, anche se i genitori sono sani.
Il restante 20% ha un’origine non genetica, probabilmente riconducibile a più di una causa, a cui però spesso non si riesce a risalire. Sicuramente ad incidere sono i fattori ambientali, gli agenti infettivi, i farmaci, l’alimentazione e lo stile di vita che i genitori conducono durante lo sviluppo prenatale e postnatale.
Perché è così difficile decretare il numero di malattie rare esistenti?
Innanzitutto perché la maggior parte dei dati registrati di queste patologie proviene dall’UE e dagli USA, che hanno registri appositi per collezionare i dati e la loro diffusione, mentre negli altri paesi ancora l’attendibilità della loro diffusione non è sicura.
Per alcune di queste malattie è anche difficile affermare se effettivamente il paziente ne soffra, poiché non ci sono criteri standardizzati di diagnosi a causa della mancanza di precedenti.
Le malattie si diffondono in modo diverso anche in base all’ambiente che circonda lo sviluppo della persona che ne soffre.
A causa della difficoltà nell’accertare la loro esistenza, un’esperienza comune a tutte le persone che ne sono affette è la difficoltà nella diagnosi.
Lista delle malattie rare
Orphanet, un portale virtuale che si occupa delle malattie rare (riconosciuto dall’Unione Europea e dalla “Global Core Biodata Resource”), si occupa di raccogliere e catalogare tutte le patologie rare esistenti tramite un database che permette poi, tramite il nome della malattia o un codice affidatogli da Orphanet, di raggiungerla e vederne le caratteristiche.
Orphanet annota le informazioni con degli indicatori epidemiologici tramite una procedura di raccolta basata sulla continua ricerca scientifica e sulla prevalenza puntuale (specifica situazione di una patologia in una determinata area geografica in un determinato momento), per poi annotare: l’incidenza annuale, la prevalenza alla nascita e a vita, referto familiare o rapporto del caso (tutti i dati sono annotati aggiungendo l’area geografica dove sono stati raccolti, essendo questo un fattore molto rilevante per lo sviluppo di queste malattie). Una volta compiuto questo processo gli studiosi compiono stime numeriche di diffusione della malattia (ad esempio: <1/1.000.000, cioè meno di un caso su un milione) oppure convengono che i dati sono insufficienti e ne attestano la mancanza di documentazione. Come indice di prevalenza viene usato dapprima quello dell’UE (5/10.000), successivamente, se il dato non vi rientra, viene usato quello degli USA (76-86/10.000), se il dato non rientra tra nessuno di questi due canoni, la malattia non viene registrata (ad esempio l’indice di prevalenza coreano, australiano e tawainese è di 1-5/10.000, e non viene preso in considerazione come indice mondiale in quanto esclude dalla conta delle malattie rare l’80% di quelle considerate tali in Europa).
Sono state escluse dalla lista quelle malattie delle quali non è stato possibile calcolare la prevalenza puntuale (come i disturbi) o quelle la cui diffusione si basa sull’incidenza come valore epidemiologico (come alcuni tumori rari, le malattie infettive e gli avvelenamenti).
Fino ad oggi sono state catalogate 6.528 malattie, il 77/80% delle quali è attribuibile al 4,2% (circa 149) delle malattie registrate, lasciando alle restanti un indice di prevalenza di un caso su un milione.
Di seguito il link che riporta alla lista: https://www.orpha.net/it/disease