Grazia Deledda: differenze tra le versioni

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Grazia Deledda è stata...
Nata e cresciuta nella Sardegna di fine ottocento, Grazia Deledda è stata un'importante scrittrice italiana che, grazie ai suoi romanzi, seppe conquistare anche il pubblico straniero, divenendo la prima e unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura (1926).
 
==Biografia==
===Infanzia===
Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871, era la quarta di sei figli di una famiglia benestante. Frequenta le scuole elementari nella sua città natale fino alla quarta classe, per poi continuare gli studi a casa con un insegnante privato, ottenne un'istruzione completa per l'epoca non essendo prevista per una donna.
 
===Attività letteraria===
 
Fin da giovane mostra un vivo interesse per la letteratura, tanto che a soli diciassette anni scrive il suo primo racconto, ''Sangue sardo'', pubblicato nel 1888 dalla rivista romana "Ultima moda". Nello stesso anno segue ''Remigia Helder'' e il romanzo ''Memorie di Fernanda''. A partire dal 1889 inizia a collaborare con varie testate sarde come "La Sardegna", "L'Avvenire di Sardegna" e "Vita sarda". Nel 1890 pubblica la raccolta di ''novelle Nell'azzurro'' e, sotto lo pseudonimo di Ilia di Sant'Ismael, il romanzo ''Stella d'Oriente''. La sua produzione prosegue con titoli come ''Amore regale'' (1891), ''Amori fatali'' (1892) e ''Fior di Sardegna'' (1892).
 
Nel 1892 avvia una collaborazione con la rivista "Natura ed Arte" di Angelo De Gubernatis, che la coinvolge in un progetto demologico nazionale. Il materiale folklorico da lei raccolto confluisce nella "Rivista delle Tradizioni Popolari Italiane" e in un volume del 1895, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna. I primi segni di una sua maturazione narrativa si colgono nel romanzo familiare ''Anime oneste'' (1895) e, soprattutto, in ''La via del male'' (1896).
 
Inizia il periodo decisivo per la carriera della Deledda, la sua scrittura evolve costantemente sia nei temi che nelle tecniche narrative e nel linguaggio. Parallelamente, la sua poetica si delinea attraverso un'istanza etica radicata in una visione patriarcale della vita, che diventa il modello di riferimento per il suo universo immaginario. A questa fase appartengono romanzi come ''Il tesoro'' (1897), ''La giustizia'' (1899) e ''Il vecchio della montagna'' (pubblicato a puntate ne "La Nuova Antologia" nel 1899 e in volume nel 1900), le novelle ''L'ospite'' (1897) e ''Le tentazioni'' (1899), e la raccolta poetica ''Paesaggi sardi'' (1897). La traduzione francese di ''Anime oneste'' (''Ames honnêtes'', 1899) segna l'inizio del suo successo internazionale.
 
===La vita a Roma===
Tra l'ottobre e il novembre del 1899, durante un soggiorno a Cagliari, Deledda conosce Palmiro Madesani, un impiegato ministeriale romano. I due si sposano poco dopo, l'11 gennaio 1900, e pochi mesi dopo le nozze si trasferiscono a Roma, dove la scrittrice vivrà per il resto dei suoi giorni.
Nella capitale, Deledda trova un equilibrio stabile tra la vita familiare e quella lavorativa, dedicandosi alla cura dei due figli, Franz e Sardus, senza mai abbandonare la scrittura, che prosegue a ritmo sostenuto con la pubblicazione di quasi un libro all'anno.
 
Nel 1926 Grazia Deledda vince il premio Nobel per la letteratura. Dieci anni dopo, il 15 agosto 1936, muore a Roma dopo una lunga malattia. Il mese successivo, "la Nuova Antologia" pubblica il suo ultimo romanzo autobiografico con il titolo: ''Cosima, quasi Grazia''.
 
==Romanzi==
Nella sua vita, Grazia Deledda scrisse numerose opere, ma fu principalmente con i romanzi che ottenne il maggior successo e impiego letterario.
I romanzi sono:
*''Memorie di Fernanda'', 1888.
*''Nell'azzurro'', Milano, Trevisini, 1890.
*''Fior di Sardegna'', Roma, Perino, 1891.
*''La via del male'', Torino, Speirani, 1896.
*''Il tesoro'', Roma, La Società Laziale, 1897.
*''L'ospite'', 1897.
*''La giustizia'', 1899.
*''Le tentazioni'', Novella sarda, "Nuova Antologia", 1898;
*''Il vecchio della montagna'', Torino, Roux e Viarengo, 1900
*''Dopo il divorzio'', Torino, Roux e Viarengo, 1902.
*''Elias Portolu'', Roma, Nuova Antologia, 1903.
*''Cenere'', Roma, Nuova Antologia, 1904.
*''Nostalgie'', Roma, Nuova Antologia, 1905.
*''L'ombra del passato'', Roma, Nuova Antologia, 1907.
*''Amori moderni'', Roma, Voghera, 1907.
*''Il nonno. Novelle'', Roma, Nuova Antologia, 1908.
*''L'edera'', Roma, Nuova Antologia, 1908;.
*''Il nostro padrone'', Milano, Treves, 1910.
*''Sino al confine'', Milano, Treves, 1910.
*''Colombi e sparvieri'', Milano, Treves, 1912.
*''Chiaroscuro'', Milano, Treves, 1912.
*''Canne al vento'', Milano, Treves, 1913.
*''Le colpe altrui'', Milano, Treves, 1914.
*''Marianna Sirca'', Milano, Treves, 1915.
*''L'incendio nell'oliveto'', Milano, Treves, 1918.
*''La madre'', Milano, Treves, 1920.
*''Il segreto dell'uomo solitario'', Milano, Treves, 1921.
*''Il dio dei viventi'', Milano, Treves, 1922.
*''La fuga in Egitto'', Milano, Treves, 1925.
*''Annalena Bilsini'', Milano, Treves, 1927.
*''Il vecchio e i fanciulli'', Milano, Treves, 1928.
*''Il paese del vento'', Milano, Treves, 1931.
*''La vigna sul mare'', Milano, Treves, 1932.
===Romanzi postumi===
*''Cosima'', Nuova Antologia, Milano, 1937.
*''Il cedro del Libano'', Milano, Garzanti, 1939.

Versione delle 11:06, 15 dic 2025

Nata e cresciuta nella Sardegna di fine ottocento, Grazia Deledda è stata un'importante scrittrice italiana che, grazie ai suoi romanzi, seppe conquistare anche il pubblico straniero, divenendo la prima e unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura (1926).

Biografia

Infanzia

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871, era la quarta di sei figli di una famiglia benestante. Frequenta le scuole elementari nella sua città natale fino alla quarta classe, per poi continuare gli studi a casa con un insegnante privato, ottenne un'istruzione completa per l'epoca non essendo prevista per una donna.

Attività letteraria

Fin da giovane mostra un vivo interesse per la letteratura, tanto che a soli diciassette anni scrive il suo primo racconto, Sangue sardo, pubblicato nel 1888 dalla rivista romana "Ultima moda". Nello stesso anno segue Remigia Helder e il romanzo Memorie di Fernanda. A partire dal 1889 inizia a collaborare con varie testate sarde come "La Sardegna", "L'Avvenire di Sardegna" e "Vita sarda". Nel 1890 pubblica la raccolta di novelle Nell'azzurro e, sotto lo pseudonimo di Ilia di Sant'Ismael, il romanzo Stella d'Oriente. La sua produzione prosegue con titoli come Amore regale (1891), Amori fatali (1892) e Fior di Sardegna (1892).

Nel 1892 avvia una collaborazione con la rivista "Natura ed Arte" di Angelo De Gubernatis, che la coinvolge in un progetto demologico nazionale. Il materiale folklorico da lei raccolto confluisce nella "Rivista delle Tradizioni Popolari Italiane" e in un volume del 1895, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna. I primi segni di una sua maturazione narrativa si colgono nel romanzo familiare Anime oneste (1895) e, soprattutto, in La via del male (1896).

Inizia il periodo decisivo per la carriera della Deledda, la sua scrittura evolve costantemente sia nei temi che nelle tecniche narrative e nel linguaggio. Parallelamente, la sua poetica si delinea attraverso un'istanza etica radicata in una visione patriarcale della vita, che diventa il modello di riferimento per il suo universo immaginario. A questa fase appartengono romanzi come Il tesoro (1897), La giustizia (1899) e Il vecchio della montagna (pubblicato a puntate ne "La Nuova Antologia" nel 1899 e in volume nel 1900), le novelle L'ospite (1897) e Le tentazioni (1899), e la raccolta poetica Paesaggi sardi (1897). La traduzione francese di Anime oneste (Ames honnêtes, 1899) segna l'inizio del suo successo internazionale.

La vita a Roma

Tra l'ottobre e il novembre del 1899, durante un soggiorno a Cagliari, Deledda conosce Palmiro Madesani, un impiegato ministeriale romano. I due si sposano poco dopo, l'11 gennaio 1900, e pochi mesi dopo le nozze si trasferiscono a Roma, dove la scrittrice vivrà per il resto dei suoi giorni. Nella capitale, Deledda trova un equilibrio stabile tra la vita familiare e quella lavorativa, dedicandosi alla cura dei due figli, Franz e Sardus, senza mai abbandonare la scrittura, che prosegue a ritmo sostenuto con la pubblicazione di quasi un libro all'anno.

Nel 1926 Grazia Deledda vince il premio Nobel per la letteratura. Dieci anni dopo, il 15 agosto 1936, muore a Roma dopo una lunga malattia. Il mese successivo, "la Nuova Antologia" pubblica il suo ultimo romanzo autobiografico con il titolo: Cosima, quasi Grazia.

Romanzi

Nella sua vita, Grazia Deledda scrisse numerose opere, ma fu principalmente con i romanzi che ottenne il maggior successo e impiego letterario. I romanzi sono:

  • Memorie di Fernanda, 1888.
  • Nell'azzurro, Milano, Trevisini, 1890.
  • Fior di Sardegna, Roma, Perino, 1891.
  • La via del male, Torino, Speirani, 1896.
  • Il tesoro, Roma, La Società Laziale, 1897.
  • L'ospite, 1897.
  • La giustizia, 1899.
  • Le tentazioni, Novella sarda, "Nuova Antologia", 1898;
  • Il vecchio della montagna, Torino, Roux e Viarengo, 1900
  • Dopo il divorzio, Torino, Roux e Viarengo, 1902.
  • Elias Portolu, Roma, Nuova Antologia, 1903.
  • Cenere, Roma, Nuova Antologia, 1904.
  • Nostalgie, Roma, Nuova Antologia, 1905.
  • L'ombra del passato, Roma, Nuova Antologia, 1907.
  • Amori moderni, Roma, Voghera, 1907.
  • Il nonno. Novelle, Roma, Nuova Antologia, 1908.
  • L'edera, Roma, Nuova Antologia, 1908;.
  • Il nostro padrone, Milano, Treves, 1910.
  • Sino al confine, Milano, Treves, 1910.
  • Colombi e sparvieri, Milano, Treves, 1912.
  • Chiaroscuro, Milano, Treves, 1912.
  • Canne al vento, Milano, Treves, 1913.
  • Le colpe altrui, Milano, Treves, 1914.
  • Marianna Sirca, Milano, Treves, 1915.
  • L'incendio nell'oliveto, Milano, Treves, 1918.
  • La madre, Milano, Treves, 1920.
  • Il segreto dell'uomo solitario, Milano, Treves, 1921.
  • Il dio dei viventi, Milano, Treves, 1922.
  • La fuga in Egitto, Milano, Treves, 1925.
  • Annalena Bilsini, Milano, Treves, 1927.
  • Il vecchio e i fanciulli, Milano, Treves, 1928.
  • Il paese del vento, Milano, Treves, 1931.
  • La vigna sul mare, Milano, Treves, 1932.

Romanzi postumi

  • Cosima, Nuova Antologia, Milano, 1937.
  • Il cedro del Libano, Milano, Garzanti, 1939.