Frida Kahlo: differenze tra le versioni

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'''Frida Kahlo''' (Coyoacán 1907-1954) è stata una delle figure più importanti del ventesimo secolo. Oltre ad essere stata un’artista rivoluzionaria della pittura messicana, ha vissuto una vita di dolore e passione, elementi d’ispirazione per le sue opere.
'''Frida Kahlo''' (Coyoacán 1907-1954) è stata una pittrice messicana. Etichettata come surrealista, ha sempre rifiutato qualsiasi associazione ai movimenti artistici del suo tempo, apprendendo da ognuno le migliori tecniche per poter interpretare i temi fondamentali della sua arte.
==Biografia==
==Biografia==
====La nascita e gli anni della rivoluzione====
[[File: Frida Kahlo.jpg|200px|thumb|right|Ritratto di Frida Kahlo in uno scatto del padre del 1932]]
'''Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn''' nasce a '''Coyoacán''' il 6 luglio 1907 da '''Guillermo Kahlo''' (in origine Wilhelm Kahlo) e '''Matilde Calderòn y Gónzales'''. Il padre, immigrato dall’Ungheria per sfuggire alla famiglia, incontra Matilde, parte di una famiglia benestante spagnola, mentre lavora per il padre come fotografo. Questo impiego gli farà ottenere il ruolo di censore del patrimonio architettonico messicano.
===Infanzia e adolescenza===
Sin dalla sua nascita, la madre di Frida inizia a soffrire di piccoli attacchi epilettici, che la obbligano ad assumere una balia indigena, figura che tornerà nella sua arte, per Frida e a istruire le sorelle maggiori Matilde e Adriana per prendersi cura di Frida e Cristina, la più piccola.
'''Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn''' nasce a '''Coyoacán''' il '''6 luglio 1907''' da '''Guillermo Kahlo''', ungherese naturalizzato messicano, e '''Matilde Calderon y Gonzales''', figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute. Lascia quindi la cura della neonata a una balia indigena, che sarà un' importante figura nelle successive opere di Frida, e delle sorelle maggiori Matilde e Adriana, che aiutano a crescere non soltanto Frida ma anche la sorella minore Cristina<ref>Herrera, ''Frida'', p. 20.</ref>.
Nel 1910 inizia la '''rivoluzione messicana''', volta a smantellare la dittatura di Armando Diaz e instaurare un governo dittatoriale. A seguito dell'elezione e morte del nuovo presidente Madero, ucciso in un attentato nel 1913, le lotte civili si protraggono fino al 1920, anno dell'elezione di Obregòn come nuovo presidente. Questi anni caotici sono, per la famiglia Kahlo, tragici dal punto di vista delle finanze, tanto che la stessa Frida ricorda che è proprio dopo la rivoluzione che la madre diventa un ''jefe'', ossia una figura rigida e obbligata a fare anche le veci del marito, allora caduto in depressione per aver perso il lavoro. Durante questo periodo, il rapporto di Frida con la madre diventa tanto un rapporto d'odio per l'atteggiamento rigido nei confronti delle figlie quanto uno di gratitudine per aver insegnato loro a essere autonome. Oltretutto gli anni tra il 1910 e il 1920 sono essenziali per formare la '''coscienza nazionalista''' di Frida, tema che tornerà nelle sue future opere.
Nel 1913, all'età di sei anni, Frida si ammala di '''poliomielite''', che le lascia la gamba destra più fine della sinistra. Sotto consiglio del medico e aiutata dal padre, inizia vari sport per aumentare la sua salute fisica e provare a fare amicizia dopo mesi di isolamento. Purtroppo, Frida resta emarginata rispetto agli altri bambini anche per l'aspetto della gamba. Allora decide di aiutare il padre con i ritratti fotografici, da cui verrà influenzata successivamente nello stile pittorico per la formalità dei soggetti.


====La scuola nazionale preparatoria====
Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia. A causa di ciò il padre cade in depressione e la madre diventa decisa e risoluta; tale cambiamento influenza la sua relazione con Frida (la ragazza chiama la madre ''jefe'', ossia ''capo'' in spagnolo)<ref>Herrera, ''Frida'', p. 24.</ref>.
Nel 1920, oltre all'elezione di Obregòn, Vasconcelos venne eletto ministro dell'istruzione e, sin da subito, mette in atto riforme per ''messicanizzare'' la scuola e i programmi, oltre che alzare l'asta per la preparazione universitaria con la rinnovata Scuola Nazionale Preparatoria. A Frida, la prediletta del padre tra le figlie, viene concesso di scegliere un percorso di studi e lei, al tempo attratta dalle materie scientifiche, decide di fare un percorso che l'avrebbe portata alla preparazione per la laurea in medicina. Durante gli anni di scuola superiore passa il tempo con i ''Cachuchas'', un gruppo di studenti geniali della Preparatoria, devoti agli ideali di Vasconcelos e particolarmente maliziosi. Tramite questo gruppo conosce il suo primo amore, Alejandro Gómez Arias, con cui intratterrà una relazione tumultuosa e non approvata dai genitori prima di Diego Rivera. È proprio durante i suoi studi alla scuola, che la ragazza incontra per la prima volta il famoso muralista: nel 1921 gli viene commissionato un murales nell'auditorio della scuola e Frida, incuriosita dalla sua figura, gli fa visita in segreto, nascondendosi dietro una delle colonne della sala. Nel 1923 le sommosse contro il governo di Obregòn creano tumulti e proteste, a cui Frida non partecipa per volontà della madre e perchè obbligata a lavorare per aiutare la famiglia con le spese. Inizia lavorando in fabbrica, per poi passare al ruolo di bibliotecaria e, infine a un apprendistato pagato nella bottega di Fernando Fernandez, un famoso artista e amico del padre. Durante gli ultimi due impieghi, Frida intrattiene relazioni con la bibliotecaria, la prima di altre donne con cui avrà rapporti, e Fernando stesso. I due eventi allontanano Alejandro e Frida, per fare pace all'inizio del nuovo anno scolastico a settembre.


====L'incidente e il partito comunista====
Nel 1913, all’età di sei anni, Frida si ammala di poliomielite, cosa che la obbliga a isolarsi dagli altri bambini per guarire. La malattia le blocca la crescita della gamba destra; sotto consiglio medico, la bambina inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Perciò Frida decide di aiutare il padre con la fotografia: questo le permette non soltanto di diventare la figlia prediletta di Guillermo Kahlo ma anche di sviluppare interesse per la natura e la biologia.  
Il 17 settembre 1925 Frida Kahlo sta tornando a casa con l'autobus insieme ad Alejandro, quando, per una collisione con un tram, viene coinvolta in un incidente, tanto fatale per altri quanto distruttivo per lei: oltre ad alcune ferite più superficiali, si frattura la colonna vertebrale e il bacino in tre punti, il piede destro viene distrutto da alcune lamiere, che lo schiacciano, e un palo, entrato nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l'utero. Una volta in ospedale, viene sottoposta solo ad alcune delle trentadue operazioni che, da qui al giorno della sua morte, subirà. Durante la convalescenza in ospedale, soltanto Matilde, fuggita dalla casa di Coyoacán per vivere con l'attuale marito a Città del Messico, e alcuni amici la vanno a trovare. Tra i nomi non è presente quello di Alejandro, a casa per alcune ferite non gravi. Frida, per sopperire alla solitudine dell'ospedale, decide di scrivergli alcune lettere riguardo la sua guarigione, che continua a redigere anche durante il riposo a casa a partire dal 17 ottobre 1925.
Torna a Città del Messico il 18 dicembre 1925 per andare a trovare amici e compagni, in quanto non può più frequentare la Preparatoria: oltre ad aver perso gli esami autunnali, Frida deve aiutare il padre col lavoro per ripagare le alte spese mediche delle sue operazioni. Già agli inizi del 1926, però, ha una ricaduta per alcuni problemi alla spina dorsale, che la obbligano al riposo in casa. I genitori, per non farla annoiare, le regalano delle tempere, con cui Frida termina, a settembre del 1926, il suo primo ''Autoritratto'', un pegno d'amore per Alejandro, che non si fida ancora di lei. Per quanto il quadro riesce a riavvicinarli, Arias decide di iniziare i suoi studi universitari in Europa e Frida, perso il suo migliore confidente, riversa il proprio dolore nell'arte: nasce così l'immagine della Frida abbastanza forte da sopportare anche le sfide più dure e i dolori più atroci.
Intorno alla fine del 1927, sotto consiglio dell'amico Germàn De Campo, Frida si unisce al Partito comunista messicano, dove incontra di nuovo vecchi amici e Alejandro, tornato dall'Europa. Oltre a vecchie conoscenze, Kahlo viene introdotta anche a due personalità importanti per il suo futuro: prima fa la conoscenza di Tina Modotti, aiutante di Diego Rivera e fotografa, e, solo successivamente, grazie all'intercessione di Tina, Frida riesce a entrare in contatto con il famoso muralista.


====Frida e Diego====
Grazie alla rinnovata relazione con il padre e al forte interesse per le materie scientifiche, a Frida viene permesso di scegliere un percorso d'istruzione alla '''Scuola Nazionale Preparatoria''', recentemente migliorata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos. Là, la ragazza si fa i suoi primi amici, i ''Cachuchas'' (un gruppo di giovani ribelli, il cui nome deriva dal cappello dell'uniforme scolastica)<ref>Herrera, ''Frida'', p. 36.</ref>, e conosce il suo primo amore, lo studente '''Alejandro Gomez Arìas'''. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con '''Diego Rivera''', assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse, iniziate da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn, e i problemi finanziari della famiglia obbligano la ragazza a rimanere a Coyoacán e lavorare inizialmente in una biblioteca e poi, tramite un apprendistato pagato, presso la bottega di Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi, svolti tra il 1924 e il 1925, avrà relazioni con la bibliotecaria (sarà la prima di molte relazioni omosessuali della sua vita) e Fernandez stesso<ref>Herrera, ''Frida'', pp. 43-44.</ref>.
La relazione tra Frida Kahlo e Diego Rivera nasce, inizialmente, come un'amicizia, che la ragazza sfrutta per poter ottenere consigli su come migliorare le proprie opere. Solo successivamente i due iniziano a intrattenere una relazione amorosa, che culmina con il matrimonio il 21 agosto 1929. La cerimonia avviene in comune e Frida porta come testimone suo padre, l'unico ad approvare la sua relazione con un uomo tanto più grande di lei. Passano la luna di miele a Cuerna Vaca, dove Diego deve affrescare le pareti di una villa di una facoltosa coppia inglese. Durante la loro permanenza, Frida non dipinge ma scopre la passione del marito per la cultura messicana, la sua collezione di icone precolombiane e la sua attrazione per i vestiti tradizionali, come quello da tehuana. Inizialmente come pretesto per tenere a sé il marito, Frida impara a vestirsi con le lunghe gonne colorate e i gioielli dorati, tipici delle tradizionali mogli messicane. Ins seguito, l'abito le servirà come maschera per poter esprimere vitalità e forza anche durante i periodi di ricaduta peggiori.
A novembre 1930 i due, finita la luna di miele, si trasferiscono a San Francisco, dove Diego deve portare a termine una commissione. Qua, Frida incontrerà il dottor Leo Eloesser, figura medica importante, con cui intratterrà una lunga corrispondenza per vari consigli medici
Il 18 giugno 1931 lasciano gli Stati Uniti per tornare in Messico, dove Diego deve finire i murales per il Palacio Nacional, lavoro per il quale sia lui che Frida sono stati espulsi dal partito comunista nel 1929, e controllare il procedere dei lavori per la casa di San Angel: si tratta di un congiunto di due abitazioni, unite da un ponte. L'obiettivo è quello di rendere i due artisti indipendenti, sia a livello sociale che economico, nelle loro carriere artistiche (Frida non dipinge molto durante i primi anni di matrimonio) ma restare comunque uniti e vivere la vita da coniugi.
A novembre 1931 i coniugi vanno a New York per un lavoro di Diego al MOMA (Museum of Modern Art); qua Frida conosce due sue future amiche intime: le sorelle Lucienne e Suzanne Bloch, che andrà a trovare durante ciascuna delle sue prossime visite nella metropoli.
Il 21 aprile 1932, finita la commissione per il museo, Diego accetta un lavoro per le industrie Ford sull'industrializzazione a Detroit. Qua, Frida non fa segreto del suo odio verso la città, troppo industrializzata e lontana dall'ideale messicano, e la borghesia, che lei descrive come ipocrita e cieca di fronte alla povertà del proletariato. Il 26 maggio scopre di essere incinta e, dopo aver chiesto consiglio al dottor Eloesser, decide di portare avanti la gravidanza, che però termina il 4 luglio. Le complicazioni dell'aborto fanno ricoverare Frida, che viene dimessa dall'Henry Ford Hospital il 17 luglio. Dopo questo evento, Kahlo proverà ad avere figli altre tre volte, raggiungendo al massimo il terzo mese di gravidanza e lasciando un vuoto, che verrà colmato con i figli delle sorelle.
Il 3 settembre 1932 Frida torna in Messico, lasciando Diego a Detroit, per assistere la madre negli ultimi giorni di vita: Matilde Calderòn muore, infatti, il 15 settembre e Frida, dopo un mese, per la precisione il 21 ottobre, decide di tornare a Detroit da Diego per partire nuovamente per New York, dove Diego ha accettato di affrescare le pareti del Rockfeller Center. Durante la loro permanenza e dopo aver elaborato il lutto, Frida dipinge il primo quadro dopo il matrimonio: si tratta di una rappresentazione della decadenza di Detroit e della sua classe dominante, in netto contrasto con la cultura messicana. A seguito di rappresentazioni che alludono agli ideali comunisti e marxisti, Rivera viene licenziato dai Rockfeller; allora, con la quota di liquidazione, il muralista accetta di fare un'opera gratuitamente per la New Workers' School, a patto che gli sia concessa la massima libertà artistica, come protesta contro i suoi passati clienti. Il 20vdicembre 1933, finito il murales e il denaro dei Rockfeller, Frida e Diego, per volontà della donna e con l'aiuto di alcuni amici, tornano in Messico.


====Il ritorno in patria e l'incontro con Lev Trockij====
===L'incidente===
Dopo il ritorno in patria e il trasferimento nella casa di San Angel, il rapporto tra i due si incrina per via di una relazione adultera, avvenuta tra il 1933 e il 1935, tra Diego e Cristina Kahlo. Frida, ignara di tutto ciò, continua, almeno per tutto il 1934, a dividersi tra ospedali e problemi contabili, dovuti sia alle spese mediche che alle collezioni del marito. Solo nel 1935 scopre il rapporto tra la sorella e il marito e ciò la porta alla decisione di trasferirsi a Città del Messico e poi andare a New York. Dopo il viaggio, torna a San Angel dal marito ma, invece di rimanere impassibile, inizia ad esplorare la sua sessualità con amanti donne e uomini, che Diego non accetta: famoso è il caso di Osamu Noguchi, artista con cui Frida ha una lunga relazione e che viene quasi ucciso a colpi di pistola da Diego.
Il '''17 settembre 1925''', durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra un tram e l’autobus dove si trovano i due distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in tre punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratole nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Frida Kahlo subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e avrà molti periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per incontrare gli amici di scuola: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria anche perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche.  
Durante questo periodo di separazione, oltretutto, i coniugi Rivera decidono di riappacificarsi per poter aiutare Lev Trockij e la moglie, in esilio da dieci anni per contrapposizione all'ideale stalinista: i due prendono residenza da gennaio 1937 a luglio dello stesso anni nella casa di Coyoacán e Frida, ammirando la figura di Trockij, intrattiene allo stesso tempo una relazione con lui, che termina però per volontà dell'artista e obbliga i russi a spostarsi in un'altra località.


====Il surrealismo====
Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo ''Autoritratto'', un regalo di scuse ad Arìas, che ha appena scoperto i tradimenti degli anni 1924 e 1925<ref>Herrera, ''Frida'', p. 55.</ref>.  
Tra il 1937 e il 1938 Frida, volendo essere indipendente dal denaro di Diego, realizza molte opere e porta a termine le sue prime opere. Questo porta la sua arte all'attenzione del poeta Andre Breton, che la definisce per la prima volta una surrealista. A ottobre 1938, dopo aver aumentato la sua fama, Frida riceve la proposta di Julien Levy di organizzare una mostra nella sua galleria di New York, così da inserirsi nel panorama artistico locale. Purtroppo, anche in questo caso, la sua salute cagionevole ha la meglio: alla fine della mostra Frida è obbligata a sottoporsi a un'operazione per eliminare un'ulcera al piede che le impedisce di camminare. Durante la convalescenza e gli ultimi momenti di permanenza nella città, l'artista incontra il famoso fotografo ungherese Nicolas Muray, per cui Frida proverà un forte sentimento, anche dopo il matrimonio del fotografo con una donna facoltosa di New York.
A gennaio 1939, impegnata ad ampliare i suoi orizzonti artistici, decide di accettare l'offerta di una mostra surrealista organizzata da Breton, che però fallisce nel tentativo e si fa aiutare da Duchamp, unica figura che Frida rispetta all'interno del movimento artistico. La mostra viene aperta solo nel marzo del 1939 e le permette di diventare la prima artista ad essere compresa nel patrimonio artistico nazionale, grazie al quadro venduto al Louvre durante l'apertura della galleria. In ogni caso, forse per via dell'esperienza o per divergenze artistiche, Frida negherà ogni contatto e coinvolgimento con il movimento surrealista negli anni '40, quando quest'ultimo cadrà in rovina.


====Il divorzio e il secondo matrimonio====
Dopo un breve riavvicinamento, Arìas decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al '''Partito Comunista Messicano''', dove prima '''Tina Modotti''', membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, incontra nuovamente '''Diego Rivera''', divenuto un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.
Dopo una breve permanenza a New York, Frida torna in Messico, dove porta a termine le pratiche per il divorzio con Diego Rivera, così da non intralciare più alcuna relazione amorosa successiva di uno o dell'altra.
Tra la fine del 1939 e gli inizi del 1940 i dolori fisici portano Frida a consumare alcool e droga, di cui svilupperà una dipendenza. Oltretutto, per far fronte alla solitudine del divorzio, adotta diversi animali, tra cui molte scimmie, futuri soggetti delle sue opere. Anche la sua carriera prende una svolta: per poter essere del tutto indipendente da Diego, inizia a dipingere sempre più quadri, con maggiore tecnica e precisione.
Dopo


Il 24 maggio 1940 avviene il primo attentato a Lev Trickij, che però morirà tre mesi dopo per mano di Ramòn Mercader. A causa della conoscenza dell’assassino, Frida viene interrogata per lunghe ore e ciò peggiora la sua salute. In mancanza di alternative, l’artista si fa aiutare dall’ex marito, attualmente a San Francisco: si trasferisce da lui e inizia un nuovo percorso di cure col dottor Eloesser. Al momento del trasferimento, Frida frequenta Heinz Bergrueen, che la raggiunge a San Francisco e va a vivere con lei a New York. La nuova fiamma dura ben poco, in quanto due mesi dopo lascia il ragazzo tedesco per risposarsi con Diego in un matrimonio di convenienza: Frida ha bisogno di qualcuno che conosca le sue necessità e Diego, anche dopo tutti i tradimenti, la ama ancora; così entrambe decidono di ufficializzare la nuova unione, senza dare una festa questa volta, e mantenendo il rapporto sul piano puramente casto, secondo una decisione di Frida.
===La relazione con Diego Rivera===
[[File: Diego riveraa.jpg|200px|thumb|left|Frida Kahlo e Diego Rivera in uno scatto del 19 marzo 1932, fatto da Carl Van Vechten (1880-1964)]]
La relazione con Rivera inizia come un’amicizia, di cui Frida approfitta per ottenere consigli per migliorare la propria tecnica artistica, e culmina in un '''matrimonio civile''' il '''21 agosto 1929'''. Per sostenere il marito, espulso dal partito comunista per aver accettato un incarico statale per affreschi al Palacio Nacional, Frida abbandona il gruppo socialista. Durante il primo anno di matrimonio, ha la possibilità di conoscere Rivera sotto diversi aspetti: oltre alla sua passione per la cultura messicana, la donna prende coscienza dell'infedeltà del marito e delle sue relazioni adultere, intrattenute durante il passato matrimonio con Lupe Marìn. Frida sfrutta la passione dell'uomo per la tradizione della propria madrepatria per legarlo a sé, creando il famoso personaggio della Frida tehuana, ossia vestendo i panni della donna della comunità matriarcale di Tehuantepec: il costume, inizialmente nato con questo scopo, diventerà in futuro la maschera con cui la pittrice riuscirà a nascondere i dolori fisici ed emotivi.<ref>Herrera, ''Frida'', pp. 97-106.</ref>.
 
A novembre del 1930 i coniugi si trasferiscono a San Francisco per una commissione di Rivera e Frida conosce il '''dottor Leo Eloesser''', figura essenziale per futuri consigli medici. Successivamente, il 18 giugno 1931 Frida e Diego tornano in Messico: Diego deve finire i murales del Palacio Nacional ed entrambi vogliono controllare la costruzione della loro nuova casa, situata a San Angel: il progetto prevede la creazione di due case, unite tra di loro da un ponte. La particolare scelta di creare due abitazioni separate deriva dalla volontà di Diego di permettere a Frida, seppur legata civilmente e romanticamente a lui, di mantenere la propria indipendenza limitando l'interferenza del marito nella crescita artistica e nella fama della moglie.
 
A novembre del 1931 i due ripartono per andare a '''New York''', dove Diego ha ottenuto una commissione per il '''MOMA''' (''Museum of Modern Art''). Lì Frida conoscerà amiche importanti come Suzanne e Lucienne Bloch, che le saranno vicine durante i momenti più difficili della sua vita.
 
Da New York, poi, Frida segue Diego a '''Detroit''', città che subito odia: mentre Diego lavora per le industrie Ford, Frida deve interfacciarsi con l’ipocrisia borghese delle classi dominanti, che organizzano balli e feste senza degnarsi di migliorare lo stato di povertà del proletariato. Sempre a Detroit, il 26 maggio 1931 Frida scopre di essere incinta e, contro consiglio medico, porta avanti la gravidanza: il corpo sostiene tale stato fino al 4 luglio, quando viene ricoverata per le gravi conseguenze dell’aborto. Frida tenterà poi di portare a termine altre tre gravidanze, tutte finite prima del terzo mese a causa delle conseguenze dell’incidente<ref>Herrera, ''Frida'', p. 133.</ref>; in seguito deciderà quindi di concentrarsi sui nipoti e sull’arte.
 
Il 3 settembre torna in Messico per via delle gravi condizioni di salute della madre, che muore il 15 settembre 1932. Dopo un mese, la donna raggiunge Diego a New York, dove sta lavorando a un murales per il Rockfeller Center. Qua Frida, dopo aver razionalizzato il lutto, dipinge il primo importante quadro: una rappresentazione del contrasto tra l’industrializzata Detroit e il Messico rurale<ref>Herrera, ''Frida'', p. 154.</ref>. A causa di problemi ideologici con la famiglia Rockfeller, che licenzia Diego, e la commissione di Rivera per un murales per la ''New Workers’ School'', che l’artista dipinge interamente con i soldi dei Rockfeller, Frida riesce a tornare in Messico solo il 20 dicembre 1933, tramite l’aiuto economico di alcuni amici<ref>Herrera, ''Frida'', cap. 11.</ref>, in quanto Diego ha sperperato l'intero guadagno dei coniugi nella realizzazione dei due murales e per pagare gli affitti delle residenze dove i due si sono trasferiti tra il 1932 e il 1933.
 
Il rapporto con Rivera inizia a declinare durante il trasferimento nella casa di San Angel, tra il 1934 e il 1935: oltre alle costanti visite in ospedale e le spese da gestire, Frida scopre un tradimento del marito con la sorella Cristina. Pur perdonando la sorella, la donna decide di trasferirsi a Città del Messico e, per un periodo, vive anche a New York. Dopo il suo ritorno inizia a intrattenere relazioni adultere con donne e uomini. Tra tutte le storie, la più famosa è stata quella con il leader politico sovietico '''Lev Trockij''': egli, esiliato insieme alla moglie da dieci anni, sbarca in Messico a gennaio del 1937 e Frida, che lo ammira e rispetta, lo frequenta fino a luglio dello stesso anno, quando Trockij decide di andarsene per trasferirsi con la moglie in una casa fuori Coyoacán.
 
===La carriera artistica===
La svolta artistica, avvenuta tra il 1937 e il 1938, permette a Frida di essere indipendente dal denaro di Rivera e le commissioni ottenute le fanno abbastanza pubblicità da permetterle di essere notata dal poeta surrealista '''Andre Breton'''. Dopo il primo incontro con il poeta, Frida viene invitata a New York da '''Julien Levy''' per una mostra collettiva nella sua galleria, ma la sua permanenza nella metropoli termina con il suo ricovero in ospedale e la successiva rimozione di un’ulcera, che le aveva impedito di camminare per quasi tutto il periodo dell'esposizione. Sempre durante la sua permanenza a New York, Kahlo incontra il fotografo ungherese '''Nicolas Muray''', con cui intratterrà una relazione e che amerà anche dopo il matrimonio di lui con una facoltosa donna americana.  A gennaio 1939  Frida viene invitata da Breton a '''Parigi''' per una possibile mostra personale, organizzata dal poeta. L’evento si tiene però tre mesi dopo, a marzo, con l’aiuto del pittore '''Duchamp''', e Frida, durante uno dei giorni d'apertura della galleria, riesce a vendere un quadro al Louvre, diventando la prima artista del ventesimo secolo a far parte della collezione di Stato. Una volta tornata a New York e poi in Messico, Frida rompe ogni legame con il surrealismo, tanto che negherà ogni relazione con il movimento artistico durante gli anni Quaranta, periodo di declino per l’arte surrealista<ref>Herrera, ''Frida'', p. 231.</ref>
 
A fine 1939, tornata in Messico, Frida porta a termine le pratiche per il '''divorzio''' con Rivera e inizia a consumare alcool e droghe per far fronte ai dolori fisici, sviluppando una dipendenza. Adotta diversi animali, tra cui svariate scimmie, che diventano soggetti centrali dei quadri del periodo. A livello artistico, dipinge sempre di più, con maggiore tecnica e precisione, ma ciò non ferma il lento declino, che la obbliga a risposare Rivera, in un matrimonio di convenienza e senza alcun rapporto fisico, nel 1940: lei ha bisogno di aiuto e lui, seppur avendola tradita più volte, ne è ancora innamorato.
 
Per Frida, il '''1940''' è un anno di svolta, sia in positivo che in negativo: se da un lato muore il padre, dall’altro ottiene il desiderato riconoscimento negli Stati Uniti e, due anni dopo, il Messico inizia a riconoscere il suo lavoro designandola membro fondatore del seminario per la cultura messicana.<ref>Herrera, ''Frida'', p. 287.</ref> Sempre negli anni Quaranta, Frida inizia a insegnare alla '''Esmeralda''', scuola statale di pittura e scultura: prende sotto la propria ala alcuni alunni, che prendono il nome di ''Los Fridos''<ref>Herrera, ''Frida'', p. 298.</ref> in quanto ''protetti'' della pittrice e che la seguono anche quando lei non può più andare a scuola e deve insegnare a casa. Nel 1946, per provare a migliorare il dolore alla spina dorsale, si sottopone a una fusione spinale, che non va come sperato e la obbliga a usare stampelle, bastone o sedia a rotelle per spostarsi. In questo periodo il legame con Diego si rinforza: per quanto la loro relazione sia più una relazione materna che carnale e Frida veda Diego più come un bambino, di cui prendersi cura, si fida abbastanza da lasciarsi aiutare da lui. In più, nel 1948 viene riammessa nel partito comunista e nel 1952 porta a termine l’ultima opera pubblica con i ''Fridos'': si tratta del rinnovo di alcuni murales della ''pulquerìa La Rosita'' (un locale storico di Coyoacán), creati insieme ad alcuni protetti di Diego<ref>Herrera, ''Frida'', p. 360.</ref>.
 
===Gli ultimi anni e la morte===
[[File: viva la vida.png|200px|thumb|right|Dipinto ''Viva la vida'', ultima opera di Frida Kahlo (1954).]]
Nell'ultimo periodo di vita dell'artista, tanto lo stato mentale quanto quello psicologico peggiorano le sue dipendenze da alcool e droga, che la portano a dipingere più convulsamente per ottenere il denaro necessario per permettersi superalcolici e oppiacei.
 
L’ultimo grande evento della sua carriera è la '''mostra''' del '''1953''', ospitata nella galleria di Lola Alvarez, a cui Frida partecipa contro consiglio medico: impossibilitata a camminare o stare in piedi, fa portare il suo letto alla galleria<ref>Herrera, ''Frida'', p. 364.</ref>.
 
Ad agosto deve amputare una gamba perché in cancrena e questo dà un duro colpo al suo stato mentale. A livello psicologico, migliora leggermente dopo la costruzione di una protesi in legno ma, in seguito, si ammala di broncopolmonite. Frida, decisa a non soccombere questa volta, fa diverse scelte sconsiderate: partecipa a una manifestazione comunista, fa dei bagni di notte e compie altre azioni che rendono la sua condizione fisica irreversibile<ref>Herrera, ''Frida'', p. 388.</ref>.
 
Dopo mesi di sofferenze, Frida Kahlo muore il '''13 luglio 1954''' per un’'''embolia polmonare''', che la sorprende nel sonno. Viene esposta nel Palacio de Bellas Artes, dove viene allestita la camera ardente, e cremata nel cimitero civile, il ''Panteon Civìl'': le sue ceneri si trovano, ancora oggi, nella ''Casa Azul'' di Coyoacán (la casa dove ha vissuto per quasi tutta la sua vita), oggi museo dell’artista, in una teca in stile precolombiano a forma di donna.
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==Il pensiero==
Frida Kahlo, per quanto riguarda gli ideali che hanno contribuito a renderla un’icona del suo tempo, viene definita una '''nazionalista rivoluzionaria''', '''marxista''' e '''femminista'''<ref>''DailyArt Magazine'', https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .</ref>.
===L'ideale politico===
Dal punto di vista politico, la rivoluzione messicana del 1910, che Frida vive durante i primi dieci anni di vita, ha un ruolo essenziale su due fronti. Innanzitutto, Kahlo prende coscienza, sin da bambina, dell'importanza della '''lotta per l'identità nazionale''', che porterà avanti anche durante la sua carriera artistica con i simboli messicani dei suoi quadri e, soprattutto, tramite il travestimento da ''tehuana''<ref>Herrera, ''Frida'', p. 102.</ref>.
 
Oltre al valore nazionalistico, la rivoluzione, applicata anche alla classe proletaria, la fa avvicinare agli ideali marxisti e ciò la porta ad unirsi al partito comunista nel 1927. A seguito di questa sua forte fede in tali ideali, Kahlo non esita nei quadri successivi al 1927 a sottolineare le differenze tra le città rurali messicane e le metropoli statunitensi, come New York e Detroit: se nelle prime la vita scorre lentamente e a contatto con la natura, le seconde si caratterizzano per consumismo, industrializzazione e capitalismo. Ciò impedisce alla classe borghese, che segue i ritmi serrati dello sviluppo, di guardare alle condizioni della classe proletaria e la porta allo sfruttamento di nuova forza lavoro, che, sottolinea l’artista, è formata da immigrati del Sudamerica<ref>''DailyArt Magazine'', https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .</ref>.
 
===Il femminismo===
Sul fronte femminista, Frida Kahlo lotta contro gli '''stereotipi di genere''' sin dall'adolescenza, principalmente tramite il suo aspetto: sin dagli anni della Preparatoria, basa la sua immagine su quella di donne forti e libere come le ''soldaderas'' della rivoluzione, portate a combattere e fare lavori prettamente maschili al tempo, o le donne di Tehuantepec, parte di una comunità matriarcale, che le vede al controllo degli scambi commerciali della comunità<ref>Herrera, ''Frida'', p. 102.</ref>.  
 
Anche la sua arte le permette di porre sotto una nuova luce la donna: i corpi femminili dei suoi quadri non risentono del sessismo e dell'idealizzazione tipici dell'arte, piuttosto rappresentano il '''martirio''' e la '''brutalità''' di atti come il parto e l'aborto.
 
Durante gli anni Trenta, la permanenza dell'artista per diversi mesi negli Stati Uniti, dove la lotta femminista ha avuto maggiori frutti (nel 1920 le donne statunitensi ottengono il diritto al voto<ref>''Università di Trento'', https://mag.unitn.it/internazionale/86253/il-suffragio-femminile-negli-stati-uniti .</ref>), le permette di riportare alla luce alcune problematiche sul fronte dei diritti delle donne in Messico tramite varie iniziative e la sua stessa fama.
 
Ogni modo, le lotte femministe di Frida non vedranno risultati prima degli '''anni Settanta''', quando la rinnovata lotta per i diritti delle donne la eleverà a simbolo di libertà individuale e indipendenza<ref>''Collier Dobson Art'', https://www.collierdobson.com/blogs/news/frida-kahlo-and-the-legacy-of-feminist-ideology?srsltid=AfmBOor3I-ENTKRbXdjsQk1k9sSu1FM0ExtbmphrR98PeaWywJQoMOaU .</ref>.
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==Lo stile==
Frida nasce come '''artista naïf''', in quanto non ha mai avuto maestri<ref>''Finestre sull'arte'', https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .</ref>, ma riesce comunque a informarsi sulle varie tecniche artistiche tramite i maestri del passato, di cui legge nei libri di testo<ref>''Britannica'', https://www.britannica.com/biography/Frida-Kahlo/additional-info .</ref>. In questo senso, riesce a creare uno stile originale e unico, che unisce il presente alle tecniche del passato.
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===Il surrealismo===
L’etichetta di surrealista, assegnatole da Breton, non le è mai interessata: infatti, per quanto Frida sfrutti tecniche surrealiste come le immagini oniriche, gli '''ambienti spaziosi''' e le '''figure ibride''', riprende, in ogni sua opera, anche elementi di altre correnti artistiche. Per esempio, utilizza le '''lunghe pennellate di colore''' del '''realismo'''; sfrutta l’arte '''primitivista''' come rimando all’arte precolombiana e alle sue radici e decora le sue forme con infiniti '''simboli''', tratto tipico del '''simbolismo'''.
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===Le caratteristiche===
====L'autoritratto====
L’utilizzo dell’'''autoritratto''' nasce come necessità: durante la convalescenza a casa nel 1925, in mancanza di altri soggetti, Frida decide di sfruttare la sua immagine per migliorare la propria tecnica. L'uso successivo dell'autoritratto, però, diventa un modo per esprimere appieno il potenziale e le emozioni dell'artista, cosa impossibile nei quadri commissionati: tramite il tipico '''sguardo stoico''' riflette il proprio '''dolore''', mentre la sua '''vitalità''' viene rappresentata dai '''colori'''
 
====I simboli====
Nell’immaginario artistico di Frida i simboli sono diversi e svolgono tutti un ruolo essenziale nell’esplicazione dei temi principali della sua arte. Alcuni dei più conosciuti sono:
 
*'''Il vestito da Tehuana''': uno dei primi simboli è l’abito tradizionale delle donne messicane, con cui Frida si rappresenta nel quadro ''Frieda y Diego'' (1931). Per lei, il travestimento è tanto un modo per esprimere '''identità nazionale''' quanto una fonte di '''forza''' e '''vitalità''' in contrasto a una vita dolorosa;
*'''I bambini''': in opere come ''Il defunto Dimas'' (1937), i bambini sono simbolo di '''nostalgia per l’infanzia''' e '''maternità mancata'''<ref>Herrera, ''Frida'', p. 190.</ref>;
*'''Contrapposizione Luna/Sole''': la contrapposizione degli astri rappresenta la '''lotta cosmica tra luce e tenebre''', che ricorda la lotta di Frida contro le pene della sua vita, come dimostra in ''Albero della speranza'' (1946);
*'''Le immagini cristiane''': esse, contrapposte alle immagini precolombiane, indicano il '''martirio''' e il dolore che porta con sé<ref>Herrera, ''Frida'', p. 254.</ref>;
*'''La natura''': soprattutto negli autoritratti, la natura è simbolo di '''vitalità''' e '''attaccamento alla vita''', tanto che, spesso, nelle sue opere, la natura stringe a sé Frida, come in ''Autoritratto'' del 1940<ref>Herrera, ''Frida'', p. 280.</ref>;
*'''Gli animali''': dopo il divorzio, gli animali, soprattutto le scimmie, sostituiscono Diego nelle opere e, allo stesso tempo, colmano il vuoto che il figlio mai avuto ha lasciato. Un chiaro esempio è dato dall’''Autoritratto con scimmie'' del 1943;
*'''Le conchiglie''': come molti altri elementi, anche le conchiglie rimandano alla '''fertilità''';
*'''Le nature morte''': oltre a rappresentare il costante attaccamento alla vita e i dolori subiti, gli elementi delle nature morte di Frida portano con sé una forte '''carica erotica''', come in ''Frutti della terra'' del 1938;
 
===I temi===
La moltitudine di simboli è direttamente legata ai vari temi trattati. Tra i principali vi sono:
 
*'''La ''alegrìa'' ''': questo termine, nella lingua spagnola, viene usato per indicare '''gioia''', '''allegria''' e '''vitalità'''. Infatti, questo tema è costantemente presente nelle opere di Frida, tramite elementi come i colori, spesso contrapposti allo sguardo impassibile dei suoi autoritratti;
*'''Il dolore''': Frida rappresenta il dolore fisico tramite simboli, come la colonna spezzata nel quadro ''La colonna spezzata'' del 1944;
*'''La cultura messicana''': tramite strumenti come il primitivismo, lo stile pittorico dei ''retablos'', ossia delle illustrazioni delle pale d'altare precolombiane, e i simboli tipici della sua terra natia, Frida Kahlo vuole riportare in vigore il sentimento di appartenenza del popolo messicano, tanto alla sua nazione quanto alla cultura a sé legata;
*'''La genealogia''': Frida, oltre a mostrare i suoi tratti indigeni, non nasconde al mondo il '''ramo ungherese''' dell'albero genealogico di famiglia, accentuando i '''tratti meticci''', che ha ereditato dal padre<ref>''Finestre sull'arte'', https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .</ref>;
*'''Il marxismo''': in quadri come ''Moses'' (1945), è presente il tema della '''rivoluzione marxista''', rappresentata come le masse che, dal basso del dipinto, si elevano come nuova classe dominante<ref>''DailyArt Magazine'', https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .</ref>;
*'''Il desiderio di maternità''': il desiderio di avere un figlio può presentarsi in tanti modi nei quadri di Frida, sia che si tratti di simboli come i '''bambini''' che di rappresentazioni del parto stesso. Ne è un esempio ''Henry Ford Hospital'' del 1932;
 
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==Le opere==
Alcune delle maggiori opere dell'artista sono:
*''Autoritratto'' (1926)
*''Frieda e Diego Rivera'' (1931)
*''La mia nascita'' (1932)
*''Il mio vestito è appeso là'' (1933)
*''Qualche piccola punzecchiatura'' (1935)
*''I miei nonni, i miei genitori e io'' (1936)
*''La mia balia e io'' (1937)
*''Le due Fride'' (1939)
*''Il sogno'' (1940)
*''Autoritratto con scimmie'' (1943)
*''Albero della speranza'' (1946)
*''Sole e vita'' (1947)
*''Autoritratto con il dottor Farill'' (1951)
*''Viva la vida'' (1954)
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==Note==
<references/>
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==Bibliografia==
*Hayden Herrera, ''Frida. Una biografia di Frida Kahlo'', Neri Pozza, Vicenza, 2016, ISBN 978-88-545-1165-1
*''Finestre sull'Arte - Arte antica e contemporanea'', 02/09/2021, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo
*''Storica - National Geographic'', Josep Gavaldà, 26/11/2025, https://www.storicang.it/a/frida-kahlo-larte-di-raccontare-vita_14913
*''Encyclopedia Britannica'', Alicja Zelazko, 05/01/2026, https://www.britannica.com/biography/Frida-Kahlo
*''DailyArt Magazine'', Kacper Grass, 03/07/2025, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/
*''Teachers College - Columbia University'', 27/03/2023, https://www.tc.columbia.edu/deanhope/blog/content/2023/womens-history-month-profile--frida-kahlo-.php
*''Collier Dobson Art'', https://www.collierdobson.com/blogs/news/frida-kahlo-and-the-legacy-of-feminist-ideology?srsltid=AfmBOor3I-ENTKRbXdjsQk1k9sSu1FM0ExtbmphrR98PeaWywJQoMOaU
*''Università di Trento'', Giovanna Covi, 1/12/2020, https://mag.unitn.it/internazionale/86253/il-suffragio-femminile-negli-stati-uniti

Versione attuale delle 20:39, 12 feb 2026

Frida Kahlo (Coyoacán 1907-1954) è stata una pittrice messicana. Etichettata come surrealista, ha sempre rifiutato qualsiasi associazione ai movimenti artistici del suo tempo, apprendendo da ognuno le migliori tecniche per poter interpretare i temi fondamentali della sua arte.

Biografia

Ritratto di Frida Kahlo in uno scatto del padre del 1932

Infanzia e adolescenza

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn nasce a Coyoacán il 6 luglio 1907 da Guillermo Kahlo, ungherese naturalizzato messicano, e Matilde Calderon y Gonzales, figlia di una ricca famiglia spagnola. Sin dalla nascita di Frida, la madre non può prendersene cura per problemi di salute. Lascia quindi la cura della neonata a una balia indigena, che sarà un' importante figura nelle successive opere di Frida, e delle sorelle maggiori Matilde e Adriana, che aiutano a crescere non soltanto Frida ma anche la sorella minore Cristina[1].

Durante la rivoluzione messicana, avvenuta tra il 1910 e il 1920, la famiglia Kahlo cade in disgrazia. A causa di ciò il padre cade in depressione e la madre diventa decisa e risoluta; tale cambiamento influenza la sua relazione con Frida (la ragazza chiama la madre jefe, ossia capo in spagnolo)[2].

Nel 1913, all’età di sei anni, Frida si ammala di poliomielite, cosa che la obbliga a isolarsi dagli altri bambini per guarire. La malattia le blocca la crescita della gamba destra; sotto consiglio medico, la bambina inizia a praticare vari sport, che però non l’aiutano a farsi nuove amicizie. Perciò Frida decide di aiutare il padre con la fotografia: questo le permette non soltanto di diventare la figlia prediletta di Guillermo Kahlo ma anche di sviluppare interesse per la natura e la biologia.

Grazie alla rinnovata relazione con il padre e al forte interesse per le materie scientifiche, a Frida viene permesso di scegliere un percorso d'istruzione alla Scuola Nazionale Preparatoria, recentemente migliorata dal nuovo ministro dell’istruzione Vasconcelos. Là, la ragazza si fa i suoi primi amici, i Cachuchas (un gruppo di giovani ribelli, il cui nome deriva dal cappello dell'uniforme scolastica)[3], e conosce il suo primo amore, lo studente Alejandro Gomez Arìas. Sempre durante gli anni di scuola ha il suo primo incontro con Diego Rivera, assunto per affrescare le pareti dell’auditorio scolastico nel 1921. Già nel 1923, però, a Frida non viene permessa la frequenza a scuola: le sommosse, iniziate da Vasconcelos stesso contro il governo Obregòn, e i problemi finanziari della famiglia obbligano la ragazza a rimanere a Coyoacán e lavorare inizialmente in una biblioteca e poi, tramite un apprendistato pagato, presso la bottega di Fernando Fernandez, artista famoso e amico del padre. Durante i due incarichi, svolti tra il 1924 e il 1925, avrà relazioni con la bibliotecaria (sarà la prima di molte relazioni omosessuali della sua vita) e Fernandez stesso[4].

L'incidente

Il 17 settembre 1925, durante il ritorno a casa dalla Preparatoria, Frida e Alejandro sono coinvolti in un grave incidente, che ferisce il ragazzo e quasi uccide la ragazza. La collisione tra un tram e l’autobus dove si trovano i due distrugge il corpo di Frida: spina dorsale e bacino si rompono in tre punti; il piede destro viene dislocato e schiacciato da alcune lamiere e un palo, entratole nel fianco e uscito dalla vagina, le distrugge l’utero. Frida Kahlo subirà diverse operazioni durante il resto della sua vita (se ne stimano 32 in totale) e avrà molti periodi di ricaduta. Viene trattenuta in ospedale per un mese, fino al 17 ottobre, e poi mandata a terminare la convalescenza a casa. Riesce a uscire nuovamente soltanto il 18 dicembre, quando torna per la prima volta a Città del Messico per incontrare gli amici di scuola: purtroppo, oltre ad aver perso gli esami autunnali, non può più frequentare la Preparatoria anche perché deve aiutare la famiglia con le spese mediche.

Una brutta ricaduta nel 1926 la costringe a casa, dove usa delle tempere, che le hanno regalato i genitori, per terminare, nel settembre dello stesso anno, il primo Autoritratto, un regalo di scuse ad Arìas, che ha appena scoperto i tradimenti degli anni 1924 e 1925[5].

Dopo un breve riavvicinamento, Arìas decide di visitare l’Europa e Frida, perdendo il suo miglior confidente, riversa le sue emozioni nell’arte. Torna a Città del Messico solo al ritorno del ragazzo, a fine 1927, quando Germàn De Campo, un suo amico, la invita a unirsi al Partito Comunista Messicano, dove prima Tina Modotti, membro del partito e fotografa, e poi, per intercessione di Tina, incontra nuovamente Diego Rivera, divenuto un rinomato muralista con esperienza negli Stati Uniti e in Europa.

La relazione con Diego Rivera

Frida Kahlo e Diego Rivera in uno scatto del 19 marzo 1932, fatto da Carl Van Vechten (1880-1964)

La relazione con Rivera inizia come un’amicizia, di cui Frida approfitta per ottenere consigli per migliorare la propria tecnica artistica, e culmina in un matrimonio civile il 21 agosto 1929. Per sostenere il marito, espulso dal partito comunista per aver accettato un incarico statale per affreschi al Palacio Nacional, Frida abbandona il gruppo socialista. Durante il primo anno di matrimonio, ha la possibilità di conoscere Rivera sotto diversi aspetti: oltre alla sua passione per la cultura messicana, la donna prende coscienza dell'infedeltà del marito e delle sue relazioni adultere, intrattenute durante il passato matrimonio con Lupe Marìn. Frida sfrutta la passione dell'uomo per la tradizione della propria madrepatria per legarlo a sé, creando il famoso personaggio della Frida tehuana, ossia vestendo i panni della donna della comunità matriarcale di Tehuantepec: il costume, inizialmente nato con questo scopo, diventerà in futuro la maschera con cui la pittrice riuscirà a nascondere i dolori fisici ed emotivi.[6].

A novembre del 1930 i coniugi si trasferiscono a San Francisco per una commissione di Rivera e Frida conosce il dottor Leo Eloesser, figura essenziale per futuri consigli medici. Successivamente, il 18 giugno 1931 Frida e Diego tornano in Messico: Diego deve finire i murales del Palacio Nacional ed entrambi vogliono controllare la costruzione della loro nuova casa, situata a San Angel: il progetto prevede la creazione di due case, unite tra di loro da un ponte. La particolare scelta di creare due abitazioni separate deriva dalla volontà di Diego di permettere a Frida, seppur legata civilmente e romanticamente a lui, di mantenere la propria indipendenza limitando l'interferenza del marito nella crescita artistica e nella fama della moglie.

A novembre del 1931 i due ripartono per andare a New York, dove Diego ha ottenuto una commissione per il MOMA (Museum of Modern Art). Lì Frida conoscerà amiche importanti come Suzanne e Lucienne Bloch, che le saranno vicine durante i momenti più difficili della sua vita.

Da New York, poi, Frida segue Diego a Detroit, città che subito odia: mentre Diego lavora per le industrie Ford, Frida deve interfacciarsi con l’ipocrisia borghese delle classi dominanti, che organizzano balli e feste senza degnarsi di migliorare lo stato di povertà del proletariato. Sempre a Detroit, il 26 maggio 1931 Frida scopre di essere incinta e, contro consiglio medico, porta avanti la gravidanza: il corpo sostiene tale stato fino al 4 luglio, quando viene ricoverata per le gravi conseguenze dell’aborto. Frida tenterà poi di portare a termine altre tre gravidanze, tutte finite prima del terzo mese a causa delle conseguenze dell’incidente[7]; in seguito deciderà quindi di concentrarsi sui nipoti e sull’arte.

Il 3 settembre torna in Messico per via delle gravi condizioni di salute della madre, che muore il 15 settembre 1932. Dopo un mese, la donna raggiunge Diego a New York, dove sta lavorando a un murales per il Rockfeller Center. Qua Frida, dopo aver razionalizzato il lutto, dipinge il primo importante quadro: una rappresentazione del contrasto tra l’industrializzata Detroit e il Messico rurale[8]. A causa di problemi ideologici con la famiglia Rockfeller, che licenzia Diego, e la commissione di Rivera per un murales per la New Workers’ School, che l’artista dipinge interamente con i soldi dei Rockfeller, Frida riesce a tornare in Messico solo il 20 dicembre 1933, tramite l’aiuto economico di alcuni amici[9], in quanto Diego ha sperperato l'intero guadagno dei coniugi nella realizzazione dei due murales e per pagare gli affitti delle residenze dove i due si sono trasferiti tra il 1932 e il 1933.

Il rapporto con Rivera inizia a declinare durante il trasferimento nella casa di San Angel, tra il 1934 e il 1935: oltre alle costanti visite in ospedale e le spese da gestire, Frida scopre un tradimento del marito con la sorella Cristina. Pur perdonando la sorella, la donna decide di trasferirsi a Città del Messico e, per un periodo, vive anche a New York. Dopo il suo ritorno inizia a intrattenere relazioni adultere con donne e uomini. Tra tutte le storie, la più famosa è stata quella con il leader politico sovietico Lev Trockij: egli, esiliato insieme alla moglie da dieci anni, sbarca in Messico a gennaio del 1937 e Frida, che lo ammira e rispetta, lo frequenta fino a luglio dello stesso anno, quando Trockij decide di andarsene per trasferirsi con la moglie in una casa fuori Coyoacán.

La carriera artistica

La svolta artistica, avvenuta tra il 1937 e il 1938, permette a Frida di essere indipendente dal denaro di Rivera e le commissioni ottenute le fanno abbastanza pubblicità da permetterle di essere notata dal poeta surrealista Andre Breton. Dopo il primo incontro con il poeta, Frida viene invitata a New York da Julien Levy per una mostra collettiva nella sua galleria, ma la sua permanenza nella metropoli termina con il suo ricovero in ospedale e la successiva rimozione di un’ulcera, che le aveva impedito di camminare per quasi tutto il periodo dell'esposizione. Sempre durante la sua permanenza a New York, Kahlo incontra il fotografo ungherese Nicolas Muray, con cui intratterrà una relazione e che amerà anche dopo il matrimonio di lui con una facoltosa donna americana. A gennaio 1939 Frida viene invitata da Breton a Parigi per una possibile mostra personale, organizzata dal poeta. L’evento si tiene però tre mesi dopo, a marzo, con l’aiuto del pittore Duchamp, e Frida, durante uno dei giorni d'apertura della galleria, riesce a vendere un quadro al Louvre, diventando la prima artista del ventesimo secolo a far parte della collezione di Stato. Una volta tornata a New York e poi in Messico, Frida rompe ogni legame con il surrealismo, tanto che negherà ogni relazione con il movimento artistico durante gli anni Quaranta, periodo di declino per l’arte surrealista[10]

A fine 1939, tornata in Messico, Frida porta a termine le pratiche per il divorzio con Rivera e inizia a consumare alcool e droghe per far fronte ai dolori fisici, sviluppando una dipendenza. Adotta diversi animali, tra cui svariate scimmie, che diventano soggetti centrali dei quadri del periodo. A livello artistico, dipinge sempre di più, con maggiore tecnica e precisione, ma ciò non ferma il lento declino, che la obbliga a risposare Rivera, in un matrimonio di convenienza e senza alcun rapporto fisico, nel 1940: lei ha bisogno di aiuto e lui, seppur avendola tradita più volte, ne è ancora innamorato.

Per Frida, il 1940 è un anno di svolta, sia in positivo che in negativo: se da un lato muore il padre, dall’altro ottiene il desiderato riconoscimento negli Stati Uniti e, due anni dopo, il Messico inizia a riconoscere il suo lavoro designandola membro fondatore del seminario per la cultura messicana.[11] Sempre negli anni Quaranta, Frida inizia a insegnare alla Esmeralda, scuola statale di pittura e scultura: prende sotto la propria ala alcuni alunni, che prendono il nome di Los Fridos[12] in quanto protetti della pittrice e che la seguono anche quando lei non può più andare a scuola e deve insegnare a casa. Nel 1946, per provare a migliorare il dolore alla spina dorsale, si sottopone a una fusione spinale, che non va come sperato e la obbliga a usare stampelle, bastone o sedia a rotelle per spostarsi. In questo periodo il legame con Diego si rinforza: per quanto la loro relazione sia più una relazione materna che carnale e Frida veda Diego più come un bambino, di cui prendersi cura, si fida abbastanza da lasciarsi aiutare da lui. In più, nel 1948 viene riammessa nel partito comunista e nel 1952 porta a termine l’ultima opera pubblica con i Fridos: si tratta del rinnovo di alcuni murales della pulquerìa La Rosita (un locale storico di Coyoacán), creati insieme ad alcuni protetti di Diego[13].

Gli ultimi anni e la morte

Dipinto Viva la vida, ultima opera di Frida Kahlo (1954).

Nell'ultimo periodo di vita dell'artista, tanto lo stato mentale quanto quello psicologico peggiorano le sue dipendenze da alcool e droga, che la portano a dipingere più convulsamente per ottenere il denaro necessario per permettersi superalcolici e oppiacei.

L’ultimo grande evento della sua carriera è la mostra del 1953, ospitata nella galleria di Lola Alvarez, a cui Frida partecipa contro consiglio medico: impossibilitata a camminare o stare in piedi, fa portare il suo letto alla galleria[14].

Ad agosto deve amputare una gamba perché in cancrena e questo dà un duro colpo al suo stato mentale. A livello psicologico, migliora leggermente dopo la costruzione di una protesi in legno ma, in seguito, si ammala di broncopolmonite. Frida, decisa a non soccombere questa volta, fa diverse scelte sconsiderate: partecipa a una manifestazione comunista, fa dei bagni di notte e compie altre azioni che rendono la sua condizione fisica irreversibile[15].

Dopo mesi di sofferenze, Frida Kahlo muore il 13 luglio 1954 per un’embolia polmonare, che la sorprende nel sonno. Viene esposta nel Palacio de Bellas Artes, dove viene allestita la camera ardente, e cremata nel cimitero civile, il Panteon Civìl: le sue ceneri si trovano, ancora oggi, nella Casa Azul di Coyoacán (la casa dove ha vissuto per quasi tutta la sua vita), oggi museo dell’artista, in una teca in stile precolombiano a forma di donna.


Il pensiero

Frida Kahlo, per quanto riguarda gli ideali che hanno contribuito a renderla un’icona del suo tempo, viene definita una nazionalista rivoluzionaria, marxista e femminista[16].

L'ideale politico

Dal punto di vista politico, la rivoluzione messicana del 1910, che Frida vive durante i primi dieci anni di vita, ha un ruolo essenziale su due fronti. Innanzitutto, Kahlo prende coscienza, sin da bambina, dell'importanza della lotta per l'identità nazionale, che porterà avanti anche durante la sua carriera artistica con i simboli messicani dei suoi quadri e, soprattutto, tramite il travestimento da tehuana[17].

Oltre al valore nazionalistico, la rivoluzione, applicata anche alla classe proletaria, la fa avvicinare agli ideali marxisti e ciò la porta ad unirsi al partito comunista nel 1927. A seguito di questa sua forte fede in tali ideali, Kahlo non esita nei quadri successivi al 1927 a sottolineare le differenze tra le città rurali messicane e le metropoli statunitensi, come New York e Detroit: se nelle prime la vita scorre lentamente e a contatto con la natura, le seconde si caratterizzano per consumismo, industrializzazione e capitalismo. Ciò impedisce alla classe borghese, che segue i ritmi serrati dello sviluppo, di guardare alle condizioni della classe proletaria e la porta allo sfruttamento di nuova forza lavoro, che, sottolinea l’artista, è formata da immigrati del Sudamerica[18].

Il femminismo

Sul fronte femminista, Frida Kahlo lotta contro gli stereotipi di genere sin dall'adolescenza, principalmente tramite il suo aspetto: sin dagli anni della Preparatoria, basa la sua immagine su quella di donne forti e libere come le soldaderas della rivoluzione, portate a combattere e fare lavori prettamente maschili al tempo, o le donne di Tehuantepec, parte di una comunità matriarcale, che le vede al controllo degli scambi commerciali della comunità[19].

Anche la sua arte le permette di porre sotto una nuova luce la donna: i corpi femminili dei suoi quadri non risentono del sessismo e dell'idealizzazione tipici dell'arte, piuttosto rappresentano il martirio e la brutalità di atti come il parto e l'aborto.

Durante gli anni Trenta, la permanenza dell'artista per diversi mesi negli Stati Uniti, dove la lotta femminista ha avuto maggiori frutti (nel 1920 le donne statunitensi ottengono il diritto al voto[20]), le permette di riportare alla luce alcune problematiche sul fronte dei diritti delle donne in Messico tramite varie iniziative e la sua stessa fama.

Ogni modo, le lotte femministe di Frida non vedranno risultati prima degli anni Settanta, quando la rinnovata lotta per i diritti delle donne la eleverà a simbolo di libertà individuale e indipendenza[21].


Lo stile

Frida nasce come artista naïf, in quanto non ha mai avuto maestri[22], ma riesce comunque a informarsi sulle varie tecniche artistiche tramite i maestri del passato, di cui legge nei libri di testo[23]. In questo senso, riesce a creare uno stile originale e unico, che unisce il presente alle tecniche del passato.

Il surrealismo

L’etichetta di surrealista, assegnatole da Breton, non le è mai interessata: infatti, per quanto Frida sfrutti tecniche surrealiste come le immagini oniriche, gli ambienti spaziosi e le figure ibride, riprende, in ogni sua opera, anche elementi di altre correnti artistiche. Per esempio, utilizza le lunghe pennellate di colore del realismo; sfrutta l’arte primitivista come rimando all’arte precolombiana e alle sue radici e decora le sue forme con infiniti simboli, tratto tipico del simbolismo.

Le caratteristiche

L'autoritratto

L’utilizzo dell’autoritratto nasce come necessità: durante la convalescenza a casa nel 1925, in mancanza di altri soggetti, Frida decide di sfruttare la sua immagine per migliorare la propria tecnica. L'uso successivo dell'autoritratto, però, diventa un modo per esprimere appieno il potenziale e le emozioni dell'artista, cosa impossibile nei quadri commissionati: tramite il tipico sguardo stoico riflette il proprio dolore, mentre la sua vitalità viene rappresentata dai colori

I simboli

Nell’immaginario artistico di Frida i simboli sono diversi e svolgono tutti un ruolo essenziale nell’esplicazione dei temi principali della sua arte. Alcuni dei più conosciuti sono:

  • Il vestito da Tehuana: uno dei primi simboli è l’abito tradizionale delle donne messicane, con cui Frida si rappresenta nel quadro Frieda y Diego (1931). Per lei, il travestimento è tanto un modo per esprimere identità nazionale quanto una fonte di forza e vitalità in contrasto a una vita dolorosa;
  • I bambini: in opere come Il defunto Dimas (1937), i bambini sono simbolo di nostalgia per l’infanzia e maternità mancata[24];
  • Contrapposizione Luna/Sole: la contrapposizione degli astri rappresenta la lotta cosmica tra luce e tenebre, che ricorda la lotta di Frida contro le pene della sua vita, come dimostra in Albero della speranza (1946);
  • Le immagini cristiane: esse, contrapposte alle immagini precolombiane, indicano il martirio e il dolore che porta con sé[25];
  • La natura: soprattutto negli autoritratti, la natura è simbolo di vitalità e attaccamento alla vita, tanto che, spesso, nelle sue opere, la natura stringe a sé Frida, come in Autoritratto del 1940[26];
  • Gli animali: dopo il divorzio, gli animali, soprattutto le scimmie, sostituiscono Diego nelle opere e, allo stesso tempo, colmano il vuoto che il figlio mai avuto ha lasciato. Un chiaro esempio è dato dall’Autoritratto con scimmie del 1943;
  • Le conchiglie: come molti altri elementi, anche le conchiglie rimandano alla fertilità;
  • Le nature morte: oltre a rappresentare il costante attaccamento alla vita e i dolori subiti, gli elementi delle nature morte di Frida portano con sé una forte carica erotica, come in Frutti della terra del 1938;

I temi

La moltitudine di simboli è direttamente legata ai vari temi trattati. Tra i principali vi sono:

  • La alegrìa : questo termine, nella lingua spagnola, viene usato per indicare gioia, allegria e vitalità. Infatti, questo tema è costantemente presente nelle opere di Frida, tramite elementi come i colori, spesso contrapposti allo sguardo impassibile dei suoi autoritratti;
  • Il dolore: Frida rappresenta il dolore fisico tramite simboli, come la colonna spezzata nel quadro La colonna spezzata del 1944;
  • La cultura messicana: tramite strumenti come il primitivismo, lo stile pittorico dei retablos, ossia delle illustrazioni delle pale d'altare precolombiane, e i simboli tipici della sua terra natia, Frida Kahlo vuole riportare in vigore il sentimento di appartenenza del popolo messicano, tanto alla sua nazione quanto alla cultura a sé legata;
  • La genealogia: Frida, oltre a mostrare i suoi tratti indigeni, non nasconde al mondo il ramo ungherese dell'albero genealogico di famiglia, accentuando i tratti meticci, che ha ereditato dal padre[27];
  • Il marxismo: in quadri come Moses (1945), è presente il tema della rivoluzione marxista, rappresentata come le masse che, dal basso del dipinto, si elevano come nuova classe dominante[28];
  • Il desiderio di maternità: il desiderio di avere un figlio può presentarsi in tanti modi nei quadri di Frida, sia che si tratti di simboli come i bambini che di rappresentazioni del parto stesso. Ne è un esempio Henry Ford Hospital del 1932;


Le opere

Alcune delle maggiori opere dell'artista sono:

  • Autoritratto (1926)
  • Frieda e Diego Rivera (1931)
  • La mia nascita (1932)
  • Il mio vestito è appeso là (1933)
  • Qualche piccola punzecchiatura (1935)
  • I miei nonni, i miei genitori e io (1936)
  • La mia balia e io (1937)
  • Le due Fride (1939)
  • Il sogno (1940)
  • Autoritratto con scimmie (1943)
  • Albero della speranza (1946)
  • Sole e vita (1947)
  • Autoritratto con il dottor Farill (1951)
  • Viva la vida (1954)


Note

  1. Herrera, Frida, p. 20.
  2. Herrera, Frida, p. 24.
  3. Herrera, Frida, p. 36.
  4. Herrera, Frida, pp. 43-44.
  5. Herrera, Frida, p. 55.
  6. Herrera, Frida, pp. 97-106.
  7. Herrera, Frida, p. 133.
  8. Herrera, Frida, p. 154.
  9. Herrera, Frida, cap. 11.
  10. Herrera, Frida, p. 231.
  11. Herrera, Frida, p. 287.
  12. Herrera, Frida, p. 298.
  13. Herrera, Frida, p. 360.
  14. Herrera, Frida, p. 364.
  15. Herrera, Frida, p. 388.
  16. DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .
  17. Herrera, Frida, p. 102.
  18. DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .
  19. Herrera, Frida, p. 102.
  20. Università di Trento, https://mag.unitn.it/internazionale/86253/il-suffragio-femminile-negli-stati-uniti .
  21. Collier Dobson Art, https://www.collierdobson.com/blogs/news/frida-kahlo-and-the-legacy-of-feminist-ideology?srsltid=AfmBOor3I-ENTKRbXdjsQk1k9sSu1FM0ExtbmphrR98PeaWywJQoMOaU .
  22. Finestre sull'arte, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .
  23. Britannica, https://www.britannica.com/biography/Frida-Kahlo/additional-info .
  24. Herrera, Frida, p. 190.
  25. Herrera, Frida, p. 254.
  26. Herrera, Frida, p. 280.
  27. Finestre sull'arte, https://www.finestresullarte.info/arte-base/frida-kahlo-tra-naif-surrealismo-e-muralismo .
  28. DailyArt Magazine, https://www.dailyartmagazine.com/the-art-and-politics-of-frida-kahlo/ .


Bibliografia