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===Anni Settanta=== Gli anni Settanta videro la Scuderia Ferrari ritornare ai vertici dei campionati Piloti e Costruttori. La stagione 1970 fu incoraggiante per la Scuderia con quattro gare vinte, ma la vettura utilizzata per le tre stagioni successive si rivelò non all'altezza delle aspettative <ref> Acerbi, ''TUTTO Ferrari'', pp. 238-239.</ref>. Con l’arrivo dell’austriaco Niki Lauda nel 1974, la Ferrari riuscì a ritrovare la competitività, vincendo tre gare, in Spagna, in Olanda e in Germania. Il triennio 1975-77 fu ricco di successi per Niki Lauda e la Scuderia. Dopo undici anni dall’ultimo titolo mondiale Piloti vinto con John Surtees, la Scuderia Ferrari riuscì a conquistare il titolo mondiale Piloti e Costruttori con Lauda, il primo della sua carriera. L’impresa si sarebbe potuta riconfermare nel 1976, ma a seguito di un incidente spaventoso avvenuto nel Nürburgring per Lauda, il mondiale venne vinto dall’inglese James Hunt su Mclaren per un solo punto <ref> Leonildo Turrini (a cura di), ''FERRARI THE BEST'', p. 86.</ref>. Nonostante il mondiale perso, Lauda riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale nel 1977, l’ultimo con la Ferrari, prima di passare alla Brabham Alfa Romeo. Il 1978 vide entrare in Ferrari due nuovi piloti: l'argentino Carlos Reutemann e il canadese Gilles Villeneuve. I due riuscirono a vincere 5 gare, ma questo non fu sufficiente per battere la Lotus 79 di Mario Andretti, che divenne Campione del mondo con la prima auto a “effetto suolo” della storia della Formula Uno. Ciò portò la Ferrari a creare la prima monoposto a “effetto suolo” della Scuderia per la stagione 1979. Con Jody Scheckter, la Ferrari riuscì a conquistare sia il titolo Piloti sia quello Costruttori, grazie anche all’aiuto di Villeneuve <ref> Acerbi, ''TUTTO Ferrari'', pp. 276-277.</ref>.
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