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Incidenti da esposizione involontaria a materiali radioattivi
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===L'Incidente di Samut Prakan, Thailandia (2000)=== L’incidente di Samut Prakan, avvenuto in Thailandia nel febbraio 2000, è considerato uno dei più gravi episodi di esposizione radiologica accidentale causati dalla gestione impropria di sorgenti mediche in disuso. L’evento ebbe inizio quando una sorgente di Cobalto-60, precedentemente impiegata in un’apparecchiatura per radioterapia ormai dismessa, fu sottratta da un deposito non autorizzato e successivamente venduta a un centro di raccolta di rottami metallici. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 1-7.</ref> Gli operai del deposito, ignari del pericolo forzarono la schermatura usando strumenti comuni, rimuovendo involontariamente il materiale radioattivo. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 8-10.</ref> Almeno dieci persone risultarono esposte a dosi significative di radiazioni: molte di esse manifestarono sin dai primi giorni nausea, vomito e gravi ustioni da radiazioni, oltre a una sensibile riduzione dei globuli bianchi. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 11, 16-20.</ref>Quattro lavoratori, che avevano aperto la sorgente, subirono esposizioni particolarmente elevate e tre di loro, a causa della sindrome acuta da radiazioni e delle conseguenti infezioni settiche, morirono nel giro di poche settimane. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 22-24.</ref> <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', p. 35.</ref> La scoperta dell’incidente si deve principalmente ai medici di un ospedale locale, che riconobbero i sintomi tipici di un’esposizione acuta e segnalarono la presenza di una sorgente radioattiva non sorvegliata.<ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', p. 1,12. </ref> Le autorità thailandesi e l’Office of Atomic Energy for Peace (OAEP) coordinarono l’operazione di recupero: gli specialisti individuarono l’area contaminata e, dopo aver circoscritto il perimetro, adottarono procedure di sicurezza per isolare la sorgente, infine collocata in un contenitore schermato e trasferita in un deposito sicuro. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 18-20.</ref> La vicenda portò a una revisione delle procedure nazionali in materia di sicurezza e tracciabilità delle sorgenti radioattive, evidenziando la necessità di un controllo più rigoroso e di una cooperazione costante tra le autorità di regolamentazione, i fornitori di apparecchiature e i centri sanitari.<ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 46-48.</ref> Fra le raccomandazioni più urgenti emerse l’importanza di una segnaletica chiara e multilingue, di ispezioni periodiche e di piani d’emergenza efficaci, in grado di prevenire o di contenere prontamente incidenti analoghi. <ref>IAEA, ''The Radiological accident in Samut Prakarn'', pp. 48-49.</ref>
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