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== Il New Look e il successo internazionale == Qualche mese dopo l’apertura della sua casa di moda, il 12 febbraio del 1947, Christian Dior organizzò la sua prima sfilata Haute Couture, presentando la linea Corolle, e la linea En Huit. La Corolle traeva ispirazione dai fiori della sua infanzia e la En Huit si distingueva per la silhouette strutturata dalle forme arrotondate <ref>RBA Coleccionables, ''Dior'', p. 22</ref>. Il tailleur Bar, divenne l’emblema del New Look, con giacca bianca sartoriale e gonna di lana nera ampia plissettata <ref>Repola, ''Christian Dior: il New Look'', La nascita del New Look e la consacrazione di Dior</ref>. Realizzare la sua prima collezione fu semplice, nessuna pressione o aspettative particolari. Scelse di non promuovere l’evento confidando nel passaparola delle sue conoscenze, ritenendo che la riservatezza avrebbe suscitato l’interesse del pubblico. Alle prime luci del mattino i primi ospiti si posizionarono davanti all’entrata, e nel frattempo all’interno le composizioni floreali venivano sistemate per la sfilata <ref>RBA Coleccionables, ''Dior'', p. 20</ref>. A rinominarla così fu Carmel Snow, caporedattrice di Harper’s Bazaar, che rimasta estasiata dalle novità disse: “What a new look!” <ref>Repola, ''Christian Dior: il New Look e il ritorno del lusso post-guerra'', La nascita del New Look e la consacrazione di Dior</ref>. «Non c’erano vestitini facili, né impressionanti scenografie teatrali. Al contrario, ogni modello era frutto di una profonda conoscenza del lavoro di sartoria, con l’obiettivo di esaltare le forme femminili, oltre la realtà», disse la redattrice Bettina Ballard sottolineando l’attenzione al dettaglio dello stilista <ref>RBA Coleccionables, ''Dior'', p. 22</ref>. La sfilata, che comprendeva novanta modelli dai colori neutrali, venne presentata nei saloni della sede di Avenue Montaigne 30. All’epoca la collezione attirò l’attenzione di tutti e venne accolta con entusiasmo nonostante le numerose rimostranze. Il New Look mise in risalto la silhouette femminile con il ritorno della vita stretta, bustini strutturati e gonne ampie, utilizzando tessuti di alta qualità per creare capi che esaltavano le forme naturali del corpo, riportando in auge l’arte della sartoria classica, con tagli precisi e dettagli che valorizzavano il punto vita e il busto. I modelli particolarmente elaborati impiegarono una grande quantità di tessuto per la collezione, una cosa inaudita in quel preciso momento storico: siamo nel dopoguerra e la moda del periodo prevedeva abiti semplici, non venivano concepiti sprechi di tessuti e alcun tipo di orpello decorativo. In occasione della celebre sfilata, assieme a Serge Heftler-Louiche alla direzione, venne lanciato anche il primo profumo della Maison: Miss Dior, dedicato a sua sorella Catherine. Si trattava di una fragranza dalle note floreali, verdi e legnose. “Il profumo è il complemento indispensabile della personalità di una donna, il tocco finale di un abito”, disse lo stilista <ref>RBA Coleccionables, ''Dior'', p. 30, Barcellona, 2025</ref>. In pochissimo tempo i suoi abiti girarono il mondo e fecero della nuova marca una delle più prestigiose del mondo. In un periodo in cui le donne cercavano di riconquistare la propria identità ed il proprio ruolo nella società, le sue creazioni offrirono loro un nuovo senso di bellezza e libertà espressiva. Tuttavia, dopo anni di lotte per l’emancipazione, che includevano anche la libertà di indossare abiti più pratici e meno vincolanti, il New Look sembrava rappresentare un passo indietro <ref>Repola, ''Christian Dior: il New Look e il ritorno del lusso post-guerra</ref>.
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