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== Collocazione nel contesto della teoria della danza == Nel contesto della teoria classica della danza indiana, la Tandava non designa una forma della danza autonoma né un genere performativo, ma indica un insieme di qualità cinetiche ed estetiche del movimento, riconducibili a principi di energia, vigore e dinamismo. Tali qualità trovano collocazione all’interno delle principali categorie teoriche della danza codificate nei trattati, in particolare nel sistema tripartito di ''nṛtta'', ''nṛtya'' e ''nāṭya''. Il ''nṛtta'' designa la danza pura, caratterizzata da movimento ritmico e astratto, privo di contenuto narrativo o emotivo determinato. In questo ambito, l’attenzione è rivolta alla struttura del movimento, alla precisione formale dei gesti e alla relazione con il ritmo. La Tandava, nella sua accezione teorica, si colloca prevalentemente in questa sfera, in quanto espressione di energia dinamica e intensità cinetica, indipendente da una funzione rappresentativa specifica. Il ''nṛtya'' introduce una dimensione espressiva e comunicativa, nella quale il movimento è associato a significati simbolici ed emotivi. Sebbene la Tandava non sia originariamente definita come forma di ''nṛtya'', la tradizione interpretativa successiva ha talvolta integrato elementi espressivi nella rappresentazione della danza di Śiva, soprattutto in ambito performativo e iconografico, ampliandone la valenza simbolica. Il ''nāṭya'' comprende infine la dimensione drammatica e teatrale, in cui danza, musica e recitazione concorrono alla costruzione di una narrazione articolata. La Tandava non è un genere di ''nāṭya'', ma può operare come principio stilistico e cinetico che informa la qualità del movimento scenico, senza assumerne la funzione drammaturgica. Accanto a queste distinzioni, la teoria della danza oppone frequentemente la Tandava alla ''Lāsya'', una modalità di movimento più morbida, fluida e armoniosa. Tale opposizione non va interpretata come una dicotomia rigida, ma come una polarità espressiva funzionale alla varietà estetica della danza, come attestato sia nel ''Nāṭya Śāstra'' sia nella sua tradizione esegetica. Nel loro insieme, queste distinzioni chiariscono come la Tandava non indichi una forma della danza definita, ma un principio dinamico del movimento, applicabile tanto nella teoria della danza quanto nelle successive elaborazioni iconografiche e simboliche legate alla figura di Śiva.<ref>Harle, ''The Art and Architecture of the Indian Subcontinent'', capp. 21-22</ref><ref>Vatsyayan, ''The Heritage of Indian Art'', sezioni dedicate alla danza e alla concezione dinamica delle arti indiane.</ref>
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