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=== Antigone di Sofocle === Polinice, esiliato precedentemente dal fratello Eteocle, decide di muovere guerra a Tebe per tentare di riappropriarsi del trono che, ingiustamente, gli era stato tolto. Al termine del conflitto rimangono uccisi sia Eteocle che Polinice e, da qui, inizia la tragedia di Sofocle. Antigone ed Ismene si trovano in scena, nel silenzio che ha sostituito il rumore delle innumerevoli lance scagliate durante il conflitto. Antigone dichiara il suo proposito alla sorella e le chiede di aiutarla: seppellire Polinice. Quest'ultimo, infatti, è rimasto insepolto per volontà di Creonte, diventato nuovamente re per diritto dinastico. Ismene, per paura, rifiuta e le sorelle si separano<ref>Fornaro, Sotera. Antigone. Storia di un mito. Roma: Carocci editore, 2012, p. 21.</ref>. <br> Il pensiero di Creonte è chiaro, egli suddivide, da una parte, gli amici e, dall'altra, i nemici. Il bene della patria travalica ogni altro proposito. Ma a corte giunge notizia che il corpo di Polinice è stato coperto da un leggero strato di polvere che lo rende, di fatto, sepolto. Sarà solo dopo la riesumazione e la seconda sepoltura che il colpevole verrà fuori. A seppellire il cadavere è stata Antigone. L'interrogatorio verbale di Creonte è breve, Antigone ammette di aver compiuto il gesto in nome di <<leggi non scritte>><ref>www.dramma.it/dati/libreria/antigone_disofocle.htm</ref>, principi che impongono ad una sorella di prendersi cura del corpo del proprio fratello morto. Creonte è inamovibile, ha come suoi argomenti la legge e la patria, Polinice era un nemico in vita, e tale resta anche ora che è morto. <<Non sono nata per odiare, ma per amare>><ref>www.dramma.it/dati/libreria/antigone_disofocle.htm</ref>, dice Antigone; <<Scendi sotterra se vuoi amare i morti>><ref>www.dramma.it/dati/libreria/antigone_disofocle.htm</ref> ribatte Creonte. Il re decreta che Antigone debba essere sepolta viva lontana dalla città.<ref>Fornaro, Sotera. Antigone. Storia di un mito. Roma: Carocci editore, 2012, p. 23.</ref> <br> Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, invita il padre a ritornare sui suoi passi perché i cittadini sono contrari alla sua decisione. Ma Creonte non ha dubbi, Antigone deve morire.<ref>Fornaro, Sotera. Antigone. Storia di un mito. Roma: Carocci editore, 2012, p. 23.</ref> <br> Antigone, sul punto di morte, riflette sulla sua azione e sul fatto che, morti i genitori, il fratello le fosse unico, e non poteva, dunque, lasciarlo insepolto. L'indovino Tiresia profetizza che l'uccisione di Antigone causerà a Creonte un morto nella sua stirpe (<<un morto darai in cambio del morto insepolto. Questo, però, è un morto da te nato>><ref>www.dramma.it/dati/libreria/antigone_disofocle.htm</ref>). Inutile è il tentativo di Creonte di cambiare il proprio destino. Emone si uccide abbracciando il cadavere di Antigone e persino Euridice, moglie di Creonte, devastata dalle notizie giuntele, si toglie la vita <ref>Fornaro, Sotera. Antigone. Storia di un mito. Roma: Carocci editore, 2012, p. 24.</ref>.
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