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== 1. Contesto storico e culturale == La Silicon Valley era un’area in cui si concentravano aziende elettroniche, produttori di componenti e persone interessate alla progettazione di circuiti e dispositivi informatici. Nella regione operavano ingegneri, tecnici e hobbisti che realizzavano progetti elettronici utilizzando microchip e altri componenti reperibili sul mercato<ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 20-22</ref>. Molti costruivano dispositivi nei propri spazi domestici, come garage o stanze adibite a laboratorio, e testavano direttamente il funzionamento delle schede elettroniche realizzate. Accanto alle sperimentazioni domestiche erano presenti centri di ricerca e ambienti accademici nell’area di Palo Alto, che svolgevano studi avanzati sull’informatica e sullo sviluppo dei sistemi di calcolo. Presso il centro Xerox PARC furono sviluppati strumenti come il mouse e i primi sistemi di interfaccia grafica<ref>https://www.britannica.com/money/Apple-Inc</ref>.<br> La vita culturale della regione era animata da gruppi giovanili e movimenti alternativi, tra cui gli hippy, che sperimentavano stili di vita non convenzionali, musica, pratiche spirituali come meditazione e yoga e forme di espressione personale, creando un ambiente aperto all’innovazione e alla sperimentazione<ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 70,71</ref>. In questo contesto, Jobs,un giovane ragazzo cresciuto a Cupertino, sviluppò fin da piccolo una forte passione per l’elettronica grazie anche al padre adottivo, Paul, che lo coinvolgeva nei lavori manuali e gli insegnava l’importanza di costruire bene, curando ogni dettaglio, anche quelli nascosti<ref>Walter Isaacson, Steve Jobs, p. 18,19</ref>. In questo clima di sperimentazione e club di hobbisti Jobs stesso adottava uno stile di vita bohémien, sperimentando pratiche spirituali e droghe psichedeliche come l’LSD, che egli considerava fondamentali per la propria crescita e consapevolezza, contribuendo a formare la sua visione creativa e imprenditoriale<ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 53,54</ref>. Alcuni gruppi semiaccademici, come quelli che collaborarono con Doug Engelbart, inventore del mouse, o Ken Kesey, scrittore e figura della controcultura americana degli anni ’60, noto per aver organizzato spettacoli che combinavano musica e luci per celebrare l’uso di droghe<ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 69,70</ref>; i due organizzavano dimostrazioni di nuove tecnologie, spettacoli musicali e festival che combinavano arte, scienza e tecnologia. Un ruolo centrale nella diffusione delle conoscenze tecniche era svolto dai club di appassionati. Tra questi, l’Homebrew Computer Club rappresentava un luogo di incontro in cui i partecipanti presentavano schede elettroniche, prototipi e discutevano progetti. La People’s Computer Company, fondata da Gordon French e Fred Moore, organizzava incontri regolari dedicati alla condivisione di informazioni pratiche, alla dimostrazione di strumenti e applicazioni legate ai computer personali e a workshop in cui venivano spiegate procedure per costruire circuiti e prototipi. Riviste specializzate come Popular Mechanics che presentava sulla copertina il primo kit di computer personale da assemblare, lanciato nel 1975 al prezzo di 495 dollari<ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 72</ref>. Pu essendo tecnicamente semplice e composto da soli componenti da montare, l'Altair suscitò un forte interesse tra hobbisti, attirando in particolare l'attenzione di Steve Jobs e Steve Wozniak. Lo Whole Earth Catalog, curato da Stewart Brand, diffondeva la convinzione che gli strumenti tecnologici e le conoscenze dovessero essere alla portata di tutti, valorizzando risorse capaci di aumentare l’indipendenza individuale e contribuendo in modo significativo alla formazione della cultura tecnica degli hobbisti. <ref>Walter Isaacson, ''Steve Jobs'', p. 71,72</ref>. Giovani inventori e hobbisti, tra cui Steve Wozniak, costruivano circuiti e prototipi e li mostravano agli altri membri della comunità durante gli incontri dei club e nei workshop, partecipando a un contesto di condivisione di conoscenze e sperimentazione pratica che costituì la base per la nascita dei primi computer personali.
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