Violenza sulle donne

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La violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, commessa sulle donne attraverso abusi fisici, psicologici, economici e sessuali. Questo tipo di violenza produce gravi conseguenze nella vita delle donne coinvolte e può arrivare all’omicidio.[1]

Definizione[modifica]

La violenza sulle donne spesso nasce dalle disuguaglianze di genere e ha come obiettivo il dominio delle vittime, anche in rapporto alla visione patriarcale e misogina insita nella mente di moltissime persone. [2] [3] Combattere contro questo diffuso tipo di violenza è spesso ritenuto essenziale da un lato per garantire la sicurezza delle donne, dall’altro per promuovere una società paritaria.

L’ONU, il 20 dicembre 1993 ha promulgato la “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne”, contenente sei articoli riguardanti il tema. Il primo enuncia: "Ai fini della presente dichiarazione, per 'violenza contro le donne' si intende qualsiasi atto di violenza di genere che provochi o possa causare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichino nella vita pubblica che in quella privata.” (Art. 1, "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne"). [4]

Cause[modifica]

La violenza sulle donne è radicata in alcune dinamiche culturali, economiche e sociali. Tra le principali cause sicuramente c’è la misoginia. Esiste inoltre una disparità economica tra uomini e donne che crea una dinamica di potere sbilanciata, nella quale le donne si ritrovano a essere economicamente dipendenti dal proprio aggressore, divenendo così più vulnerabili. [5]

Per esempio, in Italia solo il 38,7% delle donne con un diploma è occupato, rispetto al 50,8% degli uomini. In Italia nel 2014 il reddito percepito dalle donne è in media del 24% inferiore rispetto a quello dei maschi (14.482 euro contro 19.110 euro); questa differenza ha subito comunque una diminuzione dal 2008 (28%). Il divario varia in base al titolo di studio: si registra una differenza del 40% per le donne con un basso livello di istruzione e del 28% per le donne laureate. [6]

La disparità di genere in ambito economico non è presente solo in età lavorativa, ma anche tra i pensionati: nel 2016 le donne rappresentano la maggioranza dei pensionati, ma recepiscono un importo mensile inferiore a quello degli uomini (1.137 euro contro 1.592 euro). [7]

Altro fattore riconducibile alla violenza sulle donne è l’educazione data fin dall’infanzia: gli stereotipi di genere rinforzano l’idea che la violenza sia una risposta accettabile ai conflitti. Per ridurre questo fattore è spesso ritenuto utile che il percorso scolastico, fin dalla scuola primaria, insegni ai bambini come relazionarsi in maniera corretta, evitando atteggiamenti violenti. [8]

Anche l’ambiente culturale influenza la percezione del fenomeno: in molte culture la violenza sulle donne è normalizzata e, spesso, non esistono o sono deboli le leggi che la regolano.

Conseguenze[modifica]

Le donne vittime di violenza sviluppano spesso disturbi da stress post-traumatico, depressione e ansia, oltre a una sensibile riduzione dell’autostima.[9] Ci sono anche conseguenze sociali come l’isolamento dal resto del mondo, la difficoltà nell’intrattenere relazioni e problemi nell'educazione dei figli, che sviluppano problemi emotivi a causa della violenza domestica a cui hanno assistito. Le vittime, inoltre, perdono la propria indipendenza economica e la produttività, due fattori che sono sia causa che conseguenza della violenza di genere.

Coloro che trovano il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare si ritrovano di frequente coinvolte in processi giudiziari lunghi, complessi e traumatizzanti. Spesso, inoltre, le vittime non ricevono un supporto adeguato e i colpevoli non vengono puniti.

La violenza di genere influenza negativamente il contributo delle vittime alla società, alla loro famiglia e alla comunità; inoltre, ha altissimi costi per quanto riguarda le cure mediche e le spese legali. [10]

Contesto storico[modifica]

Sin dall’Antichità, la donna in molte società è stata vista come inferiore all’uomo e con pochi diritti legali e sociali. La situazione si è un trasformata nel tempo, ma la violenza di genere non è mai stata regolamentata in modo efficace e le vittime mai state protette con leggi adeguate.

Dunque, questo fenomeno è una costante storica, presente anche in altri periodi oltre a quelli citati. I miglioramenti, si videro a partire dall’Ottocento, con maggiori diritti e legislazioni.

Antica Grecia[modifica]

Nell’Antica Grecia, le donne erano legate a un uomo, che fosse un padre, un fratello o un marito, al quale dovevano sottostare: la loro condizione era fortemente influenzata da una concezione patriarcale. In tutte le città greche la vita femminile era incentrata sulla sfera domestica, dove le donne svolgevano compiti come prendersi cura dei figli e cucinare e subivano punizioni spesso corporali a ogni disubbidienza. La violenza di genere non era regolamentata ed era ampiamente praticata; di rado le donne potevano difendersi legalmente, poiché gli abusi erano considerati parte del matrimonio. In generale, si aveva sottomissione giuridica della donna all’uomo (le donne erano escluse dal diritto di cittadinanza), la preclusione di alcune attività ritenute maschili e il monopolio alle donne di attività considerate disonorevoli per un uomo [11]

Il femminicidio non era un fenomeno comune, ma veniva adoperato, per esempio, nei casi di infedeltà: in generale, il contesto sociale giustificava e approvava la violenza sulle donne, anche se letale.

Antica Roma[modifica]

La situazione è analoga nell’Antica Roma, dove il compito delle donne consisteva nella gestione della casa e della famiglia, con una partecipazione assai limitata alla vita pubblica e politica, con alcuni cambiamenti nel corso degli anni. In generale, le donne non avevano piena cittadinanza, dunque non avevano diritto di voto. Spesso potevano possedere proprietà e gestire affari e, in questo modo, guadagnavano una certa indipendenza, ma restavano comunque subordinate alla supervisione di un uomo. La società era basata su un sistema di autorità maschile chiamato patria potestas, secondo il quale l’uomo a capo della famiglia, il pater familias, aveva il controllo assoluto sui membri della famiglia. [12] Il sistema giudiziario romano presentava alcune norme riguardo l’abuso fisico, soprattutto nel caso di adulterio: se una donna veniva violentata, il fatto veniva trattato come un crimine, ma spesso il colpevole non veniva punito severamente. La violenza domestica non era considerata a livello legislativo e se una donna violava il codice morale la violenza fisica come punizione era accettata.

Medioevo in Europa[modifica]

Le donne nel Medioevo europeo venivano viste come esseri deboli da proteggere, da sé e dagli altri, e per questo motivo erano costrette a essere supervisionate e guidate da una figura maschile. Quindi, non potevano avere alcun tipo di indipendenza: per esempio, non era concesso a loro condurre in proprio un’attività, la cui amministrazione doveva obbligatoriamente essere integrata da un uomo. La violenza contro le donne era largamente presente, in quanto erano considerate a tutti gli effetti un possedimento degli uomini. [13] In questo periodo storico la violenza di genere si manifestava attraverso percosse, stupri e omicidi, giustificati dalla necessità di riportare sulla retta via le donne considerate deviate.

Rinascimento in Italia[modifica]

Questa fu un’epoca di grandi innovazioni, ma la condizione della donna rimase comunque influenzata da una cultura patriarcale. Le donne della classe medio-alta avevano possibilità di miglioramento tramite la possibilità di ricevere un’educazione ma mantenevano limitazioni nella vita sociale e politica.

Abusi e omicidi venivano ancora giustificati dalla necessità di mantenere il controllo sul genere femminile, ancora considerato inferiore e subordinato agli uomini. [14]

Nonostante le difficoltà, durante il Rinascimento ci furono alcune donne che riuscirono a ottenere una certa autonomia e ruoli importanti nella società. Un esempio di spicco è quello della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, che salì al trono nel 1558 e che dovette combattere contro i pregiudizi e le discriminazioni della società patriarcale: infatti fu molto difficile per lei dimostrarsi all’altezza di un ruolo considerato solo maschile.

XIX Secolo[modifica]

La condizione delle donne era ancora influenzata dalle tradizioni norme sociali e la violenza di genere e il femminicidio non venivano affrontati, soprattutto in ambito legale, nel modo adeguato. Infatti, la violenza domestica era frequente per gran parte delle donne, poiché la famiglia era considerata un ambito privato, quindi i maltrattamenti venivano ignorati o, in ogni caso, considerati normali.

XX Secolo[modifica]

Durante la Seconda guerra mondiale, le donne divennero ancora più vulnerabili e usate come arma per sottomettere le popolazioni: infatti erano spesso vittime di violenze sessuali da parte dei soldati; per esempio, durante l’invasione della Polonia molti soldati tedeschi commisero stupri. Nonostante ciò questo fu un secolo importante per i diritti delle donne, in quanto in molti paesi si raggiunse il diritto al voto, al divorzio e all’aborto, furono ammesse come impiegate negli uffici pubblici e fu abolito il matrimonio riparatore. [15]

Situazione attuale[modifica]

Dei 165 paesi che possiedono leggi contro la violenza sulle donne, solo 104 hanno una legislazione completa in materia. I paesi che le possiedono hanno tassi di violenza più bassi da parte di un partner intimo rispetto a quelli senza leggi (9,5% contro 16,1%).[16]

Estero[modifica]

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite, circa una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. La maggior parte di questa violenza è attuata da parte di un partner intimo; infatti, il 27% delle donne con un’età compresa tra i 15 e i 49 anni ha dichiarato di aver subito una qualche forma di violenza durante una relazione. [17]

America[modifica]

Nel Nord America la violenza di genere è un problema significativo ed è una delle principali cause di morte e disabilità tra le donne. Negli Stati Uniti, secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention, un’agenzia governativa che si occupa della salute pubblica) 1 donna su 5 ha subito violenza sessuale da parte di un partner (in particolare, il 10,5% parla di stupro, il 13,7% di coercizione sessuale e l’8% di contatti sessuali indesiderati)[18]; 2 donne statunitensi su 5 dichiarano di aver subito violenza fisica da parte del proprio partner (il 39% si riferisce a schiaffi e spinte, il 32,5% parla di violenza abituale e severa con diversi metodi: essere schiaffeggiate, spinte, soffocate, bruciate, aver subito minacce o ferite con coltelli o pistole).[19]

Il 13,5% delle donne negli Stati Uniti ha dichiarato di aver subito stalking da parte di un partner.

Quasi metà delle donne dice di aver subito aggressioni psicologiche, tra cui controllo coercitivo e isolamento, spesso attuati tramite controllo del telefono, presa di decisioni, spinta al suicidio, controllo sui contatti con amici e parenti. [20]

Secondo il National Center for Injury Prevention and Control, negli Stati Uniti le donne subiscono 4,8 milioni di aggressioni fisiche e stupri da parte di partner intimi ogni anno; meno del 20% di queste vittime ha cercato cure mediche in seguito al danno subito, spesso a causa della paura e del cattivo funzionamento del sistema. [21]

Il Brasile ha uno dei tassi più alti di violenza domestica, e il 67% delle vittime sono donne. [22]

Africa[modifica]

La violenza sulle donne è molto diffusa ma ignorata: circa il 36% delle donne africane ha subito violenza di genere.
La causa principale di questi maltrattamenti è radicata in norme sociali e culturali che promuovono la disuguaglianza di genere e l’inferiorità delle donne.

Una delle maggiori difficoltà nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio è la mancanza di dati completi: molti abusi non vengono denunciati a causa della sfiducia nelle istituzioni; oltre a ciò, le leggi spesso non vengono applicate nel modo corretto o sono del tutto assenti.

Un fatto che ha verosimilmente aumentato i casi di violenza è stato il lockdown, che ha costretto le famiglie a vivere in baracche di pochi metri quadri in condizioni misere. [23]

Asia[modifica]

Secondo il Global Database on Violence against Women, un terzo delle donne asiatiche ha subito violenza da parte di un partner e il femminicidio è un problema molto serio. Un fattore importante è la mancanza di supporto legale, motivo per cui le donne non cercano la protezione a cui avrebbero diritto.

In India devono subire moltissimi abusi, tra cui omicidi e stupri. In alcuni contesti, le donne vengono costrette a una vita di rinunce alla morte del marito. Esistono tradizioni nelle quali la vedova deve radersi il capo perché ogni capello manda una reincarnazione al marito. Oltre a ciò, le figlie femmine sono spesso considerate inutili e un peso e, per questo, si ricorre alla loro uccisione. [24]

In Afghanistan la situazione femminile è molto grave: la violenza di genere è particolarmente diffusa ed è alto il numero di matrimoni e gravidanze forzate.

Un altro esempio asiatico è la Cisgiordania, territorio palestinese dove la condizione delle donne è fortemente influenzata da fattori politici, culturali e sociali. Le donne sono spesso vittime di maltrattamenti e, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, subiscono esecuzioni, pestaggi e violenze sessuali. In Cisgiordania il femminicidio è un problema grave: i delitti d’onore, cioè quando le donne sono uccise dai famigliari per presunti comportamenti disonorevoli, sono molto diffusi. Una testimonianza di questi soprusi è il romanzo autobiografico Bruciata viva di Suad, che racconta la storia di una ragazza che, dopo essere rimasta incinta fuori dal matrimonio, subisce un tentato omicidio dal cognato, a cui sopravvive e su cui dà la sua testimonianza. [25]

Italia[modifica]

In Italia, l’ISTAT rileva che il 31,5% delle donne italiane con un’età compresa tra i 16 e i 70 anni ha subito forme di violenza di genere: il 20,2% ha subito violenza fisica e il 21% violenza sessuale.[26]

Tra il 2017 e il 2021, il 45% delle donne vittima di omicidio è stata uccisa dal partner, il 9% da un ex e il 26% da un altro parente. Invece, gli uomini uccisi dal partner o dall’ex sono stati solo il 3,7%. I dati relativi agli anni 2022-2023, dimostrano che il rapporto non è cambiato: nel 2022 le donne hanno un 48% contro un 4% degli uomini. [27]

Inoltre, il 24,7% delle italiane dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale da parte di un estraneo. [28]

Iniziative di contrasto[modifica]

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne[modifica]

Nel 1999 le Nazioni Unite hanno istituito una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in modo da ricordare tutte le vittime di femminicidio e di violenza in generale, che si tiene il 25 novembre. La data è stata scelta per commemorare la vita, l’attivismo e il coraggio di tre sorelle: Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, che hanno combattuto per la libertà del loro paese, la Repubblica Dominicana e vennero uccise proprio il 25 novembre. La loro morte sollevò un moto di rivolta ponendo l’attenzione sulla cultura maschilista che non riconosceva alle donne il diritto di avere uno spazio pubblico e politico. In questa giornata avvengono molte proteste da parte di attiviste che chiedono che sia fatto qualcosa di concreto per i diritti delle donne. [29]

Simboli[modifica]

Il simbolo della violenza contro le donne sono le panchine e le scarpe rosse; queste ultime rappresentano la battaglia contro i maltrattamenti e i femminicidi e la scelta avvenne in Messico, dove un’artista, Elina Chauvet, nel 2009 posizionò in una piazza di Ciudad Juárez trentatré paia di scarpe femminili rosse. Questo colore è stato quindi adottato per simboleggiare il contrasto alla violenza di genere. [30]

1522[modifica]

Nel 2006 in Italia è stato attivato un numero ufficiale anti-violenza sulle donne, che è il 1522: si tratta di un servizio gratuito attivo 24h su 24 che con operatrici specializzate accoglie le richieste di aiuto e sostegno da parte delle vittime. [31]

Associazioni[modifica]

L’Italia conta numerose associazioni che lottano per la parità dei diritti e contro la violenza di genere.

UDI[modifica]

L’UDI-Unione Donne in Italia è un’associazione autonoma di promozione sociale, culturale e politica. Nasce il 1° ottobre 1945 con il nome “UDI-Unione Donne Italiane” appoggiandosi ai Gruppi di difesa della Donna e all’esperienza femminile della Resistenza contro il fascismo, il nazismo e la guerra. Promuove fortemente il femminismo e le sue pratiche politiche così da combattere il dominio maschile e affermare diritti per le donne.

L’Associazione ha finalità di utilità sociale, solidaristiche e civiche svolgendo attività d’interesse generale svolgendo attività culturali, ricreative e artistiche, formazione extra scolastica e promozione della tutela dei diritti umani. Offre inoltre supporto legale, psicologico e accoglienza alle vittime di violenza di genere. [32]

D.i.Re[modifica]

D.i.Re (Donne in Rete contro la Violenza), fondata formalmente il 29 settembre 2008, opera sin dagli anni Settanta tramite attività informali di centri antiviolenza gestiti da donne in tutta Italia.

D.i.Re supporta le vittime di violenza di genere tramite accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità in rifugi, consulenza legale e psicologica, orientamento al lavoro, sensibilizzazione, prevenzione e gruppi di sostegno. Nel 2024, D.i.Re conta 88 organizzazioni che gestiscono 117 centri di antiviolenza e più di 66 Case rifugio. L’Associazione punta a raggiungere un cambiamento culturale per il superamento della violenza maschile sulle donne informando le persone del fenomeno della violenza e denunciandolo. [33]

Fondazione Giulia Cecchettin[modifica]

Fondazione Giulia Cecchettin è stata creata da Gino, Elena e Davide Cecchettin, padre e fratelli di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio nel novembre 2023. Il delitto ha portato a una grande riflessione pubblica. La Fondazione si impegna a combattere la violenza di genere e il femminicidio attraverso sensibilizzazione e progetti innovativi. Promuove l'educazione civica e il rispetto nelle scuole, chiedendo che venga istituita come nuova materia l'educazione alle emozioni.
Oltre a ciò, la Fondazione offre sostegno legale, psicologico e socio-economico alle vittime di abusi, collaborando con enti, istituzioni e organizzazioni per rendere la società più sicura.

La Fondazione si impegna a mantenere viva la memoria di Giulia, diffondendo i suoi ideali: amore, speranza, coraggio, voglia di vivere e altruismo; promuovere un cambiamento; sviluppare strumenti per analizzare le radici della violenza e stimolare interventi; supportare le donne vittime di violenza; promuovere la collaborazione; costruire un futuro inclusivo, dove tutti possano sentirsi sicuri. [34]

Femminicidio[modifica]

La violenza di genere spesso diventa letale, sfociando nel femminicidio. Il femminicidio consiste nell’uccisione di donne in quanto donne, causata da ideali patriarcali e misogini, che sono gli stessi che provocano la violenza di genere. [35]

In Italia, è un problema significativo: secondo l’ISTAT nel 2022, dei 322 omicidi verificatisi, 126 avevano come vittime delle donne, uccise in ambito familiare o di relazioni sentimentali. [36]

In generale, il termine “femminicidio” si riferisce alla consapevolezza di un’implicazione letale della disuguaglianza di genere, che porta le donne, considerate inferiori, a subire maltrattamenti di ogni tipo (fisici, psicologici, economici e sociali) che spesso ne provocano la morte.

Note[modifica]

  1. UN-Women: Ending violence against women.
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità, Violence against women prevalence estimates, 2018.
  3. ISTAT, Indagine sulla violenza contro le donne, 2020.
  4. Declaration on the Elimination of Violence against Women (1993)
  5. Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, I Commissione "Affari costituzionali" della Camera dei Deputati Roma, 25 ottobre 2017.
  6. Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, I Commissione "Affari costituzionali" della Camera dei Deputati Roma, 25 ottobre 2017. Pag 15
  7. Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, I Commissione "Affari costituzionali" della Camera dei Deputati Roma, 25 ottobre 2017. Pag 16
  8. Violenza di genere: partire dalla scuola per creare la società di domani, Ida Diana Marinelli (4 dicembre 2023)
  9. The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 1.
  10. UN-Women: Ending violence against women.
  11. Enciclopedia dell'antico
  12. Le donne nell'Antica Roma: che ruolo avevano, Andrea Bosio
  13. "La condizione della donna nel Medioevo", Giovanna Barbieri
  14. Essere donna nell'Italia del Rinascimento, Abel De' Medici
  15. Tappe della parità di genere
  16. UN-Women: Ending violence against women.
  17. Organizzazione Mondiale della Sanità, "Violence against women prevalence estimates," 2018.
  18. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 4.]
  19. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 5.]
  20. The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 6.
  21. Violence Against Women in the United States: Statistics (19 febbraio 2009).
  22. Violence Against Women in Latin America: The Multiple Facets of a Pervasive Issue
  23. "La violenza sulle donne in Africa", Alice for the children (30 marzo 2022).
  24. "La condizione della donna in India: tra tradizione e modernità", Giorgia Smaldone
  25. [Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007]
  26. ISTAT, "Indagine sulla violenza contro le donne", 2020.
  27. Violenza contro le donne e femminicidi, tutti i numeri da sapere sul fenomeno
  28. ISTAT, "Indagine sulla violenza contro le donne",m2020.
  29. Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra e tutto quello che c'è da sapere- Save the Children
  30. Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra e tutto quello che c'è da sapere- Save the Children
  31. 1522- Numero Anti Violenza e Staling
  32. UDI
  33. D.I.Re
  34. Fondazione Giulia.
  35. Barbara Spinelli, Femminicidio, in Enciclopedia Italiana - IX Appendice, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2015.
  36. "Femminicidi in Italia: la maggioranza degli autori sono italiani" di Claudio Pasqua (24 Novembre 2024)

Bibliografia[modifica]

- Femminicidio - Enciclopedia - Treccani - https://www.mondadorieducation.it/risorse/media/secondaria_secondo/greco/enciclopedia_antico/lemmi/condizione_femminile.html

- https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/

- The Role of Women During the Italian Renaissance

- https://www.storicang.it/a/essere-donna-nellitalia-rinascimento_15103?form=MG0AV3

- FADING SHADOWS: Dark Reality of DOMESTIC VIOLENCE

- Le donne nel Novecento. Emancipazione e differenza di genere - ppt scaricare

- Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale

- https://mondointernazionale.org/post/la-donna-e-lasia

- Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007

-https://www.unwomen.org/en?form=MG0AV3 - https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/pdfs/mm7334a4-H.pdf

- http://udinazionale.org/

- https://www.direcontrolaviolenza.it/

- https://fondazionegiulia.org/

- https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/violence-against-women?form=MG0AV3

- https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/il-numero-delle-vittime-e-le-forme-di-violenza/ ISTAT

- https://www.ohchr.org/en/instruments-mechanisms/instruments/declaration-elimination-violence-against-women

- https://www.istat.it/wp-content/uploads/2017/10/A-Audizione-parit%C3%A0-di-genere-25-ottobre_definitivo.pdf

- https://magazine.igeacps.it/violenza-di-genere-partire-dalla-scuola-per-creare-la-societa-di-domani/?form=MG0AV3

- https://www.tortuga-econ.it/2024/03/07/violenza-contro-le-donne-il-fenomeno-attraverso-i-dati-tutti-i-numeri-da-sapere/?form=MG0AV3

- https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf

- https://now.org/resource/violence-against-women-in-the-united-states-statistic/?form=MG0AV3

- https://datapopalliance.org/violence-against-women-in-latin-america-the-multiple-facets-of-a-pervasive-issue/?form=MG0AV3

- https://aliceforchildren.it/2022/03/30/violenza-sulle-donne-in-africa/?form=MG0AV3

- https://www.voanews.com/a/kenya-records-7-000-cases-of-violence-against-women-since-september-2023/7911373.html?form=MG0AV3

- https://www.losbuffo.com/2017/05/15/la-condizione-della-donna-india-tradizione-modernita/?form=MG0AV3

- https://www.unwomen.org/en/what-we-do/ending-violence-against-women?form=MG0AV3

- https://www.1522.eu/

- https://www.savethechildren.it/blog-notizie/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-perche-si-celebra-tutto-quello-che-c-e-da-sapere