Chiesa e convento di Santa Maria in Selva

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La chiesa e convento di Santa Maria in Selva sono due edifici religiosi costruiti nel XIII secolo e situati nell’omonima frazione del comune di Buggiano, in provincia di Pistoia.

Storia

L'inurbamento degli Ordini Mendicanti nella seconda metà del XIII secolo ha portato i frati agostiniani dell'Heremotorium de Cerralto a fondare il complesso religioso nella selva della pianura di Buggiano, da cui prese il nome. I frati costruirono la chiesa e il piccolo convento, formato da un chiostro e da una stanza adibita a dormitorio, lungo l'antica strada medievale delle Cerbaie (oggi via Livornese). Nel XIV secolo, lo sviluppo del complesso è stato rallentato da eventi politici e naturali, quali la Battaglia di Montecatini (1315), il saccheggio della città di Buggiano ad opera di Castruccio Castracani (1316) e l'epidemia di peste nera (1348). Nel XVI secolo, la bonifica granducale della pianura di Buggiano ha favorito la nascita della frazione di Santa Maria in Selva attorno al complesso religioso. Lo sviluppo urbanistico del XVIII secolo ha portato alla costruzione della Strada Regia Traversa della Valdinievole (oggi via Buggianese) sul lato opposto agli edifici religiosi. L'intersezione di questa strada con quella delle Cerbaie ha definito la forma triangolare del prato adiacente alla chiesa. Successivamente, gli edifici sono stati ampliati e abbelliti fino alla chiusura del convento, dovuta alla soppressione degli ordini religiosi da parte del governo francese (1808) e italiano (1866). Dopo una lunga trattativa con il comune, il 2 aprile del 1883 Padre Benigno Pera ha ristabilito la comunità dei religiosi, acquistando il convento per 15.000 lire. Durante il XX secolo, invece, il convento è stato adibito a ospedale militare (dal 1914 al 1918), poi a istituto ecclesiastico (dal 1959 al 1962) e, infine, a scuola elementare (dal 1974 al 1992). Nel 2023 i frati dell'Ordine di Sant'Agostino hanno lasciato definitivamente il convento, ponendo fine a una presenza durata più di 750 anni.

Descrizione convento

Esterno

Prato

Il prato, adiacente al complesso religioso, è stato per lungo tempo conteso tra i frati del convento e il comune di Buggiano. Nel 1765 la contesa della proprietà si è trasformata in un processo giudiziario. In quell’anno, i frati costruirono un muretto perimetrale al prato e il comune protestò, rivendicandone l'uso pubblico. In seguito, entrambe le parti presentarono a processo vari documenti storici, tra i quali: l'elenco dei beni del convento (incluso il prato) da parte dei frati e una delibera del 1723, che confermava l'uso pubblico del prato, da parte del comune. L'accesa discussione tra le parti si interruppe nel 1808 con la soppressione del convento, ma riprese con la riappropriazione del prato da parte della comunità religiosa, ristabilitasi nel convento. Il processo si concluse definitivamente nel 1866 con il passaggio del prato alla proprietà comunale.

Interno

Sala Capitolare

Scoperta nel 1952, la sala capitolare conserva ancora la facciata originale in mattoni. La facciata, in stile romantico, presenta al centro una porta d'ingresso con ai lati due finestre con doppia apertura, sulle quali poggiano archi a tutto sesto. Le finestre laterali sono divise da una colonnina in pietra serena con capitello e basamento decorati con motivi a foglie d'acanto. All'interno della sala si trovano mobili d'epoca, ceramiche e un dipinto seicentesco a olio su tela raffigurante la Vergine Annunziata.

Chiostro

Il chiostro, anche detto "del Brunelleschi", è situato all'interno del convento di Santa Maria in Selva. Probabilmente costruito da Andrea Cavalcanti, detto “il Buggiano”, presenta una pianta quadrata e uno stile rinascimentale. Il chiostro è delimitato da un corridoio coperto da volte a crociera e sostenuto da colonne in pietra serena che sorreggono il piano superiore. Il colonnato poggia su un muro basso, caratterizzato da due aperture. In passato, questo passaggio facilitava il collegamento dagli alloggi dei forestieri alla sala capitolare. La pavimentazione del chiostro è ricoperta da lastre di pietra irregolari che favoriscono lo scorrimento dell'acqua piovana. Sulla parete sud vi sono i resti di un portale monumentale che un tempo collegava il chiostro agli orti del convento. Alla fine del 2001 è stato restaurato e dotato di un sistema di illuminazione.