Luciano Ligabue

Da Unipedia.

Luciano Ligabue è un artista musicale, regista cinematografico e scrittore che ha caratterizzato la scena artistica degli anni novanta.

Biografia

Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo 1960, dai genitori Giovanni Ligabue (detto “Giuanin”) e Rina Iotti (detta “La Rina”). Nato da un parto difficile, affronta fin da subito alcune complicanze mediche: viene operato a circa 18 mesi di peritonite e a cinque anni si sottopone a una tonsillectomia, intervento mal eseguito che gli provoca un’emorragia a cui però i medici pongono tempestivamente rimedio.

I genitori decidono di iscriverlo nella squadra di calcio dei Pulcini della Correggese, dando inizio, all’età di nove anni, alla sua “carriera” calcistica. Nel tempo farà anche dei provini per altre squadre, ma la necessità di trasferirsi per proseguire in questo ambito lo frenerà, rimanendo nella prima squadra della Correggese. Rimarrà sempre velatamente legato a questo aspetto della sua vita, difatti anche da adulto e già musicalmente avviato si iscriverà alla Nazionale Cantanti come mediano, salvo poi rinunciare per paura di farsi male e dover rinunciare ai concerti. Si ritira non senza rammarico.

Nel 1970 nasce suo fratello, Marco, che nonostante la grande differenza di età lo sosterrà sempre nella sua carriera da musicista, gestendo i suoi fanclub e vari merchandising.

Si iscrive alla scuola di ragioneria e qui un professore lo riconosce come il nipote di Marcello Ligabue, elemento di rilievo della Resistenza di Correggio. Apprendere questa notizia all’età di quattordici anni lo scuote, in quanto suo nonno non si era mai pronunciato in merito, ma gli permette di interpretare diversamente la sua figura. Lo stesso professore gli farà poi scoprire una certa passione per la letteratura, che però non coltiverà proseguendo gli studi ma solo scrivendo autonomamente libri in età adulta. Dopo il diploma, quindi, parte per la leva militare a Belluno. Ligabue affronterà questo periodo con difficoltà, in quanto il nonnismo e i maltrattamenti sono molto frequenti e gli faranno accumulare sentimenti di rabbia e voglia di riscatto, che lo aiuteranno nei primi tentativi di carriera musicale. Successivamente si impegna in molti lavori, più o meno aderenti ai suoi studi, sempre tenendo presente il suo obiettivo di fare successo con la musica.

La prima donna importante della sua vita è Donatella Messori, sua prima moglie, che però ci tiene che venga rispettata la sua privacy. Quando si sposano (1991), infatti, Ligabue ha già iniziato ad acquistare fama come cantautore e la moglie, pur supportandolo, non vuole essere vista solo come “la moglie di…”, anche se man mano che il tempo passa e la fama aumenta, questo diventa più difficile. Assieme a lei deve affrontare molte sfide: il terremoto di Correggio che provocò danni ingenti alla città, le difficoltà che comportavano i concerti e la carriera di Luciano e, più di tutto, la perdita dei due gemellini per aborto spontaneo. Questo evento disturba molto gli equilibri della coppia e porta Donatella a cadere in uno stato depressivo dal quale uscirà con molto impegno e fatica di entrambi. Riescono, però, a riprovarci e a riuscirci, mettendo al mondo Lorenzo Lenny Ligabue, il 27 maggio 1998.

La vita di Ligabue subisce un brusco cambiamento quando, nel 2000, scopre della malattia del padre, che purtroppo ne rimane vittima all’età di 71 anni. Questo evento crea subbuglio anche nella vita di coppia del cantante che, nel frattempo, ha già subito le conseguenze di tutti gli eventi passati, portando i due alla separazione nel 2002. È in questo periodo che incontra la sua attuale moglie, Barbara Pozzo, dalla quale avrà una figlia che chiameranno Linda nell’agosto del 2004. In seguito, anche con la Pozzo perderanno il secondo figlio. La carriera del cantante si ferma momentaneamente nel momento in cui gli viene trovato un problema alle corde vocali, per il quale si opera nel 2017. Riprenderà i suoi concerti tempo dopo, superate le paure iniziali di non poter cantare più.

Nel 2020, al compimento dei sessant’anni, come tutti rimane coinvolto nella quarantena per il Covid-19, vedendosi di nuovo costretto ad arrestare i concerti fino a giugno 2022, ritornando sul palco con il concerto a Campovolo e continuando la sua carriera.

Carriera letteraria

La prima vera produzione letteraria di Luciano Ligabue risale al 1997, quando scrive il suo romanzo dal titolo “Fuori e dentro il borgo”: è una raccolta di racconti sul posto in cui è cresciuto e vissuto, Correggio. Lo stile del “racconto” sarà ancora presente nei libri successivi, in quanto permette all’autore di avere più ampia libertà espressiva.

Torna a scrivere nel 2004, con il romanzo “La neve se ne frega”. Con questo libro l’autore crea un mondo distopico, in cui la vita si percorre dalla vecchiaia alla giovinezza, narrando le vicende di una coppia che si interfaccia con il controllo da parte del governo.

“Lettere d’amore nel frigo”, poi, esce nel 2006: non si tratta di un racconto ma di una raccolta di 77 poesie scritte dall’autore senza però avere una morale. Ligabue con queste poesie ripercorre nuovamente la sua esperienza di vita.

Un’ulteriore raccolta di racconti la scrive nel 2012, facendo uscire “Il rumore dei baci a vuoto”. Il titolo, secondo l’autore, rimanda al “rumore che facciamo per richiamare i gatti” ed è anche il titolo di uno dei racconti contenuti in quest’opera. Sono prevalentemente storie che riguardano le difficoltà della vita e i diversi modi con cui vengono superate.

Scrive poi “Scusate per il disordine”, l’ultima serie di racconti racchiusi in un libro. Questa volta l’argomento è di nuovo la vita di provincia vissuta dall’autore, ma stavolta con più accenni alla vita musicale. I protagonisti, infatti, hanno tutti a che fare con le varie professioni che possono esistere in quest’ambito.

L’ultimo libro è un’autobiografia, “Una storia”, uscito nel 2022. In questa produzione Ligabue si racconta in prima persona, esaminando eventi e situazioni che hanno influenzato la persona che è oggi, in minima o in larga parte. Non abbandona però lo stile del racconto, che usa proprio per fare una sorta di “bilancio” delle sue esperienze.

Carriera cinematografica

La sua passione per il cinema gli viene trasmessa dal padre, il quale lo ha portato con sé fin dalla tenera età nelle sale cinematografiche e nei teatri.

Il primo film in cui Ligabue fa da regista è ispirato al suo primo libro, “Fuori e dentro il borgo”. Viene contattato da Domenico Procacci, un produttore cinematografico, che di questo libro vuole farne un film. È un grosso rischio per la carriera dell’autore che prima di quel momento non aveva mai avuto a che fare con questo mondo, infatti nella scrittura della sceneggiatura e nelle riprese viene affiancato da un esperto. Il titolo del film è “Radiofreccia” e viene registrato interamente a Correggio, uscendo nelle sale nel 1998.

Si cimenta nuovamente nella direzione di un altro film nel 2000, quando decide di voler ripercorrere le sue esperienze adolescenziali. Nasce così il film “Da zero a dieci”, che uscirà nelle sale nel 2002 dopo le riprese sulla riviera romagnola. Le riprese di questo film sono state per Ligabue molto sofferte, in quanto nello stesso periodo si ammala il padre e l’autore non riesce a godersi l’esperienza come vorrebbe.

Il suo terzo e ultimo film, “Made in Italy”, lo produce molto tempo dopo, nel 2018: trovatogli il problema alle corde vocali, per ovviare alle paure di non poter più cantare, si impegna nella scrittura e registrazione del film. Ancora una volta gira le scene, per la maggior parte, nella sua provincia. Per lui è un ritorno al passato che gli permette di distrarsi sia dalle sue preoccupazioni, sia dal fatto che il film precedente abbia coinciso con la morte del padre.

Carriera musicale

La musica è stato sempre un punto di riferimento importante per Luciano Ligabue, ma è diventata parte integrante della sua esistenza quando, in preadolescenza, il padre gli regala la sua prima chitarra. Inizia così a imparare gli accordi e tutte le accortezze per suonare, prevalentemente come autodidatta.

Per portare avanti questa passione nella musica in ogni sua sfaccettatura, il futuro cantautore si cimenta in adolescenza anche nelle radio: entra a far parte prima di Radio Fazzano (ribattezzata in seguito “Radio King”), parlando quasi sempre di musica, poi si unisce a Radio Attiva, ancora con lo stesso scopo e le stesse modalità “caserecce” della prima, e infine a Studio Sei, ma solo diversi anni dopo. Si dedica in questo periodo alla stesura delle prime canzoni, che però rimarranno nel repertorio di un Ligabue solista e inesperto.

Durante l’anno di leva militare a Belluno viene convocato alla Siae, alla quale aveva fatto richiesta di ammissione poco tempo prima, per una prova. Inizialmente viene rifiutato, ma in un secondo momento viene accettato fra gli iscritti. Continua a scrivere canzoni che tiene private, ma riesce ad ottenere la possibilità di fare l’apertura al concerto di Gino Paoli, facendo per la prima volta la sua comparsa su un palco all’età di 21 anni.

Nonostante i diversi lavori che fa, si concentra sempre sulla sua musica, scrivendo canzoni da cantare alle serate con gli amici: sono canzoni dal contenuto prevalentemente ludico e demenziale, in quanto, appunto, destinate a un pubblico di conoscenti. Viene però notato sempre di più come “cantautore correggese”, motivo per cui viene, una seconda volta, chiamato per una serata. Altri ancora iniziarono a chiamarlo e, per la prima volta, a pagarlo per queste esibizioni. Con i primi soldi guadagnati si compra una chitarra elettrica e, strada facendo, compra altro materiale, ma sempre di seconda mano. Continua a suonare da solista fin quando non incontra quello che sarà il suo manager e amico, Claudio Maioli. Rimarrà con Ligabue sin dalle prime canzoni per tutta la sua carriera: lascerà il suo posto solo nel febbraio del 2024, dopo quarant’anni.

Gli sforzi di Maioli e Ligabue, all’inizio, sembrano non dare i risultati sperati, infatti si recano da molti artisti e produttori nella speranza di trovare qualcuno che faccia un contratto al cantautore, ma ricevono solo rifiuti. Cambia tutto quando Maioli riesce a farsi ricevere da Pierangelo Bertoli, il quale alla fine approva la sua musica, ma gli consiglia di non suonare da solista. È così che nasce il primo gruppo di Ligabue: si uniscono gli Orazero, un gruppo rock che cercava un cantautore, con i quali il cantante si cimenta, all’età di ventisette anni, nel suo primo vero concerto a Correggio. Insieme fanno altri concerti e, soprattutto, il primo videoclip, nel quale si trovano all’esterno della sede del Parmigiano Reggiano e cantano “Anime in Plexiglass”. Il gruppo, però, va incontro a divergenze personali e, due anni dopo la loro unione, si sciolgono, lasciando il cantante di nuovo senza gruppo.

Dopo diverse ricerche, grazie all’aiuto di Gigi Cavalli Cocchi, Ligabue trova un gruppo di musicisti, i ClanDestino, con i quali incide il suo primo album, finanziato e prodotto da Angelo Carrara, nel 1989. Si inizia quindi a parlare di lui, sia in tv, ad esempio in una puntata del “Maurizio Costanzo Show”, sia negli articoli di giornali di una certa rilevanza come “il Messaggero”. La sua carriera va avanti, Ligabue e i ClanDestino incidono altri due album nel giro di 4 anni, ma questo percorso subisce una brusca frenata dopo l’uscita del terzo, che inizialmente non viene apprezzato. Nel frattempo anche i rapporti con Carrara si sgretolano e ciò porta infine a una separazione dal loro iniziale accordo. Si separa più o meno nello stesso periodo anche dai ClanDestino, in quanto questi ultimi avevano ancora un vincolo legale con Carrara.

Ligabue rimane pertanto per la seconda volta senza musicisti, ma riesce a trovare un altro produttore, Fabrizio Barbacci, e altri musicisti, i definitivi: Claudio Golinelli (al basso), Federico Poggipollini (chitarra), Roberto Nanni (batteria) e Michele Rinaldi (chitarra e batteria). Con loro, esce l’album “Buon compleanno, Elvis!” (1995), produzione che fa definitivamente decollare la carriera del cantante.

Nel 1999 il cantante va incontro a una crisi che gli fa pensare di ritirarsi: non riesce a sopportare le etichette che gli vengono date, i paparazzi, i giudizi minuziosi dei giornalisti (con i quali, peraltro, arriverà allo scontro alla presentazione di un suo album), i severi esami di coscienza e la paura di “tramontare” di nuovo. Ligabue riesce a superare definitivamente l’idea del ritiro poco tempo dopo, ricordandosi il ruolo che ha la musica per lui e per il suo modo di esprimersi: nelle canzoni mette parte delle sue esperienze personali che solo la musica può permettergli di esternare.

Con il primo concerto a Campovolo nel 1997, Ligabue batte il record europeo per numero di biglietti venduti fino a quel momento. Questo concerto diventa un simbolo della sua carriera, tanto che da quel momento in poi l’arena di Campovolo verrà prevalentemente associata a lui e diventerà il principale luogo di connessione con i fan. I concerti sono per lui una valvola di sfogo, per questo soffrirà molto durante la pandemia quando glieli spostano per ben due volte. Riesce a tornare sul palco, ancora una volta a Campovolo, nel giugno 2022, e per lui sarà come riprendere fiato.

Il suo album più recente risale al 2023, dal titolo “Dedicato a noi”.

Bibliografia