Omicidio di Elisa Claps
L’omicidio di Elisa Claps è uno dei casi di cronaca nera più conosciuti, avvenuto in Italia il 12 settembre 1993. Il caso in questione vede come vittima Elisa Claps, una studentessa di soli 16 anni, uccisa da un uomo, della quale ella si fidava: Danilo Restivo, di anni 21, che venne incarcerato solo molti anni successivi al fatto, dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, il 17 marzo 2010.
Vita
Elisa Claps nacque il venerdì del 21 gennaio 1977 a Potenza, capoluogo della Basilicata, in una famiglia di umili origini. Figlia di Antonio Claps, tabaccaio, e di Filomena Iemma, impiegata, Elisa aveva anche due fratelli maggiori: Gildo e Luciano Claps, rispettivamente di 25 e 22 anni all’epoca dei fatti e con i quali aveva un rapporto molto stretto, specialmente con il primogenito, studente di legge. Infatti, proprio quest’ultimo, negli anni a seguire la scomparsa della giovane, non smise mai di ricercare la verità su ciò che era capitato alla sorella, fondando anche, nel 2002, un’associazione in suo onore, con il nome di “Penelope”, che si impegnava a dare sostegno a tutte le famiglie che si ritrovano catapultate nel limbo della scomparsa di un proprio caro o amico[1]. I fratelli, pur sapendo che la sorella fosse già responsabile e indipendente di suo, vegliavano su di lei come angeli custodi, coccolandola e aiutandola sempre. La ragazza era una giovane e diligente studentessa e frequentava il terzo anno del liceo classico di Potenza. Nonostante la giovane età, Elisa aveva già le idee chiare: una volta conseguito il diploma di scuola superiore, avrebbe intrapreso gli studi di medicina, con l’ambizione di lavorare in Africa, unendosi ai Medici senza frontiera [2], desiderio che però non le è stato concesso di realizzare. I familiari la ricordano anche come una ragazza dal cuore buono e dal sorriso smagliante e coinvolgente. È sempre stata molto credente e aveva una grande fede in Dio. Amava frequentare gli ambienti ecclesiastici, infatti andava religiosamente a messa tutte le domeniche, nella vicina chiesa di San Michele, dove partecipava alle funzioni religiose e cantava anche nel coro. Ironia della sorte, Elisa morì ingiustamente nella casa del Signore, a cui lei era tanto devota.
Scomparsa
La sera di sabato 11 settembre del 1993, Elisa stava preparando lo zaino per la scuola. Era molto contenta, perché quello stesso giorno aveva superato l’esame di riparazione di greco, e di conseguenza era entusiasta di iniziare a frequentare il terzo anno di superiori, insieme ai suoi compagni. Ad un certo punto però il telefono di casa squillò, dunque Elisa si precipitò tempestivamente a rispondere. Aldilà della cornetta si sentì una voce maschile, quella di Danilo Restivo. Egli era figlio del direttore della Biblioteca nazionale di Potenza e conoscente di Elisa. Da coloro che lo conoscevano, veniva rappresentato come un uomo disturbato e con evidenti problemi di socializzazione: veniva sempre respinto dai suoi coetanei e preso in giro per il modo di comportarsi e relazionarsi. Anzi, quelle poche volte che lo faceva, le persone, soprattutto le ragazze, ne erano infastidite, quasi intimorite. Danilo quella sera decise di chiamare Elisa, proponendole un appuntamento per il giorno seguente, davanti la chiesa della Santissima Trinità, con la scusa di volerle consegnare un regalo, per gli esami di riparazione che lei aveva superato, e anche per farsi dare dei consigli riguardo una ragazza, di cui lui si era invaghito [3]. La giovane, di indole buona e gentile, seppur non gradisse la sua compagnia, forse spinta da commiserazione non riuscì a negare l’invito e perciò acconsentì a incontrarsi l’indomani.
Il 12 settembre, la famiglia Claps aveva in programma, ormai da tradizione, un pranzo domenicale nella loro casa di campagna nell’agro di Tito Scalo, in periferia di Potenza, dove Elisa avrebbe dovuto raggiungerla, insieme a suo fratello Gildo, non appena conclusasi la celebrazione religiosa. Elisa, dunque, quella stessa mattina uscì di casa accompagnata dalla migliore amica, Eliana De Cillis, che Elisa, d’accordo con la madre, aveva precedentemente invitato al pranzo familiare. Le due quindi si incamminarono verso la chiesa della Santissima Trinità, dove l’amica lasciò Elisa da sola, in modo tale che potesse incontrare Danilo, dandole poi appuntamento in un bar vicino per potersi rincontrare in un secondo momento.
Da quando la giovane mise piede in quella chiesa, per incontrarsi con quello che lei credeva un ragazzo innocuo, non si ebbero più notizie di lei. Infatti, suonate le campane di mezzogiorno, Eliana, non vedendo l’amica uscire dalla chiesa stessa, si iniziò a preoccupare e decise quindi di recarsi presso casa Claps, comunicando la notizia al fratello maggiore di Elisa, Gildo, che stava aspettando la sorella all’interno della casa stessa, per poi potersi recare al pranzo atteso. Trascorse le ore, della studentessa ancora non c’erano tracce e, grazie alla testimonianza dell’amica di Elisa, Eliana, si scoprì finalmente il nome del ragazzo con cui la giovane scomparsa si era incontrata la domenica mattina, ovvero Danilo Restivo. Da questo momento in poi iniziarono le ricerche imperterrite di Elisa Claps, il cui corpo venne rinvenuto solo 17 anni dopo, nella medesima chiesa da cui lei non uscì mai.
Indagini
La scomparsa di Elisa, ha congelato la vita dei suoi familiari. La madre smise di lavorare, mentre i fratelli, ormai impegnati a cercarla tra le vie di Potenza, abbandonarono gli studi per un po’ di tempo. Infatti, il giorno stesso della sparizione, i fratelli di Elisa si recarono subito presso casa della famiglia Restivo, esigendo di parlare immediatamente con Danilo, l’ultimo ad aver incontrato Elisa quella mattina. Dopo la conversazione, non tanto fruttuosa, che i fratelli Claps intraprendono con Danilo, si incamminarono verso la chiesa, in cui la giovane 16enne fu vista per l’ultima volta prima di sparire nel nulla. Entrando all’interno della casa del Signore, si accorgono della presenza di una porta dietro l’altare, che portava ai piani superiori della chiesa stessa. Quest’ultima però non poteva essere aperta, poiché il possessore delle chiavi, il parroco stesso della chiesa, don Mimì, era andato via subito dopo la celebrazione religiosa fatta da lui. Il parroco, inoltre, vieterà poi anche in seguito l’apertura della medesima porta.
Gildo e Luciano sapevano benissimo che da soli, senza l’aiuto delle forze dell’ordine, non ce l’avrebbero mai fatta, quindi decisero di affiancarsi alle squadre di polizia, per accelerare i tentativi di ricerca. Raccontarono loro tutta la vicenda, facendo ricadere i loro sospetti su Danilo Restivo fin da subito. Nonostante questa segnalazione, le ricerche non partono immediatamente: da protocollo, i familiari di persone scomparse possono denunciarne l’accaduto solo dopo il giro di 48 ore, nel caso la persona che non si trova ritorni di sua spontanea volontà.
In tutto quel tempo, in tanti credettero alla versione raccontata dagli agenti delle forze dell’ordine, i quali vedevano la scomparsa della giovane come un semplice caso di allontanamento volontario. La famiglia Claps, conoscendo bene Elisa, non riteneva plausibile una tale versione della storia, continuando a lottare con tutte le loro forze per scoprire la verità. Oltre ciò, la figura di Danilo si era ormai formata e finì per essere nota anche agli agenti: era un ragazzo molto enigmatico, importunava le donne, corteggiandole in maniere insistente e con la strana abitudine di tagliare loro di nascosto ciocche di capelli, per poi conservarle accuratamente[4].
Le indagini vennero affidate alla PM Felicia Genovese e partirono proprio da Restivo. Gli agenti si recarono presso la sua casa, dove vennero accolti dal padre Maurizio, il quale comunicò loro che il figlio era da poco partito per Napoli, per sostenere un esame, e che sarebbe dunque rincasato il giorno successivo. Una volta tornato a Potenza, Danilo, insieme al padre e all’avvocato, si dirige presso la questura. Durante l’interrogatorio, il 21enne dichiarò la sua versione, ovvero di essere rimasto a parlare con Elisa, dietro l’altare, prima ancora che la messa iniziasse, e di averla poi vista uscire dalla chiesa, mentre lui era rimasto all’interno di quest’ultima per pregare. Gli inquirenti notarono inoltre una ferita sul dorso della mano del ragazzo (quasi paragonabile ad un taglio provocato da lama), che Danilo si era procurato poche ore successive alla scomparsa di Elisa. Agli agenti però egli disse di essere in realtà caduto su delle scale mobili in rifacimento, in un cantiere nei pressi di Potenza, quando una scheggia di metallo si era conficcata tra pollice e indice, provocandogli quella strana ferita e sporcando quindi i vestiti di sangue. Questa storia da lui raccontata però faceva acqua da tutti i pori per vari motivi. Innanzitutto nessuno lo vide mai avvicinarsi al cantiere di cui lui parlava. In secondo luogo, non appena Danilo tornò a casa, la mattina del 12 settembre, venne accompagnato dalla sorella in ospedale per curarsi quella brutta ferita e, il medico che lo visitò, confermò il fatto che quella fosse una ferita da taglio e non frutto di una caduta dalle scale. La polizia quindi chiese alla famiglia Restivo di poter esaminare i vestiti insanguinati, che Danilo indossava il giorno della presunta caduta, ma questi ultimi, come disse il padre, erano già stati lavati, quindi gli agenti se ne andarono a mani vuote.
Per tutto il tempo che era rimasto a Potenza, il 21enne potentino aveva tentato in tutti i modi di depistare le indagini: da una postazione computer di una sala giochi mandò un’email all’indirizzo di posta elettronica della famiglia Claps, in cui comunicava loro che Elisa in realtà stava bene e non voleva essere cercata[5]. Intanto, per fargli cambiare aria, il padre gli trovò un impiego a Roma, che poi lascerà per trasferirsi a Rimini, dove continuò comunque a molestare ed importunare le donne.
Nel 1999, un pentito mafioso collegato alla ’ndrangheta, Gennaro Cappiello, diventò un collaboratore di giustizia e nelle sue dichiarazioni parlò anche del caso di Elisa Claps, soprattutto concentrando il suo discorso sulla PM Felicia Genovese. Egli disse infatti che il padre di Restivo, Maurizio, avrebbe offerto al marito della Genovese una somma molto cospicua di denaro, in modo tale che l’uomo potesse condizionare la moglie a influire le indagini su Danilo stesso[6]. Queste accuse vennero considerate infondate ma nonostante ciò, per una questione di maggiore sicurezza, il fascicolo del caso Claps venne spostato dalla procura di Potenza a quella di Salerno, con la creazione di una nuova squadra investigativa e un nuovo capo delle indagini, Barbara Strappato. Le indagini quindi ripartirono e una delle prime cose fatte fu perquisire casa dei Restivo e gli interni della chiesa della Santissima Trinità, senza però trovare prove.
Ritrovamento del corpo
17 anni dopo la scomparsa di Elisa, precisamente il 17 marzo 2010, durante i lavori di ristrutturazione nella chiesa della Santissima Trinità, i resti del corpo della giovane vennero rinvenuti nel sottotetto della chiesa, da cui Elisa non mise più piede fuori. Oltre al cadavere, sono stati trovati anche frammenti dei suoi beni personali, tra cui reggiseno e jeans strappati, che fecero presumere un’aggressione a sfondo sessuale, da cui la ragazza tentò di sottrarsi, ribellandosi con tutte le sue forze rimanenti. Dalla perizia sul cadavere, si verificò la brutalità con cui la giovane venne uccisa: fu colpita 13 volte al torace e al collo, anteriormente e posteriormente, con un’arma da taglio (presumibilmente un coltello) e soffocata. Inoltre, fonti giudiziarie rivelarono che alla ragazza sono state tagliate alcune ciocche di capelli e questo quindi strinse il cerchio intorno a Danilo Restivo.[7] Quest’ultimo ormai da molti anni viveva in Inghilterra, a Bournemouth, insieme alla compagna Fiamma Marsango, ma la sua fuga non durò a lungo. Infatti, due giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Elisa, Restivo venne fermato dalla polizia inglese con l’accusa di omicidio della vicina di casa, Heather Barnett, 48enne sarta e madre single di due figli, avvenuto nel 2002.
Processi
Il 7 marzo 1995, Restivo venne accusato dalla polizia per falsa dichiarazione al PM, ovvero di aver mentito sulle dichiarazioni riguardo alla scomparsa di Elisa, ma venne condannato a 2 anni e 8 mesi, che lui scontò facendo lavori socialmente utili. Nello stesso anno dovette affrontare un altro processo: quello per stalking, che però si concluse con una semplice multa da pagare. I processi successivi, tenuti a carico di Danilo Restivo, per le uccisioni di Heather Barnett e di Elisa Claps, si sono conclusi rispettivamente il 2011 e il 2014. Il primo tra i due, avvenuto in Inghilterra, ha inizio l’8 ottobre 2010 e terminerà a maggio 2011. Il processo in Italia di primo grado dura all’incirca tre giorni, dall’8 all’11 novembre 2011 e si concluderà, con i gradi successivi, definitivamente nell’ottobre 2014 con la conferma della condanna. [8]
Condanne
La corte d’appello di Londra, dopo la prima sentenza annunciò il carcere a vita per l’imputato, Danilo Restivo, il quale successivamente, nel 2014, ricorre in appello contro questa sentenza e la pena venne abbassata ad un periodo di reclusione, pari a 40 anni, per l’omicidio di Heather Barnett.[9] Anche la corte di Salerno, il 27 maggio dello stesso anno, dispone l’arresto del 39enne potentino, accusandolo dell’omicidio di Elisa Claps e successivamente condannandolo a 30 anni di carcere. [10] Attualmente Danilo Restivo sta scontando la sua pena di 40 anni nel penitenziario “HM Prison” di Full Sutton di Londra. Al termine di questa, egli verrà poi trasferito al carcere di Salerno, dove sconterà la condanna inflittagli per l’uccisione della giovane studentessa Elisa, pari a 30 anni di reclusione.
Influenza culturale
L’omicidio di Elisa Claps, fin dai suoi primi riscontri, suscitò molto sdegno e attenzione da parte dell’intera comunità potentina, ma non solo: il suo intervento mediatico ha varcato le soglie della regione stessa, di cui Potenza è capoluogo, colpendo il cuore di un’intera popolazione nazionale e internazionale. Anche ad oggi, la storia di questa giovane ragazzina stupisce in molti, diffondendosi nelle conoscenze delle nuove generazioni tramite la serie di libri, documentari di cui è protagonista. Qui di seguito ne citiamo alcuni.
Documentari/SerieTv
- Cercando Elisa - Il delitto Claps, documentario trasmesso su Discovery+ nel 2021;
- Dove Nessuno Guarda - Il caso Elisa Claps, documentario in quattro puntate scritto e condotto da Pablo Trincia e Riccardo Spagnoli, prodotto da Sky TG24 e tratto dall'omonimo podcast;
- Per Elisa - Il caso Claps, miniserie TV di sei puntate, andata in onda su Rai 1 dal 24 ottobre e il 7 novembre 2023. Dal 25 luglio 2024, la miniserie è stata pubblicata anche su Netflix e PrimeVideo.
Podcast
- Indagini: Potenza, 12 settembre 1993 (2022), podcast in due puntate a cura di Stefano Nazzi;
- Dove nessuno guarda: il caso Elisa Claps (2023), podcast in otto puntate di Pablo Trincia per Chora Media;
- La scomparsa di Elisa Claps e Danilo, il parrucchiere di Potenza (2023) di Elisa De Marco.
Libri
- Per Elisa: Il caso Claps. 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni, scritto da Federica Sciarelli e con la testimonianza del fratello maggiore di Elisa, Gildo. La prima pubblicazione risale al 2011, dalla casa editrice Feltrinelli;
- Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità. Scritto da Tobias Jones e tradotto in italiano da Luca Fontana. La casa editrice “il saggiatore” lo pubblicò nel lontano 2012;
- Elisa Claps. Indagine nell'abisso della Chiesa della Trinità. Scritto da Fabio Amendolara e Fabrizio Di Vito e poi pubblicato dalla casa editrice EdiMavi nel 2023.
Note
- ↑ l'associazione Penelope in penelopeitalia.org
- ↑ i Medici senza frontiera in lanuova.net
- ↑ l'appuntamento con Danilo in fanpage.it
- ↑ la figura di Danilo Restivo in fanpage.it
- ↑ il depistaggio delle indagini in fanpage.it
- ↑ le indagini corrotte in corriere.it
- ↑ la perizia sul cadavere in corriere.it
- ↑ il processo in Italia in skytg24
- ↑ la sentenza inglese in skytg24
- ↑ la sentenza italiana in liberoquotidiano.it
Bibliografia
Federica Sciarelli, Gildo Claps, Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni, Milano, Rizzoli, 2011 Mariagrazia Zaccagnino, Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta, Avellino, Edigrafema, 2023 Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità, Potenza, EdiMavi, 2023