C'è ancora domani

Da Unipedia.

C'è ancora domani è un lungometraggio italiano registrato in bianco e nero uscito nelle sale cinematografiche il 26 ottobre 2023. Il film viene diretto, co-registrato e interpretato da Paola Cortellesi, facendo così anche il suo debutto come regista.

Questo film è stato distribuito, oltre che nelle sale cinematografiche italiane, anche nelle sale cinematografiche internazionali e venduto in ben 18 paesi quali Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Belgio, Grecia, Francia, Svizzera, Olanda, Danimarca, Svezia, Taiwan, Israele, Finlandia, Norvegia, Ungheria e Portogallo.

Trama

Il film viene ambientato a Roma nel 1946 e racconta la vita quotidiana della famiglia Santucci mettendo in risalto, soprattutto, la vita quotidiana di una donna In quegli anni. La famiglia Santucci è composta da: la madre Delia, il padre Ivano, la primogenita Marcella, gli altri 2 figli Sergio e Franchino e per finire dal padre malato di Ivano: Ottorino, di cui Delia si prende cura.

Ivano è un padre padrone, è un uomo violento e irascibile che deride e colpisce la moglie Delia fisicamente e psicologicamente, anche davanti a suo padre Ottorino, dal quale ha preso il carattere. D’altro canto la moglie Delia cerca di reggere le violenze subite dal marito perché crede di non avere nessuna voce in capitolo e cerca spesso conforto nell’unica persona dove trova momenti di pace e leggerezza: la sua amica Marisa

Marcella, la primogenita, non apprezza il comportamento della madre e comincia a scontrarsi con lei. Nel film Marcella si fidanza con un ragazzo: Giulio. Lei molto innamorata di lui non si accorge che Giulio, purtroppo, comincia ad assumere gli stessi comportamenti di Ivano, atteggiamenti che sua madre Delia, invece, ha notato. Lei vuole evitare il più possibile che sua figlia possa compiere scelte sbagliate e che possa fare la sua stessa fine, per tale ragione appiccò il fuoco al bar di famiglia di Giulio in modo che lui si possa allontanare dalla figlia.

Per via dello scontro avvenuto con sua figlia Marcella, Delia cominciò a pensare su se stessa e sulle scelte che prese durante la sua vita e si rese conto, alla fine, di quanto lei valesse come donna e prese la decisione di ribellarsi finalmente a suo marito Ivano. Dopo aver escogitato un piano con la sua amica Marisa, il 3 giugno 1946, decise di andare a votare, recandosi di nascosto alle Urne. Una volta arrivata a destinazione si accorge di essersi dimenticata a casa la tessera elettorale, ma fortunatamente, Marcella ha notato la tessera, ha capito quali fossero le intenzioni della madre e cercò di raggiungerla il più velocemente possibile. Delia, alla fine, riuscì nella sua impresa e in questo modo lei e tante altre donne che vivevano la sua stessa situazione, si ribellarono ai loro mariti.

Messaggio del film

Paola Cortellesi afferma in un’intervista che per la creazione del film si è basata sul racconto della vita vissuta, in buona parte, di sua madre e di sua nonna cercando di evidenziare i problemi dell’Italia che si affrontavano giorno dopo giorno in quegli anni: c’era molta povertà, le differenze sociali erano molto visibili ed era presente un sistema patriarcale. Questo sistema prevedeva che la donna fosse soggetta all’uomo, doveva dimostrare di essere una buona moglie che obbedisce agli ordini, una buona madre, una brava donna di casa e se disobbedivano dovevano “pagarne” le conseguenze: venivano minacciate, umiliate e violentate psicologicamente. Non avevano modo di far sentire la propria voce per colpa del sistema in cui erano prigioniere [5].

Quasi verso la fine del film arriva una lettera a casa di Delia intestata a lei, ma non si viene a sapere subito il contenuto di quella lettera, lasciando così “sulle spine” lo spettatore. Solo verso la fine si viene a scoprire che all’interno della busta c’era una scheda elettorale: le donne potevano votare per la prima volta, il 2 giugno 1946. Delia decise di andare a votare e ribellarsi a suo marito cercando di escogitare un piano con la sua amica Marisa, ma il giorno del 2 giugno venne a mancare suo suocero Ottorino e non poté votare. Durante il funerale, Delia, parlando con la sua amica Marisa, afferma “C’è Ancora Domani”. Con questa affermazione intende dire che, anche se non è riuscita a votare il giorno in cui venne a mancare suo suocero, c’era ancora domani per poterlo fare ed è così che C’è Ancora Domani divenne il titolo del film [6].