Disturbi specifici dell'apprendimento
Definizione
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi del neuro-sviluppo che influenzano l'abilità di lettura, scrittura e calcolo. Questi disturbi emergono spesso all’inizio del percorso scolastico.
Suddivisone
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento si suddividono in quattro categorie.[1]
Dislessia
La dislessia è un disturbo specifico della lettura che riguarda la capacità di riconoscere e decodificare correttamente le parole scritte. Essa compromette la velocità e la precisone della lettura, portando problemi nella comprensione del testo. Tra i segnali tipici ci sono:
- Apprendimento più veloce attraverso canali alternativi, come video e audio
- Confusione tra lettere simili (per esempio, m/n, b/d)
- Percezione che le parole o lettere si muovano durante la lettura
- Difficoltà nel leggere l’ora da un orologio con le lancette
- Confusione tra destra e sinistra
- Difficoltà nel contare le sillabe di una parola
- Inversione di lettere e numeri (per esempio, “31” invece di “13”)
Disortografia
La disortografia è un disturbo specifico della scrittura che riguarda la capacità di scrivere in modo corretto. Questi errori riguardano principalmente la corrispondenza tra fonemi e grafemi e le regole ortografiche come doppie e accenti.
Ci sono due tipologie di errori:
Gli errori fonologici riguardano la difficoltà nel far corrispondere il suono al segno:
- Sostituzione di lettere simili (come "b" al posto di "d" o "p" al posto di "q")
- Inversioni di lettere all'interno di una parola
Gli errori non fonologici, invece, comprendono:
- Omissione o aggiunta di lettere
- Errori nell’uso degli accenti
-Separazioni o fusioni scorrette (per esempio, “unaltro” invece di “un altro”).
Disgrafia
La disgrafia riguarda la componente motoria della scrittura, con difficoltà nella realizzazione di grafemi leggibili e ben strutturati. Non è legata alla grammatica o all’ortografia, ma si manifesta attraverso una calligrafia disordinata, illeggibile o troppo lenta. La disgrafia si suddivide in tre sottotipi:
- Disgrafia dislessica
- Disgrafia motoria
- Disgrafia spaziale
La disgrafia dislessica si manifesta con una scrittura spontanea illeggibile e difficoltà evidenti nella scrittura sotto dettatura, mentre il disegno, la copia di testi e la velocità dei movimenti motori risultano nella norma.
La disgrafia motoria, invece, provoca difficoltà sia nella scrittura spontanea che nella copia di testi, che risultano illeggibili. Inoltre, rende difficoltosi i movimenti e complica la realizzazione di disegni, mentre la scrittura sotto dettatura può essere normale.
La disgrafia spaziale si caratterizza per una calligrafia incomprensibile e gravi difficoltà nel disegno. Tuttavia, la persona è in grado di identificare e pronunciare correttamente le lettere e le parole quando le deve sillabare a voce.
Discalculia
La discalculia è la difficoltà nella comprensione e nell'uso dei numeri, nonché nell'ottimizzare alcuni compiti numerici e di calcolo. Un bambino con discalculia può incontrare difficoltà nella cognizione numerica (come la quantificazione, la comprensione del valore posizionale delle cifre, l'associazione tra numero e quantità, e l'esecuzione dei calcoli a mente), nelle procedure esecutive (come la lettura e scrittura dei numeri, e la messa in colonna) e nei calcoli (per esempio, nel recupero dei risultati delle tabelline e nell'applicazione degli algoritmi di calcolo scritto).
Natura e sviluppo
L'individuo con DSA non è necessariamente affetto da tutte e quattro le categorie di disturbi, ma può presentare anche solo una o due di esse. Inoltre, i DSA si manifestano in modo diverso da persona a persona, con variazioni nei sintomi e nell'intensità del disturbo. Sebbene tutti questi disturbi derivino da un diverso funzionamento del cervello e delle sue modalità di apprendimento, è importante sottolineare che non sono causati da deficit neurologici. I DSA, infatti, non sono considerati malattie in quanto non sono dovuti a danni organici, ma a un diverso modo di funzionare del cervello, che non impedisce l’acquisizione delle abilità richieste, ma richiede tempi più lunghi per il loro raggiungimento. Questa caratteristica è intrinseca e permanente, accompagnando l’individuo per tutta la vita, anche se può subire trasformazioni durante l'età evolutiva. Infatti, non esiste una vera e propria “guarigione” dai DSA, ma le difficoltà che ne derivano possono attenuarsi con il tempo grazie a strategie compensative e a un adeguato supporto.[2] Con il passare degli anni, l’individuo può imparare a gestire meglio i suoi limiti e sviluppare tecniche per affrontare le difficoltà, anche se le caratteristiche di base del disturbo rimangono. È quindi un processo che si evolve, ma non si risolve mai completamente.
Diagnosi
La diagnosi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) è un processo complesso che richiede un approccio integrato e collaborativo, al fine di garantire un'analisi completa e accurata delle difficoltà del bambino. Come stabilito dalle linee guida della Consensus Conference del 2006, è fondamentale che il processo diagnostico venga gestito da un gruppo di professionisti[3] composto da neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista e terapista della neuropsicomotricità.
Il primo passo della diagnosi consiste nell'osservazione iniziale delle difficoltà del bambino, che vengono notate da genitori o insegnanti. Se emergono segnali sospetti di DSA, il bambino viene indirizzato a uno psicologo per una valutazione psicologica e neuropsicologica, in cui vengono utilizzati test specifici per analizzare le sue capacità cognitive, linguistiche e le competenze scolastiche. Il neuropsichiatra infantile si occupa della valutazione generale delle funzioni cognitive e del comportamento, mentre il logopedista e il terapista della neuropsicomotricità intervengono per analizzare le difficoltà specifiche di lettura, scrittura e calcolo, proponendo attività riabilitative e terapeutiche mirate.
Inoltre, i professionisti coinvolti si occupano di escludere altre cause di difficoltà di apprendimento, come disabilità intellettive o disturbi sensoriali, per essere certi che le difficoltà siano dovute a un DSA e non ad altri fattori.
Interventi per la riduzione delle conseguenze didattiche in Italia
La normativa italiana, in particolare la Legge 170/2010, prevede un piano educativo personalizzato (PEP)[4] per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Questi piani sono finalizzati a garantire che gli studenti ricevano un supporto adeguato che tenga conto delle loro difficoltà specifiche, favorendo un percorso di apprendimento personalizzato.
Gli interventi didattici per gli studenti con DSA si suddividono principalmente in due categorie: [5]
Strumenti compensativi
Gli strumenti compensativi sono mezzi che permettono allo studente di compensare le difficoltà specifiche derivanti dal disturbo. L’idea alla base di queste risorse è quella di facilitare l’acquisizione dei contenuti e delle competenze, pur mantenendo gli stessi obiettivi educativi per tutti gli studenti. Essi si avvalgono della tecnologia e di altre modalità didattiche per permettere allo studente di aggirare le sue difficoltà.
Esempi di strumenti compensativi sono:
- Calcolatrice: per supportare il calcolo e l'apprendimento delle operazioni matematiche.
- Schemi e mappe concettuali: aiutano a visualizzare le informazioni in modo più organizzato e chiaro.
Strumenti dispensativi
Gli strumenti dispensativi, invece, riguardano l’esenzione da alcune attività che, a causa del disturbo, risultano troppo difficili o non adeguate all'alunno. Si tratta di modifiche alle modalità di svolgimento delle prove, che non compromettono però l’obiettivo finale di acquisire determinate competenze, ma permettono di abbattere i limiti imposti dal disturbo.
Esempi di strumenti dispensativi includono:
- Riduzione del carico di compiti a casa: per evitare il sovraccarico e l’ansia derivante dalla quantità di lavoro scritto, gli studenti possono avere una quantità di esercizi più ridotta.
- Semplificazione degli esercizi durante le prove: riduzione del numero di domande o semplificazione dei compiti da svolgere, per evitare il sovraccarico cognitivo.
- Ammissione di temi brevi: gli studenti possono essere autorizzati a produrre temi brevi ma ben strutturati, senza che la qualità del contenuto venga compromessa dal limite di tempo o dal carico di lavoro.
Note
- ↑ , https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/Raccomandazioni+per+la+pratica+clinica+definite+con+il+metodo+della+Consensus+Conference.pdf/b504867d-ecba-4f72-9589-2e46a603bd53?t=1495725551691&version=1.0&utm
- ↑ Cesare Cornoldi, "I disturbi dell'apprendimento", Il Mulino, 2013, sezione 11.
- ↑ https://www.dedi-care.it/intervento/difficolta-di-apprendimento/disturbi-specifici-di-apprendimento/?utm.
- ↑ https://www.ospedalemarialuigia.it/wp-content/uploads/2018/05/legge-170-dislessia.pdf
- ↑ https://www.aiditalia.org/gli-strumenti-compensativi?utm.
Bibliografia
- Associazione Italiana Dislessia, Dislessia che fare, s.e., s.a. https://www.aiditalia.org/che-cosa-sono-i-dsa
- https://www.istruzione.it/valutazione-scuola-primaria/allegati/PresentazioneOrdianzae Linee guida valutazione primaria -15 dicembre.pdf
- Antonella Trentin, Dislessia, Dizionario di Medicina, Treccani, 2010. https://www.treccani.it/enciclopedia/dislessia_(Dizionario-di-Medicina)/
- https://www.ospedalemarialuigia.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento/dislessia-definizione-diagnosi-trattamento/#:~:text=La dislessia fa parte dei,mostri un'intelligenza nella norma.
- Maura Rossi, Comprendere le origini e le possibili manifestazioni, La discalculia evolutiva, Pearson Editori, 2016.
- Annapaola Capuano, Franca Storace e Luciana Ventriglia, BES e DSA: la scuola di qualità per tutti, Firenze, LibriLiberi, 2013.