Festival di Sanremo

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Il Festival di Sanremo è la più celebre competizione canora italiana, nata nel 1951 nella città di Sanremo, nella regione Liguria. La manifestazione si è svolta inizialmente nel salone delle feste del Casinò di Sanremo, prima di essere trasferita al Teatro Ariston, dove si tiene tuttora. Il festival è stato pensato per promuovere la canzone italiana, ma nel corso degli anni si è evoluto fino a diventare un evento di rilevanza culturale e mediatica internazionale.

Nel corso degli anni[1]

Anni '50 e '60: Le origini e il successo iniziale

Il Festival di Sanremo ha preso il via nel 1951, trasformando la città ligure nell’epicentro della musica italiana. La prima edizione, tenutasi presso il Casinò di Sanremo, vide la partecipazione di soli tre artisti che interpretarono dieci canzoni. La competizione era inizialmente un evento intimo, trasmesso solo via radio. La vittoria inaugurale andò a Nilla Pizzi con "Grazie dei fiori", un brano che divenne rapidamente popolare grazie alla sua melodia orecchiabile e al testo evocativo.

Negli anni ’50 e '60, il Festival acquisì sempre più prestigio, complice l’avvento della televisione. Nel 1955 fu trasmesso per la prima volta in diretta televisiva, portando nelle case degli italiani un evento destinato a diventare tradizione. Fu durante questi anni che Sanremo divenne un vero e proprio fenomeno di costume, contribuendo a lanciare carriere di artisti come Domenico Modugno, il cui "Nel blu dipinto di blu" (1958) segnò un momento di svolta nella storia della musica, con un successo planetario che portò la canzone anche alle nomination dei Grammy Awards.

Anni '70 e '80: Innovazioni e contestazioni

Gli anni '70 furono caratterizzati da un vento di cambiamento, sia nella società italiana che nella scena musicale. Il Festival introdusse modifiche significative al regolamento per attirare un pubblico più giovane e stimolare la partecipazione di artisti emergenti. Tuttavia, furono anche anni complessi, segnati da contestazioni e da una certa distanza tra il Festival e i movimenti giovanili dell’epoca, che vedevano Sanremo come simbolo della musica "istituzionale".

Nonostante ciò, gli anni '80 rappresentarono un periodo d'oro per il Festival, che registrò ascolti record grazie a performance memorabili e ospiti di fama internazionale, come Whitney Houston e i Duran Duran. Furono anni in cui si consolidò anche il ruolo della scenografia e dello spettacolo visivo, trasformando Sanremo in un evento di intrattenimento a tutto tondo. In questo decennio nacquero brani iconici come "Sarà perché ti amo" dei Ricchi e Poveri e "Perdere l’amore" di Massimo Ranieri, che vinse l’edizione del 1988 con un’interpretazione intensa e appassionata, entrando di diritto nella storia della manifestazione.

Anni '90 ad oggi: Evoluzione digitale e nuova popolarità

Negli anni ’90, il Festival affrontò la sfida del rinnovamento per mantenere la sua centralità nel panorama musicale. Fu in questo periodo che si accentuò la presenza di grandi nomi della musica italiana e di nuove promesse. Con l'arrivo del nuovo millennio, il Festival si adattò ai cambiamenti tecnologici: venne introdotto il televoto, che permise agli spettatori di casa di esprimere la propria preferenza direttamente da remoto.

L’esplosione dei social media nei primi anni 2010 portò un'ulteriore rivoluzione: il pubblico non era più soltanto spettatore passivo, ma divenne parte attiva, commentando in tempo reale le esibizioni e influenzando le tendenze mediatiche. Il Festival di Sanremo diventò così un evento seguitissimo non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, fungendo da trampolino di lancio per artisti che avrebbero poi rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest. Esempi recenti di successo sono Måneskin, vincitori del Festival nel 2021 con "Zitti e buoni" e successivamente trionfatori all’Eurovision, conquistando la scena musicale mondiale.

Canzoni più famose

Il Festival di Sanremo ha prodotto una serie di canzoni che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana e internazionale. Tra le più celebri:

"Nel blu dipinto di blu" (1958) di Domenico Modugno: conosciuta come "Volare", è diventata il simbolo della musica italiana nel mondo.

"Perdere l’amore" (1988) di Massimo Ranieri: una delle interpretazioni più emozionanti della storia del Festival, che ha segnato il ritorno in grande stile di un artista amato dal pubblico.

"Fai rumore" (2020) di Diodato: un brano di grande impatto emotivo, vincitore in un’edizione segnata dall’inizio della pandemia. La sua interpretazione solitaria all’Arena di Verona, vuota a causa delle restrizioni, è rimasta un’immagine iconica del periodo.

"Zitti e buoni" (2021) dei Måneskin: una canzone che ha riportato il rock sul palco di Sanremo e ha spianato la strada al successo mondiale della band. Il Festival di Sanremo continua a rappresentare una delle manifestazioni culturali e musicali più seguite e amate, capace di evolversi mantenendo intatto il suo legame con la tradizione e di essere una vetrina per nuovi talenti e una celebrazione dell’identità musicale italiana.

Presentatori Iconici del Festival di Sanremo e ospiti famosi[2][3]

Il Festival di Sanremo non è solo musica, ma anche spettacolo e intrattenimento, e una parte fondamentale del suo successo è da attribuire ai conduttori che, anno dopo anno, hanno saputo dare personalità all’evento e affascinare il pubblico con il loro stile. Nel corso delle edizioni, alcuni presentatori sono entrati nell’immaginario collettivo, contribuendo a creare momenti indimenticabili.

Mike Bongiorno, 11 partecipazioni

Simbolo della televisione italiana, Mike Bongiorno ha legato il suo nome al Festival di Sanremo con una conduzione impeccabile e uno stile che coniugava eleganza e semplicità. La sua ironia bonaria e la capacità di tenere il palco lo resero uno dei volti più amati e riconosciuti dal pubblico italiano. Le sue conduzioni sono passate per il 1963-1967, 1972-1973, 1975, 1977, 1979 e 1997.

Pippo Baudo, 13 partecipazioni

Il "Re di Sanremo" per eccellenza, è Pippo Baudo, ha condotto ben 13 edizioni del Festival, un record difficilmente eguagliabile. Con il suo carisma, la sua capacità di improvvisare e un profondo amore per la musica, Baudo ha saputo affrontare imprevisti e rilanciare il Festival nei momenti di difficoltà, contribuendo a consolidare l’evento come appuntamento imprescindibile per milioni di italiani. Le sue conduzioni sono passate per il 1968, 1984-1985, 1987, 1992-1996, 2002-2003, 2007-2008.

Claudio Cecchetto, tre partecipazioni

Claudio Cecchetto, grande talent scout e conduttore televisivo, ha rappresentato una ventata di freschezza e modernità sul palco dell’Ariston. Giovanile e innovativo, è stato uno dei primi conduttori a dare spazio a un linguaggio più diretto, avvicinando le nuove generazioni al Festival. Le sue conduzioni sono passate per il 1980-1982.

Carlo Conti, tre partecipazioni

Con un linguaggio empatico e una grande attenzione ai dettagli, Carlo Conti ha riportato Sanremo ai vertici degli ascolti durante le sue tre edizioni consecutive. Le sue conduzioni, caratterizzate da ritmi dinamici e ospiti eccellenti, hanno conquistato sia la critica che il pubblico. Le sue conduzioni sono passate per il 2015-2017.

Amadeus, 5 partecipazioni

Amadeus ha saputo rinnovare il Festival con uno stile fresco e contemporaneo, dando grande spazio ai giovani artisti e alle tendenze musicali più attuali. Le sue edizioni hanno segnato record di ascolti e generato grande entusiasmo, grazie anche alla sua capacità di coinvolgere il pubblico social e di portare sul palco ospiti e co-conduttori amati da diverse generazioni. Ha inoltre raggiunto il primato di cinque edizioni consecutive condotte insieme a Pippo Baudo e Mike Buongiorno. Le sue conduzioni sono passate per il 2020-2024.

Co-conduttori

Accanto ai conduttori principali, il Festival di Sanremo ha visto salire sul palco volti amatissimi che hanno contribuito a rendere ogni edizione unica e speciale, arricchendola di momenti emozionanti, ironici e spettacolari. Alcuni nomi sono entrati nella storia grazie al loro carisma e alla capacità di lasciare un’impronta indelebile.

Tra le co-conduttrici più iconiche, spiccano Sabrina Ferilli, che con il suo charme e la sua ironia è stata una delle protagoniste più amate; Virginia Raffaele, maestra nell’arte dell’imitazione e capace di trasformare ogni esibizione in un momento di puro spettacolo; Drusilla Foer, che nel 2022 ha portato sul palco eleganza, ironia e un messaggio di inclusività che ha conquistato il pubblico. Fiorello, showman per eccellenza, ha affiancato Amadeus con le sue gag, improvvisazioni e monologhi esilaranti, creando un’alchimia perfetta con il conduttore e facendo esplodere l’Auditorium dell'Ariston in risate e applausi.

Ospiti Internazionali Memorabili

Sanremo, nel corso della sua storia, ha accolto ospiti di fama mondiale che hanno regalato al pubblico momenti iconici:

Madonna, nel 1995: Regina del pop, salì sul palco per promuovere il suo album "Bedtime Stories", sottolineando ancora una volta l’importanza del Festival come vetrina mondiale.

Eminem, nel 2001: Il celebre rapper americano fu uno degli ospiti più discussi e inaspettati. Sul palco dell’Ariston presentò il suo successo mondiale "Stan", accompagnato dalla cantante Dido. La sua presenza sorprese molti e contribuì a dare al Festival un respiro internazionale, dimostrando la capacità dell’evento di attrarre artisti di ogni genere musicale.

Elton John, nel 2016: Sir Elton John emozionò la platea con una performance toccante, esibendosi al pianoforte con alcuni dei suoi brani più amati. La sua presenza confermò ancora una volta la portata internazionale dell'evento.

Robbie Williams, nel 2017: L’ex membro dei Take That fece impazzire di gioia il pubblico, eseguendo uno dei suoi più grandi successi e regalando anche un momento divertente baciando la co-conduttrice di quell'anno Maria De Filippi.

Rapporto con l'Eurovision Song Contest

Il legame tra il Festival di Sanremo e l'Eurovision Song Contest è solido e storico, contribuendo al prestigio di entrambi gli eventi. L'Eurovision, nato nel 1956, ha preso ispirazione proprio dal format del Festival di Sanremo per creare una competizione musicale che unisse i paesi europei attraverso la musica. Dopo aver partecipato nelle prime edizioni con risultati alterni, l’Italia si ritirò dall'Eurovision per lunghi periodi, tornando in modo stabile solo nel 2011.

La svolta decisiva avvenne proprio in quell'anno, quando la Rai decise di selezionare il rappresentante italiano tramite il Festival di Sanremo. Questa scelta ha avuto un impatto positivo, portando l’Italia ad affermarsi nuovamente come protagonista della scena musicale europea.

Le partecipazioni più iconiche

"Non ho l'età" di Gigliola Cinquetti nel 1964[4]: dopo la vittoria a Sanremo, la giovanissima cantante trionfò anche all'Eurovision con una performance emozionante e un brano che divenne un simbolo della musica italiana. La sua vittoria lanciò l’Italia nell’Olimpo musicale internazionale, facendo conoscere al mondo l’eleganza e la raffinatezza della canzone italiana.

"Insieme: 1992" di Toto Cutugno nel 1990[5]: un brano dal forte messaggio di pace e unione europea, cantato pochi anni dopo la caduta del Muro di Berlino. La vittoria di Toto Cutugno all'Eurovision confermò il ruolo della musica italiana come promotrice di valori universali.

"Follia d’amore", o chiamata "Madness of Love" appunto per l'Eurovision, di Raphael Gualazzi nel 2011, fu la canzone che segnò il ritorno dell’Italia all’Eurovision dopo 14 anni di assenza. Il sistema di scelta per la canzone dell'Eurovision portava in Europa il vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, e non il vincitore della sfida principale, che è stato Vecchioni con "Chiamami Ancora Amore". Con il suo stile jazz e un’interpretazione raffinata, Gualazzi si classificò al secondo posto, dimostrando che la qualità musicale italiana poteva conquistare un vasto pubblico europeo.

"Zitti e buoni" dei Måneskin nel 2021[6]: il trionfo del gruppo rock ha segnato una svolta per l'Eurovision, conferendo nuova energia e riportando il rock al centro della scena. Dopo aver vinto Sanremo, i Måneskin conquistarono anche l’Eurovision, proiettando la loro carriera verso una fama globale, con concerti sold out e successi internazionali nelle classifiche di tutto il mondo.

Elenco di tutti i vincitori del Festival di Sanremo[7]

Anni '50

1951: Nilla Pizzi – "Grazie dei fiori"

1952: Nilla Pizzi – "Vola colomba"

1953: Carla Boni e Flo Sandon's – "Viale d'autunno"

1954: Giorgio Consolini e Gino Latilla – "Tutte le mamme"

1955: Claudio Villa e Tullio Pane – "Buongiorno tristezza"

1956: Franca Raimondi – "Aprite le finestre"

1957: Claudio Villa e Nunzio Gallo – "Corde della mia chitarra"

1958: Domenico Modugno e Johnny Dorelli – "Nel blu dipinto di blu"

1959: Domenico Modugno e Johnny Dorelli – "Piove (Ciao ciao bambina)"

Anni '60

1960: Carla BoniTony Dallara e Carla BoniRenato Rascel – "Romantica"

1961: Carla BoniLuciano Tajoli e Carla BoniBetty Curtis – "Al di là"

1962: Domenico Modugno e Claudio Villa – "Addio... addio..."

1963: Carla BoniTony Renis ed Carla BoniEmilio Pericoli – "Uno per tutte"

1964: Carla BoniGigliola Cinquetti – "Non ho l'età (per amarti)"

1965: Carla BoniBobby Solo e Carla BoniThe Minstrels – "Se piangi, se ridi"

1966: Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti – "Dio, come ti amo"

1967: Claudio Villa e Iva Zanicchi – "Non pensare a me"

1968: Carla BoniSergio Endrigo e Roberto Carlos Braga – "Canzone per te"

1969: Iva Zanicchi e Bobby Solo – "Zingara"

Anni '70

1970: Adriano Celentano e Claudia Mori – "Chi non lavora non fa l'amore"

1971: Carla Boni e Nicola Di Bari – "Il cuore è uno zingaro"

1972: Nicola Di Bari – "I giorni dell'arcobaleno"

1973: Peppino di Capri – "Un grande amore e niente più"

1974: Iva Zanicchi – "Ciao cara come stai?"

1975: Gilda – "Ragazza del sud"

1976: Peppino di Capri – "Non lo faccio più"

1977: Homo Sapiens – "Bella da morire"

1978: Matia Bazar – "...E dirsi ciao!"

1979: Mino Vergnaghi – "Amare"

Anni '80

1980: Toto Cutugno – "Solo noi"

1981: Alice – "Per Elisa"

1982: Matia BazarRiccardo Fogli – "Storie di tutti i giorni"

1983: Matia BazarTiziana Rivale – "Sarà quel che sarà"

1984: Matia BazarAl Bano e Matia BazarRomina Power – "Ci sarà"

1985: Matia BazarRicchi e Poveri – "Se m'innamoro"

1986: Matia BazarEros Ramazzotti – "Adesso tu"

1987: Matia BazarGianni Morandi, Matia BazarEnrico Ruggeri e Matia BazarUmberto Tozzi – "Si può dare di più"

1988: Matia BazarMassimo Ranieri – "Perdere l'amore"

1989: Matia BazarAnna Oxa e Matia BazarFausto Leali – "Ti lascerò"

Anni '90

1990: Matia BazarPooh – "Uomini soli"

1991: Matia BazarRiccardo Cocciante – "Se stiamo insieme"

1992: Matia BazarLuca Barbarossa – "Portami a ballare"

1993: Matia BazarEnrico Ruggeri – "Mistero"

1994: Matia BazarAleandro Baldi – "Passerà"

1995: Matia BazarGiorgia – "Come saprei"

1996: Matia BazarRon e Matia BazarTosca – "Vorrei incontrarti fra cent'anni"

1997: Matia BazarJalisse – "Fiumi di parole"

1998: Matia BazarAnnalisa Minetti – "Senza te o con te"

1999: Matia BazarAnna Oxa – "Senza pietà"

Anni 2000

2000: Matia BazarAvion Travel – "Sentimento"

2001: Matia BazarElisa – "Luce (Tramonti a nord est)"

2002: Matia Bazar – "Messaggio d'amore"

2003: Matia BazarAlexia – "Per dire di no"

2004: Matia BazarMarco Masini – "L'uomo volante"

2005: Matia BazarFrancesco Renga – "Angelo"

2006: Matia BazarPovia – "Vorrei avere il becco"

2007: Matia BazarSimone Cristicchi – "Ti regalerò una rosa"

2008: Matia BazarGiò Di Tonno e Matia BazarLola Ponce – "Colpo di fulmine"

2009: Matia BazarMarco Carta – "La forza mia"

Anni 2010

2010: Matia BazarValerio Scanu – "Per tutte le volte che..."

2011: Matia BazarRoberto Vecchioni – "Chiamami ancora amore"

2012: Matia BazarEmma – "Non è l'inferno"

2013: Matia BazarMarco Mengoni – "L'essenziale"

2014: Matia BazarArisa – "Controvento"

2015: Matia BazarIl Volo – "Grande amore"

2016: Matia BazarStadio – "Un giorno mi dirai"

2017: Matia BazarFrancesco Gabbani – "Occidentali's Karma"

2018: Matia BazarErmal Meta e Fabrizio Moro – "Non mi avete fatto niente"

2019: Matia BazarMahmood – "Soldi"

Anni 2020

2020: Matia BazarDiodato – "Fai rumore"

2021: Matia BazarMåneskin – "Zitti e buoni"

2022: Mahmood e Matia BazarBlanco – "Brividi"

2023: Matia BazarMarco Mengoni – "Due vite"

2024: Matia BazarAngelina Mango – "La noia"

Note

Bibliografia