Violenza sulle donne

Da Unipedia.

La violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, attuata attraverso abusi fisici, psicologici, economici e sessuali e ha moltissime conseguenze sulla vita delle donne coinvolte, che spesso escono devastate da queste situazioni, o, addirittura, morte. [1]

Introduzione

Questa piaga della società nasce dalle disuguaglianze di genere e ha come obiettivo il dominio delle vittime, causato dalla visione patriarcale e misogina insita nella mente di moltissime persone. Ogni giorno, milioni di donne subiscono violenza, che spesso diventa letale, sfociando nel femminicidio, lasciando cicatrici molto profonde all’interno della nostra comunità. [2] [3]
Combattere contro questo grave problema è essenziale da un lato per garantire la sicurezza delle donne, dall’altro per promuovere una società paritaria.
L’ONU, il 20 dicembre 1993 ha promulgato la “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne”, contenente sei articoli riguardanti il tema. Il primo enuncia: "Ai fini della presente dichiarazione, per 'violenza contro le donne' si intende qualsiasi atto di violenza di genere che provochi o possa causare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichino nella vita pubblica che in quella privata.” (Art. 1, "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne"). [4]
Al fine di sensibilizzare e ricordare è stata indetta una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in modo da ricordare tutte le vittime di femminicidio e di violenza in generale, che si tiene il 25 novembre ed è stata ufficializzata dalle Nazioni Unite nel 1999. La data è stata scelta per commemorare la vita, l’attivismo e il coraggio di tre sorelle: Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, che hanno combattuto per la libertà del loro paese, la Repubblica Dominicana. Vennero uccise proprio il 25 novembre e la loro morte sollevò un moto di rivolta ponendo l’attenzione sulla cultura maschilista che non tollerava di riconoscere alle donne il diritto di avere uno spazio pubblico e politico.
Il simbolo della violenza contro le donne sono le panchine e le scarpe rosse; quest’ultime rappresentano la battaglia contro i maltrattamenti e i femminicidi e la loro storia nasce in Messico: infatti, un’artista messicana, Elina Chauvet, nel 2009 posizionò in una piazza di Ciudad Juárez, città messicana, trentatré paia di scarpe femminili rosse. Questo colore è stato adottato per simboleggiare il contrasto alla violenza di genere.
In questa giornata avvengono molte proteste da parte di attiviste che chiedono che sia fatto qualcosa di concreto per far sì che le donne possano essere davvero libere. [5]
Oltre a questo, nel 2006 è stato attivato l’ufficiale numero anti-violenza sulle donne, che è il 1522: si tratta di un servizio gratuito attivo 24h su 24 che con operatrici specializzate accoglie le richieste di aiuto e sostegno da parte delle vittime. [6]

Cause e conseguenze

La violenza sulle donne è radicata in alcune dinamiche culturali, economiche e sociali. Tra le principali cause sicuramente c’è la misoginia, ma non solo; infatti, esiste disparità economica tra uomini e donne e questo crea una dinamica di potere sbilanciata, nella quale le donne si ritrovano a essere economicamente dipendenti dal proprio aggressore, divenendo così più vulnerabili. Infatti, solo il 38,7% delle donne con un diploma è occupato, rispetto al 50,8% degli uomini. In Italia nel 2014 il reddito percepito dalle donne è in media del 24% inferiore rispetto a quello dei maschi (14.482 euro contro 19.110 euro), questa differenza ha subito una diminuzione dal 2008 (28%). Il divario varia in base al titolo di studio: si registra una differenza del 40% per le donne con un basso livello di istruzione e del 28% per le donne laureate. [7]
La disparità di genere in ambito economico non è presente solo in età lavorativa, ma anche tra i pensionati: nel 2016 le donne rappresentano la maggioranza dei pensionati, ma recepiscono un importo mensile inferiore a quello degli uomini (1.137 euro contro 1.592 euro). Questi dati sono un segnale del fatto che, l’imparità economica è largamente presente al giorno d’oggi ed è spesso e volentieri causa di abusi, dovuti al fatto che, per motivi economici: le donne sono costrette a dipendere da un uomo, considerato superiore anche da questo punto di vista. [8]
Altro fattore riconducibile alla violenza sulle donne è l’educazione data fin dall’infanzia: gli stereotipi di genere rinforzano l’idea che la violenza sia una risposta accettabile ai conflitti. La scuola dev’essere un percorso educante e deve insegnare ai bambini come relazionarsi in maniera corretta, evitando atteggiamenti violenti e questo approccio dev’essere adottato fin dalla scuola primaria. [9]
Anche l’ambiente culturale influenza la percezione del fenomeno: in molte culture la violenza sulle donne è normalizzata e, spesso, non esistono o sono deboli le leggi che la regolano.

Le donne vittime di violenza sviluppano spesso disturbi da stress post-traumatico, depressione e ansia, oltre a una sensibile riduzione dell’autostima. [10] Oltre a ciò, ci sono conseguenze sociali come l’isolamento dal resto del mondo, la difficoltà nell’intrattenere relazioni e problemi nell'educazione dei figli, che sviluppano problemi emotivi a causa della violenza domestica a cui hanno assistito. Le vittime, inoltre, perdono la propria indipendenza economica e la produttività. Questi due fattori sono interconnessi: una donna che perde la produttività spesso perde il lavoro a causa delle lesioni o dei traumi psicologici riportati e, per questo, si ritrova a dipendere economicamente dal proprio aggressore.
Coloro che trovano il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare, si ritrovano coinvolte in processi giudiziari lunghi, complessi e traumatizzanti; ma la protezione legale non è scontata: in moltissimi casi le vittime no ricevono l’adeguata protezione e i colpevoli non vengono giustamente puniti.
La violenza di genere influenza negativamente l’impatto delle vittime sulla società, sulla loro famiglia e la loro comunità; inoltre, ha altissimi costi per quanto riguarda le cure mediche e le spese legali. [11]

Contesto storico

Sin dall’Antichità, la donna in molte società è stata vista come inferiore all’uomo e con pochi diritti legali e sociali. La situazione si è un po’ evoluta attraverso dei secoli, ma ci sono alcune costanti: la violenza di genere non è mai stata regolamentata in modo efficace e le vittime mai state protette con leggi adeguate.

Antica Grecia

Nell’Antica Grecia, le donne erano legate a un uomo, che fosse un padre, un fratello o un marito, al quale dovevano sottostare, in quanto la loro condizione era fortemente influenzata da una concezione patriarcale.
Già al tempo, la violenza di genere era ampiamente usata per permettere agli uomini di mantenere il proprio dominio. In tutte le città greche la vita femminile era incentrata sulla sfera domestica, dove le donne svolgevano compiti come prendersi cura dei figli e cucinare e subivano punizioni spesso corporali a ogni disubbidienza.
La violenza di genere non era regolamentata: il marito poteva punire la moglie, soprattutto perché non c’erano leggi contro la violenza domestica; di rado le donne potevano difendersi legalmente, poiché gli abusi erano considerati parte del matrimonio. Alcuni elementi sono costanti nonostante ci fossero alcune differenze: la sottomissione giuridica della donna all’uomo (le donne erano escluse dal diritto di cittadinanza), la preclusione di alcune attività ritenute maschili e il monopolio alle donne di attività considerate disonorevoli per un uomo [12]
Il femminicidio non era un fenomeno comune, ma veniva adoperato, per esempio, nei casi di infedeltà: in generale, il contesto sociale giustificava e approvava la violenza sulle donne, anche se letale.

Antica Roma

La situazione è analoga nell’Antica Roma, infatti la società aveva una struttura patriarcale che limitava i diritti delle donne e stabiliva alcune regole. Il loro compito consisteva nella gestione della casa e della famiglia, con una partecipazione assai limitata alla vita pubblica e politica, con alcuni cambiamenti nel corso degli anni. In generale, le donne non avevano piena cittadinanza, dunque non avevano diritto di voto. Nonostante ciò, spesso potevano possedere proprietà e gestire affari e, in questo modo, guadagnavano una certa indipendenza, ma restavano comunque subordinate alla supervisione di un uomo.
La società era basata su un sistema di autorità maschile chiamato “patria potestas”, secondo il quale l’uomo a capo della famiglia, il pater familias, aveva il controllo assoluto sui membri della famiglia. [13]
Il sistema giudiziario romano presentava alcune norme riguardo l’abuso fisico, soprattutto nel caso di adulterio: se una donna veniva violentata, il fatto veniva trattato come un crimine, ma spesso il colpevole non veniva punito severamente. La violenza domestica non era considerata a livello legislativo, e se una donna violava il codice morale la violenza fisica come punizione era accettata.

Medioevo in Europa

Le donne nel Medioevo europeo venivano viste come esseri deboli da proteggere, da se stesse e dagli altri, e, per questo motivo, erano costrette a essere supervisionate e guidate da una figura maschile. Per questo motivo, non potevano avere alcun tipo di indipendenza: per esempio, non era concesso a loro condurre in proprio un’attività, la cui amministrazione doveva obbligatoriamente essere integrata da un uomo. La violenza contro le donne era largamente presente, in quanto erano considerate a tutti gli effetti un possedimento degli uomini. [14]
In questo periodo storico la violenza di genere si manifestava attraverso percosse, stupri e omicidi, giustificati dalla necessità di riportare sulla retta via le donne considerate deviate.

Rinascimento in Italia

Questa fu un’epoca di grandi innovazioni, ma la condizione della donna rimase comunque influenzata da una cultura patriarcale. Le donne della classe medio-alta avevano possibilità di miglioramento tramite la possibilità di ricevere un’educazione; ma, nonostante ciò, mantenevano limitazioni nella vita sociale e politica.
Continuavano a subire abusi e omicidi, ma, come nelle epoche precedenti, questi venivano giustificati dalla necessità di mantenere il controllo sul genere femminile, ancora considerato inferiore e subordinato agli uomini. [15]
Nonostante le innumerevoli difficoltà, durante il Rinascimento ci furono alcune donne che lottarono e riuscirono a ottenere una certa autonomia e a ottenere ruoli importanti nella società. L’esempio di spicco è quello della Regina Elisabetta I, che salì al trono nel 1558 e che dovette combattere contro i pregiudizi e le discriminazioni della società patriarcale: infatti fu molto difficile per lei dimostrarsi all’altezza di un ruolo considerato dedicato solo a una figura maschile.

XIX Secolo

La condizione delle donne era ancora influenzata dalle tradizioni norme sociali e la violenza di genere e il femminicidio non venivano affrontati, soprattutto in ambito legale, nel modo adeguato. Infatti, la violenza domestica era all’ordine del giorno per gran parte delle donne, poiché la famiglia era considerata un ambito privato, quindi i maltrattamenti venivano ignorati o, in ogni caso, considerati normali.

XX Secolo

Durante la Seconda Guerra Mondiale, le donne divennero ancora più vulnerabili e usate come arma per sottomettere le popolazioni: infatti erano spesso e volentieri vittime di violenze sessuali da parte dei soldati; per esempio, durante l’invasione della Polonia molti soldati tedeschi commisero stupri.
Nei campi di concentramento le donne erano spesso vittime di stupro e obbligate alla prostituzione, molte venivano uccise nelle camere a gas e, quasi ogni giorno, venivano effettuate incursioni nei ghetti ebraici al fine di rapire e violentare le ragazze. [16]

Situazione attuale

Dei 165 paesi che possiedono delle leggi contro la violenza sulle donne, solo 104 hanno una legislazione completa che affronti il problema. [I paesi che le possiedono hanno tassi di violenza più bassi da parte di un partner intimo rispetto a quelli senza leggi (9,5% contro 16,1%). [17]

Estero

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite, circa una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. La maggior parte di questa violenza è attuata da parte di un partner intimo; infatti, il 27% delle donne con un’età compresa tra i 15 e i 49 anni ha dichiarato di aver subito una qualche forma di violenza durante una relazione. [18]

America

Nel Nord America la violenza di genere è un problema significativo, che è una delle principali cause di morte e disabilità tra le donne. Infatti, secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention, un’agenzia governativa che si occupa della salute pubblica) 1 donna su 5 ha subito violenza sessuale da parte di un partner (in particolare, il 10,5% parla di stupro, il 13,7% di coercizione sessuale e l’8% di contatti sessuali indesiderati)[19]; 2 donne americane su 5 dichiarano di aver subito violenza fisica da parte del proprio partner (il 39% si riferisce a schiaffi e spinte, il 32,5% parla di violenza abituale e severa con diversi metodi: essere schiaffeggiate, spinte, soffocate bruciate, aver subito minacce o ferite con coltelli o pistole).[20]
Il 13,5% delle donne negli Stati Uniti ha dichiarato di aver subito stalking da parte di un partner.
L’altra faccia della violenza sulle donne, è la violenza psicologica: quasi metà delle donne americane dice di aver subito aggressioni psicologiche, tra cui controllo coercitivo e isolamento, spesso attuati tramite controllo del telefono, presa di decisioni, consigliare il suicidio, impedire contatti con amici e parenti. [21]
Secondo il National Center for Injury Prevention and Control, le donne subiscono 4,8 milioni di aggressioni fisiche e stupri da parte di partner intimi ogni anno e meno del 20% di queste vittime ha cercato cure mediche in seguito al danno subito, spesso a causa della paura e del cattivo funzionamento del sistema. [22]
Il Brasile ha uno dei tassi più alti di violenza domestica, e il 67% delle vittime sono donne. Inoltre, secondo la Polizia Militare di San Paulo, nel marzo 2020, all’inizio della quarantena per il COVID, le chiamate per denunciare casi di violenza domestica sono aumentate del 45% rispetto all’anno precedente. [23]

Africa

La violenza sulle donne è molto diffusa ma ignorata: nel 2023 il Kenya National Bureau Statistics ha registrato 7.000 casi di violenza domestica e 100 casi di femminicidio da agosto 2024. [24] Circa il 36% delle donne africane ha subito violenza di genere.
La causa principale di questi maltrattamenti è radicata in norme sociali e culturali che portano avanti da secoli la disuguaglianza di genere e l’inferiorità delle donne. Una delle maggiori difficoltà nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio è la mancanza di dati completi: molti abusi non vengono denunciati a causa della sfiducia nelle istituzioni; oltre a ciò, le leggi presenti spesso non vengono applicate nel modo corretto o sono del tutto assenti.
In un contesto povero, molto diffuso in questo continente, è difficile raccogliere dati certi, ma un fatto che ha notevolmente aumentato i casi di violenza è stato il lockdown, che ha costretto le famiglie a vivere in baracche di pochi metri quadri in condizioni misere. [25]

Asia

Secondo il Global Database on Violence against Women, un terzo delle donne asiatiche ha subito violenza da parte di un partner e il femminicidio e un problema molto serio. Un fattore importante è la mancanza di supporto legale, motivo per cui le donne non cercano la protezione a cui avrebbero diritto.
In India devono subire moltissimi abusi, tra cui omicidi e stupri. Qui, le donne vengono costrette a una vita di rinunce alla morte del marito. In alcune tradizioni la vedova deve radersi il capo perché ogni capelli manda una reincarnazione al marito. Oltre a ciò, le figlie femmine sono spesso considerate inutili e un peso e, per questo, si ricorre alla loro uccisione. [26]
In Afghanistan la situazione femminile è molto grave: la violenza di genere è particolarmente diffusa, ma la cosa peggiore sono l’altissimo numero di matrimoni e gravidanze forzate.
Un altro esempio asiatico è la Cisgiordania, Stato dove la condizione delle donne è fortemente influenzata da fattori politici, culturali e sociali. Le donne sono spesso vittime di maltrattamenti e, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, subiscono esecuzioni, pestaggi e violenze sessuali ogni giorno. Inoltre, l’attuale conflitto israelo-palestinese ha messo le donne in una condizione ancor più precaria. In Cisgiordania il femminicidio è un problema grave: i delitti d’onore, cioè quando le donne sono uccise dai famigliari per presunti comportamenti disonorevoli, sono molto diffusi. Una testimonianza di questi soprusi è il romanzo autobiografico Bruciata viva di Suad, che racconta la storia di questa ragazza che, dopo essere rimasta incinta fuori dal matrimonio, viene bruciata viva dal cognato. [27] Questo libro è un forte segnale del bisogno di combattere la violenza di genere.

Italia

In Italia, l’ISTAT rivela che il 31,5% delle donne italiane con un’età compresa tra i 16 e i 70 anni ha subito forme di violenza di genere: il 20,2% ha subito violenza fisica e il 21% violenza sessuale.[28]
Tra il 2017 e il 2021, il 45% delle donne vittima di omicidio è uccisa dal partner, il 9% da un ex e il 26% da un altro parente. Invece, gli uomini uccisi dal partner o dall’ex sono solo il 3,7%. I dati relativi agli anni 2022-2023, dimostrano che il rapporto non è cambiato: nel 2022 le donne hanno un 48% contro un 4% degli uomini. [29]
Ma non sono solo i partner i colpevoli di questa sistematica violenza: il 24,7% delle italiane dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale da parte di un estraneo. [30]

Associazioni

L’Italia conta numerose Associazioni che lottano per la parità dei diritti e contro la violenza di genere.

UDI

L’UDI-Unione Donne in Italia è un’associazione autonoma di promozione sociale, culturale e politica e senza scopo di lucro. Nasce il 1° ottobre 1945 con il nome “UDI-Unione Donne Italiane” appoggiandosi ai Gruppi di difesa della Donna e all’esperienza femminile della Resistenza contro il fascismo, il nazismo e la guerra.
Si impegna nella lotta contro l’ideale patriarcale che ancora oggi permea la nostra società; quindi, promuove fortemente il femminismo e le sue pratiche politiche così da combattere il dominio maschile e affermare diritti per le donne.
L’Associazione ha finalità di utilità sociale, solidaristiche e civiche svolgendo attività d’interesse generale svolgendo attività culturali, ricreative e artistiche, formazione extra scolastica e promozione della tutela dei diritti umani.
Offre inoltre supporto legale, psicologico e accoglienza a tutte le vittime di violenza di genere. [31]

D.i.Re

Più recente ma non meno importante, è D.i.Re (Donne in Rete contro la Violenza), fondata il 29 settembre 2008, ma che opera sin dagli anni Settanta tramite attività informali di centri antiviolenza gestiti da donne in tutta Italia. Già dal 2006, 57 organizzazioni hanno redatto la Carta della Rete Nazionale dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne, un documento che ha solo anticipato il vero e proprio statuto che è la colona portante della Rete.
D.i.Re supporta le vittime di violenza di genere tramite accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità in rifugi, consulenza legale e psicologica, orientamento al lavoro, sensibilizzazione, prevenzione e gruppi di sostegno.
Nel 2024, D.i.Re conta 88 organizzazioni che gestiscono 117 centri di antiviolenza e più di 66 Case rifugio, aiutando tantissime donne ogni anno. L’Associazione punta a raggiungere un cambiamento culturale per il superamento della violenza maschile sulle donne e lo fa, per la maggior parte, informando le persone del fenomeno della violenza e denunciandolo. [32]

Fondazione Giulia Cecchettin

È stata creata da Gino, Elena e Davide Cecchettin, padre e fratelli di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio nel novembre 2023. La sua morte ha portato a una grande riflessione pubblica che ha portato a domandarsi come risolvere il problema della violenza sulle donne.
La Fondazione si impegna a combattere la violenza di genere e il femminicidio attraverso sensibilizzazione e progetti innovativi. Promuove l'educazione civica e il rispetto nelle scuole, chiedendo che venga istituita come nuova materia l'educazione alle emozioni, per insegnare ai ragazzi come gestirsi e non commettere certi sbagli.
Oltre a ciò, la Fondazione offre sostegno legale, psicologico e socio-economico a tutte le vittime di abusi, collaborando con enti, istituzioni e organizzazioni per rendere la società più sicura. La missione della Fondazione è trasformare il dolore causato dalla perdita di Giulia e di tutte le vittime di femminicidio in forza per migliorare la società, diffondendo un messaggio di amore e speranza. Fondazione Giulia vuole una società paritaria, accogliente e inclusiva, dove la violenza di genere può essere evitata, promuovendo relazioni affettive sane, fondate su rispetto, dignità e non violenza.
La Fondazione si impegna a mantenere viva la memoria di Giulia, diffondendo i suoi ideali: amore, speranza, coraggio, voglia di vivere e altruismo; promuovere un cambiamento; sviluppare strumenti per analizzare le radici della violenza e stimolare interventi; supportare le donne vittime di violenza; promuovere la collaborazione; costruire un futuro inclusivo, dove tutti possano sentirsi sicuri. [33]

Femminicidio

La violenza di genere spesso diventa letale, sfociando nel femminicidio. Il femminicidio consiste nell’uccisione di donne in quanto donne, causato da ideali patriarcali e misogini, che sono gli stessi che provocano la violenza di genere. [34]
Ed è proprio questa violenza che preannuncia questo atto estremo e spesso è l soluzione adottata la ribellione delle donne stanche della situazione di inferiorità in cui si trovano da secoli.
In Italia, è un problema significativo: secondo l’ISTAT nel 2022 dei 322 omicidi verificatisi, 126 avevano come vittime delle donne, uccise in ambito familiare o di relazioni sentimentali. [35]
Le Nazioni Unite lavorano per promuovere politiche che affrontino il problema. Il femminicidio è radicato in una lunga tradizione di disuguaglianze di genere e patriarcato. Infatti, da sempre le donne vengono viste come subordinate agli uomini e ciò ha alimentato la cultura di controllo e possesso che spesso sfocia nella violenza letale. In Italia, i recenti femminicidi, come quello di Giulia Cecchettin, hanno riscosso l’opinione pubblica e portato alla volontà di promuovere un educazione ai sentimenti, in modo da evitare la violenza di genere e il femminicidio.
In generale, il termine “femminicidio” si riferisce alla progressiva consapevolezza di un’implicazione letale della disuguaglianza di genere, che porta le donne, considerate inferiori, a subire maltrattamenti di ogni tipo (fisici, psicologici, economici e sociali) che spesso ne provocano la morte.

Note

  1. UN-Women: Ending violence against women.
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità, "Violence against women prevalence estimates," 2018.
  3. ISTAT, "Indagine sulla violenza contro le donne," 2020.
  4. Declaration on the Elimination of Violence against Women (1993)
  5. Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra e tutto quello che c'è da sapere- Save the Children
  6. 1522- Numero Anti Violenza e Staling
  7. Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, I Commissione "Affari costituzionali" della Camera dei Deputati Roma, 25 ottobre 2017. Pag 15
  8. Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, I Commissione "Affari costituzionali" della Camera dei Deputati Roma, 25 ottobre 2017. Pag 16
  9. “Violenza di genere: partire dalla scuola per creare la società di domani”, Ida Diana Marinelli (4 dicembre 2023)
  10. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 1.]
  11. UN-Women: Ending violence against women.
  12. Enciclopedia dell'antico
  13. "Le donne nell'Antica Roma: che ruolo avevano" di Andrea Bosio
  14. "La condizione della donna nel Medioevo" di Giovanna Barbieri
  15. "Essere donna nell'Italia del Rinascimento" di Abel De' Medici
  16. Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale
  17. UN-Women: Ending violence against women.
  18. Organizzazione Mondiale della Sanità, "Violence against women prevalence estimates," 2018.
  19. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 4.]
  20. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 5.]
  21. [https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf The National Intimate Partner and Sexual Violence Survey: 2016/2017 Report on Sexual Violencen by Kathleen C. Basile, Sharon G. Smith, Marcie-jo Kresnow, Srijana Khatiwada, and Ruth W. Leemis; pagina 6.]
  22. Violence Against Women in the United States: Statistics (19 febbraio 2009).
  23. Violence Against Women in Latin America: The Multiple Facets of a Pervasive Issue
  24. "Kenya records 7,000 cases of violence against women since September 2023" by Mohammed Yusuf (23 dicembre 2023).
  25. "La violenza sulle donne in Africa" di Alice for the children (30 marzo 2022).
  26. "La condizione della donna in India: tra tradizione e modernità" di Giorgia Smaldone
  27. [Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007]
  28. ISTAT, "Indagine sulla violenza contro le donne," 2020.
  29. Violenza contro le donne e femminicidi, tutti i numeri da sapere sul fenomeno
  30. ISTAT, "Indagine sulla violenza contro le donne," 2020.
  31. UDI
  32. D.i.Re
  33. Fondazione Giulia.
  34. Barbara Spinelli, Femminicidio, in Enciclopedia Italiana - IX Appendice, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2015.
  35. "Femminicidi in Italia: la maggioranza degli autori sono italiani" di Claudio Pasqua (24 Novembre 2024)

Bibliografia

- Femminicidio - Enciclopedia - Treccani - https://www.mondadorieducation.it/risorse/media/secondaria_secondo/greco/enciclopedia_antico/lemmi/condizione_femminile.html

- https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/

- The Role of Women During the Italian Renaissance

- https://www.storicang.it/a/essere-donna-nellitalia-rinascimento_15103?form=MG0AV3

- FADING SHADOWS: Dark Reality of DOMESTIC VIOLENCE

- Le donne nel Novecento. Emancipazione e differenza di genere - ppt scaricare

- Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale

- https://mondointernazionale.org/post/la-donna-e-lasia

- Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007

-https://www.unwomen.org/en?form=MG0AV3 - https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/pdfs/mm7334a4-H.pdf

- http://udinazionale.org/

- https://www.direcontrolaviolenza.it/

- https://fondazionegiulia.org/

- https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/violence-against-women?form=MG0AV3

- https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/il-numero-delle-vittime-e-le-forme-di-violenza/ ISTAT

- https://www.ohchr.org/en/instruments-mechanisms/instruments/declaration-elimination-violence-against-women

- https://www.istat.it/wp-content/uploads/2017/10/A-Audizione-parit%C3%A0-di-genere-25-ottobre_definitivo.pdf

- https://magazine.igeacps.it/violenza-di-genere-partire-dalla-scuola-per-creare-la-societa-di-domani/?form=MG0AV3

- https://www.tortuga-econ.it/2024/03/07/violenza-contro-le-donne-il-fenomeno-attraverso-i-dati-tutti-i-numeri-da-sapere/?form=MG0AV3

- https://www.cdc.gov/nisvs/documentation/nisvsReportonSexualViolence.pdf

- https://now.org/resource/violence-against-women-in-the-united-states-statistic/?form=MG0AV3

- https://datapopalliance.org/violence-against-women-in-latin-america-the-multiple-facets-of-a-pervasive-issue/?form=MG0AV3

- https://aliceforchildren.it/2022/03/30/violenza-sulle-donne-in-africa/?form=MG0AV3

- https://www.voanews.com/a/kenya-records-7-000-cases-of-violence-against-women-since-september-2023/7911373.html?form=MG0AV3

- https://www.losbuffo.com/2017/05/15/la-condizione-della-donna-india-tradizione-modernita/?form=MG0AV3

- https://www.unwomen.org/en/what-we-do/ending-violence-against-women?form=MG0AV3

- https://www.1522.eu/

- https://www.savethechildren.it/blog-notizie/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-perche-si-celebra-tutto-quello-che-c-e-da-sapere