Hannah Arendt
Hannah Arendt, (Hannover, 14 ottobre 1906 – New York, 4 dicembre 1975) è stata una filosofa della politica e della responsabilità, una donna che a lungo si è interrogata sulle contraddizioni del ‘900 e su quanto accaduto in quegli stessi anni; si è impegnata nell’indagare la natura del totalitarismo, arrivando alla conclusione che centrale è la dimensione comunitaria di ogni individuo e che, per tale motivo, è necessario valorizzare l’impegno politico.
Biografia
Per comprendere chi fosse Hannah Arendt, è necessario esaminare come, attraverso l'insegnamento, le conferenze, la scrittura di libri, saggi e numerose lettere (oggi disponibili nei suoi importanti epistolari), e coltivando molte amicizie, abbia dimostrato una forte individualità. Per lei, l'impegno intellettuale e filosofico non riguardava la propria eccellenza personale, ma la realtà del mondo.
Hannah Arendt nasce nel 1906 a Hannover da una famiglia ebrea ricca e perfettamente integrata nella società tedesca. All’età di tre anni si trasferisce a Königsberg [1], città natale del suo precursore Immanuel Kant, dove cresce sotto la guida della madre, le cui idee erano di stampo socialista e la cui formazione era di tipo marxista. Nonostante Hannah Arendt aderisca inizialmente all’ideologia della madre, poi si distacca da essa.
Tra il 1924 e il 1929 studia teologia e filosofia a Marburgo, Friburgo e Heidelberg, tutte città universitarie tedesche.
Prende parte alle lezioni di Bultmann, Husserl, Heidegger e Jaspers. Con Heidegger intreccia una relazione amorosa. In una lettera del 1925, scritta dalla baita dell’alta Selva Nera, Heidegger la rappresenta così:
“Quando la bufera sibila intorno alla baita mi viene in mente la "nostra tempesta" – o ripercorro il silenzioso sentiero che costeggia il Lahn – o trascorro una pausa di tranquillità sognando l’immagine di una fanciulla che con l’impermeabile, il cappello calcato fin sopra i grandi occhi quieti, entrò per la prima volta nel mio studio e, timida e riservata, diede una breve risposta a tutte le domande – ed è allora che riporto l’immagine agli ultimi giorni del semestre – e solo allora capisco che la vita è storia.” [2]
Con Jaspers, relatore della sua tesi sul Concetto di amore in Sant’Agostino, Hannah Arendt instaura invece un rapporto “filiale”, che continuerà anche nel dopoguerra. Nelle loro lettere emergono frequentemente i temi della colpa, della responsabilità morale e dell'insensatezza della violenza nazista.
La tesi viene pubblicata nel 1929, tuttavia, a causa delle sue origini ebraiche, nel 1933 le viene negata l'opportunità di conseguire l'abilitazione all'insegnamento nelle università tedesche.
- ↑ https://www.giorgioperlasca.it/hannah-arendt
- ↑ [Hannah Arendt, Martin Heidegger, Lettere 1925-1975 e altre testimonianze, a cura di M.Bonola, Torino, Einaudi, 2007]