Psicologia del colore

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La psicologia del colore è la scienza che studia l'impatto dei colori sul comportamento umano. Tale disciplina approfondisce l'influenza delle diverse tonalità sullo stato d'animo, sulle emozioni e sulle decisioni, esplorando gli effetti della percezione cromatica sia a livello personale che collettivo. Questa branca della psicologia indaga i colori non in quanto risposte agli stimoli luminosi, bensì analizzando la loro natura di attivatori di meccanismi emotivo-cognitivi.


Origini filosofiche e simboliche del colore

La concezione del colore si evolve profondamente nel corso dei secoli attraversando tematiche complesse come la materia, il contrasto tra oscurità e luce, la percezione visiva. La fenomenologia dei colori è oggetto di interesse dell'uomo fin dall'antichità e di fatto, sin dalle epoche più remote, il colore è uno degli strumenti espressivi più riconosciuti, impiegato nell'arte, nei rituali religiosi e nelle pratiche magiche di molteplici culture.

Le prime civiltà attribuiscono ai colori significati specifici, associando le varie tonalità a divinità, elementi naturali, forze cosmiche ma anche principi etici. I colori non vengono quindi considerati come pigmenti dalla natura puramente decorativa, sono piuttosto ritenuti elementi chiave nella comprensione del mondo sensibile. Nell'antico Egitto, il simbolismo del colore è rigorosamente stabilito e strettamente legato a riflessioni teologiche. Nella Grecia arcaica, con la nascita della filosofia, la riflessione sui colori assume una nuova connotazione: acquista una dimensione teorica. Nel corso del Medioevo, la simbologia cromatica si intreccia profondamente con la religione cristiana continuando a caricare le diverse tonalità di significati legati al sacro e al profano finché nel Rinascimento l'approccio nei confronti del colore cambia in modo determinante facendosi scientifico, empirico.

Gli studi di Newton

Nel 1672, Isaac Newton rivoluziona la concezione del colore con la pubblicazione delle sue ricerche sull'ottica, dando origine a una nuova visione del colore come elemento misurabile, quantificabile. Attraverso i suoi esperimenti, il fisico riesce a dimostrare che la luce, che percepiamo bianca, è data dalla somma dei sette colori dello spettro solare. Facendo passare la luce bianca attraverso un prisma di cristallo, questa si scompone in un ventaglio di sette colori, che vanno dal rosso al violetto: lo spettro cromatico. L'innovativa teoria elaborata da Newton, basata sul metodo scientifico galileiano, definisce la luce come matrice del colore e il colore come prodotto della divisione della luce. Newton riesce a sfatare la visione del colore come proprietà intrinseca degli oggetti appurando che i colori non sono proprietà della materia bensì della luce. Le sue rivoluzionarie ricerche hanno un impatto determinante sulla scienza dell'epoca, tanto che pongono le basi per un approccio quantitativo e meccanicistico allo studio del colore.

La teoria dei colori di Goethe

Nel 1810, lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe espone la sua teoria dei colori nel saggio intitolato "Zur Farbenlehre". Il trattato si articola in tre parti principali e si presenta come un primo tentativo di comprendere i processi psicologici legati al colore.

Goethe adotta un approccio completamente diverso da quello newtoniano, basando i suoi studi sull'esperienza e sulla percezione del colore da parte dell'occhio umano. L'intellettuale critica aspramente la tesi sostenuta da Newton contestando la metodologia scientifica ed empirica adottata dal fisico, a cui oppone una nuova interpretazione del colore che si fa soggettiva. Goethe rifiuta la dipendenza dei colori dalla luce, presupposta da Newton, così come la sua idea che per studiare i colori si debba partire dalla luce. Spiega che la luce non è nient'altro che una condizione necessaria per vedere i colori ma l'atto in sé di captare gli stimoli luminosi è proprio dell'occhio. L'organo visivo riveste un ruolo centrale nella teoria goethiana, di fatto Goethe definisce il colore come fenomeno naturale elementare generato dalle attività dell'occhio stesso. Secondo quanto teorizzato dal drammaturgo tedesco, i colori agiscono non solo sulla vista, ma pure sull'animo umano. Goethe vede il colore come un potente strumento di connessione tra il mondo sensibile e l'interiorità umana, capace di agire sulla percezione e sulle emozioni.

Il ruolo di Kandinskij

Associazioni psicologiche dei colori

Applicazioni pratiche

Marketing e pubblicità

Design degli interni

Terapia del colore

Bibliografia

● Maurizio Rossi e Mariachiara Veronica (a cura di), Colore e colorimetria. Contributi multidisciplinari Vol. X A, Rimini, Maggioli, 2014

● Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961

● Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014

● Lia Luzzato e Renata Pompas, Il significato dei colori, Milano, Bompiani, 2010

● Max Lüscher, Il test dei colori, Roma, Astrolabio Ubaldini, 1978

● Vasilij Kandinskij e Elena Pontiggia (a cura di), Lo spirituale nell'arte, Milano, SE, 2005