Neon Genesis Evangelion

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Neon Genesis Evangelion

Neon Genesis Evangelion è una serie anime giapponese di fantascienza con elementi mecha, trasmessa tra il 1995 e il 1996. La storia parte in modo molto classico, ma nel corso degli episodi dà sempre più spazio ai personaggi e ai loro conflitti interiori sopratutto sull'identità, la solitudine, la paura del rifiuto e le difficoltà nel comunicare con gli altri.[1]


Immagine promozionale di Neon Genesis Evangelion.


Trama

La serie è ambientata nel futuro, dopo un disastro globale chiamato Second Impact. Questo evento, paragonabile ad una grossa esplosione, ha cambiato il mondo e ha lasciato la società in una condizione di instabilità, con paura e tensione sempre presenti. In Giappone viene costruita Neo-Tokyo-3, una città fortificata e altamente tecnologica, pensata per resistere agli attacchi degli Angeli. Gli Angeli sono entità misteriose, paragonabili a dei mostri giganti, non spiegate subito in modo completo. Il loro ruolo e la loro origine diventano più comprensibili solo con la prosecuzione della serie. Per contrastarli esiste la NERV, un’organizzazione che unisce aspetti militari e scientifici e utilizza gli Evangelion, enormi unità da combattimento simili a mecha. Un punto centrale dell’opera è che gli Evangelion, vengono pilotati da adolescenti. La serie insiste sul fatto che questa scelta non sia “normale” e comporta un costo umano molto alto, perché mette ragazzi giovani in situazioni estreme. Il protagonista, Shinji Ikari, viene convocato dal padre Gendo, capo della NERV, e si ritrova a pilotare l’Evangelion 01. Da qui la storia procede su due piani che si intrecciano:

  • un piano “esterno” fatto di missioni e battaglie contro gli Angeli
  • un piano “interno” in cui diventa sempre più importante ciò che questi eventi provocano nella mente e nelle emozioni dei personaggi durante lo svolgimento della storia.[2]


Personaggi

I personaggi principali sono i tre piloti Shinji, Rei, e Asuka e due adulti che influenzano direttamente le loro scelte, Misato e Gendo. Il modo in cui sono scritti serve a mostrare reazioni diverse allo stesso problema: voler un legame con gli altri, ma avere paura di soffrire o di non essere accettati.

Personaggio Immagine Descrizione
Shinji Ikari Pilota dell’Unità 01. Cerca approvazione e protezione, ma ha paura di sbagliare e di essere rifiutato. Quando la pressione aumenta, tende a bloccarsi e a rimandare le scelte, dimostrando che qualsiasi scelta prenda non sia mai abbastanza per lui.
Rei Ayanami Pilota dell’Unità 00. È silenziosa e distante e sembra avere un’identità “debole” o incompleta. Il suo personaggio porta al centro una domanda semplice ma difficile: cosa significa essere davvero una persona, riconoscersi e avere un valore proprio.
Asuka Langley Soryu Pilota dell’Unità 02. È competitiva e aggressiva e cerca riconoscimento attraverso la prestazione. La sua sicurezza spesso funziona come una difesa, e quando quella difesa crolla emerge una forte fragilità.
Misato Katsuragi Ufficiale della NERV e figura adulta molto presente per Shinji. Nella vita pubblica è capace e determinata, ma nella vita privata mostra contraddizioni e ferite. Serve anche a mostrare che l’instabilità emotiva non riguarda solo gli adolescenti.
Gendo Ikari Comandante della NERV e padre di Shinji. È freddo e controllato e mette obiettivi e progetti sopra i legami personali. Questo crea un conflitto centrale con Shinji che cerca approvazione, mentre Gendo resta distante e difficile da raggiungere.

Psicologia dei personaggi

La componente psicologica di Evangelion è importante perché non viene aggiunta come contorno ma si sviluppa insieme alla trama. Il contesto in cui nasce l’opera è spesso collegato a un periodo di forte insicurezza sociale, con ansia e disorientamento diffusi e con giovani che faticano a sentirsi stabili e a costruire rapporti solidi. In questo quadro, l’azione e la guerra diventano anche un modo per parlare di paure più quotidiane come sentirsi soli, non sentirsi abbastanza e avere difficoltà a mostrarsi per come si è. Un tema ricorrente è l’alienazione: la sensazione di non trovare un posto nel mondo o di non riuscire a creare legami che diano sicurezza. In Evangelion questo tema si vede soprattutto nei comportamenti dei personaggi, che spesso cercano contatto ma poi lo evitano per paura di essere feriti.

I tre piloti sono spesso letti come tre modi diversi di reagire allo stesso bisogno: essere visti, essere accettati, e non sentirsi soli.

  • Shinji vuole essere accettato, ma quando sente che potrebbe essere giudicato si chiude e si blocca. È una forma di difesa, rappresentata dal dilemma del porcospino, tema trattato in modo ricorrente durante gli episodi, incluso un episodio dedicato che spiega il concetto.
  • Rei si sofferma su sé stessa e la sua distanza emotiva porta il discorso sul tema dell’identità. La serie mostra quanto possa essere difficile formare un “io” stabile quando mancano legami chiari e riconoscimento.
  • Asuka invece rappresenta la competizione, opposta a Shinji: cerca di vincere sempre e di imporsi sugli altri per non sentirsi inferiore. Mostra forza e sicurezza, ma quella sicurezza è fragile e dipende molto dal giudizio esterno.

Queste differenze spiegano perché molti spettatori si sentano rappresentati da questi personaggi anche quando sono estremizzati in questo modo: non perché le loro situazioni siano comuni, ma perché le emozioni che provano sono rappresentate in modo molto specifico. La serie mette in scena il fatto che, davanti alla paura e al dolore, persone diverse reagiscono in modi diversi.[3][4]


Episodi

La serie è composta da 26 episodi. Gli episodi possono essere divisi in tre grandi blocchi, che mostrano anche un cambiamento graduale del tono e della struttura narrativa.

  • Una prima parte dove viene presentata l’ambientazione, parlando della NERV, degli Evangelion e degli Angeli. Rimanendo molto semplice nella struttura classica degli anime di quel tempo.
  • Una seconda parte vengono introdotti meglio i rapporti tra i personaggi e le loro crisi. La guerra contro gli angeli lascia segni e mette in evidenza problemi già presenti, come solitudine, bisogno di approvazione e difficoltà a fidarsi.
  • Una parte finale gli episodi 25 e 26, in cui la serie cambia forma e mette quasi tutto nella dimensione interiore del protagonista. Questa scelta è stata molto criticata da una parte del pubblico perché riduce le risposte concrete sugli eventi, ma è coerente con l’idea che il punto decisivo sia il percorso mentale ed emotivo dei personaggi.

Seguiti

Dopo la conclusione televisiva, il seguito più importante è The End of Evangelion (1997), un film conclusivo, che viene considerato la parte “esterna” del finale: mentre gli ultimi due episodi della serie mostrano soprattutto ciò che accade nella mente di Shinji, il film mette in scena gli eventi finali nel mondo di Evangelion, rendendo più chiara la conclusione narrativa.[5]

Negli anni successivi, la saga è stata ripresa con una tetralogia cinematografica prodotta dallo Studio Khara, nota come Rebuild of Evangelion. I Rebuild non sono una semplice riedizione: ripartono dall’idea di base della serie, ma cambiano gradualmente la storia, soprattutto dal secondo film in poi. In modo molto sintetico, si può dire che il progetto prova ad essere un "remake" di Evangelion mantenendo i personaggi principali ma portandoli verso un percorso diverso.

I quattro film sono:

  • Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone (2007)
  • Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance (2009)
  • Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo (2012)
  • Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time (2021)

Yoshiyuki Sadamoto, character designer di Evangelion nel 1994 iniziò a pubblicare il manga dedicato ad Evangelion, sebbene la serie sia uscita dopo, il concetto iniziale dell'anime è nato prima. Il manga vede la sua conclusione nel 2013 e ha un'altra interpretazione dell'opera, ci sono diverse differenze tra cui alcuni eventi che succedono nella storia, i personaggi sono meno estremizzati e più positivi rispetto alla sua controparte animata, ed un finale alternativo, questo perchè Sadamoto e Anno avevano due visioni diverse dell'opera e entrambe differiscono dall'approccio personale dei rispettivi autori. ((DEVO RIVEDERE)) V

Regista

La mente creativa dietro Neon Genesis Evangelion.

La serie è scritta e diretta da Hideaki Anno. Nella storia dell’animazione giapponese è spesso indicato come una figura centrale, perché ha mostrato come una serie televisiva possa unire intrattenimento e una forte impronta autoriale. In pratica, non si limita a far funzionare la sua storia ma usa regia, ritmo, dialoghi e immagini per far sentire allo spettatore la tensione interna dei personaggi, anche quando la storia parla di guerre e mostri giganteschi.[6]

Molti studi collegano Evangelion anche al modo in cui l’opera lascia spazio a interpretazioni sull’autore e sul suo rapporto con i temi della serie. Senza trasformare il discorso in una biografia, è importante notare che la serie viene spesso letta come un testo in cui l’identità, l’insicurezza e la difficoltà di relazione sono rappresentate in modo molto personale, come se la storia usasse la fantascienza per rendere visibili conflitti interiori.

Influenza

In circa trent’anni, Neon Genesis Evangelion è diventato uno dei titoli più importanti della storia degli anime. Il suo impatto non riguarda solo la trama o i personaggi, ma anche il modo in cui molte persone guardano e discutono le serie animate giapponesi, soprattutto nel genere fantascientifico e mecha. Uno dei motivi principali è che Evangelion prende una struttura tipica, cioè battaglie con unità mecha contro un nemico ricorrente, e la trasforma in qualcosa di più pesante sul piano emotivo. Col passare degli episodi, la guerra contro gli Angeli non serve solo a far avanzare l’azione, ma diventa anche un modo per mostrare fragilità, isolamento e difficoltà a costruire rapporti. In questo senso la serie ha mostrato che un anime d’azione può funzionare anche quando mette al centro paure e problemi interiori, non solo il risultato dello scontro. L’influenza si vede anche nel modo di scrivere i personaggi. Dopo Evangelion, è diventato più comune trovare protagonisti adolescenti non perfetti e non sempre “eroici”, ma pieni di contraddizioni, con crisi personali che contano quanto la trama principale. Anche l’alternanza tra scene d'azione e momenti più lenti e intimi è diventata un modello ripreso spesso da serie che vogliono unire intrattenimento e riflessione. Un altro aspetto importante è lo stile narrativo. Evangelion non spiega tutto subito e lascia spazio a dubbi, simboli e interpretazioni. Questo ha spinto molti spettatori a rivedere la serie e a discuterla a lungo, cercando connessioni e significati anche nei dettagli. Nel tempo, questo ha contribuito a renderla un titolo di riferimento, ancora oggi molto commentato e capace di dividere le opinioni. La serie è rimasta viva anche come franchise. Tra film, riedizioni e progetti successivi, Evangelion è tornato più volte al centro dell’attenzione, permettendo a generazioni diverse di incontrarlo in momenti diversi. Questo ha allargato il pubblico e ha trasformato l’opera in qualcosa che continua a circolare, non solo un successo legato agli anni Novanta. Infine, il successo di Evangelion ha avuto effetti anche sul modo di sostenere economicamente una serie. La visibilità televisiva ha funzionato sempre più come punto di partenza, mentre diventavano centrali home-video, pubblicazioni e prodotti collegati. Questo modello ha rafforzato l’idea dell’anime come progetto che può durare nel tempo e crescere anche oltre la messa in onda iniziale.[7]

Note

  1. Guido Tavassi, Storia dell’animazione giapponese, p. 247.
  2. José Andrés Santiago Iglesias & Ana Soler Baena, Anime Studies: Media-Specific Approaches to Neon Genesis Evangelion, Stockholm University Press, 2021, Plot Summary of Neon Genesis Evangelion and Analysis of Character Interrelations, pp. 353–355. https://stockholmuniversitypress.se/books/e/10.16993/bbp
  3. Carl Li, Mari Nakamura, and Martin Roth, Japanese Science Fiction in Converging Media: Alienation and Neon Genesis Evangelion, Asiascape Occasional Paper Series, 6, 2013, pp. 1–6. https://www.academia.edu/download/55333070/asiascape_ops_6.pdf
  4. José Andrés Santiago Iglesias & Ana Soler Baena, Anime Studies: Media-Specific Approaches to Neon Genesis Evangelion, Stockholm University Press, 2021, pp. 356-360 e Plot Summary of Neon Genesis Evangelion and Analysis of Character Interrelations, p. 356. https://stockholmuniversitypress.se/books/e/10.16993/bbp
  5. Guido Tavassi, Storia dell’animazione giapponese, p. 258.
  6. MYmovies.it, Hideaki Anno (biografia): https://www.mymovies.it/persone/hideaki-anno/50216/
  7. Guido Tavassi, Storia dell’animazione giapponese, p. 258

Bibliografia e Sitografia