Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano. Figura controversa e poliedrica della cultura italiana del secondo dopoguerra, Pasolini si distinse in molteplici campi artistici.
Intellettuale impegnato e polemista, utilizzò il giornalismo per criticare tanto la borghesia quanto il consumismo, e quella che definì "mutazione antropologica" della società italiana. Le sue posizioni eterodosse e la sua omosessualità dichiarata lo resero una figura divisiva, spesso oggetto di censura e processi. Morì assassinato nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975 all'idroscalo di Ostia, in circostanze ancora oggi dibattute.
Biografia
Infanzia e giovinezza
Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 Marzo 1922, figlio di Susanna Colussi, maestra elementare, e Carlo Alberto, tenente di fanteria. Il giovane Pier Paolo vive i suoi primi anni di vita da “nomade” [1], a causa del lavoro del padre; tra il 1923 e il 1937, la famiglia si spostò di città in città, passando da Parma(1923), Conegliano(1924), a Belluno(1925), dove nacque il fratello Guido Alberto, per poi restare tre anni a Cremona fino al 1935, e poi ristabilirsi, dal 1937 al 1942, a Bologna. [2]
Pier Paolo Pasolini visse un'infanzia segnata da profonde contraddizioni affettive e da un senso di precoce inquietudine esistenziale.[3]
L'atmosfera familiare era caratterizzata da tensioni costanti: il padre, di indole autoritaria e violenta, con il quale sviluppò un rapporto conflittuale e distante, era spesso assente, mentre la madre rappresentò per Pasolini un rifugio affettivo fondamentale, instaurando con lei un legame di profonda intensità.[4]
Durante gli anni del liceo, fu creatore di un gruppo letterario per la discussione di poesie insieme all’amico di giovinezza Luciano Serra, sviluppando un interesse particolare per la poesia dialettale; è in questo momento che scrive Poesie a Casarsa, pubblicato a Bologna nel 1942. [5] Saltato l’ultimo anno di liceo, nel 1939 il giovane Pasolini, si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, dimostrandosi uno studente brillante. Fu in questi anni che, il Pasolini appena ventenne, si avvicinò al mondo della politica diventando uno dei principali redattori della rivista della Gioventù italiana del Littorio (GIL) “Il Setaccio”. [6]
Gli anni friulani e la guerra
Nel 1943 Pasolini riuscì a fuggire ai tedeschi a Livorno e, con l'intera famiglia, si rifugiò a Casarsa dove si dedicò all’insegnamento in una scuola libera, per coloro che avevano dovuto interrompere gli studi a causa del conflitto. [7] Nel febbraio del 1945, la famiglia Pasolini fu profondamente segnata dalla perdita di Guido , che perse la vita a causa della sua adesione alla brigata Osoppo, la quale fu protagonista nella guerra civile interna alla Resistenza italiana. Nel settembre del 1945, Pasolini torna a Bologna per laurearsi, stabilendosi poi definitivamente in Friuli, dove riprende la carriera da insegnante nella scuola media di Valvasone.
Il 1947 segnò un anno di svolta nella la mobilitazione politica di Pasolini, che alla fine di quell’anno si iscrisse al PCI di San Giovanni Casarsa, di cui divenne successivamente segretario. Fu in questo momento che Pasolini iniziò la stesura di un romanzo sociale, che venne pubblicato con titolo Il sogno di una cosa nel 1962. La sua permanenza all’interno del partito, caratterizzata da scontri interni con altri tesserati, fu di breve durata e, il 26 ottobre del 1949, Pasolini fu espulso in seguito all’accusa, definita dall’Unità di ‘indegnità morale’[8], per aver consumato rapporti sessuali con dei ragazzi durante una festività nel paese di Ramuscello.
In seguito alla continua tensione che si era creata intorno a Pier Paolo per i fatti di Ramuscello, nel 1950, il giovane Pasolini decise improvvisamente di partire per Roma, dove restò fino alla sua morte.[9]
Il trasferimento a Roma
Pasolini visse i primi tempi della sua permanenza a Roma in una condizione di precarietà economica e sociale. Per sostentarsi, la madre lavorava come governante, mentre egli iniziò a lavorare per Cinecittà. Alla fine del 1951, riuscì a ottenere un posto di insegnante in una scuola media a Ciampino, che mantenne fino al 1953. Nonostante le diverse accuse per atti violenti che caratterizzarono la vita di Pasolini successivamente al processo promosso dall’ufficio spettacoli e proprietà letteraria della Presidenza del Consiglio nel 1955 contro Ragazzi di Vita [10] , questo periodo fu fondamentale per la sua formazione artistica. Pasolini strinse amicizie decisive con figure come Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Alberto Moravia ed Elsa Morante. Parallelamente, avvenne l’avvicinamento al sottoproletariato romano, le cui borgate, lingua e vitalità diverranno il cuore della sua ispirazione narrativa, sotto la guida ideale dei modelli di Dante e Giuseppe Gioachino Belli. [11]
Gli anni Sessanta e Settanta
Gli anni Sessanta segnarono il passaggio al cinema come mezzo espressivo principale. Il cinema divenne per Pasolini anche pretesto per viaggiare: nel 1961 si recò in India con Alberto Moravia e Elsa Morante, poi dal 1962 compì frequenti viaggi in Africa (Sudan, Kenya, Ghana, Nigeria, Guinea, Uganda e Tanzania), dove girò documentari come Appunti per un'Orestiade africana. Nel 1966 visitò per la prima volta l'America, in occasione del Festival di Montreal dove presentò il film Uccellacci e uccellini. Questi viaggi alimentarono in Pasolini una riflessione sulla crisi del mondo popolare e sulla progressiva integrazione del proletariato nella società borghese, portandolo a cercare alternative sempre più a Sud e più lontano. In quegli anni conobbe Ninetto Davoli, che divenne suo compagno e collaboratore cinematografico.[12]
Gli anni Settanta furono caratterizzati da crescente disillusione e dalla convinzione di assistere a una "mutazione antropologica" della società italiana. Tra il 1970 e il 1974 completò la "Trilogia della vita". Nel 1970 acquistò un castello medievale a Chia, presso Viterbo, dove cominciò a lavorare a Petrolio, romanzo incompiuto che indagava i misteri e i complotti della storia italiana recente e che sarebbe stato pubblicato postumo nel 1992. L'ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, uscì nel 1975, lo stesso anno della morte di Pasolini. [13]
L'assassinio
Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, Pasolini venne brutalmente assassinato all'Idroscalo di Ostia. Il suo corpo presentava ferite gravissime: fu trovato massacrato e con evidenti segni di essere stato investito da un'automobile. Giuseppe Pelosi, diciassettenne, venne arrestato quella stessa notte alla guida dell'Alfa Romeo del regista e confessò l'omicidio, sostenendo di aver reagito a un approccio sessuale violento. Tuttavia, numerosi elementi processuali sollevarono dubbi sulla dinamica degli eventi: la sentenza di primo grado parlò esplicitamente di "ignoti" complici, mentre perizie medico-legali evidenziarono incongruenze con la versione fornita dall'unico condannato[14]. Nel 2005 Pelosi ritrattò la confessione, affermando di non essere stato l'esecutore materiale del delitto.[15]
Cinema
Debutto
Pasolini approdò alla regia dopo aver conseguito fama come poeta e romanziere. Dopo esperienze come sceneggiatore, esordi come attore nel film il Gobbo del 1960. Collaborando con Mauro Bolognini e Federico Fellini in La notte Cabiria e La dolce vita, debuttò come regista e soggettista nel 1961 con Accattone, seguito da Mamma Roma (1962) e dall'episodio La ricotta (1963), nel film collettivo Ro.Go.Pa.G. Il mestiere di regista, permise a Pasolini, di poter viaggiare e produrre in Africa, Asia ed America. Centrale in questa fase, come già nei suoi romanzi, è l’attenzione per il sottoproletariato romano. Lo stile del regista, caratterizzato da riferimenti mirati allo stile pittorico cinquecentesco, e dal superamento neorealista, si discosta da quelle che sono le convenzioni cinematografiche del tempo[16]. La ricotta segna l'inizio dello scontro con le istituzioni: il film viene accusato di blasfemia e portato in tribunale, prefigurando le controversie che accompagneranno la sua carriera.[17]
In seguito a Ricotta, il cinema di Pasolini ricevette ulteriori critiche: Il Vangelo secondo Matteo (1964), fu attaccato dalla sinistra per essersi allontanato dall’ideale marxista delle origini. Opere come il poema cinematografico La rabbia (1963) e il reportage Comizi d'amore (1964) testimoniano una particolare attenzione indirizzata alla realtà contemporanea. Uccellacci e uccellini (1966), critica in chiave satirica il boom economico e le contraddizioni della società italiana, tematiche approfondite in Teorema (1968) e Porcile (1969). Pasolini, attraverso la trilogia sul mito classico - Edipo Re (1967), Medea (1969) e Appunti per un'Orestiade africana (1969-1973) - denuncia un "genocidio culturale", cioè quei mutamenti antropologici-epocali, ch’egli aveva percepito radicarsi nella società.[18]
Il vangelo secondo Matteo
Il Vangelo secondo Matteo è un film del 1964 diretto da Pier Paolo Pasolini, considerato una delle opere cinematografiche più significative e controverse, dedicate alla figura di Cristo. Pasolini presenta un Cristo malinconico e solitario, portatore di un messaggio rivoluzionario che si contrappone al conformismo e alla mediocrità del mondo contemporaneo. Per il ruolo di Gesù scelse Enrique Irazoqui, un giovane sindacalista spagnolo, mentre sua madre Susanna interpretò la Vergine Maria. Le riprese furono realizzate negli ambienti austeri dei Sassi di Matera, che conferirono al film un'atmosfera di forte realismo poetico.[19]
Ultime produzioni
Con la composizione Trilogia della Vita costituita dai film Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972) e Il fiore delle Mille e una notte (1974), Pasolini vuole rappresentare un tentativo utopico di riscoperta della vitalità e del corpo. Questa fase viene però presto superata da una profonda disillusione, a seguito dell’abiura verso l’opera. Nel 1972 Pasolini collaborando con i giovani di Lotta Continua, tra cui Bonfanti e Fofi, diresse un documentario sulla strage di piazza Fontana a Milano, intitolato 12 dicembre. L'opera ultima, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), rappresenta il culmine del suo pessimismo, esponendo la convinzione riguardo un panorama di ritorno al fascismo in Italia. [20]
Filmografia
Cinema
- Accattone (1961)
- Mamma Roma (1962)
- La Ricotta, episodio in Ro.Go.Pa.G.(1963)
- Il Vangelo secondo Matteo (1964)
- Uccellacci e uccellini (1966)
- La Terra vista dalla luna, episodio in Le streghe(1967)
- Edipo re (1967)
- Che cosa sono le nuvole, episodio in Capriccio all'italiana(1968)
- Teorema (1968)
- La sequenza del fiore di carta, episodio in Amore e rabbia(1969)
- Porcile (1969)
- Medea (1969)
- Il Decameron (1971)
- I racconti di Canterbury (1972)
- Il fiore delle Mille e una notte (1974)
- Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975)
Documentari
- La Rabbia, docu-film in due parti (1963)
- Comizi d’amore, docu-inchiesta (1965)
- Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo (1965)
- Appunti per un film sull’India (1968)
- Appunti per un’Orestiade africana (1970)
- Le mura di Sana’a, docu-appello (1971)
- 12 dicembre (1972)
Pensiero e poetica
Stagione friulana
La stagione friulana (1942-1950) rappresenta il momento formativo dell'intellettuale. In questi anni Pasolini sviluppò una poetica legata alla cultura contadina, idealizzata come raccoglitrice di valori autentici e di una purezza premoderna, generalmente definita come “mania delle origini”. Le prime raccolte in dialetto friulano, come Poesie a Casarsa (1942), nascevano da un "regresso linguistico" verso un lessico vergine, espressione di un'innocenza perduta; la scelta del dialetto costituiva un atto di opposizione al fascismo che "non tollerava i dialetti, segni dell'irrealizzata unità di questo paese dove sono nato, inammissibili e spudorate realtà nel cuore dei nazionalisti"(Poeta delle Ceneri). L'impegno politico modificò la produzione di Pasolini: dalla prospettiva lirica e autobiografica si orientò verso il romanzo sociale con il progetto de La meglio gioventù, che venne pubblicato nel 1962 con il titolo Il sogno di una cosa.[21]
L'adesione al PCI andava di pari passo con una poetica incentrata sul disprezzo della classe borghese da cui proveniva e sulla coscienza della propria omosessualità. Molti comunisti gli rimproveravano un disinteresse per il realismo socialista e un'eccessiva attenzione per la cultura borghese. Il sentimento di marginalità sociale vissuto nei primi mesi romani coincise con la scoperta del sottoproletariato e delle borgate, che sostituirono nella sua mitologia poetica le campagne friulane.[22]
Gli anni Cinquanta rappresentarono il periodo di massimo entusiasmo creativo. Nel 1955 Garzanti pubblicò Ragazzi di vita, che ritraeva senza moralismi la vita violenta e miserabile del sottoproletariato romano. Il romanzo ottenne notevole successo di pubblico ma fu sottoposto ad un processo per oscenità, conclusosi con l'assoluzione.
Nel 1957 uscì Le ceneri di Gramsci, raccolta nata dalla crisi ideologica successiva all'invasione dell'Ungheria (1956) e al XX Congresso del PCUS. L'opera esprime il conflitto tra l'adesione ideologica al marxismo e un'insopprimibile attrazione estetica per il mondo borghese e sacrale. Dal 1955 al 1959 diresse con Leonetti, Roversi, Fortini e Romanò la rivista "Officina", espressione di realismo critico e sperimentale. Nel 1959 pubblicò Una vita violenta, secondo romanzo romano più programmatico e ideologico del precedente.[23]
Gli anni Sessanta
Gli anni Sessanta segnano il collasso della fiducia di Pasolini nella linea marxista : Pasolini intraprese viaggi alla ricerca di alternative sempre più incontaminate di fronte alla progressiva integrazione del proletariato: dal "terzo mondo accampato nelle periferie" alle "Casaline del mondo".
Dal punto di vista formale, la poesia di Pasolini abbandonò progressivamente la griglia metrica. Dopo La religione del mio tempo (1961), in Poesia in forma di rosa (1964) sperimentò l'informale e i calligrammi, fino a Trasumanar e organizzar (1970).
Si intensificano l’attività saggistica, gli interventi di polemica ideologica e le riflessioni politiche che egli rende pubbliche in numerosi articoli: se nella prima metà degli anni Sessanta nutriva ancora speranze di rinnovamento sociale, dopo il 1965 la sua visione divenne sempre più pessimistica: il neocapitalismo stava creando una nuova forma di totalitarismo più subdola del fascismo storico. [24]
Gli anni settanta
Gli ultimi anni videro Pasolini assumere posizioni sempre più provocatorie e isolate, espresse nel saggio Scritti corsari e nelle raccolte di articoli Lettere luterane. Pasolini si sentiva oppresso da un universo ormai mutato e da "cambiare in modo tanto drastico e disperato quanto drastica e disperata è la situazione"("Siamo tutti in pericolo”, 1.11.1975). Nel 1973 iniziò la collaborazione con il "Corriere della Sera", esprimendo pubblicamente le sue analisi critiche della società italiana. Contemporaneamente lavorava a Petrolio, romanzo che si addentrava nei misteri e complotti della storia italiana recente, destinato a rimanere incompiuto.[25]
Opere
Poesia
- Poesie a Casarsa, 1942
- Diarii, 1945
- Dov'è la mia patria,1949
- Le ceneri di Gramsci, 1957
Narrativa
- Ragazzi di vita, Garzanti, Milano 1955
- Una vita violenta, Garzanti, Milano 1959
- Il sogno di una cosa, Garzanti, Milano 1962
- L'odore dell'India, Longanesi, Milano 1962
- Petrolio, Maria Careri e Graziella Chiararcossi (a cura di), con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Einaudi, Torino 1992
Sceneggiature e testi per cinema
- Le notti di Cabiria, 1957
- La notte brava, in <<Filmcritica>> 1959
- La lunga notte del '43, 1960
- Accattone, prefazione di Carlo Levi, FM, Roma 1961
- Il vangelo secondo Matteo, Giacomo Gambetti (a cura di), Garzanti, Milano 1964
- Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury, il Fiore delle Mille e una notte), Giorgio Gattei (a cura di ), Cappelli, Bologna, 1975
Saggi
- Passione e ideologia (1948-1958), Garzanti, Milano 1960
- Empirismo eretico, Milano, Garzanti, 1972
- Scritti corsari, Milano, Garzanti, 1975
- Lettere luterane, Einaudi, Torino, 1976
Bibliografia
- Angela Molteni e Massimiliano Valente, Pier Paolo Pasolini. La vita, Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, 2015
- Emanuela Bufacchi, Pasolini, Pier Paolo, Enciclopedia dei ragazzi, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/, 2006
- Gianni Borgna, Così mori Pasolini, MicroMega, https://www.micromega.net/riapertura-indagine-pasolini-cosi-mori-pasolini, 2023
- Giacomo Manzoli, Pasolini e il cinema di Poesia, Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, https://www.treccani.it/enciclopedia/pasolini-e-il-cinema-di-poesia_%28Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco%29/, 2014
- Guido Crainz, Vangelo secondo Matteo, la Repubblica, https://www.repubblica.it/cultura/2014/07/22/news/ha_50_anni_il_vangelo_secondo_matteo_di_pasolini_e_la_chiesa_lo_riabilita-92136077/, 2014
- Walter Siti, PASOLINI, Pier Paolo, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 81, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/, 2014
Note
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, III sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Borgna, https://www.micromega.net/riapertura-indagine-pasolini-cosi-mori-pasolini,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Manzoli, https://www.treccani.it/enciclopedia/pasolini-e-il-cinema-di-poesia_%28Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco%29/
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Manzoli, https://www.treccani.it/enciclopedia/pasolini-e-il-cinema-di-poesia_%28Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco%29/
- ↑ Crainz, https://www.repubblica.it/cultura/2014/07/22/news/ha_50_anni_il_vangelo_secondo_matteo_di_pasolini_e_la_chiesa_lo_riabilita-92136077/
- ↑ Manzoli, https://www.treccani.it/enciclopedia/pasolini-e-il-cinema-di-poesia_%28Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco%29/
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Molteni e Valente, https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/, I sezione
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,
- ↑ Bufacchi, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/
- ↑ Siti, https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/,