Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) sono patologie complesse caratterizzate principalmente da un rapporto disfunzionale con il cibo, un’eccessiva preoccupazione per il peso e un’alterata percezione della propria immagine corporea.[1]
In seguito ai DNA, la salute fisica viene compromessa a causa di scorrette abitudini alimentari che portano a un’alterazione dello stato nutrizionale. Se non vengono trattati in tempi e con metodi adeguati, i DNA possono diventare una condizione permanente e compromettere la salute di tutti gli organi e apparati del corpo e, nei casi gravi, portare alla morte.
Impatto generale sulla salute
I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione possono essere un elemento importante di disagio, soprattutto in un'età critica come quella adolescenziale: il loro esordio precoce può comportare un rischio maggiore di danni permanenti secondari alla malnutrizione, soprattutto a carico di organi e tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale.
I DNA possono quindi essere associati sia a disagi psicologici sia a vere e proprie malattie organiche.
Contesto culturale
In molti casi le società contemporanee da un lato incentivano il consumo e la sedentarietà, mentre dall’altro impongono ideali di magrezza spesso irrealistici per entrambi i sessi, indipendentemente dalle caratteristiche biologiche e fisiologiche individuali. Questa pressione sociale, unita a modelli di competitività esasperata, può influenzare profondamente il rapporto con il cibo e l’immagine corporea, soprattutto sui giovani, fino a sfociare in comportamenti patologici.
Essendo fortemente influenzati dal contesto culturale, i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione rientrano tra le cosiddette malattie cultura-dipendenti. [2]
Tipologie
I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono spesso associati alla magrezza estrema, quindi all’anoressia; in realtà, questi disturbi possono colpire persone di qualsiasi peso, compresi normopeso, sovrappeso e obesi, di genere maschile o femminile.[3]
Anoressia nervosa
Caratteri
L'anoressia nervosa è caratterizzata da un'inesorabile ricerca della magrezza, da una paura patologica dell'obesità, da una distorta immagine corporea e da una riduzione dell'apporto calorico che portano a una significativa perdita di peso fino al punto in cui la salute viene danneggiata.[4]
La cronica, graduale malnutrizione consente comunque all'organismo di instaurare una serie di reazioni biologiche di tipo adattativo, che permettono la riduzione significativa del dispendio energetico: è per tale capacità adattativa che questi pazienti sopravvivono così a lungo. Tuttavia, se una paziente affetta da anoressia nervosa viene colpita da un evento acuto morboso, come sepsi o trauma, le condizioni clinico-nutrizionali possono rapidamente peggiorare con altissimo rischio.
Sintomi
L'anoressia nervosa si manifesta attraverso diversi sintomi:
- significativa perdita di peso fino al punto in cui la salute viene danneggiata
- rifiuto di assumere una quantità di alimenti che possa consentire il raggiungimento o il mantenimento di un peso corporeo normale e un normale stato di nutrizione
- amenorrea per almeno tre mesi consecutivi
A questi sintomi principali si associano spesso altri disturbi fisici e psichiatrici tra cui depressione del tono dell'umore, insonnia, aggressività, isolamento sociale, scarsa capacità di concentrazione. Inoltre, è frequente l’alterazione dell’immagine corporea per cui risulta possibile che la persona con anoressia nervosa si percepisca “grassa” pur essendo oggettivamente sottopeso (dismorfia corporea).[5]
Conseguenze
Chi soffre di anoressia nervosa può limitare il consumo di cibo fino al punto di danneggiare la propria salute. Anche se anoressia significa perdita dell’appetito, molte persone con anoressia nervosa non perdono l’appetito finché non sono estremamente emaciate. La mortalità è compresa tra lo 0,2 e il 5,0%, percentuale molto elevata se confrontata con altri tipi di patologia presenti in età evolutiva. L'anoressia nervosa, essendo la seconda causa di morte, dopo le tossicodipendenze, nell'adolescenza, è una gravissima patologia cronica, con un alto impatto emotivo sull'opinione pubblica e richiede un'assistenza prolungata.
Disturbo evitante/restrittivo
Il disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione di cibo è caratterizzato dall'evitamento del cibo o dalla limitazione dell'assunzione di cibo.[6] Ciò produce significativa perdita di peso, carenza nutrizionale, dipendenza dal supporto nutrizionale e/o grave disturbo del funzionamento psicosociale, caratterizzato dall’incapacità di soddisfare le appropriate necessità nutrizionali. A differenza dell'anoressia nervosa e della bulimia nervosa, questo disturbo non comprende la preoccupazione per la forma del corpo o per il peso.
Chi soffre di questo disturbo può non avere interesse per il cibo, nonché essere estremamente schizzinoso riguardo agli alimenti ed evitarne alcuni tipi. Per esempio, può evitare gli alimenti che hanno un certo colore, consistenza o odore. Alcuni soggetti temono possibili conseguenze avverse del consumo di cibo, quali il soffocamento o il vomito.
Disturbo da alimentazione incontrollata
Il disturbo da alimentazione incontrollata (cioè il binge-eating) è caratterizzato da episodi ricorrenti in cui le persone consumano quantità di cibo molto superiori a quelle che la maggior parte delle persone mangerebbe in situazioni e tempo analoghi.[7] In queste circostanze, le persone interessate hanno spesso sensazione di perdita di controllo, angoscia e frustrazione. Gli episodi non sono seguiti da comportamenti compensatori inadeguati (come il vomito autoindotto).[8]
La persona con disturbo da binge-eating spesso presenta sovrappeso od obesità.
Bulimia nervosa
La bulimia nervosa è caratterizzata da ricorrenti episodi di abbuffate e da inappropriate condotte compensatorie come il vomito, l’abuso di lassativi o altri farmaci, il digiuno o l’eccessiva attività fisica.[9] Come l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa risulta associata a livelli di autostima eccessivamente influenzati dal peso e dalla forma del corpo.[10]
Gli episodi di bulimia si associano alla tipica sensazione di perdita di controllo: il paziente avverte di non poter smettere di mangiare, di non essere capace di scegliere, assumendo tutto quello che trova disponibile, anche se normalmente disgustoso, come piatti freddi presi dal frigorifero o dal congelatore.
Altra tipica sensazione del paziente con bulimia nervosa è la vergogna dei sintomi della malattia, che lo induce spesso a mascherarli e nasconderli: da qui la necessità di un'attenta anamnesi medica. Il peso di questi pazienti è, per definizione, normale o di poco superiore o inferiore a quello indicato negli standard di riferimento: non si osserva, in altre parole, la grave emaciazione o l'obesità tipica rispettivamente dell'anoressia e dei Binge eating disorders.
Picacismo
Il picacismo consiste nel mangiare regolarmente cose non commestibili, come i metalli o il ghiaccio.[11]
La pica è un consumo persistente di materiale non nutritivo e non alimentare che non è adatto allo sviluppo (ossia, la pica non viene diagnosticata nei bambini di età inferiore a 2 anni) e non fa parte di una tradizione culturale.
Disturbo di ruminazione
Il disturbo di ruminazione consiste nel rigurgito ripetuto di cibo dopo il pasto.[12]
Il disturbo da ruminazione, caratterizzato dal ripetuto rigurgito di cibo in assenza di condizioni mediche come il reflusso gastroesofageo; che può essere rimasticato, reinghiottito o sputato. Questo comportamento non è dovuto a una condizione medica come il reflusso gastroesofageo ed è solitamente involontario.
Disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati
I DANAS (Disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati) sono DNA che non rispondono completamente ai criteri diagnostici dell'anoressia nervosa e della bulimia nervosa. Come per l'obesità, si tratta di comportamenti che, se protratti, possono portare a disturbi dello stato di nutrizione e quindi dello stato di salute.[13]
L'alimentazione disordinata è il più frequente di questi disturbi, soprattutto nei giovani, e contrastarla è un obiettivo importante della medicina preventiva. Nelle famiglie l'alimentazione disordinata può essere affrontata convincendo i figli a effettuare ogni mattina una prima colazione adeguata e invitandoli a consumare più frutta, verdura, latte e yogurt; l'introduzione di queste abitudini alimentari può ridurre il consumo di spuntini poco salutari, di bevande zuccherate e di bevande alcoliche. Si arriva infine a un bilancio negativo con due meccanismi: minore assunzione e minore assorbimento. Spesso l'alimentazione disordinata si associa a una scarsissima attività fisica.
La sindrome da rialimentazione
La sindrome da rialimentazione (refeeding syndrome) è il più diffuso dei DANAS.[14] Consiste in un insieme di sintomi e complicanze che possono insorgere quando un paziente con grave malnutrizione proteico-energetica, in particolare di tipo marasmatico o prolungato nel tempo, viene sottoposto a un intervento nutrizionale intensivo.[15]
Questa condizione deriva dall’interazione tra il livello di malnutrizione e l’intensità della terapia nutrizionale. Nei soggetti gravemente denutriti, il metabolismo si è adattato a una ridotta disponibilità di energia e nutrienti, rallentando le funzioni biologiche. Tuttavia, al momento della rialimentazione, l’organismo manifesta una forte richiesta di substrati per ripristinare tali funzioni. Affinché questo processo avvenga in modo sicuro, è essenziale che l’apporto di macronutrienti e micronutrienti sia ben bilanciato, garantendo sia l’energia necessaria, sia il corretto funzionamento delle reazioni enzimatiche. Nella fase di rialimentazione aumenta in particolare il fabbisogno di ioni intracellulari che richiederanno particolari supplementazioni e un adeguato monitoraggio, soprattutto nella fase iniziale dell'intervento clinico nutrizionale.
La sindrome da rialimentazione nasce quindi, nella maggior parte dei casi, da uno squilibrio tra l'apporto eccessivo di macronutrienti e limitato di micronutrienti (vitamine e minerali). Le complicanze sono temibili perché alcune funzioni, come quelle cardiovascolare e cerebrale, possono essere coinvolte e quindi vi può essere comparsa di scompenso idroelettrolitico con edema agli arti inferiori, alterazioni maggiori della conduzione elettrica cardiaca, stato di agitazione e confusione mentale.
Trattamento
In tutti i casi di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione occorre intervenire tempestivamente per limitare il più possibile le ripercussioni sulla salute fisica e sulla qualità della vita. Essendo i DNA problematiche psicologiche, legate ad esempio al perfezionismo patologico, alla bassa autostima e alle difficoltà interpersonali, risulta necessario rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta specializzato in DNA, che aiuterà la persona a riconoscere il loro problema e a creare la motivazione al cambiamento.
Il trattamento dei DNA richiede un approccio multidisciplinare, precoce e mirato, che coinvolga medici, psicologi, nutrizionisti e, quando necessario, psichiatri. Il percorso terapeutico mira a ripristinare un rapporto sano con il cibo, permettendo alla persona affetta dal disturbo di sviluppare un equilibrio positivo con l'alimentazione, il proprio corpo e, soprattutto, con se stessa, affrontando così le cause profonde del disturbo.
Ci sono varie modalità di riabilitazione nutrizionale e il loro utilizzo varia in genere anche a seconda del modello terapeutico prescelto.
Pasto assistito
L'approccio del pasto assistito, impiegato nei programmi di riabilitazione nutrizionale, prevede che il paziente venga supportato da un operatore qualificato durante i pasti, al fine di superare le difficoltà che ostacolano un'adeguata assunzione di nutrienti, sia in termini di quantità che di qualità.[16]
I pasti sono strutturati secondo schemi dietetici mirati al recupero del peso corporeo. Con i pazienti, vengono progressivamente affrontate e gestite le resistenze al cambiamento e le eventuali difficoltà digestive, offrendo supporto e rassicurazione rispetto alla paura di perdere il controllo di alimentazione e peso.
Alimentazione meccanica
L’alimentazione meccanica è un approccio mirato a ridurre l’ansia legata al cibo e la paura dell’aumento di peso. Questo approccio si è rivelato efficace in molte forme di disturbi alimentari, anche nei casi caratterizzati da una forte resistenza al trattamento.[17]
I pazienti seguono un’alimentazione basata su schemi dietetici strutturati per raggiungere l’incremento ponderale stabilito. In questo contesto, il cibo viene considerato alla stregua di una "medicina", escludendo l’influenza di stimoli esterni, emozioni, sensazioni di fame, sazietà o ripienezza.
Uno dei principali punti di forza di questo metodo è che l’aumento di peso, avvenendo in modo graduale, prevedibile e pianificato, aiuta i pazienti a ridimensionare la convinzione che l’assunzione di determinati alimenti o quantità possa portare alla perdita di controllo sul proprio peso corporeo.
Riabilitazione nutrizionale ad approccio psicobiologico e Training di familiarizzazione con il cibo
La Riabilitazione nutrizionale ad approccio psicobiologico e Training di familiarizzazione con il cibo tende a favorire il recupero di condizioni nutrizionali accettabili e di abilità che la malattia ha compromesso, cioè i fattori che influenzano il sistema fame/sazietà e il controllo del peso corporeo.[18] È un approccio collaborativo, con aspetti psicoeducativi, che non ha il recupero ponderale come unico obiettivo, e mira all’autonomia del paziente: quest'ultimo deve recuperare una percezione reale dei propri bisogni e affrontando progressivamente le paure legate al recupero ponderale e al cibo. La riabilitazione promuove l’acquisizione di nuove abilità e competenze nutrizionali, rafforza l’autoefficacia nel mettere in atto strategie alternative ai comportamenti disfunzionali e facilita la riduzione della rigidità connessa all’idea di dieta.
Il Training di familiarizzazione con il cibo (TFC) è un percorso di riabilitazione nutrizionale intensiva, basato su un approccio psicobiologico, realizzato in modalità semiresidenziale o residenziale.[19] Il percorso prevede un supporto costante da parte del dietista e si focalizza sulla sperimentazione guidata durante i pasti, la progressiva interruzione delle restrizioni alimentari, dei rituali associati e la gestione dell’ansia e delle emozioni correlate. Un elemento chiave è il potenziamento dell’assertività, anche attraverso tecniche ispirate alla terapia cognitivo-comportamentale.
Attività di sensibilizzazione
Numerosi paesi hanno introdotto attività di sensibilizzazione per il contrasto ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. In Italia, con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 8 maggio 2018 è stata indetta la Giornata nazionale del fiocchetto lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare. La Giornata si celebra il 15 marzo di ogni anno.[20]
Note
- ↑ Ministero della Salute, Cosa sono i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, 24 febbraio 2025 https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioContenutiSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&id=6160&area=salute%20mentale&menu=DNA
- ↑ Laura Fasoli, DCA come Disturbo Etnico o Sindrome Culturale https://www.mindfuleatingonline.it/post/dc-come-disturbo-etnico-sindrome-culturale
- ↑ IRCCS humanitas research hospital, Obesità https://www.humanitas.it/malattie/obesita/
- ↑ Ministero della salute, Anoressia nervosa https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioContenutiSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&id=6163&area=salute%20mentale&menu=DNA
- ↑ Maria Luigia, Dismorfofobia https://www.ospedalemarialuigia.it/doc-disturbi-correlati/disturbo-dismorfismo-corporeo-sintomi-diagnosi-cura/
- ↑ Lilac centro DCA, ARFID https://www.centrolilac.it/blog/arfid-cose-e-come-si-presenta-il-disturbo-evitante-restrittivo-dellassunzione-di-cibo/
- ↑ IRCCS, Binge eating: che cos’è e quali sono i sintomi https://www.humanitas.it/news/binge-eating-disorder-che-cose-e-quali-sono-i-sintomi/
- ↑ Vomito autoindotto
- ↑ Bulimia nervosa
- ↑ Autostima
- ↑ Picacismo
- ↑ Disturbo di ruminazione
- ↑ Disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati
- ↑ ,Sindrome da rialimentazione
- ↑ ,Malnutrizione proteico-energetica
- ↑ ,Pasto assistito
- ↑ ,Alimentazione meccanica
- ↑ ,Riabilitazione nutrizionale
- ↑ TFC
- ↑ Giornata nazionale del fiocchetto lilla
Bibliografia
- Cosa sono i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA): https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioContenutiSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&id=6160&area=salute%20mentale&menu=DNA
- Introduzione ai disturbi dell'alimentazione: https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-psichiatrici/disturbi-dell-alimentazione/introduzione-ai-disturbi-dell-alimentazione
- Panoramica sui disturbi del comportamento alimentare: https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-di-salute-mentale/disturbi-del-comportamento-alimentare/panoramica-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare
- Disturbi del comportamento alimentare: https://www.treccani.it/enciclopedia/disturbi-del-comportamento-alimentare_(Dizionario-di-Medicina)/
- Disturbi dell'alimentazione:https://www.treccani.it/enciclopedia/disturbi-della-alimentazione_(Enciclopedia-Italiana)/
- Disturbi alimentari cosa sono e come curarli:https://www.prontomedicina.it/articoli/psicologia/disturbi-alimentari-cosa-sono-e-come-curarli.html
- Interventi nutrizionali:https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioContenutiSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&id=6161&area=salute%20mentale&menu=DNA
- Dca per saperne di più: https://www.centromeyerasti.it/sarerne-di-piu-sui-dca-asti.html
- Dca regione Lombardia: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/Cure-specialistiche-e-consultori/disturbi-comportamento-alimentare-dca/disturbi-comportamento-alimentare-dca