Emigrazione degli abitanti di Stiava dal 1850 al 1899

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L’emigrazione degli abitanti di Stiava dal 1850 al 1899 è stata un processo di emigrazione determinato da circostanze di estrema povertà e miseria che afflissero lo Stato postunitario, soprattutto nei ceti meno abbienti. Gli abitanti di Stiava, cittadina situata attualmente nel comune di Massarosa in provincia di Lucca, che scelsero di emigrare seguirono i principali flussi migratori italiani di quel tempo.

Contesto storico

Stiava, al tempo parte del Ducato di Lucca [1] fino al 1847 e più tardi annessa al Granducato di Toscana, era perlopiù incentrata su un’economia agricola. Nel 1860, dopo un plebiscito, il Granducato di Toscana venne annesso nel Regno di Sardegna e successivamente il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia. Tuttavia la situazione italiana in seguito all'unità risultava preoccupante; i costi dell’unificazione e il processo di modernizzazione causarono una serie di mosse politiche volte ad aumentare le entrate dell'erario. Per ovviare al problema vennero imposti tributi sui terreni (fondiario) e sulla ricchezza mobile nel 1864. Venne in seguito introdotta nel 1868 la tassa sul macinato che garantì un cospicuo gettito per le casse dello Stato, ma fu del tutto impopolare per la maggior parte della popolazione.[2] Tali azioni politiche fecero insorgere negli italiani, soprattutto nel ceto medio, l’idea di emigrare per cercare fortuna all’estero.

Dati sull'emigrazione di Stiava

Lo stato delle anime

I dati sull’emigrazione stiavese sono ricavati dalle Bacchette dello Stato delle Anime, i registri annuali compilati dai parroci durante la benedizione delle case e conservati nell'archivio della parrocchia di Santa Maria Assunta di Stiava.[3] All’interno dei registri sono contenute informazioni anagrafiche riguardo allo stato dei fedeli della parrocchia e alla composizione delle relative famiglie. Una delle informazioni riportate al loro interno è l’annotazione di alcuni nomi di fedeli che risultavano essere fuori sede, i motivi della partenza e il luogo di dove sono rientrati. Il decennio precedente al 1850 non riporta alcun movimento migratorio, cosa che iniziò solamente con il passaggio del Ducato di Lucca sotto il Granducato di Toscana e continuò con l’unità d’Italia.

Luoghi di arrivo e prime migrazioni stiavesi

Le migrazioni degli abitanti di Stiava verso luoghi d’interesse e opportunità di lavoro seguirono il flusso migratorio italiano generale. Luoghi come la Francia, in cui la richiesta di manodopera italiana era considerevole, al 1898 un bilancio complessivo redatto dal parroco mostra che in quell'anno contava 35 lavoratori stiavesi con un movimento di partenze e rientri di 174 persone. Un altro luogo ambito dai cittadini di Stiava è stato il Sud America, in particolare il Brasile. In quest’ultimo Stato grazie all’abolizione della schiavitù del 1888 e in seguito con la legge Glicério, [4] attraverso la quale si assicurava il trasporto gratuito dei contadini e degli operai, il numero di stiavesi riportato fu di 110 unità. L'affluenza migratoria stiavese in Argentina ha avuto interesse con 21 migrazioni accertate al 1899. Anche l’Africa è stato un luogo di forte emigrazione, soprattutto per la necessità di personale nella realizzazione di grandi opere come il canale di Suez e il successivo impiego di operai stabili necessari alla sua gestione divenendo una grande fonte di occupazione; fu infatti dopo il 1879 che l’emigrazione stiavese nel continente africano aumentò maggiormente, contando un flusso di circa 111 persone emigrate nella decade tra il 1879 e il 1898.[5]

Tabella degli avvenimenti storici e delle partenze [6]

Anno Situazione Luogo di arrivo e numero di emigrati Numero totale di emigrati
1851 Al 1851 Stiava accertava una popolazione di 1040 abitanti. Tuttavia tra il 1854 ed il 1855 a causa dell’arrivo del colera le informazioni rilevano 11 decessi.
1856 Viene accertata la prima emigrazione da Stiava in cui compare il nome di Francesco Morelli verso la Francia. Francia: 1

1

1857 Francia: 1

Corsica: 1
Regno delle due Sicilie: 1

3
1858 Francia: 1

Germania: 1
Regno delle due Sicilie: 1

3
1859 In Toscana scoppiano tumulti popolare per spodestare il Granduca di

Toscana.

Regno delle due Sicilie: 1
1
1860 Annessione della Toscana al Regno d’Italia. A Stiava viene aperta la scuola pubblica maschile. Francia: 1

Grecia: 1

2
1861 Anno dell’unità d’Italia. Rimpatriano tutti gli stiavesi ad eccezione di Francesco Morelli rimasto in Francia.

Stiava registrava una popolazione di 1135 abitanti. Le migrazioni da questa data sino al 1870 si arrestarono per motivazioni di forte novità per il nuovo Stato unitario.

1870 Stiava diventa frazione del Comune di Massarosa successivamente al Regio Decreto n.5424 del 18 dicembre 1869.[7] Viene istituita a Stiava la scuola femminile. Africa: 2

Fuori sede: 2
Estero: 1

5
1871 Stiava raggiunse una popolazione di 1334 persone.
1873 Nel 18 gennaio 1873 viene promulgata la circolare Lanza che obbligava ai migranti di provvedere al viaggio di ritorno.[8] Africa: 1

Corsica: 2

3
1876 Viene proclamata la circolare Nicotera che alleggeriva la normativa riguardo all’emigrazione.[9] Africa: 2

Corsica: 8

10
1877 Africa: 3

Corsica: 3
Marsiglia: 1
Ungheria: 1
Fuori sede: 4

12
1878 Corsica: 2 2
1879 Africa: 7

Corsica: 9
Marsiglia: 2
Fuori sede: 1

19
1880 Africa: 13

Corsica: 9
Marsiglia: 6
Fuori sede: 5

33
1882 Corsica: 1

Marsiglia: 3

4
1883 Corsica: 3

Marsiglia: 1

4
1884 Africa: 5 persone

America: 1
Corsica: 11
Marsiglia: 14
Fuori sede: 1

32
1885 Argentina: 2

Estero: 1

3
1886 Africa: 8

Argentina: 3
Corsica: 1
Marsiglia: 8
Estero: 1

21
1887 Africa: 9

Argentina: 5
Corsica: 2
Marsiglia: 12

28
1888 Viene emanata la prima legge sull’emigrazione in cui sancisce la piena libertà da parte dell’emigrante di emigrare dal Paese. Le donne sposate non potevano lasciare l’Italia senza il consenso del marito. [10] Corsica: 1 1
1889 Africa: 4

America: 2
Argentina: 3
Brasile: 1
Marsiglia: 6

16
1890 Africa: 5

America: 3
America del Sud: 2
Argentina: 2
Brasile: 7
Corsica: 3
Marsiglia: 9

31
1891 Africa: 11

America: 5
America del Sud: 6
Argentina: 3
Brasile: 12
Francia: 3
Corsica: 1
Marsiglia: 6

47
1892 Africa: 14

America: 2
America del Sud: 6
Stati Uniti: 2
Argentina: 3
Corsica: 1
Brasile: 12
Marsiglia: 7

47
1893 Africa: 3

America: 3
America del Sud: 8
Stati Uniti: 1
Brasile: 8
Marsiglia: 1
Turchia: 1

25
1894 Africa: 4

America: 5
Brasile: 7
Corsica: 1
Marsiglia: 8

25
1895 America: 1

America del Sud: 7
Marsiglia: 6

14
1896 Africa: 13

Egitto: 2
America: 8
America del Sud: 3
Brasile: 14

40
1897 Africa: 2

America: 3
Stati Uniti: 3
Brasile: 47
Corsica: 2
Marsiglia: 1

58
1898 Risultano emigrate un totale di 216 persone su una popolazione di 1500 abitanti.[11] Africa: 4

America: 1
Brasile: 2
Corsica: 1
Marsiglia: 1

9
1899 Africa: 1

America: 2
Corsica: 4
Marsiglia: 5

12

Note



Bibliografia

• Alfredo Gori, Studio sull'emigrazione degli abitanti di Stiava: volume 1 dal 1850 al 1899, Massarosa, Istituto Storico Lucchese, 2022, ISBN: 9788865251140

• Alberto Mario Banti, L'età contemporanea: dalle rivoluzioni settecentesche all'imperialismo, Editori Laterza, 2009, ISBN: 9788842091431

• I tributi nella storia d'Italia, Ministero dell'Economia e delle Finanze <https://www.finanze.gov.it>

• Enciclopedia Treccani <https://www.treccani.it>

• Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana <http://www.ciseionline.it/portomondo/legislazione.asp?flag=bra&anno=1908>

• Statuto Comunale - Comune di Massarosa <https://www.comune.massarosa.lu.it/home/amministrazione/Statuto-Comunale.html#:~:text=Il%20Comune%20di%20Massarosa%20è,Massarosa%20%2D%20Capoluogo>