Luciano Ligabue

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Luciano Ligabue è un artista musicale, regista cinematografico e scrittore che ha caratterizzato la scena artistica italiana degli anni novanta, rimanendo ancora oggi uno dei più importanti artisti italiani.

Biografia

Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo 1960, da Giovanni Ligabue (detto “Giuanin”) e Rina Iotti (detta “La Rina”). Nato da un parto difficile, affronta fin da subito alcune complicanze mediche: viene operato a circa 18 mesi di peritonite[1] e a cinque anni si sottopone a una tonsillectomia[2], intervento mal eseguito che gli provoca un’emorragia a cui però i medici pongono tempestivamente rimedio.

I genitori decidono di iscriverlo nella squadra di calcio dei Pulcini della Correggese, dando inizio, all’età di nove anni, al suo percorso calcistico. In seguito Ligabue fa anche dei provini per altre squadre, ma per evitare di trasferirsi rimane nella prima squadra della Correggese[3]. Rimarrà sempre legato a questo aspetto della sua vita e dopo il successo musicale si iscriverà alla Nazionale Cantanti come mediano, salvo poi rinunciare per timore di farsi male e dover rinunciare ai concerti.

Nel 1970 nasce suo fratello, Marco, che nonostante la grande differenza di età lo sosterrà sempre nella sua carriera da musicista, gestendo i suoi fanclub e vari merchandising.

All'età di quattordici anni si iscrive all'Istituto tecnico per ragionieri dove un professore lo riconosce come il nipote di Marcello Ligabue, elemento di rilievo della Resistenza di Correggio.[4] Apprendere questa notizia all’età di quattordici anni lo scuote, in quanto suo nonno non si era mai pronunciato in merito, ma gli permette di interpretare diversamente la sua figura. Lo stesso professore gli fa poi scoprire una passione per la letteratura, che però Ligabue non coltiverà proseguendo gli studi ma solo scrivendo autonomamente libri in età adulta. Dopo il diploma parte per la leva militare a Belluno, un periodo che affronterà con difficoltà, in quanto il nonnismo e i maltrattamenti sono molto frequenti e gli faranno accumulare sentimenti di rabbia e voglia di riscatto che lo aiuteranno nei primi tentativi di carriera musicale. Successivamente si impegna in molti lavori come l'idraulico e il ragioniere, sempre però con l'obiettivo di fare il musicista.

La prima relazione importante della sua vita è quella con Donatella Messori, sua prima moglie, di cui però si sa poco visto il suo desiderio di mantenere la privacy. Quando i due si sposano nel 1991, infatti, Ligabue ha già iniziato ad acquistare fama come cantautore e la moglie, pur supportandolo, non vuole essere vista solo come sua moglie, anche se man mano che il tempo passa e la fama aumenta, questo diventa più difficile.[5] Assieme a lei deve affrontare molte sfide: il terremoto di Correggio che provoca danni ingenti alla città, le difficoltà che comportavano i concerti e la carriera e, soprattutto, la perdita di due gemelli per aborto spontaneo. Questo evento disturba molto gli equilibri della coppia e porta Donatella a cadere in uno stato depressivo dal quale uscirà con molto impegno e fatica di entrambi. In seguito dalla coppia nasce Lorenzo Lenny Ligabue, il 27 maggio 1998.

La vita di Ligabue subisce un brusco cambiamento quando nel 2000 viene diagnosticato il tumore al fegato a suo padre, che muore poco dopo, all’età di 71 anni. Il matrimonio con Donatella Messori arriva poi alla separazione nel 2002. In quel periodo, Ligabue incontra poi la sua attuale moglie, Barbara Pozzo[6], dalla quale avrà una figlia, Linda, nell’agosto del 2004. Un secondo figlio sarà in seguito perso per aborto spontaneo.

La carriera del cantante si ferma momentaneamente nel momento in cui gli viene diagnosticato un tumore alle corde vocali, per il quale si opera nel 2017[7]. Riprenderà i suoi concerti tempo dopo, superate le paure iniziali di non poter cantare più.

Nel 2020, a causa della pandemia da Covid-19, deve sospendere i concerti fino a giugno 2022, ritornando sul palco con un concerto a Campovolo.

Attività musicale

La musica è stato sempre un punto di riferimento importante per Luciano Ligabue, ma è diventata parte integrante della sua esistenza quando, già prima dell'adolescenza, il padre gli regala la sua prima chitarra. Inizia così ad imparare a suonare, prevalentemente come autodidatta.

Per portare avanti la sua passione per la musica, il futuro cantautore si cimenta in adolescenza anche nelle radio: entra a far parte prima di Radio Fazzano (ribattezzata in seguito “Radio King”), parlando quasi sempre di musica, poi si unisce a Radio Attiva, ancora con lo stesso scopo, e diversi anni dopo a Studio Sei. Si dedica in questo periodo alla stesura delle prime canzoni, che in seguito non ripresenterà.

Durante l’anno di leva militare a Belluno viene convocato presso la Siae, alla quale aveva fatto richiesta di ammissione poco tempo prima. Inizialmente viene rifiutato, ma in un secondo momento viene accettato fra gli iscritti. Continua a scrivere canzoni, che tiene private, e viene chiamato ad aprire un concerto di Gino Paoli, facendo per la prima volta la sua comparsa su un palco all’età di 21 anni.

Nonostante i lavori in altri ambiti, si concentra sempre sulla sua musica, scrivendo canzoni da cantare alle serate con gli amici: sono canzoni dal contenuto prevalentemente ludico e demenziale, in quanto destinate ad un pubblico di conoscenti. Viene però notato sempre di più come “cantautore correggese”, motivo per cui viene, una seconda volta, chiamato per una serata. Altri ancora iniziarono a chiamarlo e, per la prima volta, a pagarlo per queste esibizioni.

Con i primi soldi guadagnati compra una chitarra elettrica e in seguito altro materiale, sempre di seconda mano. Incontra poi quello che sarà il suo manager, Claudio Maioli. Maioli rimarrà con Ligabue sin dalle prime canzoni per tutta la sua carriera: lascerà il suo posto solo nel febbraio del 2024, dopo quarant’anni.

Gli sforzi di Maioli e Ligabue, all’inizio, sembrano non dare i risultati sperati, infatti si recano da molti artisti e produttori nella speranza di trovare qualcuno che faccia un contratto al cantautore, ricevendo solo rifiuti. La situazione cambia quando Maioli riesce a farsi ricevere da Pierangelo Bertoli, il quale alla fine approva la musica di Ligabue, ma gli consiglia di non suonare da solista. Nel 1987 Ligabue si unisce agli Orazero, un gruppo rock che cercava un cantautore, con i quali il cantante si cimenta all’età di ventisette anni nel suo primo vero concerto a Correggio. Insieme fanno altri concerti e, soprattutto, il primo videoclip, nel quale si trovano all’esterno della sede del Parmigiano Reggiano e cantano Anime in plexiglass. Il gruppo, però, va incontro a divergenze personali e, due anni dopo la loro unione, si scioglie, lasciando il cantante di nuovo senza gruppo.

Dopo diverse ricerche, grazie all’aiuto di Gigi Cavalli Cocchi, Ligabue trova un gruppo di musicisti, i ClanDestino, con i quali incide il suo primo album, finanziato e prodotto da Angelo Carrara nel 1989.[8] Si inizia quindi a parlare di lui sia in tv, come in una puntata del “Maurizio Costanzo Show”, sia negli articoli di giornali di una certa rilevanza come “il Messaggero”. Ligabue e i ClanDestino incidono altri due album nel giro di 4 anni, ma questo percorso subisce una brusca frenata dopo l’uscita del terzo album, che inizialmente non viene apprezzato. Nel frattempo anche i rapporti con Carrara si deteriorano, portando alla conclusione del rapporto. Ligabue si separa più o meno nello stesso periodo anche dai ClanDestino, in quanto questi ultimi avevano ancora un vincolo legale con Carrara.

Ligabue rimane pertanto per la seconda volta senza musicisti, ma riesce a trovare un altro produttore, Fabrizio Barbacci, e altri musicisti, i definitivi: Claudio Golinelli (al basso), Federico Poggipollini (chitarra), Roberto Nanni (batteria) e Michele Rinaldi (chitarra e batteria). Con loro, esce l’album Buon compleanno, Elvis! (1995), che fa definitivamente decollare la carriera del cantante.

Nel 1999 il cantante va incontro a una crisi che gli fa pensare di ritirarsi: non riesce a sopportare le etichette che gli vengono date, i paparazzi, i giudizi minuziosi dei giornalisti (con i quali, peraltro, arriverà allo scontro alla presentazione di un suo album), i severi esami di coscienza e la paura di un nuovo declino. Ligabue riesce a superare definitivamente l’idea del ritiro poco tempo dopo, ricordandosi il ruolo che ha la musica per lui e per il suo modo di esprimersi: nelle canzoni mette parte delle sue esperienze personali che solo la musica può permettergli di esternare.

Con il primo concerto a Campovolo nel 1997, Ligabue batte il record europeo per numero di biglietti venduti fino a quel momento. Questo concerto diventa un simbolo della sua carriera, tanto che da quel momento in poi l’arena di Campovolo verrà prevalentemente associata a lui e diventerà il principale luogo di connessione con i fan.

I concerti sono per lui una valvola di sfogo, per questo soffrirà molto durante la pandemia quando vengono rimandati per ben due volte. Riesce a tornare sul palco, ancora una volta a Campovolo, nel giugno 2022.

Il suo album più recente, Dedicato a noi, è stato pubblicato nel 2023.

Attività letteraria

La prima vera produzione letteraria di Luciano Ligabue risale al 1997, quando scrive il suo romanzo dal titolo Fuori e dentro il borgo[9]: si tratta di una raccolta di racconti riguardanti il luogo in cui è cresciuto e vissuto, Correggio. Lo stile narrativo sarà presente anche nei libri successivi, in quanto permette all’autore di avere più ampia libertà espressiva.

Torna a scrivere nel 2004, con il romanzo La neve se ne frega[10]. Con questo libro l’autore crea un mondo distopico, in cui la vita si percorre dalla vecchiaia alla giovinezza, narrando le vicende di una coppia che si interfaccia con il controllo da parte del governo.

La raccolta poetica Lettere d'amore nel frigo[11] esce nel 2006: la raccolta contiene 77 componimenti con i quali Ligabue ripercorre nuovamente la sua esperienza di vita

Un’ulteriore raccolta di racconti, Il rumore dei baci a vuoto, viene pubblicata nel 2012[12]. Il titolo è lo stesso di uno dei racconti di quest’opera, che riguardano prevalentemente le difficoltà della vita e i diversi modi con cui vengono superate.

Nel 2016 esce una nuova raccolta di racconti, Scusate il disordine.[13] L’argomento è di nuovo la vita di provincia vissuta dall’autore, ma con più accenni alla vita musicale. I protagonisti, infatti, hanno tutti a che fare con le professioni che possono esistere in quest’ambito.

L’ultimo libro è un’autobiografia, Una storia[14], uscita nel 2022. In questa produzione Ligabue si racconta in prima persona, esaminando eventi e situazioni che hanno influenzato la persona che è oggi, in minima o in larga parte. Non abbandona però lo stile narrativo, che usa proprio per fare una sorta di bilancio delle sue esperienze.

Attività cinematografica

La sua passione per il cinema gli viene trasmessa dal padre, il quale lo ha portato con sé fin da piccolo nelle sale cinematografiche e nei teatri.

Il primo film in cui Ligabue fa da regista è ispirato al suo primo libro, Fuori e dentro il borgo[15]. Viene contattato da Domenico Procacci, un produttore cinematografico, che vuole creare un film a partire da questo libro. È un grosso rischio per la carriera dell’autore, che prima di quel momento non aveva mai avuto a che fare con questo mondo, infatti nella scrittura della sceneggiatura e nelle riprese viene affiancato da un esperto. Il titolo è Radiofreccia e le riprese avvengono interamente a Correggio, facendo uscire il film nelle sale nel 1998.

Nel 2000 dirige un altro film, nel quale l'autore decide di voler ripercorrere le sue esperienze adolescenziali[16]. il film è Da zero a dieci, registrato sulla riviera romagnola, che uscirà nelle sale nel 2002. Le riprese di questo film sono state per Ligabue molto sofferte, poiché nello stesso periodo si ammala il padre.

Il suo terzo e ultimo film, Made in Italy[17], lo produce molto tempo dopo, nel 2018: dopo che gli era stato diagnosticato il problema alle corde vocali, per ovviare alle paure di non poter più cantare, si impegna nella scrittura e registrazione di questo progetto. Ancora una volta gira le scene, per la maggior parte, nella sua provincia. Per Ligabue è un ritorno al passato che gli permette di distrarsi sia dalle sue preoccupazioni, sia dal fatto che il film precedente abbia coinciso con la morte del padre.


Note

Bibliografia