Psicologia del colore
La psicologia del colore è la scienza che studia l'effetto dei colori sul comportamento umano. Tale disciplina approfondisce l'influenza delle diverse tonalità sullo stato d'animo, sulle emozioni e sulle decisioni, esplorando gli effetti della percezione cromatica sia a livello personale che collettivo. Indaga quindi i colori non in quanto risposte agli stimoli luminosi, bensì analizzando la loro natura di attivatori di meccanismi emotivo-cognitivi.
Le basi scientifiche della percezione cromatica
La fenomenologia dei colori è oggetto di interesse dell'uomo fin dall'antichità. Nel corso della storia, la comprensione del colore passa da un simbolismo rigidamente legato a riflessioni teologiche a una dimensione teorica e filosofica, fino all'adozione di un approccio di carattere scientifico che ne determina una nuova interpretazione.[1]
Gli studi di Newton
Nel 1672, Isaac Newton rivoluzionò la concezione del colore con la pubblicazione della sua teoria della luce, dando origine a una nuova visione del colore come elemento misurabile e quantificabile. Il fisico escluse completamente il ruolo attivo dei sensi e della percezione umana nello studio dei fenomeni ottici.
Attraverso i suoi esperimenti, Newton dimostrò che la luce percepita bianca è data dalla somma dei sette colori dello spettro solare. Facendo passare la luce bianca attraverso un prisma di cristallo, questa si scompone in un ventaglio di sette colori: lo spettro cromatico. L'innovativa teoria elaborata da Newton, basata sul metodo scientifico galileiano, definì la luce come matrice del colore e il colore come prodotto della divisione della luce. Queste teorie meccanicistiche ebbero un impatto determinante su molti scienziati dell'epoca, che iniziarono ad interessarsi allo studio del colore. [2]
La teoria dei colori di Goethe
Nel 1810, Johann Wolfgang von Goethe espose la sua teoria dei colori nel saggio intitolato Zur Farbenlehre. Il trattato si articola in tre parti principali e si presenta come un primo tentativo di comprendere i processi psicologici legati al colore.
Goethe adottò un approccio completamente diverso da quello newtoniano, basando i suoi studi sull'esperienza e sulla percezione del colore da parte dell'occhio umano. Criticò quindi aspramente la tesi sostenuta da Newton contestando la metodologia scientifica ed empirica utilizzata dal fisico, a cui oppose una nuova interpretazione del colore che si fece soggettiva. Goethe rifiutò la dipendenza dei colori dalla luce, presupposta da Newton, così come la sua idea che per studiare i colori si dovesse partire dalla luce. Spiegò che la luce non è nient'altro che una condizione necessaria per vedere i colori poiché l'atto in sé di captare gli stimoli luminosi è proprio dell'occhio. L'organo visivo riveste un ruolo centrale nella teoria goethiana; di fatto Goethe definì il colore come fenomeno naturale elementare generato dalle attività dell'occhio stesso. [3][4]
Secondo la sua teoria, ogni colore agisce direttamente sul senso della vista e, tramite l'occhio, esercita un'ulteriore azione sull'animo umano. Al di là delle forme o dei materiali su cui si trovano, i colori danno origine a risposte emotive e psicologiche specifiche negli esseri viventi. Ciascun colore, osservato singolarmente, produce un effetto chiaro e distinto su chi lo guarda; tuttavia, quando i colori si combinano tra loro, l'effetto diventa più complesso e può risultare talvolta armonico, talvolta non-armonico.[5]
Lista colori
Rosso
Il rosso è associato alla forza e alla solennità. Considerato completo, equilibrato e appagante, questo colore è contraddistinto da una dualità emotiva: trasmette gravità e serietà nelle tonalità più scure, clemenza e grazia nelle tonalità più chiare. La capacità di incarnare sentimenti contrapposti permette al rosso di rappresentare sia la vecchiaia, sia la giovinezza, che lo indossano indistintamente. Si tratta di una tonalità storicamente legata al lusso e allo sfarzo, oltre ad immagini potenti e apocalittiche come il cielo nel giorno del Giudizio.[6]
Arancione
L'arancione nasce dalla combinazione tra il giallo e il rosso, che ne intensifica l'energia dando origine ad una tonalità più viva. Ricorda la brace ardente e il sole al tramonto, per questo evoca calore e vitalità, oltre a trasmettere una sensazione di piacere e potenza. Se la quantità di rosso presente è maggiore a quella di giallo, l'arancione può suscitare forti reazioni emotive e sensoriali nell'osservatore. Questa intensità lo rende particolarmente attraente per persone energetiche e attive, e questa preferenza sembra essere diffusa anche nei popoli primitivi e nei bambini.[7]
Giallo
Il giallo è il colore più vicino alla luce e, nella sua forma più pura, dona serenità, letizia e una dolce energia. Stimola un senso di calore e proprio per questo in pittura, viene impiegato per rappresentare le aree più luminose e vitali, quelle che catturano maggiormente l'attenzione. Quando è luminoso e chiaro, il giallo ricorda l'oro, suggerisce splendore e provoca piacere nell'osservatore. Al contrario quando appare sporco, spento, opaco oppure quando è combinato con altre tonalità, può risultare sgradevole e creare una sensazione complessivamente di disagio.[8]
Verde
Il verde nasce come conseguenza dell'interazione tra il giallo e l'azzurro. Quando questi colori si combinano in quantità bilanciate, danno origine a una tonalità che offre appagamento e piacere, di fatto il verde infonde calma e serenità. Questa sensazione di stabilità ed equilibrio spiega l'impiego comune del verde per ambienti rilassanti.[9]
Azzurro
L'azzurro è associato all'ombra, al freddo ed evoca quiete, introspezione e, in certi casi, tristezza. Si tratta di un colore paradossale e ambivalente: da un lato trasmette malinconia, dall'altro genera una sensazione di calma e di aspirazione all'infinito. Questa caratteristica deriva dalla capacità dell'azzurro di creare un senso di spazio e di distanza. Questo colore, che ricorda il cielo e le montagne in lontananza, produce un'illusione di profondità e allontanamento, raffigurando l'assenza di materia. L'azzurro esercita un'attrazione delicata senza mai aggredire lo sguardo dell'osservatore.[10]
Viola
Il viola nasce dalla combinazione tra l'azzurro e il rosso, che dà origine a una tonalità intensa ma priva di serenità. Nella sua forma pura trasmette un'energia inquieta e al contempo dinamica, generando un senso di irrequietezza costante e insopportabile. Il viola è un colore potente e stimolante ma deve essere usato con cautela, in forma attenuata, per evitare un effetto oppressivo. Il suo legame con la porpora cardinalizia lo connette all'ambizione e all'aspirazione a una posizione superiore.[11]
Il ruolo di Kandinskij
Con Wassily Kandinskij la concezione del colore evolve ulteriormente, assumendo una connotazione ancora più intima e spirituale. Nel suo saggio Lo spirituale nell'arte, pubblicato nel 1911, l'artista rivendicò la capacità espressiva dei colori, in grado di dialogare direttamente con l'anima: secondo Kandinskij, il principio fondante dell'armonia dei colori risiede esclusivamente nella sua interazione con l'interiorità umana.[12] La sua stessa pittura ricerca l'emotività dello spettatore attraverso forme e colori, facendo sì che l'esperienza visiva dell'osservatore determini una reazione sia sensoriale che emotiva.[13]
Per Kandinskij i colori agiscono come vibrazioni che risuonano nell'animo. Kandinskij propone quindi un'analogia tra arte e musica, paragonando il colore al suono.[14] L'artista stabilisce, inoltre, una differenza sostanziale tra colori caldi e chiari, che trasmettono energia e attraggono maggiormente l'occhio, e colori freddi e scuri, che evocano quiete e malinconia ma che hanno un effetto più intimo sull'osservatore.
Lo spirituale nell'arte segnò un punto di svolta introducendo nuovi principi, messi in pratica nei seguenti decenni dalle generazioni di artisti successive.[15]
Applicazioni pratiche
Marketing e pubblicità
Nell'ambito del marketing e della pubblicità l'impiego del colore risulta particolarmente funzionale, influenzando le percezioni e le preferenze dei consumatori. Sin dagli ultimi decenni del XIX secolo, con lo sviluppo della produzione industriale e l'evoluzione del settore della grafica pubblicitaria, il colore si afferma come mezzo in grado di attrarre clienti, plasmandone e orientandone le decisioni d'acquisto; circa il 90% dei comportamenti di consumo è guidato da processi inconsci, condizionati in modo significativo dall'impatto visivo.[16] [17]
Le scelte cromatiche possono influenzare in modo determinante la percezione e il successo di un prodotto o di un marchio, sia in positivo che in negativo. Articoli di ogni genere devono distinguersi attraverso strategie di comunicazione valide, affinché possano ottenere maggiore visibilità, attirare l'attenzione dei clienti e competere sul mercato. Pertanto, le aziende ricorrono a campagne pubblicitarie sviluppate da professionisti della grafica, capaci di ottimizzare l'aspetto estetico e incrementare, di conseguenza, le probabilità di successo commerciale del prodotto. Imprenditori e brand hanno imparato, attraverso l'esperienza, che alcuni colori funzionano meglio di altri per determinati articoli.[18][19]
L'uso strategico del colore è essenziale per definire l'identità visiva di un marchio, affinché possa distinguersi dalla concorrenza e comunicare efficacemente con un pubblico di acquirenti mirato. Coca-Cola ha costruito e legato storicamente la sua identità al rosso. Questa forte correlazione tra colore e brand emerse chiaramente quando l'azienda introdusse lattine bianche, durante le festività natalizie: la proposta si rivelò fallimentare poiché i consumatori percepirono un calo nella qualità e nella familiarità con il prodotto, costringendo l'azienda a ripristinare il design originale. Victoria's Secret ha fondato la sua immagine sul colore rosa, associato all'archetipo femminile della "dea-amante", figura al contempo idealizzata e seducente. Questo approccio ha permesso al brand di distinguersi nel settore attraendo un target preciso, tuttavia, parallelamente all'evoluzione e ai cambiamenti di natura socioculturale, il marchio ha ampliato la proprio palette cromatica, introducendo una gamma più variegata di colori, equivalente di una visione più diversificata della femminilità.[20]
Design degli interni
L'applicazione della psicologia del colore nel design degli interni non si limita a scelte estetiche, ma mira soprattutto a influenzare il benessere psicofisico e il comportamento di chi abita o frequenta un determinato ambiente. I colori, se impiegati correttamente in questo settore, diventano strumenti fondamentali nella realizzazione di spazi funzionali e armoniosi, capaci di promuovere il rilassamento, la concentrazione o la stimolazione a seconda delle necessità. [21]
Negli ospedali, per esempio, un'attenta scelta dei colori è necessaria affinché sia garantito un ambiente che supporti sia il benessere dei pazienti, che il lavoro del personale. Nei reparti di maternità sono preferite tonalità calde, che tendono al pesca o al rosa, in quanto promuovono positività e un senso di calma, mentre tonalità fredde come blu, verde e grigio, sono adatte per le stanze di pazienti cronici, in modo da favorire tranquillità durante il loro soggiorno, più lungo. Nelle sale operatorie, le pareti verdi aiutano a ridurre il riflesso delle luci intense e a contrastare il rosso del sangue, oltre ad alleviare l'affaticamento visivo. Sono invece sconsigliati il lavanda e i gialli freddi o tendenti al verde poiché possono conferire un aspetto malaticcio all'incarnato.[22]
Nelle scuole, i colori sono scelti in relazione all'età degli studenti. Nelle aule delle elementari si prediligono tonalità calde come il giallo, il pesca e il rosa, che stimolano la creatività tipica dei bambini. Nelle scuole di secondo grado, contrariamente, sono preferibili toni freddi tendenti all'azzurro e al verde, che possano supportare la concentrazione e ridurre eventuali distrazioni.[23]
Nei mezzi di trasporto, come navi e aerei, i colori vengono impiegati per ridurre lo stress e l'ansia dei passeggeri a bordo. Per contrastare l'indefinito blu del cielo e del mare sono predilette tonalità calde, che trasmettono calma e accoglienza.[24]
Nelle case, la scelta dei colori è strettamente legata alla funzionalità della stanza. I toni caldi, come il giallo e il pesca, sono preferibili per il soggiorno e la sala da pranzo, ossia per gli ambienti comuni, mentre i toni freddi sul verde o sul turchese costituiscono un'ottima opzione per la cucina. Le pareti rosa del bagno sono una buona alternativa poiché riescono a creare un effetto luminoso sulla pelle. Nelle camere da letto possono essere utilizzati più colori.[25]
Terapia del colore
La cromoterapia (o terapia del colore) è un'estensione della psicologia del colore, che usufruisce del potenziale dei colori per promuovere il benessere e per trattare determinate condizioni fisiche e mentali. Si tratta di una forma di terapia alternativa basata sull'impiego della luce e del colore e generalmente classificata come pseudoscienza dalla medicina occidentale convenzionale, che non ne riconosce l'attendibilità e, di conseguenza, l'efficacia. La terapia del colore trova le sue origini nelle culture arcaiche. Gli Egizi utilizzavano il colore per curare più malattie; inoltre, sono note le tradizioni ayurvediche indiane, che sfruttano le diverse tonalità per riequilibrare i chakra, e i manoscritti cinesi, che riportano antiche pratiche di cromoterapia.
Le tecniche di applicazione della terapia sono molteplici e includono l'esposizione visiva a luci colorate, l'uso di tessuti colorati e la cromopuntura. I cromoterapeuti associano effetti distinti ai diversi colori dello spettro visibile stabilendo un collegamento tra rosso ed energia, verde e tranquillità, giallo e ottimismo, arancione e felicità. Nonostante il diffuso scetticismo scientifico, l'impiego della cromoterapia è ritenuto utile per contrastare lo stress, la depressione, l'ansia e l'insonnia, favorendo un miglioramento dell'umore e un incremento complessivo di energia.[26]
Note
- ↑ Lia Luzzato e Renata Pompas, Il significato dei colori, Milano, Bompiani, 2010, <https://www.google.it/books/edition/Il_significato_dei_colori/mpugDQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=il+significato+dei+colori&printsec=frontcover />.
- ↑ Maurizio Rossi e Mariachiara Veronica (a cura di), Colore e colorimetria. Contributi multidisciplinari Vol. X A, Rimini, Maggioli, 2014, pp.701-714.
- ↑ Maurizio Rossi e Mariachiara Veronica (a cura di), Colore e colorimetria. Contributi multidisciplinari Vol. X A, Rimini, Maggioli, 2014, pp.701-714.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, pp. x-xviii
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, pp. 189-190.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, pp. 194-196.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, pp.192-193.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, pp. 190-191.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, p. 196.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, p. 193.
- ↑ Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014, p. 194.
- ↑ Vasilij Kandinskij e Elena Pontiggia (a cura di), Lo spirituale nell'arte, Milano, SE, 2005, p. 46.
- ↑ Salvatore Settis e Tommaso Montanari, Arte. Una storia naturale e civile: dal Neoclassicismo al Contemporaneo, Milano, Mondadori Education, 2020, p. 314.
- ↑ Vasilij Kandinskij e Elena Pontiggia (a cura di), Lo spirituale nell'arte, Milano, SE, 2005, pp. 44-47.
- ↑ Salvatore Settis e Tommaso Montanari, Arte. Una storia naturale e civile: dal Neoclassicismo al Contemporaneo, Milano, Mondadori Education, 2020, p. 317.
- ↑ Salvatore Settis e Tommaso Montanari, Arte. Una storia naturale e civile: dal Neoclassicismo al Contemporaneo, Milano, Mondadori Education, 2020, p. 605.
- ↑ Alessandro Bortolotti, Neuromarketing e scelte inconsapevoli: il ruolo del colore, «Economia Comportamentale», 17 marzo 2022, <https://www.economiacomportamentale.it/2022/03/17/neuromarketing-e-scelte-inconsapevoli-il-ruolo-del-colore />.
- ↑ Salvatore Settis e Tommaso Montanari, Arte. Una storia naturale e civile: dal Neoclassicismo al Contemporaneo, Milano, Mondadori Education, 2020, p. 605.
- ↑ Max Lüscher e Ian Scott, The Lüscher Color Test, New York, Random House, 1969,<https://books.google.it/books?id=Hm7CDUxU4kUC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false />, p. 16.
- ↑ Alessandro Bortolotti, Neuromarketing e scelte inconsapevoli: il ruolo del colore, «Economia Comportamentale», 17 marzo 2022, <https://www.economiacomportamentale.it/2022/03/17/neuromarketing-e-scelte-inconsapevoli-il-ruolo-del-colore />.
- ↑ Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />, pp. 245 e 256.
- ↑ Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />, p. 263-264.
- ↑ Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />, p. 264.
- ↑ Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />, pp. 264-265.
- ↑ Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />, p. 265.
- ↑ Toketemu Ohwovoriole, Color Therapy Types, Techniques, and Benefits, «Verywell Mind», 12 gennaio 2024, <https://www.verywellmind.com/color-therapy-definition-types-techniques-and-efficacy-5194910 /> e Colour therapy, «The Guardian», 6 luglio 2008, <https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2008/jul/06/healthandwellbeing.relaxation31 />.
Bibliografia
● Alessandro Bortolotti, Neuromarketing e scelte inconsapevoli: il ruolo del colore, «Economia Comportamentale», 17 marzo 2022, <https://www.economiacomportamentale.it/2022/03/17/neuromarketing-e-scelte-inconsapevoli-il-ruolo-del-colore/>
● Faber Birren, Color psychology and color therapy, Secaucus, Citadel Press, 1961, <https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015010591421&seq=7 />
● Johann Wolfgang Goethe e Renato Troncon (a cura di), La teoria dei colori, Milano, Il Saggiatore, 2014
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