Fast fashion
Il fast fashion si riferisce alla capacità delle aziende di produrre e distribuire prodotti in tempi rapidi e a costi contenuti. Questo modello ha impatti negativi rilevanti, sia a livello ambientale che sociale. La questione è diventata centrale nel dibattito sulla moda, spingendo alla ricerca di alternative come la moda sostenibile.
Il fenomeno del fast fashion
Negli anni ’90 il fast fashion si è affermato come una rivoluzione nell’industria della moda, spinto da marchi come Zara e H&M. Questi brand hanno introdotto un sistema produttivo innovativo basato sull’integrazione completa delle fasi di design, produzione e distribuzione. Zara, in particolare, ha sviluppato un modello in cui le varie fasi lavorano in stretta sinergia, consentendo di portare nuovi capi in negozio in appena 15 giorni. Questa velocità ha cambiato le dinamiche del settore, trasformando la moda in un prodotto sempre disponibile e accessibile.
Il fast fashion si fonda sulla capacità di soddisfare il desiderio di novità costante dei consumatori, promuovendo una moda che cambia rapidamente per seguire tendenze sempre diverse. Spesso queste tendenze non nascono spontaneamente, ma sono create dai brand stessi attraverso campagne di marketing sofisticate e il coinvolgimento di influencer e celebrità, che amplificano il desiderio di acquisto.
In questo sistema, i capi d’abbigliamento diventano prodotti usa e getta, realizzati non per durare ma per essere rapidamente sostituiti da nuove collezioni. Per sostenere questo modello, le aziende ricorrono a strategie come il just-in-time sourcing e il quick response, che garantiscono una produzione flessibile e una risposta immediata alle richieste del mercato.
La maggior parte della produzione è delocalizzata in paesi con costi di manodopera molto bassi, come Bangladesh, Vietnam, India e Cina, dove è possibile ridurre drasticamente le spese operative. Questa delocalizzazione consente ai brand di mantenere prezzi competitivi, ma spesso a scapito delle condizioni di lavoro.
I capi prodotti nel fast fashion sono realizzati principalmente con materiali sintetici o di bassa qualità, come il poliestere, che è economico da produrre ma altamente inquinante. Questi materiali, combinati con una scarsa attenzione alla durata del prodotto, alimentano un ciclo di consumo continuo, incentivando i consumatori a comprare sempre di più. Questo modello non solo trasforma la moda in un bene facilmente accessibile, ma ne riduce anche il valore percepito, contribuendo alla diffusione di una mentalità basata sull’iperconsumo e sullo spreco.