Coco Chanel
Infanzia e adolescenza
Il 19 agosto 1883 nacque Gabrielle Bonheur Chanel in un ospizio dei poveri a Saumur, nella regione francese della Loira. Era la seconda genita di cinque figli, di Jeanne De Volle e Henri-Albert Chanel. La madre, una stiratrice, contribuiva al sostentamento della famiglia con il suo modesto stipendio, mentre il padre era un venditore ambulante che viveva alla giornata vendendo abbigliamento. A causa del lavoro che lo portava spesso lontano da casa per periodi prolungati, egli non era presente al momento della nascita di Gabrielle.
L’ambiente familiare in cui Gabrielle crebbe rifletteva le difficoltà socio-economiche della fine del XIX secolo; questi anni di indigenza ebbero un profondo impatto su Gabrielle, la povertà le insegnò a essere resiliente e adattabile. Nel febbraio del 1895, all’età di dodici anni, Gabrielle trovò la madre deceduta in camera a causa della tubercolosi e delle sue precarie condizioni di salute. Albert dopo la morte della moglie si trovò sopraffatto dai debiti e incapace di far fronte alle necessità dei suoi cinque figli; pertanto, decise di mandare i suoi due figli maschi in una fattoria per lavorare come braccianti, mentre Gabrielle e le sue due sorelle, furono affidate alle suore della Congregazione del Sacro Cuore presso l’orfanotrofio dell’Abbazia di Aubazine.
Gli anni di formazione in convento
Durante i sei anni trascorsi in orfanotrofio, Gabrielle visse una vita caratterizzata da rigide regole e disciplina severa; tale ambiente contrastava con la libertà e il disordine della sua vita precedente. Durante questi anni in convento Gabrielle apprese i valori come la disciplina, la perseveranza, l’indipendenza e l’austerità che influenzarono il suo pensiero. La sua permanenza in orfanotrofio le permise di apprendere l’arte del cucito, dedicando molte ore allo studio delle varie tecniche. Il cucito non era considerato solo un passatempo ma un’abilità pratica, un mestiere che poteva fornire un rifugio economico alle giovani orfane una volta uscite dal convento. Inoltre, il lavoro manuale era considerato essenziale per l’educazione delle ragazze. Durante la sua formazione Gabrielle dimostrò notevoli abilità creative, assorbendo tutto ciò che poteva dai maestri di cucito. Gli anni trascorsi in orfanotrofio non solo dotarono Gabrielle delle competenze pratiche necessarie per intraprendere la sua carriera, ma plasmarono anche il suo stile distintivo; ella cominciò a sviluppare una visione unica della moda ricercando la bellezza nella semplicità. Gabrielle prediligeva tessuti sobri e duraturi con linee semplici e funzionali, rifiutava l’eccesso e le sue creazioni ricordavano gli abiti indossati dalle suore.
I primi passi nel mondo del lavoro
Nel 1901, all’età di diciotto anni, Gabrielle lasciò l’orfanotrofio e iniziò a lavorare come commessa presso la Maison Grampayre, un rinomato atelier situato nella città di Moulins. L’esperienza lavorativa si rivelò fondamentale per lo sviluppo professionale di Gabrielle, consentendole di acquisire tecniche sartoriali più sofisticate e di osservare da vicino il funzionamento dell’industria della moda. A Moulins, Gabrielle si ritrovò immersa in un ambiente molto diverso da quello del convento, la vita sociale era viva, ricca di artisti, militari e civili benestanti.
Contemporaneamente al suo lavoro all’ atelier, Gabrielle trovò un altro impiego serale per ottenere un guadagno aggiuntivo. Lavorava in un locale di Moulins chiamato “La Rotonde” dove si esibiva come cantante. Fu durante questo periodo che, in seguito alle sue frequenti esecuzioni della canzone “Qui qu’a vu Coco”, il pubblico le attribuì il nome d’arte “Coco”. Il suo soprannome divenne presto un simbolo di rinascita, di libertà e di autorealizzazione. Importante fu per Gabrielle l’incontro in un caffè di Moulins con Étienne de Balsan nel 1904, ufficiale di cavalleria nato in una famiglia benestante di imprenditori tessili e personaggio noto nell’alta società parigina. I due iniziarono una relazione che durò sei anni e durante i quali Gabrielle si trasferì nel suo castello a Royallieu, dove incominciò a frequentare la vita mondana e il lussuoso mondo dell’alta società parigina. Coco in questo periodo realizzò le prime creazioni di cappelleria e riscontrò un immediato successo tra le amiche di Étienne, stimolando una domanda che anticipò il futuro successo commerciale della stilista.
L'apertura dei primi negozi
Dopo la fine della relazione con Balsan, Gabrielle incontrò l’amore della sua vita Arthur Edward Capel, un esponente dell’alta borghesia che si occupava di esportazione di carbone. La loro storia fu uno dei periodi più significativi e tormentati della vita di Coco. Il loro incontro fu per Chanel un punto di svolta sia personale che professionale in quanto Capel fu il primo a finanziare, nel 1910, l’apertura del suo primo negozio di cappelli in rue Cambon 21 a Parigi che chiamò “Chanel Modes”; questo fu l’inizio del suo viaggio nel mondo della moda. La scelta di un negozio di capelli fu più una necessità che un desiderio, visto che richiedeva un investimento iniziale meno gravoso rispetto a quello degli abiti. Il negozio era piccolo ma elegante e raffinato, Gabrielle si occupava personalmente di tutto il processo di creazione di ogni singolo cappello, dando vita a delle opere d’arte in miniatura. Il successo non fu immediato, ma con il tempo Coco iniziò a costruire la sua reputazione come stilista. Il suo cappello “cloche”, a forma di campana, con il suo design semplice e sofisticato, ma allo stesso tempo audace ed innovativo, divenne un simbolo del suo stile unico.
Nel 1913 aprì il secondo negozio in Rue Gontaut-Biron, nella località balneare di Deauville, molto frequentata dall’alta società francese. In questo nuovo negozio non vendeva solamente capelli ma espanse la sua produzione anche a capi di vestiario. Presentò una collezione completa di vestiti sportswear in jersey introducendo il concetto di abbigliamento sportivo e casual per le donne. L’influenza di Capel sul lavoro di Chanel, si manifestò in particolare nell’introduzione di elementi stilistici tipicamente maschili all’interno del guardaroba femminile, contribuendo a rivoluzionare i canoni estetici dell’epoca. Fu a Deauville che prese ispirazione anche dalle uniformi dei marinai e delle cavallerizze, introducendo capi come i pantaloni da donna, i maglioni a righe e le giacche dal taglio rigoroso. Questa combinazione tra maschile e femminile fu un tratto distintivo della sua moda.
Chanel nel 1915 scelse di aprire la sua prima Maison de Couture sulla costa Atlantica a Biarritz in Francia. Nel 1918 Chanel acquistò l’intero edifico situato al numero 31 di Rue Cambon a Parigi, per trasformarlo nella sua Maison di moda. Fu qui che inventò il suo concetto di boutique moderna. La struttura era suddivisa in modo funzionale tra la boutique al piano terra, dedicata alla vendita al dettaglio, e la grande sala al primo piano, destinata alle presentazioni della Haute Couture. Una scalinata conduceva al suo appartamento al secondo piano, il terzo piano ospitava lo studio e gli ateliers. Questa configurazione del palazzo esiste ancora oggi. Durante il 1920, Chanel si ampliò lungo la strada fino ad occupare, nel 1927, cinque edifici in rue Cambon.
Il 22 dicembre del 1919 morì Arthur Capel a causa di un incidente d’auto, questa tragedia segnò in modo indelebile la vita della stilista.