Filter bubble
La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo. Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You (2011).
Funzionamento degli algoritmi di personalizzazione
Gli algoritmi dei social network scelgono quali contenuti mostrare in base alle azioni dell’utente: clic, “mi piace” e tempo di visualizzazione. Così, i contenuti simili a quelli già apprezzati appaiono più spesso, mentre altri vengono nascosti.
3. Effetti ipotizzati
La filter bubble può far vedere solo una parte della realtà e rafforzare le idee che già abbiamo. Gli utenti vedono poche opinioni diverse dalle loro, e questo può ridurre la comprensione di punti di vista alternativi.
4. Implicazioni sociali e culturali:
Le bolle informative possono aumentare le divisioni tra le persone e ridurre il dialogo tra chi ha idee diverse. Questo fenomeno può influenzare la formazione delle opinioni e rendere più difficile capire realtà diverse dalla propria.
5. Rischi:
I rischi principali della filter bubble sono: •vedere solo informazioni che confermano le proprie idee; •non conoscere punti di vista diversi; •essere più facilmente influenzati da pubblicità o notizie parziali.
6. Rimedi ipotizzati:
Per ridurre gli effetti della filter bubble, si possono adottare strategie semplici: •leggere notizie da fonti diverse; • consapevoli di come funzionano gli algoritmi; •usare piattaforme che mostrano contenuti vari e non solo personalizzati.
Note