Pompeo Mazzocchi
Pompeo Mazzocchi, vissuto fra Ottocento e Novecento, fu un imprenditore determinato e un viaggiatore instancabile. Durante la crisi della sericoltura nel bresciano, dovuta alla malattia dei bachi da seta, fece numerosi viaggi in Estremo Oriente, procurandosi materiali e competenze per il rilancio di una delle più produttive e ricche attività del territorio.
Vita
Pompeo Mazzocchi nacque l’8 luglio 1829, a Coccaglio (Brescia), terzo di cinque figli. L’azienda agricola di famiglia affiancava alla coltivazione dei campi l’allevamento dei bachi e il commercio delle foglie di gelso, importanti fonti di ricchezza del territorio. Era destinato a diventare un semaio[1] , come il padre e il nonno. L’azienda agricola era stata fondata dal nonno Giovanni e avviata con grandi sacrifici dal padre Andrea. Entrambi appartenevano al ramo povero della famiglia. Erano stati esclusi dall’eredità di uno zio facoltoso, che, coerentemente con gli usi del tempo, non aveva voluto dividere il patrimonio e lo aveva destinato a un altro nipote. L’azienda era cresciuta fino ad allevare 200 once di bachi e a poter impiegare 80 pelini[2]. Tuttavia, il padre di Pompeo aveva contratto molti debiti per l’azienda e la famiglia .“Mio Padre ereditò poca cosa dal suo, fabbricò la casa che confina con l’ortaglia, fece molte spese, utili, ma con queste… allargandosi oltre i suoi mezzi, fece molti debiti, e da piccolo mi prendeva insieme a pagare gl’interessi – questo m’impressionò molto, non ebbi, crescendo, altro in mente, che di trovare modo di pagare debiti ” Insieme al fratello Gabriele, Pompeo fece i primi anni di scuola al Collegio Bertacagni di Brescia, dove iniziò a conoscere i drastici metodi educativi del tempo, soffrendo anche la fame , proseguì gli studi a Chiari, Desenzano e Brescia con maestri altrettanto severi, si diplomò ragioniere. “I Maestri valevano assai poco. Si crede che a quel tempo non erano sorvegliati e nessuno ci badava: per piccole colpe, un errore in un conto o in altro, davano delle sardelle . Il Maestro accanto al banco aveva una raccolta di lunghe bacchette: le lunghe servivano per batterci sui nostri banchi, le corte per batterci il palmo delle mani ”. All’inizio dei moti del 1848, Pompeo scelse di restare in famiglia, per dedicarsi all’azienda e aiutare il padre a pagare i debiti. Inoltre, per esentare i figli dal servizio militare, il padre aveva versato una considerevole somma al governo austriaco : 2100 svanziche e 4000 lire italiane. Il fratello Gabriele, tuttavia, si arruolò nel corpo volontario studentesco dell’esercito piemontese. Pompeo visse la repressione austriaca e condivise le aspirazioni risorgimentali del fratello, coraggioso patriota e sostenitore della causa nazionale. Ebbe sempre per lui ammirazione e riconoscenza. Il 1850 fu un anno di svolta per la famiglia di Pompeo Mazzocchi e per tutto il territorio bresciano. Le epidemie di colera, le carestie, le pesanti imposte austriache colpirono tutte le classi sociali. Le coltivazioni furono danneggiate da numerose malattie delle piante e l’epidemia di pebrina , la malattia dei bachi da seta, si diffuse in tutta Italia. Da qui la necessità di reperire “semi” sani (le uova di baco sono tuttora chiamate “semi” o seme -bachi), in paesi in cui la malattia non fosse ancora arrivata. Nella primavera del 1856 il padre di Pompeo inviò il figlio in Francia e in Inghilterra, per imparare le lingue necessarie per i lunghi viaggi. In Francia, Pompeo Mazzocchi apprese le potenzialità del mercato della seta, sempre più diffusa fra le classi più ricche. A Londra, conobbe la società e l’economia inglese, modello per il resto d’Europa. Ritornò in patria dopo aver acquisito l’apertura mentale e l’esperienza che lo avrebbero aiutato negli anni a venire. Visto il peggioramento della crisi della bachicoltura, si mise nuovamente in viaggio, alla ricerca dei preziosi semi, in Turchia, Dalmazia, Bulgaria e Romania, dove riuscì a procurarsi uova di qualità. Il diffondersi della pebrina in Europa rese poi necessario cercare altri mercati, già conosciuti ai bachicoltori italiani: il Caucaso, la Persia e, attraverso la Russia, anche la Cina, dove tuttavia la malattia iniziava a dilagare. Nel 1864, Pompeo Mazzocchi partì per il Giappone come “agente viaggiatore”. La spedizione era organizzata dalla società in accomandita fondata da Enrico Andreossi, l’importatore bergamasco che aveva partecipato ai viaggi in Romania. Pompeo arrivò in Cina, dove acquistò una modesta quantità di materiale. In Giappone, infine, trovò semi di qualità, e ne organizzò l’esportazione verso l’Italia con un volume di quasi 500.000 cartoni in un anno. Ricevette un compenso di complessive 13200 Lire, l’inizio della sua fortuna . Il successivo viaggio in Giappone, organizzato dalla società costituita dalla Giunta Municipale e dalla Camera di Commercio di Brescia, consolidò la sua fama con la consegna, al ritorno dalla spedizione, di oltre 63.000 cartoni di seme, che contribuirono al rilancio dell’industria della seta nel bresciano . I viaggi di Pompeo Mazzocchi in Estremo Oriente, nell’arco di diciassette anni, furono quindici, di cui nove ritornando in Europa dagli Stati Uniti . Nel suo Diario, annotò con precisione rotte, circostanze, aspetti politici, usi e costumi, con particolare attenzione all’agricoltura e all’allevamento. Nel 1881, cinquantenne, sposò Vittoria Almici, da cui ebbe cinque figli. Si dedicò alla famiglia e all’azienda. Vide la ripresa dell’industria della seta, iniziata nel 1870 grazie ai semi portati dal Giappone e andata a pieno regime intorno al 1880. Morì il 7 aprile 1915, a 86 anni. Il suo Diario, scritto dal 1887 al 1905, ci consegna il racconto dei numerosi viaggi, vissuti con determinazione e curiosità intellettuale, e la testimonianza di profondi valori sociali e familiari. “…mi resta la consolazione, direi eterna, di essere stato utile non solo a me e quindi alla mia famiglia ma anche ai fratelli, alle sorelle, a tutti. Ho migliorato la mia posizione col commercio del seme bachi… e siccome il seme bachi da me portato è sempre riuscito, ho portato la mia fortuna in numero grandissimo di famiglie ” Nel 1967, fu istituita la Fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi di Coccaglio, per testamento del figlio Cesare, con il mandato di gestire l’ingente patrimonio, destinandolo alla costruzione di una casa di riposo a Torbole-Casaglia, agli anziani di Coccaglio, al futuro Museo di Coccaglio che avrebbe conservato il patrimonio artistico raccolto da Pompeo nei suoi viaggi.
Viaggi
Note
- ↑ semaio se|mà|ios.m.1871 nell'accez. 3; 1. BU venditore ambulante di semi di zucca 2. OB chi vende semi di piante 3. OB chi alleva o vende uova di bachi da seta https://dizionario.internazionale.it/parola/semaio
- ↑ Termine colloquiale per indicare le persone specializzate nel raccogliere (“pelare”) la foglia dei gelsi Claudio Zanier (a cura di), Il Diario di Pompeo Mazzocchi 1829-1915, p. 99
Bibliografia
Caterina Saldi Barisani, Pompeo Mazzocchi: la vita e i viaggi, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 1999. Claudio Zanier (a cura di), Il Diario di Pompeo Mazzocchi 1829-1915, Roccafranca (BS), La Compagnia della Stampa, 2003.