Francesco Guccini
Francesco Guccini è uno dei più rilevanti e rappresentativi cantautori italiani[1] [2] [3].
Oltre che cantautore, Guccini è attore[4], scrittore[5] ed è stato docente di lingua italiana al Dickinson College di Bologna[6].
Tutte le sue opere, album, libri o film sono fortemente intrisi dalla sua ideologia[7] [8] e personalissima etica, toccando temi essenziali della vita umana: le ingiustizie sociali, il tempo che fugge, la riflessione sull’esistenza e, naturalmente le precarietà umane.
Biografia
Fanciullezza e adolescenza (1940-1958)
Francesco Guccini è nato a Modena il 14 luglio 1940. La sua infanzia, e parte della sua adolescenza, è stata vissuta al mulino di proprietà dei nonni materni a Pàvana, un paesino dell'Appennino tosco-emiliano. La vita semplice, “di un mondo autosufficiente” lo segna profondamente. Guccini afferma: “Questo mondo mi ha dato un “imprinting” incancellabile. Questo, in fondo, sono stato e sono ancora oggi, a tanti anni di distanza”[9].
Nel 1958 Guccini si diploma alla scuola magistrale di letteratura di Modena. Nello stesso periodo si avvicina al mondo della musica suonando la chitarra e fondando il suo primo complesso musicale Gli Hurricanes[10]. La permanenza a Modena è particolarmente difficile per il cantautore, descrive questo malessere nel brano Piccola Città: "Piccola città, bastardo posto, appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via"[11]. Infatti nel 1961 si trasferisce a Bologna con la famiglia.
Nello stesso periodo, Guccini è profondamente influenzato dall'arrivo del rock’n’roll in Italia, e in particolare dalla conoscenza delle opere del cantautore statunitense Bob Dylan[12][13]. Si inscrive alla facoltà di lettere ma svolge anche diversi lavori come istruttore in un collegio, giornalista per la Gazzetta di Modena e musicista in orchestre di ballo.
Durante questo periodo il cantautore plasma la sua visione del mondo e la sua capacità di raccontare storie e modellare personaggi provenienti da diverse realtà sociali.
La gioventù ed il suo primo album (1961-1967)
Nel 1961 Guccini si trova a Bologna, città che diventa il centro della sua vita artistica del cantautore. Qui entra in contatto con il fermento politico degli anni sessanta[14].
Sono gli anni in cui frequenta l'Osteria delle Dame[15], luogo di ritrovo di artisti ed intellettuali, stringendo amicizia con personalità di spicco come Pasolini e Lucio Dalla. La sua carriera musicale prende forma: suona con il gruppo I Gatti, passati alla storia con il nome di Equipe 84[16], ma si afferma nella scena musicale come solista, avanzando canzoni dai testi impegnati e basi folk influenzate dalla tradizione cantautorale italiana e americana.
Nel 1967 incide il suo primo album "di impatto commerciale quasi nullo"[17] denominato Folk beat n.1[18]. Il disco è composto da alcune dei brani che diventeranno pietre miliari per i suoi fan solo negli anni a seguire. Canzoni come Auschwitz[19], Canzone per un’amica[20] o Dio è morto[21] toccano temi delicati individuali e collettivi come la morte, l’Olocausto e la disillusione sociale.
Il debutto musicale (1968-1975)
Dopo la riunicia a una possibile partecipazione al festival di Sanremo[22], Guccini incide altri due album: Due anni dopo (1969)[23] e L’isola non trovata (1970)[24]. I successi di questi due album sono La primavera di Praga[25] un brano politico in cui vengono descritte le atrocità commesse dai sovietici ai danni del popolo ceco, un ri-arrangiamento acustico divenuto poi celebre di Un altro giorno è andato[26], canzone in cui il cantautore emiliano racconta dell'effimerità del tempo, e infine la sentimentale Vedi cara dedicata alla futura moglie Roberta Baccillieri[27].
Il progressivo debutto di Guccini è consacrato dall’album Radici (1972)[28], contenente brani estremamente identificativi ed evocativi. I brani che hanno portato alla ribalta il suddetto disco sono: La canzone dei dodici mesi[29], Incontro[30], il vecchio ed il bambino[31] ed il singolo di successo La Locomotiva[32]. Proprio con quest’ultima canzone, un inno anarchico ispirato ad un fallito attentato ferroviario, conquista il pubblico celebrando l'uguaglianza e la giustizia sociale.
Nel 1973 Francesco Guccini, mostra per la prima volta il suo lato sarcastico e sprezzante nell’album Opera buffa[33], disco live registrato all’Osteria delle Dame. Guccini schernisce, con interruzioni durante le canzoni di stampo cabarettistico, diverse categorie sociali: lo spasimante disperato, il pudico del sesso e i tradizionalisti religiosi. Il cantautore afferma «è un disco nato per caso, ma non a caso. L'idea c'era da tempo, una specie di "altra faccia di…", o fermare in un certo modo qualcuna di quelle serate "dal vivo", col pubblico attore che parla e ride e io che gigioneggio, recito, mi diverto»[34].
Nel 1974 il cantautore emiliano ritorna con un album fortemente criticato dalla stampa del tempo, Stanze di vita quotidiana[35]. In particolare Riccardo Bertoncelli[36], giornalista e critico musicale sostiene che la carriera di Guccini sia giunta al termine.
Il successo (1976-1989)
Il successo commerciale e mediatico arriva con l’album Via Paolo Fabbri 43 (1976)[37], disco estremamente personale per Guccini ma in cui il pubblico riesce ad immedesimarsi facilmente grazie al linguaggio adottato. Il brano più noto è L'avvelenata[38], un'altra delle canzoni più famose del cantautore, uno sfogo che lo stesso Guccini definisce «…nata con queste parole perché il momento era un momento di incazzatura. In questo momento ci vogliono queste parole. Quando a uno gli cade un mattone sul piede non dice "Orsù, suvvia, viva Dio…"»[39]. Nella stessa canzone risponde inoltre alle contestazioni subite, nei due anni precedenti, da Bertoncelli: "Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate"[40].
L’album successivo è Amerigo (1978)[41], di cui la cui canzone più famosa è certamente Eskimo[42], storia di un amore giovanile sull’orlo della fine, raccontato sullo sfondo culturale e politico degli anni settanta. Nonostante il successo commerciale di Eskimo, la canzone in pieno stile guccinano è Amerigo[43], un brano in cui un Francesco Guccini adolescente scruta l’America attraverso gli occhi dello zio Amerigo, emigrato in America, lasciandosi ingannare nell’ardente, quanto falso, sogno americano.
Iniziano anni di notevole successo mediatico e di molteplici tour musicali concretizzati con l’incisione di album live. Nel 1979 viene pubblicato l’Album Concerto[44], un live realizzato con i Nomadi[45]. Questo disco è cruciale per il successo radiofonico del cantautore, riproponendo brani dai primi album che non erano giunti al grande pubblico. Dopo concept album come Metropolis (1981)[46], Signora Bovary (1983)[47] e Guccini (1987)[48], il cantautore emiliano incide altri due album live che sono divenuti una specie di sommatoria della sua carriera fino a quel momento: Fra la Via Emilia e Il West (1984)[49] e ...Quasi Come Dumas…(1988)[50].
Negazioni e amori (1990-2000)
Nel 1990 Guccini si riallaccia al suo passato pubblicando un disco complesso e maliconico: Quello che non…(1990)[51]. L’omonima traccia che dà nome all’album e Canzone delle domande consuete remunerano Guccini con il premio Tenco[52].
Sono anni d’oro per il cantautore durante i quali produce album apprezzati dalla critica e gode del favore del pubblico. Album come Parnassius guccinii (1993)[53] e D’amore di morte e di altre sciocchezze (1996)[54] esplorano la condizione umana con uno sguardo critico e riflessivo sulla realtà, affrontando riflessioni sull'amore, la morte e la precarietà dell'esistenza. Tutto ciò è esplicitato in alcuni dei brani di maggiore successo come: Farwell, Quattro stracci, Stelle, Samantha e Cirano[55]. Quest'ultimo brano diventa iconico per i suoi fan poichè Guccini impiega una storia d’amore tratta da un romanzo di fine ottocento, come contorno per criticare la società contemporanea satura di inetti, che ricoprono ruoli prestigiosi senza esserselo realmente guadagnato.
Dopo l’ennesimo live album Guccini live collection (1998)[56], contenente i principali successi del cantautore, Guccini pubblica il primo album del nuovo millennio: Stagioni (2000)[57]. Questo disco rappresenta l’ennesima innovazione musicale del cantautore, controverso politicamente e severo nei confronti della società. Manifesti musicali di questo disco sono il Don Chisciotte[58], la vincitrice del premio Tenco Ho ancora la forza[59], la biografia trasmutata in musica di Ernesto Guevara, nella traccia Stagioni[60], che dà nome al disco, e infine, la più intima E Un Giorno…[61]. In quest’ultima mesta poesia l’autore spiega all’ascoltatore il prezzo di crescere, e ciò che consegue allo scorrere del tempo «che non c’è solo il dolce ad attenderti ma molto d’amaro e non è senza un prezzo salato diventare grande».
Fine della carriera (2004-2012)
Nel 2004 viene pubblicato Ritratti che riscuote poco successo mediatico e otto anni più tardi Guccini pubblica il suo ultimo album di inediti, L’Ultima Thule (2012)[62]. È un album pigro e nostalgico, di un uomo stanco delle dinamiche musicali che fino a quel momento aveva tollerato, concepito per essere il suo personale addio alla musica[63].
L’ideologia
Francesco Guccini ha sviluppato nel corso della sua carriera un pensiero politico e sociale complesso, caratterizzato da una forte critica alle ingiustizie, un umanesimo radicale e una visione libertaria e progressista[64].
Guccini è sempre stato critico verso il capitalismo, gli estremismi da ambo i fronti e le disuguaglianze sociali come si nota nelle già citate La Locomotiva (1972) ed Eskimo (1988) ma anche nella meno conosciuta Il Sociale E L’Antisociale[65](1967).
Il cantautore emiliano ha sempre mantenuto viva la memoria della Resistenza[66] e dell'antifascismo, rifiutando ogni forma di autoritarismo, incluso il comunismo sovietico. Tra gli esempi più conosciuti sicuramente c’è la sopracitata Auschwitz (1964, nota anche come La canzone del bambino nel vento). Altra canzone rappresentativa di questa sfaccettatura gucciniana è Il vecchio e il bambino (1972) che riflette sulla violenza della guerra e sull'ipocrisia del potere.
Altro tema caro a Guccini è l’umanesimo esistenziale dove fonde impegno politico e la riflessione filosofica, ponendo al centro l'individuo e la sua lotta per la dignità. Brani generazionali definiti spesso inni di riscossa popolare come Dio è morto (1964) invitano a una rilettura della realtà dandoci un pretesto per interrogarci sul nostro senso della fede. Altra canzone del cantautore che ci spiega un altro tratto della sua filosofia è Incontro (1993) che esplora la solitudine dell’uomo in un mondo caotico.
In ultima battuta Guccini, da anarchico-libertario qual è, disprezza ogni forma di potere gerarchico, snocciolando a fondo tali concetti in Don Chisciotte (2000)[67], che diventa una metafora della lotta contro i mulini a vento del conformismo. In Canzone della bambina portoghese (1972)[68], un gioiello poco conosciuto quanto affascinante, dichiara la necessità di mantenere una posizione critica verso il potere e rimanere sempre guardighi da chi possiede la “verità in tasca”.
L’intreccio di tutti questi pensieri ha dato vita a Guccini. L'artista invita l’ascoltatore delle sue canzoni, lettore dei suoi romanzi o spettatore dei suoi film a ricercare una verità concreta, senza dogmi, consacrando la sua vita al risveglio della coscienza collettiva.
Libri
- Cròniche epafàniche, Milano, Feltrinelli, 1989.
- Vacca d'un cane, Milano, Feltrinelli, 1993.
- La legge del bar e altre comiche, Bologna, Comix, 1996.
- Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti, con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 1997.
- Un disco dei Platters - Romanzo di un maresciallo e una regina con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 1998.
- Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Firenze, Giunti, 1999.
- Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Firenze-Milano, Giunti, 2007.
- Questo sangue che impasta la terra. Romanzo, con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2001.
- Lo Spirito e altri briganti, con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2002.
- Il vecchio e il bambino, la canzone di Francesco Guccini,
- Cittanòva blues. Romanzo, Milano, Mondadori, 2003.
- L'uomo che reggeva il cielo, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2005.
- Icaro, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-56221-4.
- Non so che viso avesse. La storia della mia vita, Milano, Mondadori, 2010.
- Dizionario delle cose perdute, Milano, Mondadori, 2012.
- La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti, con Loriano Macchiavelli, Milano, Mondadori, 2014.
- Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto, Milano, Mondadori, 2015.
- Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri, con Loriano Macchiavelli, Milano, Giunti Editore, 2017
- Storie liete, fiabe nere e tempi andati, Milano, Rizzoli, 2021.
- Vola golondrina, con Loriano Macchiavelli, Milano, Giunti Editore, 2023.
Filmografia
- I giorni cantati (1979)
- Le lunghe ombre (1987)
- Musica per vecchi animali (1989)
- Radiofreccia (1998)
- Ormai è fatta! (1999)
- Ti amo in tutte le lingue del mondo (2005)
- Io e Marilyn (2009)
- Francesco Guccini La mia Thule (2013)
- La linea gialla (2015)
- Son morto che ero bambino - Francesco Guccini va ad Auschwithz – documentario Rai Storia (2017)
Riconoscimenti
Nell'ambito dei riconoscimenti del Club Tenco Guccini riceve:
- 1975 – Premio Tenco per la carriera, insieme a Umberto Bindi, Enzo Jannacci e Fabrizio de Andrè.
- 2015 – Premio Tenco per la carriera
- 1987 – Targa Tenco per la canzone Scirocco
- 1990 – Targa Tenco per la canzone Canzone delle domande consuete
- 1994 – Targa Tenco per l'album Parnassius Guccinii
- 2000 – Targa Tenco per la canzone Ho ancora la forza
Altri premi di rilievo:
- 1992 - Premio Montale per il particolare rilievo della dimensione poetica dei suoi testi.
- 2005 - premio Giuseppe Giacosa – Parole per la musica.
- 2020 - Finalista del "Premio Campanello" [69] con il romanzo Tralummescuro[70].
Curiosità
- "Una sottospecie della farfalla Parnassius mnemosyne, chiamata Parnassius (Driopa) mnemosyne guccinii fu scoperta nel 1992 sull'Appennino tosco-emiliano dall'entomologo Giovanni Sala, che la dedicò al cantautore Francesco Guccini.
- Guccini è conosciuto anche con il soprannome Il Maestrone[71] guadagnato per il peso che ha avuto nella cultura italiana nell'ultimo mezzo secolo.
- A Francesco Guccini sono state dedicate due canzoni: Canzone per Francesco[72] di Roberto Vecchioni dall'album Elisir (1976) e Caro il mio Francesco[73] di Luciano Ligabue dall'album Arrivederci, mostro! (2010).
- Nel 2002 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Scienze della Formazione[74].
- Il suo settimo album, Via Paolo Fabbri 43 è stato inserito da Rolling Stones nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre, in 29esima posizione[75].
Note
- ↑ Rai Cultura, I miei primi ottant'anni https://www.raicultura.it/musica/articoli/2020/06/Francesco-Guccini-a996cd5f-01fa-446b-91e2-a877c95f7696.html
- ↑ Il Fatto Quotidiano, Auguri a Francesco Guccini, il cantautore che rispetta le parole https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/14/auguri-a-francesco-guccini-il-cantautore-che-rispetta-le-parole/6229687/
- ↑ Rolling Stone, Gli 80 anni di Francesco Guccini, l’uomo che ha fatto letteratura con le canzoni https://www.rollingstone.it/musica/gli-80-anni-di-francesco-guccini-luomo-che-ha-fatto-letteratura-con-le-canzoni/521005/
- ↑ Francesco Guccini Official, Filmografia, https://www.francescoguccini.it/filmografia/
- ↑ Francesco Guccini Official, Bibliografia, https://www.francescoguccini.it/bibliografia/
- ↑ Premio Ceppo, Incontro con Francesco Guccini, https://www.premioceppo.it/news/69-ceppo-anteprima-incontro-con-francesco-guccini/
- ↑ Rolling Stone, Guccini: «Mi colpisce il fatto che la destra si stia impadronendo della cultura» https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/guccini-mi-colpisce-il-fatto-che-la-destra-si-stia-impadronendo-della-cultura/820281/
- ↑ Corriere Della Sera, Guccini: «Mai stato comunista, ma voto Pd. La destra? In Emilia non passa. E ora Grillo dia una mano» https://www.rollingstone.it/musica/gli-80-anni-di-francesco-guccini-luomo-che-ha-fatto-letteratura-con-le-canzoni/521005/
- ↑ Francesco Guccini, Non so che viso avesse , 2010, Mondadori, pag 9-19
- ↑ OndaRock, Francesco Guccini - Ritratto di un cantastorie, hhttps://www.ondarock.it/italia/francescoguccini.htm
- ↑ Genius, Piccola Città, https://genius.com/Francesco-guccini-piccola-citta-lyrics
- ↑ Treccani, Dylan, Bob, https://www.treccani.it/enciclopedia/bob-dylan_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/#google_vignette
- ↑ Il Resto del Carlino, Guccini, Bob Dylan e L'eutanasia, https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/bob-dylan-guccini-e-leucaristia-kenbifrv
- ↑ Istituto Storico Modena, Gli anni Sessanta e Settanta, https://www.istitutostorico.com/gli_anni_sessanta_e_settanta/
- ↑ L'osteria delle dame, Luogo di incontro, musica e vino, https://www.osteriadelledame.it/
- ↑ Equipe84 La storia, Chi siamo, La band https://www.equipe84lastoria.it/homepage/
- ↑ Massimo Cotto, Portavo allora un eskimo innocente, Firenze, Giunti, 2007, p. 94.
- ↑ Francesco Guccini Official, Folk beat n.1, https://www.francescoguccini.it/discografia/folk-beat-n-1/
- ↑ La Repubblica, Come nacque Auschwitz, https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/03/07/news/guccini-134968461/
- ↑ Rockol, In Morte Di S.F. (Canzone Per Un’Amica), https://www.rockol.it/news-719583/francesco-guccini-la-storia-di-canzone-per-un-amica
- ↑ La Repubblica, Dio è morto, https://scuola.repubblica.it/static/scuola.repubblica.it/campania-caserta-lsniccolojommelli/index.html@p=834.html
- ↑ Fanpage, Francesco Guccini mai andato a Sanremo, https://www.fanpage.it/spettacolo/eventi/francesco-guccini-mai-andato-a-sanremo-bocciate-le-mie-canzoni-di-recente-una-sui-migranti/
- ↑ Francesco Guccini Official, Due anni dopo, https://www.francescoguccini.it/discografia/due-anni-dopo/
- ↑ Francesco Guccini Official, L'isola non trovata, https://www.francescoguccini.it/discografia/l-isola-non-trovata/
- ↑ Uffici Stampa Nazionali, La Primavera di Praga di Guccini, dal rogo di Palach alla rabbia giovanile sessantottina, https://www.ufficistampanazionali.it/2019/12/04/la-primavera-di-praga-di-guccini-dal-rogo-di-palach-alla-rabbia-giovanile-sessantottina/
- ↑ Genius, Un altro giorno è andato, https://genius.com/Francesco-guccini-un-altro-giorno-e-andato-lyrics
- ↑ Fanpage, Vedi Cara, significato e storia, https://music.fanpage.it/il-significato-di-vedi-cara-capolavoro-del-1970-di-francesco-guccini/
- ↑ Francesco Guccini Official, Radici, https://www.francescoguccini.it/discografia/radici/
- ↑ Treccani, la canzone dei dodici mesi, https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Ritratti/J_Guccini13.html
- ↑ Rockol, Incontro, https://www.rockol.it/news-729477/francesco-guccini-la-storia-di-incontro
- ↑ Rockol, Il Vecchio ed Il Bambino, https://www.rockol.it/news-729480/francesco-guccini-la-storia-di-il-vecchio-e-il-bambino
- ↑ La Stampa, la storia dietro "La Locomotiva", https://www.lastampa.it/spettacoli/2015/01/11/news/guccini-questa-la-verita-sulla-mia-locomotiva-1.35302890/
- ↑ Francesco Guccini Official, Opera Buffa, https://www.francescoguccini.it/discografia/opera-buffa/
- ↑ LastFM, Fracesco Guccini: Opera Buffa, https://www.last.fm/it/music/Francesco+Guccini/Opera+Buffa/+wiki?ver=2
- ↑ Francesco Guccini Official, Stanze di vita quotidiana, https://www.francescoguccini.it/discografia/stanze-di-vita-quotidiana/
- ↑ Archivio Letterario, Bertoncelli Riccardo, https://archivio.festivaletteratura.it/entita/1013-bertoncelli-riccardo
- ↑ Francesco Guccini Official, Via Paolo Fabbri 43, https://www.francescoguccini.it/discografia/via-paolo-fabbri-43/
- ↑ La Repubblica, Guccini spiega "L'avvelenata", https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2023/07/10/news/guccini_spiega_lavvelenata_nata_contro_chi_sottintendeva_che_mi_ero_venduto_per_soldi_che_invece_rifiutai-407253778/
- ↑ Francesco Guccini, Non so che viso avesse , 2010, Mondadori, pag 89-90
- ↑ Genius, L'Avvelenata, https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2023/07/10/news/guccini_spiega_lavvelenata_nata_contro_chi_sottintendeva_che_mi_ero_venduto_per_soldi_che_invece_rifiutai-407253778/
- ↑ Francesco Guccini Official, Amerigo, https://www.francescoguccini.it/discografia/amerigo/
- ↑ Il Corriere Della Sera, Eskimo 1974, https://www.corriere.it/moda/cards/gli-80-anni-francesco-guccini-sua-storia-nostra-20-canzoni/eskimo-1974.shtml
- ↑ Il Corriere Della Sera, Amerigo 1978, https://www.corriere.it/moda/cards/gli-80-anni-francesco-guccini-sua-storia-nostra-20-canzoni/amerigo-1978.shtml
- ↑ Francesco Guccini Official, Concerto, https://www.francescoguccini.it/discografia/album-concerto/
- ↑ OndaRock, Nomadi - Note in cammino, https://www.ondarock.it/italia/nomadi.htm
- ↑ Francesco Guccini Official, Metropolis, https://www.francescoguccini.it/discografia/metropolis/
- ↑ Francesco Guccini Official, Signora Bovary, https://www.francescoguccini.it/discografia/signora-bovary/
- ↑ Francesco Guccini Official, Guccini, https://www.francescoguccini.it/discografia/guccini/
- ↑ Francesco Guccini Official, Fra la Via Emilia e Il West, https://www.francescoguccini.it/discografia/fra-la-via-emilia-e-il-west/
- ↑ Francesco Guccini Official, ...Quasi Come Dumas..., https://www.francescoguccini.it/discografia/quasi-come-dumas/
- ↑ Francesco Guccini Official, Quello Che Non, https://www.francescoguccini.it/discografia/quello-che-non/
- ↑ Club Tenco, Albo d'oro dei premi Tenco, https://www.clubtenco.it/albo-doro/
- ↑ Francesco Guccini Official, Parnassius guccinii, https://www.francescoguccini.it/discografia/parnassius-guccinii/
- ↑ Francesco Guccini Official, d'amore di morte e di altre sciocchezze, https://www.francescoguccini.it/discografia/damore-di-morte-e-di-altre-sciocchezze/
- ↑ Genius, Cirano, https://genius.com/Francesco-guccini-cirano-lyrics
- ↑ Francesco Guccini Official, Guccini live collection, https://www.francescoguccini.it/discografia/guccini-live-collection/
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- ↑ Rai Culutura, Miguel De Cervantes e l'inganno della letteratura, https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2019/11/Miguel-De-Cervantes-e-linganno-della-letteratura-0598f163-5ee0-4e8c-a829-34506ca54486.html
- ↑ Genius, Ho ancora la forza, https://genius.com/Francesco-guccini-ho-ancora-la-forza-lyrics
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- ↑ Genius, E Un Giorno, https://genius.com/Francesco-guccini-e-un-giorno-lyrics
- ↑ Francesco Guccini Official, L'Ultima Thule, https://www.francescoguccini.it/discografia/lultima-thule/
- ↑ Il Fatto Quotidiano, In lode di Francesco Guccini e la sua "L'Ultima Thule", https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/25/in-lode-di-francesco-guccini-e-la-sua-ultima-thule/789583/
- ↑ Il Riformista, Francesco Guccini: “Mai stato comunista, Putin risveglia il mio pregiudizio anti-sovietico”, https://www.ilriformista.it/francesco-guccini-mai-stato-comunista-putin-risveglia-il-mio-pregiudizio-anti-sovietico-281998/
- ↑ Rockol, la storia di "il sociale e l'antisociale", https://www.rockol.it/news-719588/francesco-guccini-la-storia-di-il-sociale-e-l-antisociale
- ↑ LRI,La Resistenza Italiana, https://www.anpi.it/libri/la-resistenza-italiana
- ↑ Genius, Don Chisciotte, https://genius.com/Francesco-guccini-don-chisciotte-lyrics
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- ↑ La Stampa, Le radici di Guccini in finale al Campiello, https://www.lastampa.it/cultura/2020/06/02/news/le-radici-di-guccini-in-finale-al-campiello-1.38918493/
- ↑ Guccini Official, Guccini in Classe, http://www.francescoguccini.it/bibliografia/guccini_in_classe/
- ↑ Genius, Canzone per Francesco, https://genius.com/Roberto-vecchioni-canzone-per-francesco-lyrics
- ↑ Genius, Caro il mio Francesco, https://genius.com/Ligabue-caro-il-mio-francesco-lyrics
- ↑ RaiNews, Guccini, gli americani lo fanno dottore, http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=12387
- ↑ Rolling Stones, Rolling Stones, i 100 dischi più belli di sempre, https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.albumoftheyear.org/user/space-meatball/list/95109/rolling-stone-100-dischi-italiani-pi-belli-di-sempre/&ved=2ahUKEwip34Orm_GLAxVJ9AIHHQcpBesQFnoECA4QAQ&usg=AOvVaw0NJkQqRSyHbPYTWeUVcK1L
Bibliografia
- Anna Caterina Bellati (a cura di), Francesco Guccini. Dietro a frasi di canzoni, Milano, C. Lombardi, 1993.
- Massimo Cotto (a cura di), Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Giunti, 1999,
- Massimo Cotto (a cura di), Portavo allora un eskimo innocente: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Firenze, Giunti, 2007,
- Francesco Guccini, Alberto Bertoni, Non so che viso avesse, quasi un’autobiografia, Milano, Mondadori, 2011
- Paolo Talanca, Fra la via Emilia e il West. Milano, Hoepli Editrice, 2019.