Friedrich Nietzsche

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Friedrich Nietzsche (1844-1900) è stato un filosofo, filologo, poeta e scrittore tedesco, noto per le sue opere filosofiche che sfidano le tradizioni morali, religiose e culturali dell’Occidente. Nacque a Röcken, un piccolo villaggio nella Prussia, e trascorse parte della sua vita in diverse città europee, tra cui Torino, che segnò la fine della sua attività intellettuale.

Biografia

I Natali e la Formazione Iniziale

Nasce nel 1844 da una fervente famiglia luterana. A proposito dei suoi natali dirà <<come pianta sono nato vicino al camposanto, come uomo nella casa del pastore>>. Il padre era un pastore protestante, morto probabilmente a causa della stessa malattia che colpirà il figlio. Allevato in un ambiente femminile, a Naumburg, cresce con la sorella Elisabeth e la madre, apprendendo la musica e il canto e leggendo autori come Goethe e Byron.

Gli Studi e l'Incontro con la Filosofia

Il giovane Nietzsche studia in un liceo prestigioso di Pforta, grazie all’ausilio di una borsa di studio ecclesiastica e, in seguito, nel 1864 iniziò gli studi di teologia e filologia classica presso l’Università di Bonn, ma abbandonò presto la teologia per concentrarsi sulla filologia, trasferendosi a Lipsia. Fu in questo periodo che approfondì la filosofia di Schopenhauer attraverso l’opera Il mondo come volontà e rappresentazione. Nel 1867 svolse il servizio militare, ma fu congedato per un grave infortunio allo sterno. Tornò a Lipsia dove, a soli 24 anni, fu nominato professore di filologia classica all’Università di Basilea, un ruolo che mantenne fino al 1879, quando problemi di salute cronici lo costrinsero a ritirarsi.

Il Rifiuto del Nazionalismo e l'Amicizia con Wagner

A 25 anni iniziò a sviluppare un rifiuto nei confronti delle idee nazionalistiche e per la Germania. Fu proprio in questo periodo che strinse amicizia con Richard Wagner, che considerò inizialmente un alleato nella rinascita della tragedia greca. Tuttavia, con il tempo, iniziò a nutrire seri dubbi sulla sincerità dell’amico, allontanandosi dalle sue idee. Fu in questo periodo che pubblicò La nascita della tragedia, introducendo il contrasto tra impulsi apollinei e dionisiaci.


Da qui cominciò a pubblicare una serie di opere prestigiose, introducendo nuovi concetti come il “superuomo (o oltreuomo)” e l’eterno ritorno, che approfondì nello Zarathustra (1883-1885), distaccandosi sempre di più da Wagner e Schopenhauer, giudicati troppo pessimistici. La sua salute cominciò a deteriorarsi gravemente, portandolo a lasciare l’insegnamento nel 1878.

Gli Anni di Viaggi e la Relazione con Lou von Salomè

Da qui cominciò a viaggiare in cerca di un clima favorevole e di serenità interiore. Nel 1882, a Roma, conobbe Lou von Salomè, donna brillante che ispirò alcune delle sue opere, ma con la quale ebbe un rapporto travagliato. Infatti, ella rifiutò di sposarlo, preferendogli l’amico Paul Ree. La relazione fu ostacolata dalla sorella Elisabeth e dalla madre, terminando in modo drammatico e lasciando Nietzsche sconvolto e sull’orlo del suicidio. Anche se successivamente si riconcilierà con la madre e la sorella, il loro rapporto resterà sempre conflittuale: <<confesso – scriverà- che la più profonda obiezione contro “l’eterno ritorno” […] è sempre stata mia madre e mia sorella>>.

Le Opere Fondamentali e il Declino Mentale

Negli anni successivi scrisse opere fondamentali come Al di là del bene e del male (1886) e Genealogia della morale (1887). Tuttavia, nel 1889, la sua salute mentale peggiorò drammaticamente: a Torino subì un crollo psicofisico e fu internato. Passò gli ultimi anni della sua vita in uno stato di progressiva demenza sotto la cura della sorella, che manipolò il suo pensiero per metterlo al servizio del nazismo.

La Morte e l'Influenza Postuma

Morì a Weimar nel 1900, sepolto con una cerimonia religiosa, nonostante il suo ateismo. La sua opera, diffusa postuma, influenzò profondamente la filosofia del Novecento

Pensiero Filosofico

La critica alla metafisica e la “morte di Dio”

Un tema centrale del pensiero di Nietzsche è la critica alla metafisica tradizionale, in particolare alla visione platonico-cristiana che separa il mondo sensibile da un presunto "mondo vero". In "La gaia scienza", Nietzsche annuncia la “morte di Dio”, simbolo del crollo dei valori assoluti che per secoli hanno sostenuto la civiltà occidentale. Con la morte di Dio, l’uomo è chiamato a confrontarsi con il nichilismo, cioè la mancanza di un fondamento ultimo del senso e dei valori.

Il nichilismo e la volontà di potenza

Nietzsche descrive il nichilismo come una fase inevitabile della cultura occidentale, ma non si limita a registrare il suo avvento. Attraverso il concetto di volontà di potenza, egli propone una risposta: l’uomo deve superare la decadenza nichilista creando nuovi valori. La volontà di potenza non è un impulso al dominio, ma una forza creativa e affermativa che spinge l’uomo verso una continua auto-trascendenza.

L’oltreuomo e l’eterno ritorno

Il concetto di oltreuomo (Übermensch), sviluppato in "Così parlò Zarathustra", rappresenta l’ideale dell’uomo che si emancipa dai valori tradizionali e crea il proprio significato dell’esistenza. L’oltreuomo accetta l’idea dell’eterno ritorno dell’uguale, una concezione secondo cui ogni evento si ripete ciclicamente. L’eterno ritorno è sia una sfida esistenziale che una prova: accettarlo significa dire sì alla vita in tutte le sue dimensioni, anche nelle sue sofferenze.

La genealogia della morale

In "Genealogia della morale", Nietzsche esplora le origini storiche e psicologiche dei valori morali. Contrappone la “morale dei signori”, che esalta forza, nobiltà e creatività, alla “morale degli schiavi”, caratterizzata da risentimento e negazione della vita. Secondo Nietzsche, il cristianesimo è l’espressione più compiuta della morale degli schiavi, poiché svaluta la vita terrena in favore di una dimensione ultraterrena.

La decadenza e il superamento della modernità

In "Il crepuscolo degli idoli" e "L’anticristo", Nietzsche critica i filosofi, le religioni e le istituzioni moderne, che considera decadenti. La sua diagnosi si estende anche alla scienza e alla politica, ritenute incapaci di offrire una prospettiva autenticamente affermativa. Nietzsche invita a un radicale ripensamento dei fondamenti della cultura.