Alcesti: differenze tra le versioni
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L’''Alcesti'' è uno degli otto drammi, tra i diciannove euripidei che ci sono pervenuti, per i quali la datazione è certa. | L’''Alcesti'' è uno degli otto drammi, tra i diciannove euripidei che ci sono pervenuti, per i quali la datazione è certa. | ||
Fu rappresentata per la prima volta ad Atene nel 438 a.C. nell’agone tragico che, a partire dal 535 a.C., soleva svolgersi in occasione delle Grandi Dionisie. Queste ultime avevano luogo nel mese di Elafebolione, che corrisponde al periodo che va da metà marzo a metà aprile. | Fu rappresentata per la prima volta ad Atene nel 438 a.C. nell’agone tragico che, a partire dal 535 a.C., soleva svolgersi in occasione delle Grandi Dionisie. Queste ultime avevano luogo nel mese di Elafebolione, che corrisponde al periodo che va da metà marzo a metà aprile. | ||
Presentando l’''Alcesti'', Euripide si classificò secondo nella competizione, mentre il primo premio fu assegnato a Sofocle (anche se non è noto con quale opera quest’ultimo trionfò).<ref> Pintacuda e Venuto, 2020, p. 14.</ref> | Presentando l’''Alcesti'', Euripide si classificò secondo nella competizione, mentre il primo premio fu assegnato a Sofocle (anche se non è noto con quale opera quest’ultimo trionfò).<ref> Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 14.</ref> | ||
==Struttura e trama== | ==Struttura e trama== | ||
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===Secondo episodio=== | ===Secondo episodio=== | ||
Nel secondo stasimo il coro ricorda le virtù di Alcesti. Nel secondo episodio Eracle, in viaggio per compiere una delle sue fatiche<ref>Ottava fatica: prendere il tiro alle cavalle antropofaghe di Diomede, re di Tracia.</ref>, giunge a Fere. Vedendo Admeto con i capelli rasati ne domanda il motivo, al | Nel secondo stasimo il coro ricorda le virtù di Alcesti. Nel secondo episodio Eracle, in viaggio per compiere una delle sue fatiche<ref>Ottava fatica: prendere il tiro alle cavalle antropofaghe di Diomede, re di Tracia.</ref>, giunge a Fere. Vedendo Admeto con i capelli rasati ne domanda il motivo, al che Admeto lo informa che deve seppellire un morto. Eracle chiede chi sia e Admeto, in maniera ambigua, prima gli dice di essere straziato dal destino della moglie, ma poi gli mente, dicendo che il motivo del lutto è che è morta un’estranea nella sua casa. | ||
===Terzo episodio=== | ===Terzo episodio=== | ||
Admeto chiarisce al coro che non ha voluto allontanare Eracle nonostante sia straziato dalla morte della moglie per non risultare inospitale. Il coro ne loda la nobiltà e poi si apre il terzo episodio, dove si svolge il funerale di Alcesti. Compare dunque il padre di Admeto, Ferete, che in precedenza si era rifiutato di morire al posto del figlio, a porgere le sue condoglianze e a consolarlo per la morte della moglie, ringraziando che la morte non abbia portato via suo figlio. Admeto si offende della partecipazione del padre proprio in questo momento, quando stando a lui avrebbe dovuto offrirsi per morire e salvare così Alcesti. Admeto e Ferete hanno dunque una lite, nella quale reciprocamente si accusano di vigliaccheria per non aver voluto troncare prematuramente il gradito tempo da passare sulla terra. Dopo | Admeto chiarisce al coro che non ha voluto allontanare Eracle nonostante sia straziato dalla morte della moglie per non risultare inospitale. Il coro ne loda la nobiltà e poi si apre il terzo episodio, dove si svolge il funerale di Alcesti. Compare dunque il padre di Admeto, Ferete, che in precedenza si era rifiutato di morire al posto del figlio, a porgere le sue condoglianze e a consolarlo per la morte della moglie, ringraziando che la morte non abbia portato via suo figlio. Admeto si offende della partecipazione del padre proprio in questo momento, quando stando a lui avrebbe dovuto offrirsi per morire e salvare così Alcesti. Admeto e Ferete hanno dunque una lite, nella quale reciprocamente si accusano di vigliaccheria per non aver voluto troncare prematuramente il gradito tempo da passare sulla terra. Dopo il pesante scambio di offese, Ferete esce. | ||
Intanto Eracle scopre da un servo della casa di Admeto la verità sulla defunta, e grato dell’ospitalità che l’amico gli ha mostrato anche in un momento così difficile, decide di tendere una trappola a Thanatos per recuperare Alcesti e riportarla a casa. | Intanto Eracle scopre da un servo della casa di Admeto la verità sulla defunta, e grato dell’ospitalità che l’amico gli ha mostrato anche in un momento così difficile, decide di tendere una trappola a Thanatos per recuperare Alcesti e riportarla a casa. | ||
===Esodo=== | ===Esodo=== | ||
Dopo lunghi lamenti di dolore di Admeto e tentativi del coro di consolarlo, si apre l’esodo, nel quale Eracle ricompare con una donna velata. Dopo aver rimproverato Admeto di non avergli rivelato prima l’identità della defunta, gli domanda di offrire ospitalità alla donna, che dice di aver vinto in un agone pubblico. Admeto si mostra inizialmente restio ad accogliere la donna, per non mancare di rispetto ad Alcesti, ma dopo molte insistenze accetta, per scoprire che la donna è proprio Alcesti, che però rimane muta. Admeto ringrazia Eracle, e il coro conclude la vicenda.<ref name="paduano">Paduano, 2021.</ref> | Dopo lunghi lamenti di dolore di Admeto e tentativi del coro di consolarlo, si apre l’esodo, nel quale Eracle ricompare con una donna velata. Dopo aver rimproverato Admeto di non avergli rivelato prima l’identità della defunta, gli domanda di offrire ospitalità alla donna, che dice di aver vinto in un agone pubblico. Admeto si mostra inizialmente restio ad accogliere la donna, per non mancare di rispetto ad Alcesti, ma dopo molte insistenze accetta, per scoprire che la donna è proprio Alcesti, che però rimane muta. Admeto ringrazia Eracle, e il coro conclude la vicenda.<ref name="paduano">Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021.</ref> | ||
==La questione della tetralogia== | ==La questione della tetralogia== | ||
Durante le Grandi Dionisie i concorrenti nell’agone tragico erano tenuti a presentare alla competizione una tetralogia di drammi, composta da tre tragedie e un dramma satiresco. | Durante le Grandi Dionisie i concorrenti nell’agone tragico erano tenuti a presentare alla competizione una tetralogia di drammi, composta da tre tragedie e un dramma satiresco. | ||
L’''Alcesti'' occupa il quarto posto nella tetralogia che Euripide presentò all’agone del 438 (composta da altre tre opere, le quali, a differenza dell’''Alcesti'', sono conservate solo in maniera frammentaria: ''Le Cretesi'', ''Alcmeone a Psofide'' e ''Telefo''<ref>Euripide, Giovanni Greco (a cura di), Alcesti, Milano, Feltrinelli, 2019, p. 7.</ref>). Questa collocazione risulta però insolita per una tragedia, poiché in genere il quarto posto era riservato al dramma satiresco. | |||
Proprio per questo motivo la natura tragica | Proprio per questo motivo la natura tragica dell’''Alcesti'' è stata oggetto di discussione. In passato si riteneva che alcuni elementi dell’opera (come per esempio il lieto fine<ref>Euripide, Giovanni Greco (a cura di), Alcesti, Milano, Feltrinelli, 2019. p. 8.</ref>) avessero tratti comici e farseschi, giustificando così il posizionamento inconsueto dell’opera nella tetralogia, ma è possibile che ciò rappresenti semplicemente un primo segnale della tendenza allo sperimentalismo di Euripide.<ref>Pintacuda e Venuto, 2020, pp. 252-253.</ref> | ||
==Alcesti prima di Euripide== | ==Alcesti prima di Euripide== | ||
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*la Morte veniva a reclamare un’anima nel giorno del matrimonio di questa; | *la Morte veniva a reclamare un’anima nel giorno del matrimonio di questa; | ||
*la vittima riceveva da una divinità il privilegio di poter sacrificare qualcun altro al proprio posto; | *la vittima riceveva da una divinità il privilegio di poter sacrificare qualcun altro al proprio posto; | ||
*nessuno si offriva per il sacrificio, | *nessuno si offriva per il sacrificio, a eccezione di quello che sarebbe stato il futuro coniuge; | ||
*il solo essere disposti al sacrificio veniva premiato dalla divinità con il condono del debito. | *il solo essere disposti al sacrificio veniva premiato dalla divinità con il condono del debito. | ||
Questo schema del “sacrificio per amore” applicato alla storia di Alcesti viene ripreso precedentemente a Euripide da una sola fonte | Questo schema del “sacrificio per amore” applicato alla storia di Alcesti viene ripreso precedentemente a Euripide da una sola fonte, ossia il tragediografo Frinico, la cui produzione risale al periodo che va dalla fine del VI sec. a.C. all’inizio del V. | ||
L’''Alcesti'' di Frinico non | L’''Alcesti'' di Frinico non si è conservata, ma ne restano citazioni di autori successivi, dai quali è possibile supporre che Frinico per primo abbia inserito nella narrazione del mito di Alcesti di alcuni personaggi chiave dell’opera di Euripide, in particolar modo aumentando il numero delle figure divine coinvolte da uno a tre: Apollo, Thanatos ed Eracle (quest’ultimo semi-divino). È inoltre possibile che sia Frinico ad aver introdotto nella trama anche il ritorno di Alcesti dal regno dei morti.<ref>Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), ''Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus'', Londra, University of Chicago Press, 2013, e Pintacuda e Venuto, 2020, p. 253.</ref> | ||
==Innovazioni di Euripide== | ==Innovazioni di Euripide== | ||
Nella rielaborazione di Euripide sono presenti diverse innovazioni: | |||
*la Morte, che si esprime nel prologo, si mostra contraria alla scelta di Apollo di concedere ad Admeto la possibilità di sacrificare qualcuno al suo posto, | *la Morte, che si esprime nel prologo, si mostra contraria alla scelta di Apollo di concedere ad Admeto la possibilità di sacrificare qualcuno al suo posto, ma viene costretta ad accettare la volontà del dio con la forza; | ||
*con lo scopo di accrescere l’effetto drammatico, nella tragedia Alcesti non decide di compiere il sacrificio nel giorno delle nozze, ma anni dopo, quando ha già conosciuto le gioie del matrimonio e ha ormai due figli con Admeto (tutto con lo scopo di rendere la loro separazione ancora più tragica e struggente agli occhi dello spettatore); | *con lo scopo di accrescere l’effetto drammatico, nella tragedia Alcesti non decide di compiere il sacrificio nel giorno delle nozze, ma anni dopo, quando ha già conosciuto le gioie del matrimonio e ha ormai due figli con Admeto (tutto con lo scopo di rendere la loro separazione ancora più tragica e struggente agli occhi dello spettatore); | ||
* | *Eracle, oltre a portare indietro Alcesti dal regno dei morti, ha anche il ruolo di testare la fedeltà di Admeto con un inganno al momento in cui la regina viene riportata nella casa di Admeto (Alcesti viene infatti condotta velata nella casa di Admeto di ritorno dagli Inferi); | ||
*l’intreccio così costruito anticipa un tema che avrà molto successo in epoca più tarda, ossia il motivo degli amanti che vengono inizialmente separati e che si riuniscono dopo molte peripezie.<ref>Pintacuda e Venuto, 2020, pp. 253-254.</ref> | *l’intreccio così costruito anticipa un tema che avrà molto successo in epoca più tarda, ossia il motivo degli amanti che vengono inizialmente separati e che si riuniscono dopo molte peripezie.<ref>Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, pp. 253-254.</ref> | ||
Dunque, anche se i personaggi del mito di Alcesti erano già ampiamente noti nel contesto dell’Atene del V sec., le caratteristiche specifiche della rappresentazione di Euripide risultarono nondimeno innovative al pubblico.<ref name="griffith_most">Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), ''Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus'', Londra, University of Chicago Press, 2013.</ref> | |||
==Critica dei personaggi== | ==Critica dei personaggi== | ||
===Alcesti=== | ===Alcesti=== | ||
La personalità di Alcesti e i motivi del suo sacrificio sono | La personalità di Alcesti e i motivi del suo sacrificio sono stati oggetto di interpretazioni contrastanti da parte della critica. Da un lato, alcuni la vedono come un personaggio molto sicuro di sé, a tal punto da risultare egoista nel chiedere al marito di non risposarsi affinché una nuova moglie non disonori la sua memoria di «migliore delle donne» (v. 324, traduzione di G. Paduano<ref>Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 81.</ref>). Altri, invece, interpretano più positivamente il suo personaggio, che si sacrifica per amore di Admeto o dei figli. Nel primo caso, questo non sarebbe dichiarato poiché culturalmente per una giovane donna sarebbe stato inopportuno esternare l’amore per il marito, mentre nel secondo la richiesta di non sposarsi è esplicitamente volta alla protezione dei bambini, soprattutto della figlia («E certo il maschio ha nel padre una valida difesa, ma tu, figlia mia, come potrai avere un’adolescenza felice?», vv. 311-313, dalla traduzione di G. Paduano<ref>Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 79.</ref>).<ref name="grecità_254">Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 254.</ref> | ||
Alcesti si sacrifica «per attaccamento all’οἶκος (òikos), inteso naturalmente non come semplice struttura fisica, ma come complesso di uomini che in esso e per esso vivono e nel quale lei si sente pienamente integrata» e «la convinzione della giustezza della propria decisione di morte sembra emergere dall'imperturbabilità con cui, all'interno dell'οἶκος, essa fa i suoi preparativi per morire».<ref>Masaracchia, 1993, p. 66 e 62.</ref> | Alcesti si sacrifica «per attaccamento all’οἶκος (òikos<ref>Da ''Vocabolario della lingua greca'' (Franco Montanari, Rivoli, Loescher Editore, 2013): «casa, dimora, abitazione», ma anche «beni, patrimonio, sostanze, di una casa». L’οἶκος è «il nucleo sul quale si fonda la struttura sociale nel mondo greco. Comunità domestica o famiglia allargata, gerarchicamente organizzata, questo istituto si ritrova in tutte le società greche fin dall’età arcaica. La radice del termine, che rimanda a “casa”, indica quell’unità di base costituita dal capofamiglia, dai suoi familiari più o meno stretti, dagli schiavi, nonché dai immobili. In questo senso è anche unità produttiva, nodo primario delle comunità civiche, regolata da norme specifiche che hanno lo scopo di tutelare e perpetuare il patrimonio familiare e lo status giuridico dei membri di appartenenza.» (da [https://www.treccani.it/enciclopedia/matrimoni-figli-parentela-nel-mondo-greco_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/ Stefano Ferrucci, ''Matrimoni, figli, parentela nel mondo greco'', Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, 2014])</ref>), inteso naturalmente non come semplice struttura fisica, ma come complesso di uomini che in esso e per esso vivono e nel quale lei si sente pienamente integrata» e «la convinzione della giustezza della propria decisione di morte sembra emergere dall'imperturbabilità con cui, all'interno dell'οἶκος, essa fa i suoi preparativi per morire».<ref>Emanuela Masaracchia, ''La "Estraneità" di Alcesti'', «Quaderni Urbinati di Cultura Classica», 3, 1993, p. 66 e 62.</ref> | ||
===Admeto=== | ===Admeto=== | ||
Admeto è considerato quasi dalla totalità della critica come un personaggio negativo, | Admeto è considerato quasi dalla totalità della critica come un personaggio negativo, di lui si mettono in luce il cinismo, l’egoismo e l’ipocrisia, soprattutto del tradimento finale, quando accetta di prendere con sé la donna velata che Eracle gli porta, pur essendo all’oscuro della sua vera identità.<ref name="grecità_254" /> | ||
Non manca però chi ne mette in luce aspetti positivi, come Paduano, per esempio, che sottolinea che «la sua promessa di fedeltà non è in funzione del benessere dei figli, ma della sopravvivenza immortale della coppia».<ref>Paduano, 1990, p. 979.</ref> | Non manca però chi ne mette in luce aspetti positivi, come Paduano, per esempio, che sottolinea che «la sua promessa di fedeltà non è in funzione del benessere dei figli, ma della sopravvivenza immortale della coppia».<ref>Guido Paduano, Antologia della letteratura greca, Zanichelli, Bologna, 1990, vol. 2 p. 979.</ref> | ||
===Eracle=== | ===Eracle=== | ||
Eracle si evolve nella vicenda da personaggio dai tratti “comico-grotteschi”, come l’appetito insaziabile e la baldanza, a eroe quando decide di ringraziare per la cura e l’ospitalità Admeto recuperando Alcesti dalle grinfie di Thanatos.<ref name="grecità_255">Pintacuda e Venuto, 2020, p. 255.</ref> | Eracle si evolve nella vicenda da personaggio dai tratti “comico-grotteschi”, come l’appetito insaziabile e la baldanza, a eroe, quando decide di ringraziare per la cura e l’ospitalità Admeto recuperando Alcesti dalle grinfie di Thanatos.<ref name="grecità_255">Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 255.</ref> | ||
===Ferete=== | ===Ferete=== | ||
Ferete si rivela nel suo monologo un personaggio atipico per gli standard della tragedia: invece di incarnare gli ideali di saggezza coerenti con | Ferete si rivela nel suo monologo un personaggio atipico per gli standard della tragedia: invece di incarnare gli ideali di saggezza coerenti con | ||
i personaggi anziani, rivela una personalità ipocrita e legata ai beni terreni. Inizialmente infatti mostra dolore per la morte di Alcesti, nonostante sia consapevole che avrebbe potuto evitarla, ma durante la lite col figlio la | i personaggi anziani, rivela una personalità ipocrita e legata ai beni terreni. Inizialmente infatti mostra dolore per la morte di Alcesti, nonostante sia consapevole che avrebbe potuto evitarla, ma durante la lite col figlio accusa la donna di follia.<ref name="grecità_255" /> | ||
==Tradizione manoscritta== | ==Tradizione manoscritta== | ||
L’''Alcesti'' è presente nei due principali rami della tradizione manoscritta che riguarda Euripide e in maniera estremamente frammentaria nei papiri. | L’''Alcesti'' è presente nei due principali rami della tradizione manoscritta che riguarda Euripide e in maniera estremamente frammentaria nei papiri. | ||
Nel primo ramo, una selezione di dieci tragedie con annotazioni risalente al II sec. d.C., ''Alcesti'' è presente in: | Nel primo ramo, una selezione di dieci tragedie con annotazioni risalente al II sec. d.C., ''Alcesti'' è presente in tre manoscritti: | ||
*Parisinus 2713 (B), XI sec.; | *Parisinus 2713 (B), XI sec.; | ||
*Vaticanus 909 (V), XIII sec.; | *Vaticanus 909 (V), XIII sec.; | ||
*Londiniensis Harleianus 5743 (Q), XV sec. (dal v. 1029 in poi). | *Londiniensis Harleianus 5743 (Q), XV sec. (dal v. 1029 in poi). | ||
Nel secondo ramo, un’edizione che comprende tutti i drammi di Euripide in ordine alfabetico escluse le ''Troiane'', ''Alcesti'' si trova in: | Nel secondo ramo, un’edizione che comprende tutti i drammi di Euripide in ordine alfabetico escluse le ''Troiane'', ''Alcesti'' si trova in due manoscritti: | ||
*Lauretianus 32.2 (L), XIV sec., rielaborato da Demetrio Triclinio; | *Lauretianus 32.2 (L), XIV sec., rielaborato da Demetrio Triclinio; | ||
*P, formato da Palatinus 287 e da Laurentianus Conventi Soppressi 172. | *P, formato da Palatinus 287 e da Laurentianus Conventi Soppressi 172. | ||
I papiri di riferimento sono: | I papiri di riferimento sono: | ||
*P. Hibeh 25, III sec. (vv. 1155-1163); | *P. Hibeh 25, III sec. (vv. 1155-1163); | ||
*un papiro di Ossirinco, II-III sec. (vv. 771-779).<ref>Paduano 2021, p. 47.</ref> | *un papiro di Ossirinco, II-III sec. (vv. 771-779).<ref>Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 47.</ref> | ||
==Edizioni italiane== | ==Edizioni italiane== | ||
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==Interpretazioni successive e influenza== | ==Interpretazioni successive e influenza== | ||
L’influenza che l’''Alcesti'' ha avuto nella letteratura del mondo antico risulta limitata, se non si considerano brevi accenni alla sua storia, che viene utilizzata come esempio di devozione e lealtà della donna. In questi accenni tuttavia non viene approfondito lo spessore psicologico dei personaggi coinvolti, come avviene nella tragedia euripidea. | L’influenza che l’''Alcesti'' ha avuto nella letteratura del mondo antico risulta limitata, se non si considerano brevi accenni alla sua storia, che viene utilizzata come esempio di devozione e lealtà della donna. In questi accenni tuttavia non viene approfondito lo spessore psicologico dei personaggi coinvolti, come avviene nella tragedia euripidea. Le principali testimonianze dell'influenza dell'opera sono:<ref name="griffith_most" /> | ||
*il centone ''Alcesta'', di autore incerto ma che contiene costanti citazioni a Virgilio. Fa parte del codice Salmasiano, è scritto in latino, e narra il mito di Alcesti in 162 versi;<ref>Rossi Linguanti, 2013, p. 227.</ref> | *il centone ''Alcesta'', di autore incerto ma che contiene costanti citazioni a Virgilio. Fa parte del codice Salmasiano, è scritto in latino, e narra il mito di Alcesti in 162 versi;<ref>Elena Rossi Linguanti, ''L'Alcesta. Cento vergilianus e i suoi modelli'', «Maia», 65, 2013, p. 227.</ref> | ||
* | *l’''Alcesti di Barcellona'', ovvero un poemetto di 122 esametri (probabilmente almeno 124 nella versione originale) parte del papiro Barcinonensis (risalente alla seconda metà del IV sec. d.C.).<ref>Miroslav Marcovich, ''Alcestis Barcinonensis'', «Illinois Classical Studies», 9, 1984, p. 1.</ref> | ||
Interpretazioni più recenti del dramma euripideo comprendono opere di vario genere, anche se non tutte hanno come unico argomento la storia di Alcesti. Le più note e rilevanti sono per la maggior parte di opere di teatro. In ordine cronologico, le opere sono: | Interpretazioni più recenti del dramma euripideo comprendono opere di vario genere, anche se non tutte hanno come unico argomento la storia di Alcesti. Le più note e rilevanti sono per la maggior parte di opere di teatro. In ordine cronologico, le opere sono: | ||
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*''Cocktail Party'', di T. S. Eliot (1949, dramma); | *''Cocktail Party'', di T. S. Eliot (1949, dramma); | ||
*''Le Mystère d’Alceste'', di Marguerite Yourcenar (1963, atto unico); | *''Le Mystère d’Alceste'', di Marguerite Yourcenar (1963, atto unico); | ||
*''L’Alcesti di Samuele e atti unici'', di Alberto Savinio (1991, dramma).<ref>Griffith e Most, 2013, e Di Marco, 2005.</ref> | *''L’Alcesti di Samuele e atti unici'', di Alberto Savinio (1991, dramma).<ref>Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), ''Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus'', Londra, University of Chicago Press, 2013, e Massimo Di Marco, ''Alcesti'', Enciclopedia dei ragazzi, 2005.</ref> | ||
Il dramma di Alcesti ha avuto inoltre riscontro, seppur ristretto, nell’arte figurativa, sia nel mondo antico che nel mondo moderno<ref name="griffith_most" /> | Il dramma di Alcesti ha avuto inoltre riscontro, seppur ristretto, nell’arte figurativa, sia nel mondo antico che nel mondo moderno.<ref name="griffith_most" /> | ||
In epoca più recente sono stati prodotti anche due adattamenti cinematografici: ''Alcesti'', regia di Antonello Falqui, del 1956, e ''Dreaming Alcestis'', un film di Beatrice Gibson, scritto in collaborazione con il regista Nick Gordon e la saggista Maria Nadotti, del 2021<ref>Associazione Antonello Falqui, sezione ''Opere'', e Bozzeda, 10 gennaio 2023.</ref> | In epoca più recente sono stati prodotti anche due adattamenti cinematografici: ''Alcesti'', regia di Antonello Falqui, del 1956, e ''Dreaming Alcestis'', un film di Beatrice Gibson, scritto in collaborazione con il regista Nick Gordon e la saggista Maria Nadotti, del 2021.<ref>Associazione Antonello Falqui, sezione ''Opere'', e Bianca Bozzeda, ''L’Alcesti femminista di Beatrice Gibson'', «Il giornale dell’arte», 10 gennaio 2023.</ref> | ||
==Note== | ==Note== | ||
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*Euripide, Guido Paduano (a cura di), ''Alcesti'', Milano, BUR Rizzoli, 2021. | *Euripide, Guido Paduano (a cura di), ''Alcesti'', Milano, BUR Rizzoli, 2021. | ||
*Mario Pintacuda e Michela Venuto, ''Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca'', vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020. | *Mario Pintacuda e Michela Venuto, ''Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca'', vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020. | ||
*Elena Rossi Linguanti, ''L'Alcesta. Cento vergilianus e i suoi modelli'', «Maia», 65, 2013. | *[https://www.academia.edu/30177577/LAlcesta_Cento_vergilianus_e_i_suoi_modelli Elena Rossi Linguanti, ''L'Alcesta. Cento vergilianus e i suoi modelli'', «Maia», 65, 2013]. | ||
Versione delle 22:44, 10 gen 2025
L'Alcesti è la più antica tragedia attribuita a Euripide che sia giunta fino ai giorni nostri. La trama si sviluppa attorno al sacrificio che la protagonista, Alcesti, compie per il marito Admeto, al quale il dio Apollo aveva precedentemente concesso la possibilità di sfuggire alla morte, a condizione che qualcun altro si immolasse al suo posto.
Prima rappresentazione
L’Alcesti è uno degli otto drammi, tra i diciannove euripidei che ci sono pervenuti, per i quali la datazione è certa. Fu rappresentata per la prima volta ad Atene nel 438 a.C. nell’agone tragico che, a partire dal 535 a.C., soleva svolgersi in occasione delle Grandi Dionisie. Queste ultime avevano luogo nel mese di Elafebolione, che corrisponde al periodo che va da metà marzo a metà aprile. Presentando l’Alcesti, Euripide si classificò secondo nella competizione, mentre il primo premio fu assegnato a Sofocle (anche se non è noto con quale opera quest’ultimo trionfò).[1]
Struttura e trama
La tragedia è suddivisa in tre episodi, preceduti da un prologo espositivo che racconta l’antefatto dell’opera. A chiudere gli episodi c’è l’esodo, ossia la conclusione. Ogni passaggio da sezione a sezione è scandito da un intervento del coro.
Prologo
Nel prologo il dio Apollo racconta l’antefatto: egli stesso, a causa di una punizione, ha passato anni al servizio di Admeto, re di Fere, una regione della Tessaglia, sviluppando con lui un rapporto di amicizia. Prima di andarsene, per ringraziarlo dell’ospitalità offerta, fa dono ad Admeto della possibilità di sfuggire alla morte, qualora qualcuno si offra di morire al posto suo. Compare poi sulla scena Thanatos, la Morte, per annunciare che è giunto il momento di portare via con sé Alcesti, moglie di Admeto, l’unica che si sia offerta di morire al suo posto.
Primo episodio
Nel primo intervento del coro (stasimo), gli abitanti di Fere si interrogano di fronte alla reggia silenziosa se il destino della loro regina sia già compiuto oppure no. Entra poi la serva di Alcesti, che informa i cittadini sullo stato della padrona, e assieme a loro ne tesse le lodi e racconta quanto Alcesti e il marito siano disperati al pensiero che a breve Alcesti morirà. Dopodiché fa la sua comparsa Alcesti con Admeto e i due figli. Dopo alcuni lamenti di entrambi, Alcesti comunica al marito le sue ultime volontà: desidera che Admeto non sposi un’altra donna, per paura che ella sia cattiva con i figli. Admeto accetta, promettendo inoltre di non avere altri figli e di tenere il lutto finché vivrà. Dopo aver salutato i figli, Alcesti muore. Segue anche il lamento del piccolo figlio Eumelo per la morte della madre.
Secondo episodio
Nel secondo stasimo il coro ricorda le virtù di Alcesti. Nel secondo episodio Eracle, in viaggio per compiere una delle sue fatiche[2], giunge a Fere. Vedendo Admeto con i capelli rasati ne domanda il motivo, al che Admeto lo informa che deve seppellire un morto. Eracle chiede chi sia e Admeto, in maniera ambigua, prima gli dice di essere straziato dal destino della moglie, ma poi gli mente, dicendo che il motivo del lutto è che è morta un’estranea nella sua casa.
Terzo episodio
Admeto chiarisce al coro che non ha voluto allontanare Eracle nonostante sia straziato dalla morte della moglie per non risultare inospitale. Il coro ne loda la nobiltà e poi si apre il terzo episodio, dove si svolge il funerale di Alcesti. Compare dunque il padre di Admeto, Ferete, che in precedenza si era rifiutato di morire al posto del figlio, a porgere le sue condoglianze e a consolarlo per la morte della moglie, ringraziando che la morte non abbia portato via suo figlio. Admeto si offende della partecipazione del padre proprio in questo momento, quando stando a lui avrebbe dovuto offrirsi per morire e salvare così Alcesti. Admeto e Ferete hanno dunque una lite, nella quale reciprocamente si accusano di vigliaccheria per non aver voluto troncare prematuramente il gradito tempo da passare sulla terra. Dopo il pesante scambio di offese, Ferete esce. Intanto Eracle scopre da un servo della casa di Admeto la verità sulla defunta, e grato dell’ospitalità che l’amico gli ha mostrato anche in un momento così difficile, decide di tendere una trappola a Thanatos per recuperare Alcesti e riportarla a casa.
Esodo
Dopo lunghi lamenti di dolore di Admeto e tentativi del coro di consolarlo, si apre l’esodo, nel quale Eracle ricompare con una donna velata. Dopo aver rimproverato Admeto di non avergli rivelato prima l’identità della defunta, gli domanda di offrire ospitalità alla donna, che dice di aver vinto in un agone pubblico. Admeto si mostra inizialmente restio ad accogliere la donna, per non mancare di rispetto ad Alcesti, ma dopo molte insistenze accetta, per scoprire che la donna è proprio Alcesti, che però rimane muta. Admeto ringrazia Eracle, e il coro conclude la vicenda.[3]
La questione della tetralogia
Durante le Grandi Dionisie i concorrenti nell’agone tragico erano tenuti a presentare alla competizione una tetralogia di drammi, composta da tre tragedie e un dramma satiresco. L’Alcesti occupa il quarto posto nella tetralogia che Euripide presentò all’agone del 438 (composta da altre tre opere, le quali, a differenza dell’Alcesti, sono conservate solo in maniera frammentaria: Le Cretesi, Alcmeone a Psofide e Telefo[4]). Questa collocazione risulta però insolita per una tragedia, poiché in genere il quarto posto era riservato al dramma satiresco. Proprio per questo motivo la natura tragica dell’Alcesti è stata oggetto di discussione. In passato si riteneva che alcuni elementi dell’opera (come per esempio il lieto fine[5]) avessero tratti comici e farseschi, giustificando così il posizionamento inconsueto dell’opera nella tetralogia, ma è possibile che ciò rappresenti semplicemente un primo segnale della tendenza allo sperimentalismo di Euripide.[6]
Alcesti prima di Euripide
Il mito di Alcesti nasce da un motivo ricorrente nel folklore di molteplici civiltà, ossia quello di una persona che muore al posto di un’altra per concessione divina. Tale tema seguiva uno schema ben preciso, articolato come segue:
- la Morte veniva a reclamare un’anima nel giorno del matrimonio di questa;
- la vittima riceveva da una divinità il privilegio di poter sacrificare qualcun altro al proprio posto;
- nessuno si offriva per il sacrificio, a eccezione di quello che sarebbe stato il futuro coniuge;
- il solo essere disposti al sacrificio veniva premiato dalla divinità con il condono del debito.
Questo schema del “sacrificio per amore” applicato alla storia di Alcesti viene ripreso precedentemente a Euripide da una sola fonte, ossia il tragediografo Frinico, la cui produzione risale al periodo che va dalla fine del VI sec. a.C. all’inizio del V. L’Alcesti di Frinico non si è conservata, ma ne restano citazioni di autori successivi, dai quali è possibile supporre che Frinico per primo abbia inserito nella narrazione del mito di Alcesti di alcuni personaggi chiave dell’opera di Euripide, in particolar modo aumentando il numero delle figure divine coinvolte da uno a tre: Apollo, Thanatos ed Eracle (quest’ultimo semi-divino). È inoltre possibile che sia Frinico ad aver introdotto nella trama anche il ritorno di Alcesti dal regno dei morti.[7]
Innovazioni di Euripide
Nella rielaborazione di Euripide sono presenti diverse innovazioni:
- la Morte, che si esprime nel prologo, si mostra contraria alla scelta di Apollo di concedere ad Admeto la possibilità di sacrificare qualcuno al suo posto, ma viene costretta ad accettare la volontà del dio con la forza;
- con lo scopo di accrescere l’effetto drammatico, nella tragedia Alcesti non decide di compiere il sacrificio nel giorno delle nozze, ma anni dopo, quando ha già conosciuto le gioie del matrimonio e ha ormai due figli con Admeto (tutto con lo scopo di rendere la loro separazione ancora più tragica e struggente agli occhi dello spettatore);
- Eracle, oltre a portare indietro Alcesti dal regno dei morti, ha anche il ruolo di testare la fedeltà di Admeto con un inganno al momento in cui la regina viene riportata nella casa di Admeto (Alcesti viene infatti condotta velata nella casa di Admeto di ritorno dagli Inferi);
- l’intreccio così costruito anticipa un tema che avrà molto successo in epoca più tarda, ossia il motivo degli amanti che vengono inizialmente separati e che si riuniscono dopo molte peripezie.[8]
Dunque, anche se i personaggi del mito di Alcesti erano già ampiamente noti nel contesto dell’Atene del V sec., le caratteristiche specifiche della rappresentazione di Euripide risultarono nondimeno innovative al pubblico.[9]
Critica dei personaggi
Alcesti
La personalità di Alcesti e i motivi del suo sacrificio sono stati oggetto di interpretazioni contrastanti da parte della critica. Da un lato, alcuni la vedono come un personaggio molto sicuro di sé, a tal punto da risultare egoista nel chiedere al marito di non risposarsi affinché una nuova moglie non disonori la sua memoria di «migliore delle donne» (v. 324, traduzione di G. Paduano[10]). Altri, invece, interpretano più positivamente il suo personaggio, che si sacrifica per amore di Admeto o dei figli. Nel primo caso, questo non sarebbe dichiarato poiché culturalmente per una giovane donna sarebbe stato inopportuno esternare l’amore per il marito, mentre nel secondo la richiesta di non sposarsi è esplicitamente volta alla protezione dei bambini, soprattutto della figlia («E certo il maschio ha nel padre una valida difesa, ma tu, figlia mia, come potrai avere un’adolescenza felice?», vv. 311-313, dalla traduzione di G. Paduano[11]).[12] Alcesti si sacrifica «per attaccamento all’οἶκος (òikos[13]), inteso naturalmente non come semplice struttura fisica, ma come complesso di uomini che in esso e per esso vivono e nel quale lei si sente pienamente integrata» e «la convinzione della giustezza della propria decisione di morte sembra emergere dall'imperturbabilità con cui, all'interno dell'οἶκος, essa fa i suoi preparativi per morire».[14]
Admeto
Admeto è considerato quasi dalla totalità della critica come un personaggio negativo, di lui si mettono in luce il cinismo, l’egoismo e l’ipocrisia, soprattutto del tradimento finale, quando accetta di prendere con sé la donna velata che Eracle gli porta, pur essendo all’oscuro della sua vera identità.[12] Non manca però chi ne mette in luce aspetti positivi, come Paduano, per esempio, che sottolinea che «la sua promessa di fedeltà non è in funzione del benessere dei figli, ma della sopravvivenza immortale della coppia».[15]
Eracle
Eracle si evolve nella vicenda da personaggio dai tratti “comico-grotteschi”, come l’appetito insaziabile e la baldanza, a eroe, quando decide di ringraziare per la cura e l’ospitalità Admeto recuperando Alcesti dalle grinfie di Thanatos.[16]
Ferete
Ferete si rivela nel suo monologo un personaggio atipico per gli standard della tragedia: invece di incarnare gli ideali di saggezza coerenti con i personaggi anziani, rivela una personalità ipocrita e legata ai beni terreni. Inizialmente infatti mostra dolore per la morte di Alcesti, nonostante sia consapevole che avrebbe potuto evitarla, ma durante la lite col figlio accusa la donna di follia.[16]
Tradizione manoscritta
L’Alcesti è presente nei due principali rami della tradizione manoscritta che riguarda Euripide e in maniera estremamente frammentaria nei papiri. Nel primo ramo, una selezione di dieci tragedie con annotazioni risalente al II sec. d.C., Alcesti è presente in tre manoscritti:
- Parisinus 2713 (B), XI sec.;
- Vaticanus 909 (V), XIII sec.;
- Londiniensis Harleianus 5743 (Q), XV sec. (dal v. 1029 in poi).
Nel secondo ramo, un’edizione che comprende tutti i drammi di Euripide in ordine alfabetico escluse le Troiane, Alcesti si trova in due manoscritti:
- Lauretianus 32.2 (L), XIV sec., rielaborato da Demetrio Triclinio;
- P, formato da Palatinus 287 e da Laurentianus Conventi Soppressi 172.
I papiri di riferimento sono:
- P. Hibeh 25, III sec. (vv. 1155-1163);
- un papiro di Ossirinco, II-III sec. (vv. 771-779).[17]
Edizioni italiane
- Alcesti, Carlo Diano, Venezia, Neri Pozza, 1968;[18]
- Alcesti, Guido Paduano, Milano, BUR Rizzoli, 1993;[19]
- Alcesti, Davide Susanetti, Venezia, Marsilio, 2001;[20]
- Alcesti-Ciclope, F. Barberis e Umberto Albini, Milano, Garzanti, 2005;[21]
- Alcesti, Giovanni Greco, Milano, Feltrinelli, 2019;[22]
- Alcesti, Luigi Bravi, Santarcangelo di Romagna, Rusconi, 2021;[23]
- Alcesti-Il Ciclope, Camillo Sbarbaro, Milano, SE, 2021;[24]
- Alcesti-Eraclidi, Nicoletta Russello, Milano, Mondadori, 2022.[25]
Interpretazioni successive e influenza
L’influenza che l’Alcesti ha avuto nella letteratura del mondo antico risulta limitata, se non si considerano brevi accenni alla sua storia, che viene utilizzata come esempio di devozione e lealtà della donna. In questi accenni tuttavia non viene approfondito lo spessore psicologico dei personaggi coinvolti, come avviene nella tragedia euripidea. Le principali testimonianze dell'influenza dell'opera sono:[9]
- il centone Alcesta, di autore incerto ma che contiene costanti citazioni a Virgilio. Fa parte del codice Salmasiano, è scritto in latino, e narra il mito di Alcesti in 162 versi;[26]
- l’Alcesti di Barcellona, ovvero un poemetto di 122 esametri (probabilmente almeno 124 nella versione originale) parte del papiro Barcinonensis (risalente alla seconda metà del IV sec. d.C.).[27]
Interpretazioni più recenti del dramma euripideo comprendono opere di vario genere, anche se non tutte hanno come unico argomento la storia di Alcesti. Le più note e rilevanti sono per la maggior parte di opere di teatro. In ordine cronologico, le opere sono:
- The Legend of Good Women, Geoffrey Chaucer (XIV sec.);
- Alceste ou Le triomphe d'Alcide, di Philippe Quinault (1675, tragedia in musica);
- Alceste, di Georg Friedrich Händel (1727, semi-opera);
- Alceste, di Christoph Willibald Gluck (1767, opera lirica);
- Alceste, di Christoph Martin Wieland (1773, dramma);
- Alceste seconda, di Vittorio Alfieri (1806, tragedia);
- Alcesti, di Rainer Maria Rilke (1904, poesia);
- Cocktail Party, di T. S. Eliot (1949, dramma);
- Le Mystère d’Alceste, di Marguerite Yourcenar (1963, atto unico);
- L’Alcesti di Samuele e atti unici, di Alberto Savinio (1991, dramma).[28]
Il dramma di Alcesti ha avuto inoltre riscontro, seppur ristretto, nell’arte figurativa, sia nel mondo antico che nel mondo moderno.[9] In epoca più recente sono stati prodotti anche due adattamenti cinematografici: Alcesti, regia di Antonello Falqui, del 1956, e Dreaming Alcestis, un film di Beatrice Gibson, scritto in collaborazione con il regista Nick Gordon e la saggista Maria Nadotti, del 2021.[29]
Note
- ↑ Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 14.
- ↑ Ottava fatica: prendere il tiro alle cavalle antropofaghe di Diomede, re di Tracia.
- ↑ Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021.
- ↑ Euripide, Giovanni Greco (a cura di), Alcesti, Milano, Feltrinelli, 2019, p. 7.
- ↑ Euripide, Giovanni Greco (a cura di), Alcesti, Milano, Feltrinelli, 2019. p. 8.
- ↑ Pintacuda e Venuto, 2020, pp. 252-253.
- ↑ Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus, Londra, University of Chicago Press, 2013, e Pintacuda e Venuto, 2020, p. 253.
- ↑ Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, pp. 253-254.
- ↑ 9,0 9,1 9,2 Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus, Londra, University of Chicago Press, 2013.
- ↑ Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 81.
- ↑ Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 79.
- ↑ 12,0 12,1 Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 254.
- ↑ Da Vocabolario della lingua greca (Franco Montanari, Rivoli, Loescher Editore, 2013): «casa, dimora, abitazione», ma anche «beni, patrimonio, sostanze, di una casa». L’οἶκος è «il nucleo sul quale si fonda la struttura sociale nel mondo greco. Comunità domestica o famiglia allargata, gerarchicamente organizzata, questo istituto si ritrova in tutte le società greche fin dall’età arcaica. La radice del termine, che rimanda a “casa”, indica quell’unità di base costituita dal capofamiglia, dai suoi familiari più o meno stretti, dagli schiavi, nonché dai immobili. In questo senso è anche unità produttiva, nodo primario delle comunità civiche, regolata da norme specifiche che hanno lo scopo di tutelare e perpetuare il patrimonio familiare e lo status giuridico dei membri di appartenenza.» (da Stefano Ferrucci, Matrimoni, figli, parentela nel mondo greco, Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, 2014)
- ↑ Emanuela Masaracchia, La "Estraneità" di Alcesti, «Quaderni Urbinati di Cultura Classica», 3, 1993, p. 66 e 62.
- ↑ Guido Paduano, Antologia della letteratura greca, Zanichelli, Bologna, 1990, vol. 2 p. 979.
- ↑ 16,0 16,1 Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 255.
- ↑ Euripide, Guido Paduano (a cura di), Alcesti, Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 47.
- ↑ Neri Pozza, Alcesti.
- ↑ BUR Rizzoli, Alcesti.
- ↑ Marsilio, Alcesti.
- ↑ Garzanti, Alcesti-Ciclope.
- ↑ Feltrinelli, Alcesti.
- ↑ Rusconi, Alcesti.
- ↑ SE, Alcesti-Il Ciclope.
- ↑ Mondadori, Alcesti-Eraclidi.
- ↑ Elena Rossi Linguanti, L'Alcesta. Cento vergilianus e i suoi modelli, «Maia», 65, 2013, p. 227.
- ↑ Miroslav Marcovich, Alcestis Barcinonensis, «Illinois Classical Studies», 9, 1984, p. 1.
- ↑ Euripide, Mark Griffith e Glenn W. Most (a cura di), Euripides I: Alcestis, Medea, The Children of Heracles, Hippolytus, Londra, University of Chicago Press, 2013, e Massimo Di Marco, Alcesti, Enciclopedia dei ragazzi, 2005.
- ↑ Associazione Antonello Falqui, sezione Opere, e Bianca Bozzeda, L’Alcesti femminista di Beatrice Gibson, «Il giornale dell’arte», 10 gennaio 2023.
Bibliografia
- Associazione Antonello Falqui.
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