Violenza sulle donne: differenze tra le versioni

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==Note==
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<references /> 1. https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3
1. <references /> https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3


<references />2. https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3
2. <references /> https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3


<references />3. https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3
3. <references /> https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3


<references />4. https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/
4. <references /> https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/


<references />5. https://metropolitanmagazine.it/il-primo-femminicidio-della-storia-porta-il-nome-di-annia-regilla-e-oggi-non-e-cambiato-niente-dallassassinio-della-moglie-di-erode-attico/
5. <references /> https://metropolitanmagazine.it/il-primo-femminicidio-della-storia-porta-il-nome-di-annia-regilla-e-oggi-non-e-cambiato-niente-dallassassinio-della-moglie-di-erode-attico/


<references />6. https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/
6. <references /> https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/


<references />7. Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale
7. <references /> Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale


<references />8. https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/pdfs/mm7334a4-H.pdf
8. <references /> https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/pdfs/mm7334a4-H.pdf


<references />9. https://www.torturanuncamais-rj.org.br/?form=MG0AV3  
9. <references /> https://www.torturanuncamais-rj.org.br/?form=MG0AV3  


<references />10. https://www.unwomen.org/en?form=MG0AV3
10. <references /> https://www.unwomen.org/en?form=MG0AV3


<references />11. Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007
11. <references /> Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007


<references />12. https://www.alfemminile.com/attualita/quanti-femminicidi-ci-sono-stati-in-italia-nel-2024/?form=MG0AV3
12. <references /> https://www.alfemminile.com/attualita/quanti-femminicidi-ci-sono-stati-in-italia-nel-2024/?form=MG0AV3


<references />13. Omicidio Giulia Cecchettin, la reazione di papà Gino alla sentenza per Filippo Turetta. VIDEO | Sky TG24
13. <references /> Omicidio Giulia Cecchettin, la reazione di papà Gino alla sentenza per Filippo Turetta. VIDEO | Sky TG24


<references />14. https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/
14. <references /> https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/


<references />15. http://udinazionale.org/
15. <references /> http://udinazionale.org/


<references />16. https://www.direcontrolaviolenza.it/
16. <references /> https://www.direcontrolaviolenza.it/
 
<references />17. https://fondazionegiulia.org/


<references /> https://fondazionegiulia.org/


==Bibliografia==
==Bibliografia==

Versione delle 17:22, 16 dic 2024

Il femminicidio è l'omicidio di donne in quanto donne, causato da ideali patriarcali e misogini. In realtà, fa riferimento al contesto culturale che consente la violenza di genere e che spesso sfocia, appunto, nella violenza letale. [1]

Definizione

La parola “femminicidio” deriva dal latino “femina”, donna, e dal suffisso “-cidio”, l’uccisione. [2] È frutto di un’evoluzione ideologica ed è definita un neologismo in molti dizionari e usata dai media a partire dal XXI secolo. Divenne popolare negli anni ’90 per merito della criminologa e antropologa Marcela Lagarde che usò il termine latino-americano “feminicidio” per descrivere l’uccisione sistematica e maschilista di donne in quanto donne; ma deriva anche dall’inglese “feminicide”, termine introdotto da Diana Russel nel 1976; in realtà, fu John Corry il primo a usare il termine nel 1801 nella sua opera chiamata “A Satirical View of London at the Commencement of the Nineteenth Century”, dove l’autore tratta dei problemi sociali a Londra all’inizio del Diciannovesimo secolo, trattando anche di femminicidio. [3] Il femminicidio è spesso preannunciato da diversi tipi di violenza: la violenza fisica, che consiste nel causare danni fisici alla vittima; la violenza psicologica, fatta di umiliazioni, isolamento e minacce; la violenza sessuale; la violenza economica attuata tramite il divieto di lavorare e il controllo sul denaro della vittima; la violenza istituzionale, attuata dallo Stato con, per esempio, negazione di servizi e discriminazione; violenza culturale, che in alcuni Paesi ancora oggi è molto presente tramite matrimoni o gravidanze forzate anche nei confronti di bambine. Tutte queste violenze nascono a causa della misoginia e del maschilismo che dominano la società umana da secoli: le donne che optano per la ribellione ottengono in cambio maltrattamenti e, troppo spesso, la morte. Esiste anche il termine “femicidio”, che spesso è considerato un sinonimo di “femminicidio”, ma che in realtà delle sfumature diverse: infatti, questa parola si riferisce a tutte le forme di omicidio verso le donne, anche se non motivate dal controllo patriarcale. [4] “Femminicidio” si riferisce alla progressiva consapevolezza di un’implicazione letale della disuguaglianza di genere, che porta le donne, considerate inferiori, a subire maltrattamenti di ogni tipo che spesso ne provocano la morte.

Contesto storico

Sin dall’Antichità, la donna è vista come inferiore all’uomo e con pochi diritti legali e sociali. La situazione si è un po’ evoluta attraverso dei secoli, ma ci sono alcune costanti.

Antica Grecia

Nell’Antica Grecia, le donne erano legate a un uomo, che fosse un padre, un fratello o un marito, al quale dovevano sottostare, in quanto la loro condizione era fortemente influenzata da una concezione patriarcale. Già al tempo, la violenza di genere era ampiamente usata per permettere agli uomini di mantenere il proprio dominio. In tutte le città greche la vita femminile era incentrata sulla sfera domenica, dove svolgevano compiti come prendersi cura dei figli e cucinare e subivano punizioni spesso corporali a ogni disubbidienza. Ma, per esempio, a Sparta, la condizione delle donne era migliore, in quanto avevano un ruolo importante nel sistema dei valori della polis. In realtà, la situazione è analoga a quella delle altre città greche, in quanto a Sparta venivano viste solo come madri di futuri soldati e, per quel motivo, dovevano essere sane e forti. La violenza di genere non era regolamentata: il marito poteva punire la moglie, soprattutto perché non c’erano leggi contro la violenza domestica; di rado le donne potevano difendersi legalmente, poiché gli abusi erano considerati parte del matrimonio. Il femminicidio non era un fenomeno comune, ma veniva adoperato, per esempio, nei casi di infedeltà: In generale, il contesto sociale giustificava e approvava la violenza di genere, anche se letale.

Antica Roma

La situazione è analoga nell’Antica Roma, infatti la società aveva una struttura patriarcale che limitava i loro diritti e stabiliva alcune regole. Proprio come in Grecia, il compito delle donne consisteva nella gestione della casa e della famiglia, con una partecipazione assai limitata alla vita pubblica e politica. Ma in Età Imperiale si iniziò ad assistere ad alcuni cambiamenti, grazie ai quali la figura femminile conquistò qualche forma di indipendenza, anche se la società manteneva la sua visione maschilista e misogina. Fu in questo periodo che, per esempio, le donne romane iniziarono ad avere il diritto di ricevere un’istruzione, pur rimanendo obbligate a eseguire i soliti compiti nella sfera domestica. Il sistema giudiziario romano, presentava alcune norme riguardo l’abuso fisico, soprattutto nel caso di adulterio: se una donna veniva violentata, il fatto veniva trattato come un crimine, ma spesso il colpevole non veniva punito severamente. La violenza domestica non era considerata a livello legislativo e, se una donna violava il codice morale la violenza fisica come punizione era accettata. Il concetto di femminicidio inteso come lo intendiamo oggi non esisteva nell’Antica Roma, ma ci sono casi molto celebri di violenza di genere letale: uno dei primi femminicidi documentati della storia è quello di Annia Regilla, moglie di Erode Attico e sacerdotessa di Demetra, che venne assassinata nel II secolo d.C. incinta di otto mesi da un liberto, si pensa su ordine dello stesso marito, poi assolto grazie alla protezione dell’imperatore Marco Aurelio. Le circostanze di questo femminicidio sono narrate da Filostrato, che racconta che Regilla era in attesa del sesto figlio quando venne brutalmente percossa da Alcimedonte, un libero di Erode, che prima la colpisce al ventre facendola abortire per poi ucciderla. [5] Questa vicenda dimostra che, anche se il termine femminicidio non fosse utilizzato, era comunque presente la violenza sulle donne, che veniva tollerata e giustificata. Ma, soprattutto, è una spia del fatto che, in realtà, la nuova libertà acquisita dalle donne in Epoca Imperiale era solo apparente, poiché le loro vite restavano comunque appese a un filo tenuto in mano da un uomo, che aveva il potere di tagliarlo da un momento all’altro.

Medioevo

Le donne nel Medioevo venivano viste come esseri deboli da proteggere, da se stesse e dagli altri e, per questo motivo, erano costrette a essere supervisionate e guidate da una figura maschile. Per questo motivo, non potevano avere alcun tipo di indipendenza: per esempio, non era concesso a loro condurre in proprio un’attività, la cui amministrazione doveva obbligatoriamente essere integrata da un uomo. Come si può ben immaginare, la violenza contro le donne era largamente presente, in quanto le donne erano considerate a tutti gli effetti un possedimento degli uomini. [6] In questo periodo storico la violenza di genere si manifestava attraverso percosse, stupri e omicidi, giustificati dalla necessità di riportare sulla retta via le donne considerate deviate.

Rinascimento

Questa fu un’epoca di grandi innovazioni, ma la condizione della donna rimase comunque influenzata da una cultura patriarcale. Le donne della classe medio-alta avevano possibilità di miglioramento tramite la possibilità di ricevere un’educazione; ma, nonostante ciò, mantenevano limitazioni nella vita sociale e politica. Le donne subivano abusi e omicidi, ma, come nelle epoche precedenti, questi venivano giustificati dalla necessità di mantenere il controllo sul genere femminile, ancora considerato inferiore e subordinato agli uomini. Nonostante le innumerevoli difficoltà, durante il Rinascimento ci furono alcune donne che lottarono e riuscirono a ottenere una certa autonomia e a ottenere ruoli importanti nella società. L’esempio di spicco è quello della Regina Elisabetta I, che salì al trono nel 1558 e che dovette combattere contro i pregiudizi e le discriminazioni della società patriarcale: infatti fu molto difficile per lei dimostrarsi all’altezza di un ruolo considerato dedicato solo a una figura maschile.

XIX Secolo

La condizione delle donne era ancora influenzata dalle tradizioni norme sociali e la violenza di genere e il femminicidio non venivano affrontati, soprattutto in ambito legale, nel modo adeguato. Infatti, la violenza domestica era all’ordine del giorno per gran parte delle donne, poiché la famiglia era considerata un ambito privato, quindi i maltrattamenti venivano ignorati o, in ogni caso, considerati normali. Il femminicidio, come in ogni epoca precedente, esisteva ed era un problema serio, seppur il termine non venisse ancora usato: moltissime donne vissute nel XIX secolo furono uccise dai propri partner abusivi, che venivano giustificati e restavano impuniti; un esempio lampante è il Codice penale francese che, nel 1810, prevedeva che un marito potesse uccidere la moglie in caso di infedeltà senza subire conseguenze legali. Le difficoltà dell’epoca per le donne furono molte, ma, nonostante questo, in questo periodo i movimenti femministi iniziarono a far sentire la propria voce per ottenere più diritti e protezione. Infatti, fu in questo secolo che nacque il movimento delle Suffragette, un movimento nazionale che voleva rivendicare il diritto di voto femminile.

XX Secolo

Durante la Seconda Guerra Mondiale, le donne divennero ancora più vulnerabili e usate come arma per sottomettere le popolazioni: infatti erano spesso e volentieri vittime di violenze sessuali da parte dei soldati; per esempio, durante l’invasione della Polonia molti soldati tedeschi commisero stupri. Anche allora, il termine femminicidio non veniva usato, nonostante fosse presente la violenza letale contro le donne: nei campi di concentramento le donne erano spesso vittime di stupro e obbligate alla prostituzione, molte venivano uccise nelle camere a gas e, quasi ogni giorno, venivano effettuate incursioni nei ghetti ebraici al fine di rapire e violentare le ragazze. [7] Nonostante ciò, nel secolo scorso ci fu finalmente la svolta attesa: tra la fine della Prima Guerra Mondiale e l’inizio della Seconda, sempre in più Paesi si arrivò al suffragio universale. Nel Secondo Dopoguerra, la voce delle donne fu sentita anche per quanto riguarda una legislazione che regolasse le violenze di genere, portando alla nascita di norme specifiche. Grazie a questi movimenti femministi, i temi sui diritti delle donne diventarono più visibili e si iniziò a discutere anche di parità salariale, l’accesso all’istruzione e il controllo sul proprio corpo (infatti, iniziò a essere legalizzato l’aborto). Negli anni ‘70/’80 si è iniziato a parlare di femminicidio e violenza di genere, fino ad allora ignorati, e questo portò al rafforzamento di leggi che li contrastassero. Non tutti i Paesi, però, mostrarono questa apertura mentale: basti pensare alla Cina, che negli anni Settanta attuò una politica di controllo delle nascite al fine di frenare la crescita demografica; infatti, venne imposto alle coppie l’obbligo di avere un solo figlio e, da questo, nacque la speranza di partorire un figlio maschio, ma non solo: iniziarono ad avvenire innumerevoli selezioni sessiste prima del parto, grazie all’aborto, o dopo, con l’abbandono o l’omicidio delle neonate.

Situazione attuale nel mondo

La situazione attuale delle donne è molto complessa e varia.

Nord America

La violenza di genere è un problema significativo, che è una delle principali cause di morte e disabilità tra le donne. Infatti, secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention, un’agenzia governativa che si occupa della salute pubblica) 1 donna su 4 ha subito violenza fisica da parte di un partner.[8] Negli Stati Uniti un problema crescente è anche il femminicidio, infatti circa 1.300 donne vengono uccise ogni anno per motivi legati al loro genere.

Sud America

In Brasile, il femminicidio è una crisi nazionale: secondo il Grupo Tortura Nunca Mais (un’organizzazione che lotta per la difesa dei diritti umani), nel 2023 sono stati registrati 1.500 casi di femminicidio [9], un numero preoccupante. Oltre ciò, in Sud America spesso e volentieri le donne tendono a evitare la denuncia per paura e mancanza di fiducia verso le autorità.

Africa

La violenza sulle donne è molto diffusa ma ignorata: nel 2023 il Kenya National Bureau Statistics ha registrato 5.000 casi di violenza domestica. L’UN Women (l'organizzazione delle Nazioni Unite che sviluppa programmi, politiche e standard per sostenere i diritti umani delle donne e garantire che ogni donna e ragazza possa realizzare il suo pieno potenziale) ha registrato che la metà delle donne africane ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. [10]. La causa principale di questi maltrattamenti è radicata in norme sociali e culturali che portano avanti da secoli la disuguaglianza di genere e l’inferiorità delle donne. Il femminicidio è un problema davvero importante, con dati preoccupanti: nel 2022 l’Africa ne ha registrato circa 20.000 e il fenomeno viene aggravato dalla mancanza di protezione e leggi. Una delle maggiori difficoltà nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio è la mancanza di dati completi: molti abusi non vengono denunciati a causa della sfiducia nelle istituzioni; oltre a ciò, le leggi presenti spesso non vengono applicate nel modo corretto o sono del tutto assenti.

Asia

Secondo il Global Database on Violence against Women, un terzo delle donne asiatiche ha subito violenza da parte di un partner e il femminicidio e un problema molto serio: nel 2023, sono state uccise circa 20.000 donne. Questi dati sono dovuti alla mancanza di supporto legale, motivo per cui le donne non cercano la protezione di cui avrebbero diritto. In India le donne devono subire moltissimi abusi, tra cui omicidi e stupri. Infatti, il femminicidio è un problema molto preoccupante in questo Stato, contando anche gli aborti selettivi basati sul sesso. In Afghanistan la situazione femminile è molto grave: la violenza di genere è particolarmente diffusa, ma la cosa peggiore sono l’altissimo numero di matrimoni e gravidanze forzate. Un altro esempio asiatico è la Cisgiordania, Stato dove la condizione delle donne è fortemente influenzata da fattori politici, culturali e sociali. Le donne sono spesso vittime di maltrattamenti e, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, subiscono esecuzioni, pestaggi e violenze sessuali ogni giorno. Inoltre, l’attuale conflitto israelo-palestinese ha messo le donne in una condizione ancor più precaria. In Cisgiordania il femminicidio è un problema grave: i delitti d’onore, cioè quando le donne sono uccise dai famigliari per presunti comportamenti disonorevoli, sono molto diffusi. Una testimonianza di questi soprusi è il romanzo autobiografico “Bruciata viva” di Suad [11] che racconta la storia di questa ragazza che, dopo essere rimasta incinta fuori dal matrimonio, viene bruciata viva dal cognato. Questo libro è un forte segnale del bisogno di combattere la violenza di genere.

Situazione attuale in Italia

Nel nostro Pese il femminicidio è un problema persistente, che ha acquisito visibilità mediatica nell’ultimo anno. Nel 2024 i femminicidi sono stati 99, lo scorso anno 95. Il numero antiviolenza, 1522, quest’anno ha registrato 48.000 contatti, con un aumento del 57% rispetto al 2023, grazie all’ondata di consapevolezza pubblica nata in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto nel novembre dell’anno scorso. Gli atti persecutori sono aumentati del 6%, i maltrattamenti del 15% e le violenze sessuali dell’8%. [12] Questi dati dimostrano che l’approccio adottato non è quello corretto e che si dovrebbe sensibilizzare di più contro la violenza sulle donne. Lo stesso Gino Cecchettin ha affermato che, la condanna all’ergastolo di Filippo Turetta, ex fidanzato di Giulia e suo assassino, è una sconfitta per la società, poiché giustizia verrà fatta solo il giorno in cui si smetterà di ritenere le donne degli oggetti inferiori.[13] Questo obiettivo potrà essere raggiunto grazie all’educazione nelle scuole e alla sensibilizzazione in generale.

Dati

Tra il 2018 e il 2020 sono state uccise in totale 361 donne, di cui 346 da parte di un uomo. Inoltre, il 77,4% delle donne uccise nel quinquennio 2015-2020 e il 78,4% degli assassini erano italiani. I moventi sono i più disparati: liti e gelosia (i più comuni), ragioni economici, disturbi psichiatrici, furti e motivi ignoti. Il 32% degli assassini ha usato armi da taglio, il 19% ha soffocato la propria vittima, il 24,1% con arma da fuoco e il 18,7% con percosse. Anche i luoghi sono vari: Il 76,1% in casa, il 9,3% in un luogo pubblico, il 5,7% in auto o in un parcheggio e il 3,8% in luoghi come parchi o spiagge. La maggior parte dei colpevoli ha optato per suicidio, ma una gran parte è stata condannata a pene che vanno dai 20 anni fino all’ergastolo. Sfortunatamente, esiste anche una percentuale che, pur avendo commesso un femminicidio, ha subito una pena inferiore ai 10 anni o che, addirittura, sono rimasti impuniti in quanto considerati incapaci. [14]

Associazioni

L’Italia conta moltissime Associazioni che lottano per la parità dei diritti e contro la violenza di genere.

UDI

L’UDI-Unione Donne in Italia è un’associazione autonoma di promozione sociale, culturale e politica e senza scopo di lucro. Nasce il 1° ottobre 1945 con il nome “UDI-Unione Donne Italiane” appoggiandosi ai Gruppi di difesa della Donna e all’esperienza femminile della Resistenza contro il fascismo, il nazismo e la guerra. Si impegna nella lotta contro l’ideale patriarcale che ancora oggi permea la nostra società; quindi, promuovono fortemente il femminismo e le sue pratiche politiche così da combattere il dominio maschile e affermare diritti per le donne. Oltre a ciò, l’UDI si impegna nel costruire una civiltà con valori solidi per quanto riguarda i rapporti tra uomini e donne, sia sul piano personale che sul piano pubblico, cercando di ottenere il rispetto reciproco e la cura della vita umana e dell’ambiente che in cui viviamo. L’Associazione ha finalità di utilità sociale, solidaristiche e civiche svolgendo attività d’interesse generale svolgendo attività culturali, ricreative e artistiche, formazione extra scolastica e promozione della tutela dei diritti umani. [15]

D.i.Re

Più recente ma non meno importante, è D.i.Re (Donne in Rete contro la Violenza), fondata il 29 settembre 2008, ma che opera sin dagli anni ’70 tramite attività informali di centri antiviolenza gestiti da donne in tutta Italia. Già dal 2006, 57 organizzazioni hanno redatto la Carta della Rete Nazionale dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne, un documento che ha solo anticipato il vero e proprio statuto che è la colona portante della Rete. D.i.Re supporta le vittime di violenza di genere tramite accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità in rifugi, consulenza legale e psicologica, orientamento al lavoro, sensibilizzazione, prevenzione e gruppi di sostegno. Oggi, D.i.Re conta 88 organizzazioni che gestiscono 117 centri di antiviolenza e più di 66 Case rifugio, aiutando tantissime donne ogni anno. L’Associazione punta a raggiungere un cambiamento culturale per il superamento della violenza maschile sulle donne e lo fanno, per la maggior parte, informando le persone del fenomeno della violenza e denunciandolo. [16]

Fondazione Giulia Cecchettin

È stata creata da Gino, Elena e Davide Cecchettin per onorare Giulia. La Fondazione si impegna a combattere la violenza di genere e il femminicidio attraverso sensibilizzazione e progetti innovativi. Promuove l'educazione civica e il rispetto nelle scuole, chiedendo che venga istituita come nuova materia l'educazione alle emozioni, per insegnare ai ragazzi come gestirsi e non commettere certi sbagli. Oltre a ciò, la Fondazione offre sostegno legale, psicologico e socio-economico a tutte le vittime di abusi, collaborando con enti, istituzioni e organizzazioni per rendere la società più sicura. La missione della Fondazione è trasformare il dolore causato dalla perdita di Giulia e di tutte le vittime di femminicidio in forza per migliorare la società, diffondendo un messaggio di amore e speranza. Fondazione Giulia vuole una società paritaria, accogliente e inclusiva, dove la violenza di genere può essere evitata, promuovendo relazioni affettive sane, fondate su rispetto, dignità e non violenza. La Fondazione si impegna a mantenere viva la memoria di Giulia, diffondendo i suoi ideali: amore, speranza, coraggio, voglia di vivere e altruismo; promuovere un cambiamento; sviluppare strumenti per analizzare le radici della violenza e stimolare interventi; supportare le donne vittime di violenza; promuovere la collaborazione; costruire un futuro inclusivo, dove tutti possano sentirsi sicuri.[17]

Note

1.

  1. [1]
  2. [2]
  3. [3]
  4. [4]
  5. [5]
  6. [6]
  7. [Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale]
  8. [7]
  9. [8]
  10. [9]
  11. [Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007]
  12. [10]
  13. [Omicidio Giulia Cecchettin, la reazione di papà Gino alla sentenza per Filippo Turetta. VIDEO | Sky TG24]
  14. [11]
  15. [12]
  16. [13]
  17. [14].

https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3

2. https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3

3. https://www.treccani.it/enciclopedia/femminicidio_res-49388c97-2723-11e6-8a1f-00271042e8d9_%28Enciclopedia-Italiana%29/?form=MG0AV3

4. https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/

5. https://metropolitanmagazine.it/il-primo-femminicidio-della-storia-porta-il-nome-di-annia-regilla-e-oggi-non-e-cambiato-niente-dallassassinio-della-moglie-di-erode-attico/

6. https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/

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11. Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007

12. https://www.alfemminile.com/attualita/quanti-femminicidi-ci-sono-stati-in-italia-nel-2024/?form=MG0AV3

13. Omicidio Giulia Cecchettin, la reazione di papà Gino alla sentenza per Filippo Turetta. VIDEO | Sky TG24

14. https://site.unibo.it/osservatorio-femminicidio/it/

15. http://udinazionale.org/

16. https://www.direcontrolaviolenza.it/

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Bibliografia

- Femminicidio - Enciclopedia - Treccani

- https://www.mondadorieducation.it/risorse/media/secondaria_secondo/greco/enciclopedia_antico/lemmi/condizione_femminile.html

- https://metropolitanmagazine.it/il-primo-femminicidio-della-storia-porta-il-nome-di-annia-regilla-e-oggi-non-e-cambiato-niente-dallassassinio-della-moglie-di-erode-attico/

- https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/

- The Role of Women During the Italian Renaissance

- FADING SHADOWS: Dark Reality of DOMESTIC VIOLENCE

- Le donne nel Novecento. Emancipazione e differenza di genere - ppt scaricare

- Tutto storia, storia contemporanea: La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale

- La donna e l'Asia - Mondo Internazionale - https://africa.ippf.org/blogs/femicide-africa-confronting-crisis-gender-based-violence?form=MG0AV3

- Suad, Bruciata viva, Vittima della legge degli uomini, L. Crepax (traduttore), Piemme, 2007

- https://www.torturanuncamais-rj.org.br/?form=MG0AV3

-https://www.unwomen.org/en?form=MG0AV3 - https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/pdfs/mm7334a4-H.pdf

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- Omicidio Giulia Cecchettin, la reazione di papà Gino alla sentenza per Filippo Turetta. VIDEO | Sky TG24

- https://www.alfemminile.com/attualita/quanti-femminicidi-ci-sono-stati-in-italia-nel-2024/?form=MG0AV3