Filter bubble: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
|||
| Riga 1: | Riga 1: | ||
La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo. Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You.<ref | La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo. Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You. <ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
==Funzionamento degli algoritmi == | ==Funzionamento degli algoritmi == | ||
| Riga 5: | Riga 5: | ||
Gli algoritmi dei social network analizzano costantemente le azioni dell’utente — clic, “mi piace”, commenti, condivisioni e tempo di visualizzazione — per costruire un profilo preciso dei suoi interessi. Ogni interazione viene interpretata come un segnale di preferenza, e sulla base di questi dati l’algoritmo decide quali contenuti mostrare più spesso nel feed.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | Gli algoritmi dei social network analizzano costantemente le azioni dell’utente — clic, “mi piace”, commenti, condivisioni e tempo di visualizzazione — per costruire un profilo preciso dei suoi interessi. Ogni interazione viene interpretata come un segnale di preferenza, e sulla base di questi dati l’algoritmo decide quali contenuti mostrare più spesso nel feed.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
Secondo Pariser, questa logica di personalizzazione porta alla formazione della filter bubble, un ambiente informativo in cui l’utente vede principalmente contenuti che confermano le sue opinioni, mentre quelli diversi o contrastanti vengono progressivamente ridotti o nascosti.<ref | Secondo Pariser, questa logica di personalizzazione porta alla formazione della filter bubble, un ambiente informativo in cui l’utente vede principalmente contenuti che confermano le sue opinioni, mentre quelli diversi o contrastanti vengono progressivamente ridotti o nascosti.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
Studi recenti dimostrano che questo meccanismo può diminuire la diversità informativa, poiché gli algoritmi tendono a privilegiare contenuti simili a quelli già apprezzati, rafforzando così un ecosistema chiuso di informazioni.<ref name="Arxiv1905">"Information filtering and personalization algorithms", arXiv:1905.03919. [https://arxiv.org/abs/1905.03919](https://arxiv.org/abs/1905.03919)</ref><ref name="Arxiv2004">"Social media recommendation dynamics", arXiv:2004.09603. [https://arxiv.org/abs/2004.09603](https://arxiv.org/abs/2004.09603)</ref> | Studi recenti dimostrano che questo meccanismo può diminuire la diversità informativa, poiché gli algoritmi tendono a privilegiare contenuti simili a quelli già apprezzati, rafforzando così un ecosistema chiuso di informazioni.<ref name="Arxiv1905">"Information filtering and personalization algorithms", arXiv:1905.03919. [https://arxiv.org/abs/1905.03919](https://arxiv.org/abs/1905.03919)</ref><ref name="Arxiv2004">"Social media recommendation dynamics", arXiv:2004.09603. [https://arxiv.org/abs/2004.09603](https://arxiv.org/abs/2004.09603)</ref> | ||
| Riga 13: | Riga 13: | ||
==Effetti ipotizzati== | ==Effetti ipotizzati== | ||
La filter bubble può far vedere agli utenti solo una parte della realtà, limitando l’esposizione a punti di vista diversi.<ref | La filter bubble può far vedere agli utenti solo una parte della realtà, limitando l’esposizione a punti di vista diversi.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> Gli utenti tendono a ricevere prevalentemente contenuti che confermano le loro convinzioni, riducendo la capacità di comprendere opinioni alternative. | ||
Studi recenti mostrano che gli algoritmi di raccomandazione accentuano questa tendenza, riducendo ulteriormente la varietà dei contenuti e contribuendo alla polarizzazione delle opinioni.<ref name="AppliedNS"/><ref name="Springer2024"/> | Studi recenti mostrano che gli algoritmi di raccomandazione accentuano questa tendenza, riducendo ulteriormente la varietà dei contenuti e contribuendo alla polarizzazione delle opinioni.<ref name="AppliedNS"/><ref name="Springer2024"/> | ||
| Riga 23: | Riga 23: | ||
Le bolle informative create dagli algoritmi non influenzano solo ciò che un singolo utente vede, ma hanno anche effetti più ampi sulla società e sulla cultura. Quando gli utenti sono esposti principalmente a contenuti che confermano le loro opinioni, le differenze tra gruppi con visioni diverse tendono a essere enfatizzate, aumentando la polarizzazione sociale.<ref name="AppliedNS"/><ref name="Springer2024"/> | Le bolle informative create dagli algoritmi non influenzano solo ciò che un singolo utente vede, ma hanno anche effetti più ampi sulla società e sulla cultura. Quando gli utenti sono esposti principalmente a contenuti che confermano le loro opinioni, le differenze tra gruppi con visioni diverse tendono a essere enfatizzate, aumentando la polarizzazione sociale.<ref name="AppliedNS"/><ref name="Springer2024"/> | ||
Questo fenomeno può ridurre significativamente il dialogo tra persone con idee differenti, poiché ciascun gruppo vede principalmente informazioni coerenti con le proprie convinzioni e tende a ignorare o sminuire punti di vista alternativi.<ref | Questo fenomeno può ridurre significativamente il dialogo tra persone con idee differenti, poiché ciascun gruppo vede principalmente informazioni coerenti con le proprie convinzioni e tende a ignorare o sminuire punti di vista alternativi.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
Le implicazioni culturali sono altrettanto rilevanti: le filter bubbles possono rafforzare stereotipi, diffondere disinformazione e ridurre l’esposizione a prospettive diverse, creando una società più frammentata. Questo può avere effetti negativi sul dibattito pubblico, sulla coesione sociale e sulla capacità collettiva di affrontare problemi complessi. | Le implicazioni culturali sono altrettanto rilevanti: le filter bubbles possono rafforzare stereotipi, diffondere disinformazione e ridurre l’esposizione a prospettive diverse, creando una società più frammentata. Questo può avere effetti negativi sul dibattito pubblico, sulla coesione sociale e sulla capacità collettiva di affrontare problemi complessi. | ||
Infine, le bolle informative possono influenzare anche il comportamento politico e le scelte culturali, dato che gli utenti ricevono informazioni selezionate in base alle loro preferenze, il che può condurre a decisioni più polarizzate e a una partecipazione pubblica meno consapevole.<ref | Infine, le bolle informative possono influenzare anche il comportamento politico e le scelte culturali, dato che gli utenti ricevono informazioni selezionate in base alle loro preferenze, il che può condurre a decisioni più polarizzate e a una partecipazione pubblica meno consapevole.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
==Rischi== | ==Rischi== | ||
| Riga 34: | Riga 34: | ||
===Esposizione limitata a informazioni coerenti con le proprie idee=== | ===Esposizione limitata a informazioni coerenti con le proprie idee=== | ||
Gli utenti vedono principalmente contenuti che confermano le loro convinzioni, riducendo la capacità di confrontarsi con opinioni diverse.<ref | Gli utenti vedono principalmente contenuti che confermano le loro convinzioni, riducendo la capacità di confrontarsi con opinioni diverse.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
===Ridotta comprensione di punti di vista alternativi=== | ===Ridotta comprensione di punti di vista alternativi=== | ||
| Riga 40: | Riga 40: | ||
===Maggiore vulnerabilità a influenze esterne=== | ===Maggiore vulnerabilità a influenze esterne=== | ||
Essere intrappolati in una bolla informativa può rendere gli utenti più facilmente influenzabili da pubblicità mirate, notizie parziali o contenuti manipolativi, aumentando il rischio di disinformazione e di decisioni basate su informazioni incomplete.<ref | Essere intrappolati in una bolla informativa può rendere gli utenti più facilmente influenzabili da pubblicità mirate, notizie parziali o contenuti manipolativi, aumentando il rischio di disinformazione e di decisioni basate su informazioni incomplete.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
===Polarizzazione e frammentazione sociale=== | ===Polarizzazione e frammentazione sociale=== | ||
| Riga 50: | Riga 50: | ||
===Consultare fonti diverse=== | ===Consultare fonti diverse=== | ||
Leggere notizie e contenuti provenienti da differenti piattaforme, media e opinioni consente di avere una visione più completa della realtà e riduce il rischio di essere confinati in un ecosistema informativo limitato.<ref | Leggere notizie e contenuti provenienti da differenti piattaforme, media e opinioni consente di avere una visione più completa della realtà e riduce il rischio di essere confinati in un ecosistema informativo limitato.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
===Essere consapevoli del funzionamento degli algoritmi=== | ===Essere consapevoli del funzionamento degli algoritmi=== | ||
| Riga 56: | Riga 56: | ||
===Usare piattaforme che promuovono la varietà dei contenuti=== | ===Usare piattaforme che promuovono la varietà dei contenuti=== | ||
Alcune piattaforme digitali offrono strumenti per visualizzare contenuti non filtrati o diversificati. L’uso di tali piattaforme può aiutare a rompere la bolla informativa e aumentare l’esposizione a informazioni eterogenee.<ref | Alcune piattaforme digitali offrono strumenti per visualizzare contenuti non filtrati o diversificati. L’uso di tali piattaforme può aiutare a rompere la bolla informativa e aumentare l’esposizione a informazioni eterogenee.<ref>Pariser, ''The Filter Bubble'', p. 40.</ref> | ||
===Adottare comportamenti digitali critici=== | ===Adottare comportamenti digitali critici=== | ||
Versione delle 14:18, 11 dic 2025
La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo. Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You. [1]
Funzionamento degli algoritmi
Gli algoritmi dei social network analizzano costantemente le azioni dell’utente — clic, “mi piace”, commenti, condivisioni e tempo di visualizzazione — per costruire un profilo preciso dei suoi interessi. Ogni interazione viene interpretata come un segnale di preferenza, e sulla base di questi dati l’algoritmo decide quali contenuti mostrare più spesso nel feed.[2]
Secondo Pariser, questa logica di personalizzazione porta alla formazione della filter bubble, un ambiente informativo in cui l’utente vede principalmente contenuti che confermano le sue opinioni, mentre quelli diversi o contrastanti vengono progressivamente ridotti o nascosti.[3]
Studi recenti dimostrano che questo meccanismo può diminuire la diversità informativa, poiché gli algoritmi tendono a privilegiare contenuti simili a quelli già apprezzati, rafforzando così un ecosistema chiuso di informazioni.[4][5]
Ricerche più recenti pubblicate nel 2024 evidenziano inoltre che tali sistemi di raccomandazione possono aumentare la polarizzazione e limitare l’esposizione a prospettive alternative, contribuendo alla formazione di una bolla informativa sempre più marcata.[6][7]
Effetti ipotizzati
La filter bubble può far vedere agli utenti solo una parte della realtà, limitando l’esposizione a punti di vista diversi.[8] Gli utenti tendono a ricevere prevalentemente contenuti che confermano le loro convinzioni, riducendo la capacità di comprendere opinioni alternative.
Studi recenti mostrano che gli algoritmi di raccomandazione accentuano questa tendenza, riducendo ulteriormente la varietà dei contenuti e contribuendo alla polarizzazione delle opinioni.[6][7]
Di conseguenza, la filter bubble non solo riduce la diversità informativa, ma può anche influenzare la percezione della realtà e il dibattito pubblico, perché gli utenti si trovano intrappolati in una “bolla” di contenuti che riflettono principalmente le loro idee e preferenze.
Implicazioni sociali e culturali
Le bolle informative create dagli algoritmi non influenzano solo ciò che un singolo utente vede, ma hanno anche effetti più ampi sulla società e sulla cultura. Quando gli utenti sono esposti principalmente a contenuti che confermano le loro opinioni, le differenze tra gruppi con visioni diverse tendono a essere enfatizzate, aumentando la polarizzazione sociale.[6][7]
Questo fenomeno può ridurre significativamente il dialogo tra persone con idee differenti, poiché ciascun gruppo vede principalmente informazioni coerenti con le proprie convinzioni e tende a ignorare o sminuire punti di vista alternativi.[9]
Le implicazioni culturali sono altrettanto rilevanti: le filter bubbles possono rafforzare stereotipi, diffondere disinformazione e ridurre l’esposizione a prospettive diverse, creando una società più frammentata. Questo può avere effetti negativi sul dibattito pubblico, sulla coesione sociale e sulla capacità collettiva di affrontare problemi complessi.
Infine, le bolle informative possono influenzare anche il comportamento politico e le scelte culturali, dato che gli utenti ricevono informazioni selezionate in base alle loro preferenze, il che può condurre a decisioni più polarizzate e a una partecipazione pubblica meno consapevole.[10]
Rischi
La filter bubble comporta diversi rischi per l’utente e per la società. Tra i principali:
Esposizione limitata a informazioni coerenti con le proprie idee
Gli utenti vedono principalmente contenuti che confermano le loro convinzioni, riducendo la capacità di confrontarsi con opinioni diverse.[11]
Ridotta comprensione di punti di vista alternativi
La mancanza di esposizione a prospettive diverse può limitare la capacità critica dell’utente e la comprensione della complessità delle questioni sociali, politiche o culturali.[6][7]
Maggiore vulnerabilità a influenze esterne
Essere intrappolati in una bolla informativa può rendere gli utenti più facilmente influenzabili da pubblicità mirate, notizie parziali o contenuti manipolativi, aumentando il rischio di disinformazione e di decisioni basate su informazioni incomplete.[12]
Polarizzazione e frammentazione sociale
Quando grandi gruppi di utenti sono esposti solo a contenuti affini alle loro convinzioni, si rafforzano divisioni sociali e culturali, riducendo il dialogo e la cooperazione tra diversi segmenti della società.[6][7]
In sintesi, i rischi della filter bubble riguardano sia l’esperienza individuale, limitando la capacità di apprendere e comprendere punti di vista diversi, sia l’impatto collettivo, influenzando la società, la politica e la cultura in senso polarizzante.
Rimedi ipotizzati
Consultare fonti diverse
Leggere notizie e contenuti provenienti da differenti piattaforme, media e opinioni consente di avere una visione più completa della realtà e riduce il rischio di essere confinati in un ecosistema informativo limitato.[13]
Essere consapevoli del funzionamento degli algoritmi
Comprendere come gli algoritmi di personalizzazione selezionano i contenuti permette agli utenti di riconoscere la propria esposizione limitata e di cercare attivamente punti di vista alternativi.[6][7]
Usare piattaforme che promuovono la varietà dei contenuti
Alcune piattaforme digitali offrono strumenti per visualizzare contenuti non filtrati o diversificati. L’uso di tali piattaforme può aiutare a rompere la bolla informativa e aumentare l’esposizione a informazioni eterogenee.[14]
Adottare comportamenti digitali critici
Verificare le fonti, confrontare le informazioni e discutere con persone che hanno punti di vista differenti sono pratiche che aiutano a mitigare gli effetti della filter bubble e a promuovere una maggiore consapevolezza digitale.[6]
In sintesi, combinando consapevolezza, diversificazione delle fonti e utilizzo di strumenti adeguati, è possibile ridurre l’impatto della filter bubble sulla percezione della realtà e sul dibattito pubblico.
Note
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ "Information filtering and personalization algorithms", arXiv:1905.03919. [1](https://arxiv.org/abs/1905.03919)
- ↑ "Social media recommendation dynamics", arXiv:2004.09603. [2](https://arxiv.org/abs/2004.09603)
- ↑ 6,0 6,1 6,2 6,3 6,4 6,5 6,6 Applied Network Science (2024). Impact of recommender systems on information diversity. [3](https://appliednetsci.springeropen.com/articles/10.1007/s41109-024-00679-3)
- ↑ 7,0 7,1 7,2 7,3 7,4 7,5 Springer (2024). Algorithmic personalization and its ethical implications. [4](https://link.springer.com/article/10.1007/s13347-024-00758-4)
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
- ↑ Pariser, The Filter Bubble, p. 40.
Bibliografia
- Pariser, E. (2011). The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You. Penguin Press.
- Sasahara, K., Chen, W., Peng, H., Ciampaglia, G. L., Flammini, A. & Menczer, F. (2019). Social Influence and Unfollowing Accelerate the Emergence of Echo Chambers. arXiv:1905.03919.
- Cinelli, M., De Francisci Morales, G., Galeazzi, A., Quattrociocchi, W. & Starnini, M. (2020). Echo Chambers on Social Media: A Comparative Analysis. arXiv:2004.09603.
- Applied Network Science (2024). Impact of recommender systems on information diversity.
- Springer (2024). Algorithmic personalization and its ethical implications.