Filter bubble: differenze tra le versioni

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1. Definizione:
La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo.
La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo.
Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You (2011).
Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You (2011).




2. Funzionamento degli algoritmi di personalizzazione:
==Funzionamento degli algoritmi di personalizzazione==


Gli algoritmi dei social network scelgono quali contenuti mostrare in base alle azioni dell’utente: clic, “mi piace” e tempo di visualizzazione. Così, i contenuti simili a quelli già apprezzati appaiono più spesso, mentre altri vengono nascosti.
Gli algoritmi dei social network scelgono quali contenuti mostrare in base alle azioni dell’utente: clic, “mi piace” e tempo di visualizzazione. Così, i contenuti simili a quelli già apprezzati appaiono più spesso, mentre altri vengono nascosti.
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• consapevoli di come funzionano gli algoritmi;
• consapevoli di come funzionano gli algoritmi;
•usare piattaforme che mostrano contenuti vari e non solo personalizzati.
•usare piattaforme che mostrano contenuti vari e non solo personalizzati.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==

Versione delle 08:36, 30 nov 2025

La filter bubble (loc. s.le f.) è l’ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet scegliendo solo i contenuti che gli piacciono. In questa bolla, vediamo principalmente informazioni simili a quelle che già conosciamo e poco contenuto nuovo. Per esempio, su Facebook, l’algoritmo mostra nella home post e foto che potrebbero piacere all’utente, mentre altri contenuti vengono nascosti. Solo il 5% degli utenti legge opinioni molto diverse dalle proprie. Il termine filter bubble significa “bolla filtrata” ed è stato coniato da Eli Pariser nel libro The Filter Bubble: What the Internet Is Hiding from You (2011).


Funzionamento degli algoritmi di personalizzazione

Gli algoritmi dei social network scelgono quali contenuti mostrare in base alle azioni dell’utente: clic, “mi piace” e tempo di visualizzazione. Così, i contenuti simili a quelli già apprezzati appaiono più spesso, mentre altri vengono nascosti.


3. Effetti ipotizzati:

La filter bubble può far vedere solo una parte della realtà e rafforzare le idee che già abbiamo. Gli utenti vedono poche opinioni diverse dalle loro, e questo può ridurre la comprensione di punti di vista alternativi.


4. Implicazioni sociali e culturali:

Le bolle informative possono aumentare le divisioni tra le persone e ridurre il dialogo tra chi ha idee diverse. Questo fenomeno può influenzare la formazione delle opinioni e rendere più difficile capire realtà diverse dalla propria.


5. Rischi:

I rischi principali della filter bubble sono: •vedere solo informazioni che confermano le proprie idee; •non conoscere punti di vista diversi; •essere più facilmente influenzati da pubblicità o notizie parziali.


6. Rimedi ipotizzati:

Per ridurre gli effetti della filter bubble, si possono adottare strategie semplici: •leggere notizie da fonti diverse; • consapevoli di come funzionano gli algoritmi; •usare piattaforme che mostrano contenuti vari e non solo personalizzati.

Note


Bibliografia