Chevrolet Citation: differenze tra le versioni
| Riga 9: | Riga 9: | ||
General Motors iniziò nel 1974 a pensare a una piattaforma per la sostituta della Chevrolet Nova, partendo dallo schema meccanico a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, che permetteva alle "import" di essere così efficienti; il posizionamento trasversale del motore permetteva infatti di eliminare l'albero di trasmissione, di togliere meno spazio all'abitacolo, e di rendere le automobili più leggere. | General Motors iniziò nel 1974 a pensare a una piattaforma per la sostituta della Chevrolet Nova, partendo dallo schema meccanico a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, che permetteva alle "import" di essere così efficienti; il posizionamento trasversale del motore permetteva infatti di eliminare l'albero di trasmissione, di togliere meno spazio all'abitacolo, e di rendere le automobili più leggere. | ||
Questo nuovo metodo di concepire le autovetture compatte costituiva una sfida completamente inedita per per gli ingegneri Chevrolet, che iniziarono questo progetto acquistando diverse Lancia (marchio che all'epoca era famoso per le berline a trazione anteriore) per provarle e soprattutto per smontarle e capire appieno i segreti di queste auto europee, pratica conosciuta nei paesi anglofoni come "Reverse engineering". <ref>Robert C. Smith, | Questo nuovo metodo di concepire le autovetture compatte costituiva una sfida completamente inedita per per gli ingegneri Chevrolet, che iniziarono questo progetto acquistando diverse Lancia (marchio che all'epoca era famoso per le berline a trazione anteriore) per provarle e soprattutto per smontarle e capire appieno i segreti di queste auto europee, pratica conosciuta nei paesi anglofoni come "Reverse engineering". <ref>Robert C. Smith, ''[https://www.motortrend.com/features/gm-x-cars-chevrolet-citation-oldsmobile-buick-pontiac-photos-history/ GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure]'', «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref> | ||
Il nuovo progetto sarebbe stato condiviso tra i vari marchi del gruppo: dal pianale della nuova Chevrolet (che inizialmente si doveva chiamare Condor), sarebbero derivate Buick Skylark, Pontiac Phoenix e Oldsmobile Omega. L'offerta di quattro modelli sulla stessa piattaforma permetteva di abbassare i costi di produzione tra i vari brand, che non avrebbero dovuto sviluppare da soli le loro compatte: questo è uno dei primi casi di platform-sharing, modello di business che sarà poi adottato da altri gruppi automobilistici. | Il nuovo progetto sarebbe stato condiviso tra i vari marchi del gruppo: dal pianale della nuova Chevrolet (che inizialmente si doveva chiamare Condor), sarebbero derivate Buick Skylark, Pontiac Phoenix e Oldsmobile Omega. L'offerta di quattro modelli sulla stessa piattaforma permetteva di abbassare i costi di produzione tra i vari brand, che non avrebbero dovuto sviluppare da soli le loro compatte: questo è uno dei primi casi di platform-sharing, modello di business che sarà poi adottato da altri gruppi automobilistici. | ||
Versione delle 13:25, 31 ago 2025
La Chevrolet Citation è una berlina compatta prodotta da Chevrolet dal 1980 al 1985. È la sostituta della Chevrolet Nova, ed è la prima auto di Chevrolet ad aver adottato la trazione anteriore. Era concepita per colmare il gap tra la Chevrolet Monza e la Malibu, ma venne successivamente posizionata tra la Chevrolet Cavalier (sostituta della Monza) e la Chevrolet Celebrity.
La Citation era costruita sulla piattaforma X di General Motors, pensata da subito per auto compatte a trazione anteriore. Condivideva il pianale con la Buick Skylark, Oldsmobile Omega e Pontiac Phoenix; tra queste però era l'unica disponibile in carrozzeria hatchback dal tetto discendente, soluzione ripresa dalle berline europee che consentiva di migliorare l'efficienza aerodinamica.
Progettazione
Dopo la crisi petrolifera del 1973, nel mercato nordamericano cominciò a crescere la domanda di auto più piccole ed efficienti rispetto alle "classiche" berline americane. I grandi costruttori americani erano in estrema difficoltà, perché anche le loro vetture più piccole erano diventate di colpo difficili da mantenere a causa del prezzo del petrolio. L'improvvisa domanda di auto piccole e dai consumi bassi venne immediatamente soddisfatta dalle auto d'importazione giapponese o europea, come la Toyota Corolla e la Volkswagen Golf. In questo contesto, era sempre più difficile vendere le auto americane già nei concessionari e persino quelle che erano in via di sviluppo.
General Motors iniziò nel 1974 a pensare a una piattaforma per la sostituta della Chevrolet Nova, partendo dallo schema meccanico a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, che permetteva alle "import" di essere così efficienti; il posizionamento trasversale del motore permetteva infatti di eliminare l'albero di trasmissione, di togliere meno spazio all'abitacolo, e di rendere le automobili più leggere. Questo nuovo metodo di concepire le autovetture compatte costituiva una sfida completamente inedita per per gli ingegneri Chevrolet, che iniziarono questo progetto acquistando diverse Lancia (marchio che all'epoca era famoso per le berline a trazione anteriore) per provarle e soprattutto per smontarle e capire appieno i segreti di queste auto europee, pratica conosciuta nei paesi anglofoni come "Reverse engineering". [1]
Il nuovo progetto sarebbe stato condiviso tra i vari marchi del gruppo: dal pianale della nuova Chevrolet (che inizialmente si doveva chiamare Condor), sarebbero derivate Buick Skylark, Pontiac Phoenix e Oldsmobile Omega. L'offerta di quattro modelli sulla stessa piattaforma permetteva di abbassare i costi di produzione tra i vari brand, che non avrebbero dovuto sviluppare da soli le loro compatte: questo è uno dei primi casi di platform-sharing, modello di business che sarà poi adottato da altri gruppi automobilistici. Gran parte dello sviluppo della piattaforma X venne affidata agli ingegneri Chevrolet e Pontiac, che progettarono rispettivamente le sospensioni anteriori e quelle posteriori. Per quanto riguarda i motori, il quattro cilindri in linea da 2,5 litri era progettato da Pontiac, mentre il 2.8 V6 era concepito in casa Chevrolet. [2]
Mentre veniva sviluppata la Citation, l'industria automobilistica americana passò il peggior periodo della sua storia. Gli anni successivi alla crisi petrolifera passarono alla storia come la "Malaise Era", un'epoca di estrema fatica per i grandi costruttori americani, che continuavano a produrre auto datate e lontane dalle richieste del pubblico; anche la qualità costruttiva scese drasticamente, con le auto d'importazione che risultavano sempre più affidabili rispetto alle controparti americane. [3]
I piani iniziali di General Motors prevedevano un debutto della Condor nel 1978, per andare subito all'attacco della nuova Dodge Omni, ma il lancio avvenne solo nel 1979: il ritardo era causato dai fornitori e dall'allestimento dei macchinari nelle fabbriche, non ancora pronti per la domanda prevista per una compatta Chevrolet. Fu durante questo ritardo che Chevrolet decise di cambiare nome alla vettura, che da Condor venne chiamata Citation. La nuova Citation sarebbe stata disponibile in tre varianti di carrozzeria, di cui due hatchback a tre e cinque porte e una variante coupé a due porte.
Debutto
La Chevrolet Citation venne presentata nell'aprile del 1979, pronta per l'anno di produzione 1980. La nuova compatta di Chevrolet rappresentava una ventata fresca per la gamma del marchio, perché era molto più efficiente della Nova che andava a sostituire: la Citation infatti era più corta di 51 centimetri e più leggera di 360 kg rispetto alla Nova, ma allo stesso tempo aveva un abitacolo più spazioso della berlina uscente e un baule più grande di 201 litri. Le dimensioni della Citation la rendevano paragonabile alla Malibu per quanto riguarda lo spazio interno e le ammiraglie Impala e Caprice per lo spazio del baule, che poteva essere aumentato abbassando i sedili posteriori (opzione non disponibile nemmeno a pagamento sulla Nova).
Secondo Chevrolet, la nuova vettura era l'auto più collaudata in fase di pre-produzione nella storia del marchio. Il direttore generale della Chevrolet, Robert D. Lund, la definì un "veicolo familiare funzionale e accessibile, che era "ottimizzava lo spazio interno in rapporto agli ingombri esterni, confortevole, economico da gestire e facile da riparare".
La Citation era completamente personalizzabile: era infatti disponibile in 14 colori esterni, con 13 combinazioni bicolore, quattro colori per gli interni e la possibilità di avere i sedili anteriori separati o uniti in un unico divano.
Tecnica
I motori erano il 2.5 Pontiac e il 2.8 Chevrolet, che sviluppavano rispettivamente 90 CV e 115 CV. Entrambi i motori utilizzavano carburatori Varajet a due stadi che dosavano il carburante nelle camere di combustione in base alle esigenze di guida. Questo aumentava il flusso di carburante durante le accelerazioni. Il telaio prevedeva sospensioni anteriori a schema MacPherson e ponte torcente posteriore, molle elicoidali disegnate al computer, barre antirollio su entrambi gli assi e sterzo a cremagliera. Il gruppo motore-cambio era montato su un sottotelaio, che costituiva anche un elemento di supporto per le sospensioni anteriori: questa soluzione rendeva la guida più confortevole, smorzando meglio le asperità stradali, e garantiva una maggiore semplicità e abbattimento dei costi nel caso di interventi meccanici straordinari.
La nuova Citation era disegnata per essere aerodinamica, e questo si capiva dalla coda discendente e dal piccolo splitter anteriore collocato sotto al paraurti. Col 2.5 a quattro cilindri e il cambio manuale a quattro marce (con funzione overdrive per ridurre il numero di giri motore a velocità autostradali), riusciva a garantire un consumo di 9,8 litri per 100 km in città e 6,19 litri per 100km a velocità autostradali: questi numeri non sembrano elevati oggi, ma le auto americane dei primi anni settanta riuscivano a malapena ad arrivare a 10 litri per 100 km sulle autostrade americane. Era disponibile già al lancio anche il motore 2.8 V6 che, come il 2.5, era abbinato di serie al cambio manuale oppure a un cambio automatico a tre marce.
Per i più sportivi, era disponibile la versione X-11; questa comprendeva sospensioni più rigide, barre stabilizzatrici rinforzate, cerchi in lega da 14 pollici (la Citation base aveva cerchi da 13 pollici), una griglia anteriore specifica, una presa d'aria sul cofano, spoiler, decalcomanie e modanature in tinta carrozzeria. All'interno, l'X-11 offriva sedili sportivi a guscio, un volante sportivo e una strumentazione completa, che comprendeva contagiri, voltmetro e indicatori di temperatura e pressione dell'olio.
Evoluzione
1980
La Citation fu nominata "Auto dell'Anno 1980" dalla rivista Motor Trend. L'auto fu un successo immediato, con più di 800,000 esemplari venduti nel primo anno sul mercato; diventò così la Chevrolet più popolare al debutto. Chevrolet aveva previsto che l'80% degli acquirenti della Citation preferissero il 2.8 V6, e dovette correre quasi subito ai ripari quando si accorse della forte domanda per il 2.5; molti ordini vennero cancellati, per prendere il tempo necessario a potenziare la capacità produttiva del quattro cilindri.
1981
Nel 1981 le vendite subirono un forte calo, passando dagli oltre 811.000 esemplari del 1980 a 413.347. Questo calo nelle vendite può essere ricondotto alla presentazione di una nuova concorrente per la Citation, cioè la Dodge Aries (o Plymouth Reliant); la DOdge aveva uno stile più conservativo della Citation, ed era disponibile anche come berlina a tre volumi e station wagon (varianti di carrozzeria non disponibili per la Citation). La versione coupé a due porte fu eliminata dalla gamma, con la Citation prodotta solo come hatchback a tre o cinque porte. Le modifiche visive furono minime. La Citation del 1981 presentava una griglia rivista e le luci posteriori di posizione divennero di colore ambra. L'allestimento X-11 vide un aggiornamento significativo, con un aumento della potenza del 2.8 V6 di 20 cavalli: la X-11 passava così da 115 a 135 cavalli, e questo le garantiva un tempo nello 0-100 di soli 8,5 secondi.
1982
Per il 1982, la Citation presentava una nuova griglia anteriore orizzontale. Venne rintrodotta la carrozzeria coupé a due porte, nel tentativo di migliorare le vendite. ll 2.5 a quattro cilindri fu dotato di iniezione elettronica del carburante, standard su tutte le versioni. Si stimava che questa modifica diminuisse il consumo (per 100km) di 1,5 litri. Le vendite calarono del 59,93% rispetto al 1981, con soli 165.647 esemplari venduti.
1983
All'inizio del 1983 tutte le Citation del 1980 vengono richiamate da Chevrolet per un presunto problema ai freni; questo richiamo fu ordinato dalla National Highway & Traffic Safety Administration (NHTSA), e la portata di questa azione di richiamo macchiò l'immagine della Citation nell'opinione pubblica, visto che ora veniva considerata insicura. Chevrolet comunque aggiornò la Citation, introducendo nuovi sedili anteriori con poggiatesta regolabili e un disegno inedito nel cruscotto. Venne aggiunto un nuovo pacchetto, denominato "Sport Decor": includeva grafiche esterne, spoiler posteriore, cerchi rally, paraurti in tinta con la carrozzeria e specchietti sportivi. Il costo era di $299. Il pacchetto sportivo X-11 fu nuovamente offerto per la hatchback a tre porte e, più avanti nel corso dell'anno, anche per la coupé a due porte. Il pacchetto fu rivisto e costava circa $700 in meno rispetto al 1982. Includeva grafiche speciali, un cofano bombato ("bubble hood"), il motore V-6 da 135 cavalli, sedili avvolgenti, specchietti sportivi, spoiler posteriore, cerchi in lega da 14 pollici, griglia nera e modanature nere. Il prezzo era di $998 e ne furono installati 1.934. Gli effetti del richiamo di inizio anno, in termini di fiducia della clientela, si videro nel numero di vendite del 1983: solo 116,460 unità vendute nel 1983, un numero bassissimo se paragonato al debutto della Citation.
1984: CItation II
Nel 1984, la Chevrolet Citation fu rinominata Citation II. Il cambio di nome fu un tentativo di staccare la Citation dalla fama che si era creata a causa del richiamo del 1983. Nonostante il nuovo nome, l'auto era identica al 1983. Le vendite totali scesero per la prima volta sotto le 100.000 unità, con un totale di 97.296 Citation vendute nel 1984.
1985
Il 1985 fu l'ultimo anno di produzione della Citation, che era ormai disponibile solo in carrozzeria hatchback. Furono ridisegnati gli interni, con una nuova radio equipaggiabile anche col mangiacassette. I clienti potevano scegliere tra dodici colori per la carrozzeria, dei quali nove erano inediti. Il 2.5 a quattro cilindri fu aggiornato con punterie a rulli idraulici; il 2.8 V6 era ora disponibile con iniezione a carburatori oppure con una nuova iniezione elettronica multiport, inclusa nel pacchetto X-11 e optional per le altre Citation 2.8 V6. La produzione totale nel 1985 fu di 97.269 unità.
Bibliografia
(EN) John Gunnell, Standard Catalog of Chevrolet, 1912-2003: 90 Years of History, Photos, Technical Data and Pricing, Krause Publications, 2011, ISBN-13 978-1440230516
https://www.motortrend.com/news/gm-x-cars-chevrolet-citation-oldsmobile-buick-pontiac-photos-history
https://www.youtube.com/watch?v=aVPaY7jzDYw&t=65s&pp=ygUSY2hldnJvbGV0IGNpdGF0aW9u
https://www.victoryandreseda.net/historiography-malaise/
Note
- ↑ Robert C. Smith, GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure, «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Robert C. Smith, “GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure”, «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Stern, Randy, “Historiography: The Malaise Era”, «Victory & Reseda», 16 aprile 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.